Come sopravvivere a Sword Art Online

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Aspettando trepidamente l’uscita del terzo adattamento televisivo ad episodi “Sword Art Online III – Alicization” annunciato il 1 Ottobre 2017 in occasione del Dengeki Bunko Aki no Saiten e prevista per Ottobre 2018 mi sembra doveroso pubblicare un articolo nel io blog su “SAO – Sword Art Online” e diffonderlo come fosse un’epidemia tra chi ancora non lo conosce sperando di trovare appassionati con cui condividere questo profondo disagio emotivo che mi trovo a vivere. Ascoltando a ripetizione la colonna sonora del cartone animato giapponese mi calo nella mia profonda e solitamente nascosta parte nerd antisociale e vi racconto una storia che spero possa farvi emozionare aggiungendo qualche informazione tecnica per non far passare questo articolo come semplice flusso di coscienza di una fan disperata.
Iniziando dalle nozioni didattiche, ovvero come nasce e come si è sviluppata nel tempo la diffusione di SAO, posso dire che le vicende nascono dalla mente dello scrittore giapponese Reki Kawahara che nel lontano 10 Aprile 2009 per la casa editrice ASCII Media Works e l’etichetta Dangeki Bunko pubblicò il primo light novel intitolato “Sword Art Online – Aincard” e poi successivamente pubblicò il 10 Agosto dello stesso anno “Sword Art Online 2 – Aincard 2” e il 10 Dicembre “SAO 3 – Fairy Dance” continuando con le pubblicazioni negli anni successivi di “SAO 4 – Fairy Dance 2”, “SAO 5 – Phantom Bullet”, “SAO 6 – Phantom Bullet 2”, “SAO 7 – Mother’s Rosary”, “SAO 8 – Early and Late”, “SAO 9 – Alicization Beginning”, “SAO 10 – Alicization Running”, “SAO 11 – Alicization Turning”, “SAO 12 – Alicization Rising”, “SAO 13 – Alicization Dividing”, “SAO 14 – Alicization Uniting”, “SAO 15 – Alicization Invading”, “SAO 16 – Alicization Exploding”, “SAO 17 – Alicization Awakening”, “SAO 18 – Alicization Lasting”, “SAO 19 – Moon Cradle” e infine arrivando a pubblicare “ SAO – Moon Cradle 2” ovvero il 20esimo libro della saga l’8 Settembre 2017. Una marea di pubblicazionisenza contare le due storie parallele di “Sword Art Online – Progressive” iniziata a partire dal 10 Ottobre 2012 composta da 5 volumi e “Sword Art Online Alternative – Gun Gale Online” iniziata a partire dal 10 Dicembre 2014 composta da 6 volumi tutte ancora in corso. Dalle vicende di grande impatto di cui parlerò a breve sono stati poi creati una serie di 13 filoni di manga da autori differenti le cui storie sono alcune extra 2concluse ed altre in corso che ripercorrono le vicende dei libri attraverso immagini e aggiunte di contenuti, per essere precisa esistono 2 volumi conclusi di “SAO – Aincard”, 3 volumi conclusi di “SAO – Fairy Dance”, 3 volumi conclusi di “SAO – Phantom Bullet”, 1 volume concluso di “SAO – Calibur”, 3 volumi conclusi di “SAO – Mother’s Rosary”, 1 volume in corso di “SAO – Alicization”, 4 volumi in corso di “SAO – Girls Ops”, 6 volumi in corso di “SAO – Progressive”, 2 volumi in corso di “SAO – Gun Gale Online”, 1 volume concluso di “SAO – Kirito’s Tousand and One Night Story”, 2 volumi in corso di “SAO – Hollow Realization”, 1 volume in corso di SAO- Ordinal Scale” e 2 volumi completi di “SAO – Dengeki Comic Anthology”. Sono stati creati poi degli adattamenti televisivi trasmessi a partire dal 2011 in Giappone e nel 2013 in Italia e che ripercorrono le stesse vicende seguendo in ordine cronologico le pubblicazioni dell’autore e quindi integrando le storie di più novel anche estranei alla trama originale: serie tv “Sword Art Online” (anime di 25 episodi), special tv “Sword Art Online Extra Edition” (film animato riassuntivo), serie tv “Sword Art Online II” (anime di 24 episodi + 1 episodio riassuntivo) e film “Sword Art Online the movie – Ordinal Scale” (film animato).
