Storia dei media digitali – Rivoluzioni e continuità di Gabriele Baldi e Paolo Magaudda

Balbi_Magaudda-Storie_Dei_Media_DigitaliIl libro pubblicato con la casa editrice Editori Laterza nel novembre del 2014 è strutturato in undici parti ben distinte e spalmate in 179 pagine ciascuna delle quali affronta una tematica differente, principalmente nei cinque capitoli scritti dagli autori più che nelle parti di approfondimento. Sugli autori: Balbi è un professore assistente in Media Studies alla facoltà universitaria Svizzera-Italiana di Lugano dove insegna e svolge ricerche nel settore storico dei media, la sua formazione sia scolastica che lavorativa si è venuta a creare grazie a differenti università (sia italiane che straniere) permettendogli un’ampia conoscenza della materia che ha permesso lui di scrivere altri saggi relativi al mondo mediatico. Magaudda è un sociologo presso la facoltà universitaria di Padova dove svolge ricerche sul rapporto tra le tecnologie, la cultura e la società analizzando le influenze che i media e la comunicazione hanno su tale processo, le sue conoscenze gli hanno permesso di diventare segretario della Società Italiana per lo Studio della Scienza e della Tecnologia favorendo la pubblicazione di altri saggi inerenti alla materia.
Con il saggio dei due autori è possibile comprendere quindi lo sviluppo tecnologico in costante e veloce aumento reso possibile dai micro-processi di calcolo sempre più veloci secondo quanto previsto dalla legge di Gordon Moore ovvero sul raddoppiamento della potenza di calcolo di tali componenti essenziali al funzionamento dei computer ogni due anni per attribuzione di obsolescenza. Un progresso sviluppatosi in tre differenti prospettive che coinvolgono tutte le tecnologie quotidianamente utilizzate grazie alla loro forza di adattamento al cambiamento delle abitudini e che permettono la convergenza tra vecchi e nuovi media non più distinguibili tra loro, l’onnipresenza di paradigmi tecno-sociali sia nel micro che nel macro, la gratuità delle informazioni contenute al loro interno e una massa di individui non relazionali ma orientati dalle proprie pulsioni. I media vengono definiti un ossessione contemporanea che ha permesso l’ampliamento delle disuguaglianze sociali con rivoluzioni basate sulla numerizzazione ovvero la conversione di tutti i contenuti mediali in numeri, sulla binarizzazione ovvero la possibilità di scegliere tra due stati delle cose in espressione di 0 e 1 e infine sulla digitalizzazione ovvero decodificare con lo stesso metodo tutti i contenuti mediatici al fine di essere adatti alla lettura di ogni mezzo. Per rendere tutto possibile è essenziale comprendere la storia dei media che ha reso attuabile tale passaggio nella contemporaneità per trovare delle soluzioni capaci di rallentare il processo di sviluppo e di obsolescenza e diviene essenziale comprendere anche la relazione che i media hanno con la cultura stravolta dall’uso di tali tecnologie diffuse principalmente dopo la seconda guerra mondiale.
Il primo media ad essere analizzato è il computer definito il padre di tutti i dispositivi essendo nato come strumento analogo alla calcolatrice quindi prettamente legato all’esecuzione di calcoli complessi. Ideato da un prototipo di macchina auto-funzionale nel 1671 da Leibniz e Pascal, successivamente riadattata nel 1801 da Jacquard come telaio automatico cui nel 1936 Turing basò la propria teoria secondo la quale adattando a tale strumento i principi della matematica sarebbe stato possibile far funzionare autonomamente la macchina che avrebbe lavorato in codice binario per lo svolgimento di operazioni complesse. Da lì a pochi anni lo sviluppo di computer da calcolo prese il via adattando ogni nuovo strumento alla teoria del digitale: nel 1945 venne creato il primo computer digitale, nel 1950 il primo computer commercializzato, nel 1957 il primo computer ad uso singolo, 1965 il primo computer con tastiera, nel 1971 il primo computer con microprocessore e nel 1976 il primo personal computer che portò alla lotta per il migliore sistema operativo che porta nel 1984 alla vendita del primo Macintosh dotato di grafica in sostituzione del sistema Ms Dos che permette un interfaccia migliore ai non eserti d’informatica.
