La festa della donna?

Tutte le persone che ho incontrato oggi, con un grande e finto sorriso stampato in volto, mi hanno augurato le migliori cose e i migliori auguri per questa festa interamente dedicata a noi Donne facendomi un po’ sorridere ed un po’ penare contemporaneamente.
Mazzi di mimose sparsi per tutto l’ufficio, cioccolatini e mille auguri che volavano dappertutto. 355_283
Persone indaffaratissime all’uscita dal lavoro che correvano dai fiorai nonostante la bufera di neve per poter portare a casa alle proprie donne un fiorellino per dimostrare loro tutta la gratitudine e sottolineare il fatto che si fossero ricordati del famigerato “Otto Marzo”; al che mi sono fermata in attesa che mio padre arrivasse con la jeep per poter tornare a casa sui miei monti sperduti e mi sono messa a ridere. Immaginavo tutti questi uomini codardi e vili che si sono ricordati di avere una moglie o una fidanzata sentendo per caso qualche radio che propagandava la festa a tutti gli utenti e per un istante, nelle loro macchine, hanno smesso di pensare alle colleghe, alle bariste o ragazzine di turno, hanno messo momentaneamente da parte i loro pensieri di lavoro o di calcetto per dedicare un futile e banale pensiero alle LORO donne senza nemmeno rendersi conto del perché riducendosi ad una patetica corsa dal fioraio per non dover affrontare una lite nelle loro case la sera dopo una stancante giornata.
E allora tutto il mio femminismo è miseramente crollato pensando a quelle povere donne sommerse dalle faccende che non si guadagnano alcun rispetto dai propri uomini perché troppo impegnati con loro stessi, ho pensato alle ragazzine che pur di avere “like” alle foto e per guadagnare la nuova versione del successo ottenibile solo online si sono “svendute” con qualche fotografia rubata a momenti di vita poco vestiti con uno stupido ashtag che citava “OttoMarzoFestaDelleDonne”, donne_lavoro_2ho ricordato le povere donne che lavorano e continuano a guadagnare meno dei loro mariti e anche alle signore anziane ho pensato perché percepiscono ancora una pensione più bassa che non compensa a tutte le fatiche di una vita. Ho pensato a tutto questo e ridevo guardando la neve cadere perché essere femministe non serve a niente se negli anni “Duemila” tutto questo è ancora possibile, se per arrotondare alle spese una madre di famiglia debba avere due o più lavori destreggiandosi nelle fatiche casalinghe e lavorative senza ricevere un minimo compenso se non uno stupido mazzetto di mimose l’otto Marzo come simbolo di “Forza”.
Una donna, una vera donna intendo, capace di gestire ed organizzare le vite di tutta la famiglia e di lavorare senza mai cedere al disagio della propria vita posta ad uno scalino più basso della scala sociale rispetto a quella di un uomo, andrebbe festeggiata ogni mattina augurandole una buona giornata, aiutandola a cucinare la sera e chiedendole semplicemente “Hai bisogno di aiuto?” perché ammettiamolo! Il mito che una donna debba occuparsi della casa è da arretrati e meschini, un concetto rozzo e da sfatare. Una donna non è diversa da un uomo nei suoi diritti e merita il giusto riconoscimento per le fatiche che sostiene ogni giorno.
Quindi ripensando a quei mariti di fretta avrei voluto che nella loro corsa si fossero domandati del motivo per il quale stessero andando da un stupido fioraio che almeno per una giornata è riuscito a guadagnare fior di quattrini vendendo mimose a persone che pensavano di pulirsi la coscienza spendendo qualche soldo. Avrei voluto che per qualche misero istante pensassero realmente a quello che le loro donne fanno per mandare avanti la barca remando insieme ma che nonostante le fatiche amano e trovano in mimose500modo di pensare al resto, perché si, essere femmina è anche questo ma essere donna è tutto il resto.
E mentre ridevo di tutta questa faccenda un pensiero si è formulato nella mia mente: ho pensato al mio uomo che non mi ha detto nulla per “L’Otto Marzo” ma che la mattina quando ci svegliamo insieme mi bacia e mi sussurra “Ti amo per quello che fai” e l’ ho capito la differenza tra un maschio che corre dal fioraio ed un uomo che ti aspetta amandoti.
E allora dico, donne che pensate di meritare di più iniziate a rifiutare quegli stereotipi di maschi che regalano fiori e gioielli e andate a cercare uomini che vi dicono di amarvi ogni giorno ma che si scordano delle feste che fanno girare l’economia.

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