Dopo aver
 espresso dettagliatamente tutta la parte strutturale della storia mi sento pronta e abbastanza eccitata a raccontare il contenuto che riguarda le vicende narrative, il tutto ruota attorno ad un ragazzo di nome Kazuto Kirigaya che nel 2022 vive con la zia e la cugina più piccola come se fossero una famiglia, essendo un grande appassionato di videogame passa le sue giornate collegato al computer a giocare e svolge il beta-tester per un videogame di realtà virtuale sotto il nickname Kirito. Quando finalmente viene annunciata la vendita, dopo il prezioso ruolo dei primi 1’000 utenti-prova, le attese nazionali sono altissime ed essendo lui un privilegiato possiede già l’attrezzatura necessaria a collegarsi: un casco chiamato NerveGear che attraverso impulsi si collega al cervello lo proietta all’interno di un mondo virtuale dove tutti i sensi sono attivi. Nel giro 2di poche ore tutti i 9’000 acquirenti del gioco entrano in Sword Art Online dove già li aspettano i beta-tester per ambientarsi, fare nuove amicizie, provare la manualità dei propri avatar e scoprire la nuova città, purtroppo però si rendono presto conto che non c’è l’opzione di logout per poter uscire dalla realtà virtuale. Si ritrovano così bloccati all’interno del videogame mentre il loro corpo reale è in uno stato ti “sonno” obbligato, scoprono attraverso un messaggio di sistema che l’unico modo per uscire dal videogame è combattere i boss di ogni piano del castello e arrivare quindi al 100 livello e sconfiggere il super boss, il problema però è che morire all’interno del gioco significa morire anche nella realtà perché nel momento in cui gli HP del giocatore arrivano a zero il NerveGear è progettato per inviare forti impulsi al cervello per distruggerlo e anche togliendolo con la forza significa uccidere la persona che lo indossa. Attraverso la scansione facciale e i dati raccolti dalla calibrazione dell’attrezzatura il sistema è stato in grado di avere informazioni a sufficienza per avere una visione approfondita del corpo di ogni giocatore e di conseguenza impone ai personaggi di usare le proprie sembianze reali per giocare ed esclude tutti gli avatar. In un contesto pseudo-apocalittico che dura quasi due anni Kirito si trova a dover combattere per la sopravvivenza ma capisce subito che non può fare nulla da solo.
Tralasciando la trama approfondita che non voglio spoilerare a chi è interessato (avrei pubblicato una recensione se fosse stato quello il mio scopo) vorrei analizzare in maniera generale tutta la storia: quello che trapela fortemente da tutta la vicenda è un profondo senso di angoscia legata al terrore di morte dei personaggi (che aumentano di numero durante la prima parte della storia legata appunto a queste vicende definendo quelli principali e quelli secondari che resteranno pressoché gli stessi anche nel corso degli eventi successivi) ma anche la forte emozionalità legata alla tecnologia e all’amore.
La storia si pone all’interno di un contesto di entusiasmo nei confronti della tecnologia, vista come qualcosa che è capace di migliorare la società e le vite di ogni essere umano, nel corso delle vicende però trapela una fase molto critica di scetticismo legata appunto allo scopo del gioco e alle modalità di vita obbligata che viene costretta ad essere vissuta dai giocatori, fino poi ad una fase di maturità che vede una perfetta coesistenza tra tecnologie e realtà che nella nostra società attuale ancora non siamo riusciti a sperimentare su pelle soprattutto legata al pensiero del protagonista al riguardo del legame tra online e offline. extra
Nella trama Kirito stringe una forte amicizia con Klein ovvero il primo giocatore che incontra appena effettuato il login e che gli chiede consigli sul funzionamento dell’avatar e, nonostante le miliardi vicende che capitano durante il corso del tempo, questo aspetto resta sempre molto forte come fosse un pilastro che regge la forza del protagonista stesso; sviluppa una forte empatia con Asuna sin dai primi episodi perché è costretto a creare un “party” con lei (un gruppo o clan per chi non conosce come funzionano i giochi online) per sconfiggere un boss insieme ad altri giocatori attraverso una strategia di coesione, il legame tra i due diventa il filo conduttore delle azioni del protagonista a livello strettamente sentimentalistico facendo trapelare una parte umana molto intensa che si contrappone alla tecnologia pervasiva; stringe una forte amicizia con altri personaggi come Agil, Silica Lisabeth, ognuno con una propria storia da comunicare e da salvare arrivando alla fine del gioco mortale entro il quale si trovano e Yui una bambina speciale che troverà un posto altrettanto unico nel cuore di Kirito e non solo. Un insieme quindi di contenuti umani che assottigliano la distanza tra reale e virtuale fondendola insieme in qualcosa che oltrepassa gli algoritmi stessi di funzionamento tecnologico e che permetteranno al gruppo di ragazzi di porre fine alla sfida mortale entro la quale si trovano senza però porre a termine la loro avventura nel mondo di realtà virtuale.
