Chiusura estiva – ci rivediamo a settembre

Il blog riceverà un notevole rallentamento di pubblicazione con l’arrivo dell’estate.
Non temere, non è un addio!
Ci rivedremo di nuovo a con tanti articoli, recensioni, interviste e magari qualche rubrica tutta nuova per cambiare aria.
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Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

“Non ho mai…” è una serie televisiva statunitense di 10 episodi di genere comico e drammatico. Creata da Mindy Kaling e Lang Fisher per Netflix con il titolo originale “Never Have I Ever”, composta di una sola stagione distribuita a partire dal 27 aprile 2020 sulla piattaforma di streaming a pagamento e ancora non rinnovata o cancellata per la seconda stagione.
La serie è un tripudio di clichè rivisitati per essere unici nel loro genere in un mix tra Hollywood e Bollywood in cui non mi era ancora capitato di imbattermi, i personaggi hanno fortissime connotazioni indiane e sono altrettanto fortemente legati alla loro cultura seppur siano quasi due decadi che vivono negli Stati Uniti d’America. Sono stereotipi di loro stessi e combattono la volontà di innovarsi al mantenimento delle tradizioni, la loro mente è sommersa di una cultura che vede ancora obbligate le donne ad accettare un matrimonio combinato scelto dai genitori per benefici sociali, le donne non possono avere una loro vita amorosa prima del matrimonio o volontà al di fuori della cura domestica e matrimoniale: uno stile di vita completamente diverso da quello libertino americano quasi privo di valori tradizionali.
Devi ed il padre erano fortemente legati da un sentimento di reciprocità puro mentre con la madre le cose sono estremamente complicate, lei è fredda e rigida, perennemente impostata e distante dalla figlia che vorrebbe unicamente il suo affetto. Dopo la morte del padre Devi fa tutto quello che è in suo potere per fuggire da quel dolore tanto da interiorizzarlo al punto da trasformarsi in un’altra pur di non fermarsi e lasciarsi avvolgere da quella tristezza, mette perfino in dubbio la sua lealtà verso le sue amiche secolari pur di cercare di afferrare un effimera soddisfazione felice per se stessa, non vede cosa le accade attorno troppo occupata a combattere i propri demoni e, semplicemente, si allontana dalla sua vita credendo di fare la cosa giusta. Continua a leggere Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

Passione Segreta

Sorrisi ai ragazzi seduti di fronte a me e scossi la testa osservandone alcuni appisolati in fondo all’aula, incastrai una ciocca di capelli ondulati dietro l’orecchio sinistro e, alzandomi dal mio angolo di muro, camminai ancora una volta nello spazio tra la cattedra e la platea di persone sedute. «Capite?» Mi rivolsi loro alzando una mano verso il filmato appena terminato dietro le mie spalle. … Continua a leggere Passione Segreta

Recensione: “Prosciutto e uova verdi” di Jared Stern

“Prosciutto e uova verdi” è stata creata da Jared Stern e prodotta dallo stesso in collaborazione con Ellen DeGeneres, Sam Register, Mike Karz, David Dobkin, Jeff Kleeman e Helen Kalafatic col titolo originale “Green Eggs and Ham”. Composta da una stagione di 13 episodi distribuiti da Netflix a partire da novembre 2019, rinnovati poi per una seconda stagione ancora da rilasciare e ispirati dall’omonimo libro per bambini scritto dal Dr. Seuss del 1960.
E’ davvero difficile non innamorarsi follemente del cartone animato che sa emozionare e divertire allo stesso tempo tenendo lo spettatore in trepidazione davanti allo schermo per tutta la durata degli episodi. Impossibile aspettarsi il finale e l’evoluzione dei personaggi così repentina quanto inaspettata ma totalmente coerente con la narrazione. Insomma, “Prosciutto e uova verdi” è un capolavoro adatto a tutta la famiglia per il suo mix esplosivo e per una comunicazione capace di soddisfare tutti – anche i più esigenti. Continua a leggere Recensione: “Prosciutto e uova verdi” di Jared Stern

Recensione: “Seduzione” di Amanda Quick

“Seduzione” è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1990 dall’autrice Amanda Quick (pseudonimo di Jayne Ann Krentz) col titolo originale “Seduction” e tradotto successivamente in italiano da Silvia Accardi per Arnoldo Mondadori nel 2001.
Un aspetto molto interessante è l’eleganza che permane per tutte le vicende attribuendo alla narrazione una certa classe che fa immergere in un ambiente raffinato ogni frammento di storia. I personaggi hanno un’interessante evoluzione psicologica che – nel dettaglio dei protagonisti – oserei dire quasi inevitabile. Per quanto riguarda invece tutti gli altri personaggi citati si da talmente poco spazio alla loro narrazione che è come se non esistessero per quanto invece si dimostrino spesso essenziali nel corso della storia. La descrizione però è talmente nitida e ben realizzata da creare un universo denso entro cui spostare il proprio sguardo e provare con esattezza i sentimenti espressi. Continua a leggere Recensione: “Seduzione” di Amanda Quick

