Metodologie e tecniche della ricerca sociale di Piergiorgio Corbetta

Metodolodie di ricerca sociale.jpegIl manuale di Metodologia, pubblicato nel 2014 come seconda edizione dalla casa editrice Il Mulino, si struttura in 4 parti per permettere al lettore di comprendere a pieno tutte le tecniche e le informazioni necessarie allo svolgimento di una corretta ricerca sociale. Sviluppato su 614 pagine e ben 14 capitoli organizzati in paragrafi si prefigge l’obbiettivo di spiegare cosa realmente voglia significare applicare delle metodologie e delle tecniche di ricerca: uno studio del metodo, con regole e principi della ricerca in un certo ambito, per ordinare e accrescere le conoscenze; attraverso specifiche procedure operative riconosciute dalla comunità si possono elaborare risultati empirici.
Il manuale, per permettere una comprensione migliore dell’argomento, inizia analizzando la teoria legata alla ricerca: partendo dalla prospettiva di Kuhn che riflette lo sviluppo storico delle scienze negando sia una cumulazione progressiva e lineare dove il rapporto non è continuativo col passato, si arriva ad una rivoluzione scientifica che genera un nuovo paradigma da cui nasce il metodo scientifico inteso come un insieme di regole facili e certe che eliminano le incomprensioni e/o gli sforzi inutili in aumento conoscitivo, attraverso ragionamento logico, ipotesi verificabili e procedure fisse facilita il lavoro. La ricerca allora può essere di tipo applicativo se realizzata con un obbiettivo specifico quindi informativa o valutativa ma può essere anche di tipo puro se realizzata per ottenere conoscenze su uno specifico fenomeno quindi esplorativa, descrittiva o esplicativa.
I paradigmi fondativi della ricerca sociale sono la visone positivista e la visione interpretativo (anche se tra le due ne esiste una terza mediatrice che prende il nome di post-positivista), rispondono diversamente ai tre problemi della ricerca: ontologico, epistemologico e metodologico. Nel modello positivista si dà molta importanza ai dati più che alla costruzione di leggi e teorie, si riduce la complessità del metodo perché fondato sul concetto che le categorie osservative siano indipendenti da quelle teoriche. Nel modello interpretativo si dà molta importanza agli individui più che alla generalizzazione dei fenomeni, esclude l’esistenza della scienza perché non va oltre le persone ed esclude le istituzioni. Le differenze sono molteplici tra i due approcci perché la visione positivista ha come modello la ricerca quantitativa ovvero legata all’analisi empirica su campo di variabili standardizzate che s’interroga sul perché delle cose, mentre la visione interpretativa ha come modello la ricerca qualitativa ovvero un analisi approfondita dall’interno di tematiche che si legano agli individui in maniera unica che s’interroga sul come delle cose.
Successivamente il manuale si prefigge l’obbiettivo di entrare nello specifico delle due metodologie di ricerca quindi viene analizzata nel dettaglio la parte quantitativa nelle sue fasi di sviluppo e successivamente la parte qualitativa. Per la prima si fa riferimento alla realizzazione di una teoria di ricerca, lo sviluppo di ipotesi deducibili, la raccolta dei dati, l’operativizzazione dei concetti e dei dati, l’analisi degli stessi e infine la presentazione dei risultati; vengono spiegate la modalità di raccolta dati tradizionali e online con le specifiche modalità di costruzione delle domande nel questionario. Per a seconda si fa riferimento alle pratiche di osservazione, intervista e lettura dei documenti essenziali alla realizzazione della ricerca, per ogni aspetto si entra nel dettaglio delle modalità da applicare e dell’utilità degli strumenti da utilizzare. Infine il manuale dedica una copiosa parte all’analisi dei dati quantitativi con spiegazioni pratiche della statisti da applicare ai dati raccolti in sede di ricerca, attribuendo ad ogni passaggio della codifica numerose pagine sul cosa fare e come.
Complessivamente la lettura è stata molto istruttiva, piena di molti (forse troppi) esempi che costringerebbero anche il più stolto dei lettori a capire i temi trattati, una lettura lenta e dettagliata che permette di arrivare a possedere una visione più focalizzata che generale riguardo alla metodologia e alla tecnica della ricerca sociale. L’insieme degli esempi pratici contenuti all’interno del manuale permettono di prendere più confidenza con gli argomenti che non sono solo teorici ma quasi totalmente descrizioni di praticità dando quel senso di concretezza necessario per poter affrontare una materia di questo tipo.

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