Il secondo media analizzato è internet definito come il medium al cui interno tutto converge essendo una rete di reti adattabile a tutti i settori sociali. Il suo sviluppo suddiviso in sei ere inizia con il progetto Arpanet che permetteva ai ricercatori militari un collegamento tra dispostivi in time-sharing per il passaggio di dati dove ogni nodo è legato insieme ad un altro in un’unica struttura che ne permette la comunicazione informativa (i dati vengono spezzati e viaggiano separatamente all’interno della struttura ma si ricompongono a destinazione). Tale meccanismo viene poi ceduto in uso ad un gruppo di universitari per poter comunicare dati di ricerca in protocollo tcp-ip per la decodifica ma in pochi anni la rete si amplifica esponenzialmente mettendo in collegamento più poli universitari nel mondo che possono comunicare persino grazie a mail. Nel 1990 Arpanet precedentemente separata tra uso militare e uso civile viene definitivamente chiusa per lo studio di scienze informatiche e sostituito con un nuovo progetto più funzionale alle esigenze: Nsfnet rete molto più flessibile. Nasce la rete come contro cultura infatti nuovi hacker utilizzano il passaggio di informazioni tramite il cavo telefonico per poter comunicare di contenuti non autorizzati alla sole ricerche ma per il solo gusto di farlo, nasce una nuova rete basata su relazioni orizzontali e informali dove è possibile una comunicazione politica ed economica. Nasce il World Wide Web che modifica una parte di internet per renderla accessibile a tutti nel mondo come piattaforma di consultazione e non solo condivisione di contenuti che nel 1993 viene resa gratuita quindi le aziende in entusiasmo si trasferiscono online grazie alla grafica userfriendly e internet diventa un nuovo mercato commerciale (luogo terzo) quotato in borsa. Nel 2001 le azioni precipitano perché le nuove attività offrono più di quanto il mercato stesso richieda e falliscono a causa del criticismo globale dei pochi utenti connessi che non si fidano a effettuare pagamenti sulla rete basata su relazioni verticali. Nel 2004 nasce quindi il Web 2.0 che definisce una fase matura di internet, una piattaforma plurimediale che pone al centro dell’attenzione i contenuti degli utenti definiti “prosumer” perché sono sia produttori che consumatori di informazioni gratuite in valore alla libertà d’espressione e alla coesione comunitaria di soggetti con gli stessi interessi. (Seppur appaia che vi sia la libertà completa nella rete c’è da tenere conto che essa non è democratica ma rispetta limiti e leggi di ogni nazione per l’accesso e la diffusione di determinati contenuti infatti il web è una rete sociale gestita da pochi individui in funzione del digital divide.)
Ultimo media analizzato è il telefono mobile inteso come l’apparecchio erede di telefono fisso inventato da Bell nel 1876 e del telegrafo senza fili brevettato da Marconi nel 1896 che permisero a comunicazione a distanza tra due soggetti nonostante l’interferenza del segnale disturbato da altre tecnologie. Nasce come radiotelefono in comunicazione tramite segnale inviato nell’etere poco efficace per colpa delle prime televisioni in uso anch’esse dello spazio hertziano che viene poi diviso in settori per permettere un passaggio informativo più efficacie. Nel 1979 viene creato in Giappone il primo sistema aperto per la telefonia mobile permettendo la diffusione del mercato d telefoni cellulari nel decennio successivo a livello mondiale. In Europa lo sviluppo del nuovo mezzo tecnologico fu veloce ma causò l’incompatibilità del segnale tra i differenti paesi che non erano in grado di comunicare telefonicamente gli uni con gli altri – nasce nel periodo il concetto di Roaming per il suo funzionamento comunicativo. Nel 1992 il miracolo burocratico permise la completa diffusione della telefonia mobile favorendo l’ideale di unione economica su cui si baseranno i futuri principi dell’Unione Europea, la comunicazione era resa possibile grazie al segnale 1G analogico che diventa in poco tempo 2G digitale (guerra delle tariffe). In pochi anni le fisionomie dei cellulari mutano diventando sempre più maneggevoli e perdono la loro funzione simbolica di status sociale ma acquisiscono quella di funzionalità intesa come protesi di prolungamento. Con l’avvento del 3G si poté implementare al telefono cellulare l’uso di internet per la navigazione in adeguamento al progresso tecnologico causando la nascita degli smartphone che sono sempre più simili ai computer infatti nel 2007 nascono i primi sistemi operativi per cellulari: Android e Ios basati su tecnologie Linux.