Recensione dei film: “Tutte le volte che ho scritto ti amo” e “P.S. ti amo ancora”

“Tutte le volte che ho scritto ti amo” del 2018 e il suo sequel “P.S. Ti amo ancora” del 2020sono stati realizzati come trasposizioni dei romanzi scritti da Jenny Han a partire dal 2014. Distribuiti da Netlflix che ha in programma di rilasciare anche il terzo film “Tua per sempre, Lara Jane” entro il 2021. Nei panni dei protagonisti vi sono Lana Condor e Noah Centineo già noti per molti altri lavori cinematografici orientati ai giovani.
La storia d’amore descritta su più capitoli è costellata di difficoltà ma del tutto reale, ogni scena descritta tende ad essere più reale possibile invece che un mero costrutto romantico del tutto irrealizzabile nella vita vera. I personaggi sono credibili e, tutta la vicenda è qualcosa che potrebbe oggettivamente succedere in un contesto reale di un’adolescente sbadata e un po’ sfortunata. Continua a leggere Recensione dei film: “Tutte le volte che ho scritto ti amo” e “P.S. ti amo ancora”

Settimana dedicata ad “Angry Birds” #3

Terzo articolo della settimana dedicata al franchise di “Angry Birds” nato a partire da uno schizzo di uccelli stilizzati senza ali che ben presto ha saputo affascinare il mondo. La Rovio Mobile ha creato innumerevoli versioni di videogiochi, per mobile (iOS e Android) ma anche per console, browser e Social Network. Ogni versione offre un’esperienza di gioco diversa dalle precedenti e amplia l’universo degli Uccelli Arrabbiati.
Legati alla storia e al diffuso utilizzo dei contenuti di “Angry Birds” è inevitabile raccontare anche qualche curiosità legata al franchise nella sua interezza. Continua a leggere Settimana dedicata ad “Angry Birds” #3

Settimana dedicata ad “Angry Birds” #2

Secondo articolo della settimana dedicata al franchise di “Angry Birds” sviluppato come serie di videogiochi prodotti da Rovio Mobile incentrati su dei simpatici uccelli arrabbiati che cercano di sconfiggere i maiali pronti all’invasione delle loro terre per mangiare le loro uova. Successivamente il franchise si è evoluto diventando anche una serie animata di be tre stagioni per un totale di 104 episodi dalla durata di pochi minuti ciascuna diffusa prima su applicazioni e poi su televisione. Infine il franchise si è adattalo al grande schermo con la produzione di due pellicole inerenti alle avventure di uccelli e maiali: una prima pellicola realizzata nel 2016 e una seconda successiva temporalmente nella narrazione del 2019. Continua a leggere Settimana dedicata ad “Angry Birds” #2

Settimana dedicata ad “Angry Birds” #1

Primo articolo della settimana dedicata al franchise di “Angry Birds” nato a partire dal 2009 con la pubblicazione del primo videogioco rompicapo sviluppato da Rovio Mobile e diventato ben presto un icona. Dalla prima pubblicazione sono stati poi creati nuovi giochi che hanno dato origine ad un movimento inglobato poi in parchi divertimenti, serie animate, film e giochi da tavolo di varia natura. Continua a leggere Settimana dedicata ad “Angry Birds” #1

Recensione: “Secretary” di Steven Shainberg

“Secretary” è una pellicola statunitense prodotta nel 2002, diretta da Steven Shainberg e sceneggiata da Erin Cressida Wilson come adattamento cinematografico dei racconti Bad Behavior di Mary Gaitskill del 1988. Il film tratta di tematiche adatte ad un pubblico adulto e aperto essendo disseminato di elementi tipici del black humor, delle pratiche di dominazione sessuale e scene di nudo. Presentato in anteprima in diversi festival cinematografici del 2002 e diffuso ufficialmente il 20 settembre 2002 nei cinema statunitensi.
Un film capace di trattare tematiche che difficilmente vengono affrontate con il gusto rispetto che meritano e finiscono inevitabilmente per essere banalizzate a rapporti sessuali con manette, bende e frustini. In tutta la pellicola emerge con prepotenza la situazione emotiva dei due protagonisti sempre combattuti tra quello che vorrebbero e ciò che è socialmente ritenuto idoneo per la loro posizione, la lotta con se stessi e la loro sessualità percepita come malata e insana. Altro fattore molto interessante è l’analisi del comportamento delle persone che circondano i due protagonisti, ogni personaggio ha una definizione psicologica estremamente chiara ed accentuata nelle sue piccole parti così che tutta la storia possa acquisire, in un certo senso, una focalizzazione zoom mirata alla comprensione diretta della storia e delle motivazioni che spingono i protagonisti a desiderare certe cose non socialmente accettate ma perfettamente adatte al contesto descritto.

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