Una volta portata a termine la prima sfida e ritornati nel mondo reale per tutti le vicende non saranno finite, dopo una difficile riabilitazione ed un complicato reinserimento nel modo Kirito ed i suoi amici si vedranno coinvolti in un altro videogame per salvare la vita di Asuna che dopo il completamento di SAO non ha ancora fatto ritorno nel mondo 3reale. A tal proposito Agil comunicherà che la ragazza è stata vista all’interno del gioco “Alfheim Online” come prigioniera sulla cima dell’albero fatato e Kirito senza la minima paura indosserà nuovamente il NerveGear per andare a salvarla in un altro mondo, con altri personaggi e nuove modalità di combattimento. Un susseguirsi continuo di vicende che vedono il protagonista anche detto “Spadaccino Nero” a dover risolvere problematiche legate ai videogame in un costante pendolarismo tra la visione entusiasta e quella scettica in tutela di un finale tutto sommariamente disposto in un contesto maturo.
La cosa che però più di tutti affascina, oltre alla realizzazione impeccabile e strabiliante dei cartoni animati pieni di effetti speciali e immagini dettagliate e ovviamente anche della storia innovativa e fantascientifica, è l’intricata storia che lega i personaggi del racconto attraverso una passionalità reciproca costante scandita da ansie e angosce per il futuro dove ogni passo, ogni azione o pensiero potrebbero essere l’ultimo. Rispecchiando lo stereotipo di contenuto giapponese in SAO è possibile trovare un intrecciato nodo di relazioni e avvenimenti che attraggono inevitabilmente a sé tutto quello che lo circonda dando ottimi spunti di riflessione sia per il presente che per il futuro, non che debba avvenire realmente una serie di sfortunati eventi come vengono descritti nelle vicende ma, per comprendere meglio gli aspetti di alcune cose con la quale quotidianamente ci troviamo a convivere ma che mai abbiamo osservato con occhi differenti e autoconsapevoli. Pone in rilievo la necessità di ogni individuo di fare affidamento sulle persone sottolineando come sia in fondo sconveniente restare soli, mostra quanto un sentimento innocente di amore possa dare forza a chi lo vive facendogli combattere anche le battaglie più difficili, analizza quanto il lavoro di squadra possa permettere di ottenere risultati migliori in poco tempo attraverso i concetti di efficacia ed efficienza di cui tanto si discute oggigiorno e tante altre tematiche come questa che meritano un po’ d’attenzione in un mondo che sembra essere sempre 06.jpgpiù individuale (come molti sociologi della comunicazione potrebbero dire – ogni tanto devo essere di parte anch’io e tirare acqua al mio mulino altrimenti non capisco perché dovrei studiare tanto).
Una vicenda che si regolarizza ai veloci battiti cardiaci di un tachicardico o al respiro di un maratoneta dopo la gara più difficile della sua vita che alla fine ti lascia la possibilità di decidere se la ami o la odi senza vie di mezzo e senza patteggiamenti di genere, in un accordo che potrebbe durare per la vita e puoi solo decidere se dire “sì” o “no”. Buttandoti a occhi chiusi dalla cima del castello di cristallo per entrare in un mondo che ti cambierà sicuramente la vita, in un modo o in un altro, se sarai disposto ad accettare il brivido di qualcosa che non tu non puoi controllare ma che lui può controllare te.
Io alla fine ho deciso di amarla, ho detto “sì” e tu?

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