L’evoluzione dei media quindi provoca conseguenze nei differenti settori comunicativi in relazione al processo di digitalizzazione al fine di preservare e migliorare gli equilibri produttivi e di distribuzione. La musica è stato il primo media digitalizzato nel 1979 con l’avvento dei lettori di compact disc apparentemente indistruttibile in sostituzione del vinile e sostituiti poi dalle tecnologie di lettura di Mp3 (formato compatibile a tutti i media rilasciato nel 1995) nei primi anni del 2000 e successivamente per frenare la pirateria nel 2003 nasce iTunes Store dando alla Apple la leadership economica nelle vendite di audio e a Youtube il primato di sito adibito alla condivisione gratuita. La stampa digitalizzata ha permesso la modificazione delle modalità di scrittura e le modalità di diffusione dei testi infatti con l’avvento dei computer è stato possibile velocizzare e favorire la produzione permessa dai pacchetti office di Windows e successivamente dagli ausili hardware come scanner e stampanti. Con la polarizzazione della rete internet diventa sempre più facile la condivisione gratuita di testi online che gli utenti possono leggere dagli apparecchi elettronici in costante sviluppo (Computer, Smartphone o Tablet), contemporaneamente si sviluppano anche nuovi blog dove è sempre più semplice fruire contenuti in maniera gratuita quindi l’utilizzo della carta stampata si riduce notevolmente costringendo le testate ad adattarsi al progresso reso sempre più semplice con l’avvento del html (modalità di pubblicazione online definita dall’utente che può essere modificata in qualsiasi momento e permette il collegamento con altri contenuti disponibili in rete). Il processo di digitalizzazione del cinema ha reso possibili nuovi effetti speciali con nuovi programmi per computer e apparecchiature particolari utilizzabili per migliorare le animazione dei film prodotti resi più simili alla realtà – la Pixar fu la prima compagnia a produrre un intero film grazie ai nuovi effetti speciali. Lentamente quindi i film iniziano ad essere prodotti interamente con ausili tecnologici mandando in disuso le vecchie pellicole cinematografiche tagliate e modificate a mano, file leggibili da computer a computer permettono un commercio di DVD che successivamente conduce al videonoleggio attualmente messo in crisi dalle nuove piattaforme a pagamento di fruizione in streaming. Per quanto riguarda la fotografia invece la digitalizzazione a permesso l’integrazione di fotocamere in tutti i dispositivi elettronici che, in aggiunta alla possibilità di essere sempre connessi alla rete, hanno favorito la diffusione e la condivisione di immagini. Derivante da principi di funzionamento tipici della fotocamera polaroid quindi che non necessitava di uno sviluppo in camera oscura di eventuali rullini – il primo prototipo di fotocamera digitale venne elaborato da Kodak nel 1975 per la riproduzione di immagini in megapixel.  Negli anni ’60 venne elaborato con la digitalizzazione un programma adibito alla modificazione e al ritoccamento di immagini per usi televisivi e solo negli anni ’90 per uso alla popolazione indistinta, nasce quindi il concetto che le immagini non siano rappresentazione della realtà e con l’avvento di Photoshop si inizia a parlare di iperfotografia. Nel mondo della televisione la digitalizzazione è avvenuta insieme allo sviluppo della rete internet ed ha reso possibile una forte convergenza tra i due medium centrali della società, con l’avvento del digitale terrestre che ha modificato la fruizione di canali televisivi non più per etere ma via cavo è stato possibile aumentare il numero di canali disponibili alla visione degli utenti e ha permesso una maggiore comunicazione con il mondo di Internet attraverso la creazione di piattaforme a pagamento o gratuite di televisione online per vedere programmi preregistrati o in diretta senza il necessario ausilio del mezzo fisico (Piattaforme di Video-Sharing). Infine la radio definita da sempre come il mezzo capace di permettere la comunicazione a distanza per i soggetti in mobilità è stata ridefinita dalla digitalizzazione che ne ha permesso una comunicazione maggiore perché non è più legata alle sole frequenze radiofoniche ma è possibile ascoltarla in rete comunicando con gli speaker attraverso pagine o blog dedicati per il passaggio informativo in tempo reale.
Una costante e veloce modificazione da analogico a digitale che ne ha permesso un miglior funzionamento ed una più semplice fruizione dei prosumer sempre connessi online. Un processo globale ed inarrestabile tra due paradigmi che cooperano alla ridefinizione dei modelli di consumo e di produzione di contenuti nel mondo.

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