Urbino Contamination Community invita Studio Synthesis al suo ultimo evento stagionale.

32501225_2070891189591230_2733823769977028608_n.jpgIl 15 Maggio la Urbino Contamination Community ha riportato su di sé l’attenzione dei suoi sostenitori (e non solo) con un grande evento di chiusura della sessione annuale nel Bar “Deliziose Follie” cui hanno partecipato in veste di ospiti Daniela Cini project manager di Studio Synthesis e la professoressa di economia Francesca Maria Cesaroni come icona del ContaminationLab di Urbino di cui ho già parlato in un precedente articolo dove si ripercorrono le origini del Labratorio e della Community.
L’evento previsto per le 18:30 inizia con un quarto d’ora accademico di ritardo, tutti gli interessati si siedono ed anche io, munita del mio fedelissimo tablet per gli appunti, mi accomodo ad un angolo pronta a non perdermi nulla. Amerigo (co-fondatore della Community e icona del gruppo) dopo aver salutato i presenti distribuisce penne e due post-it gialli su cui tutti dovranno rispondere alle domande: “Quali sono le caratteristiche che un buon imprenditore dovrebbe avere?” e “Come si può trasmettere agli altri l’imprenditorialità?”. In attesa che tutti diano la propria risposta fornisce una breve spiegazione di chi siano e di cosa si occupino per chi ancora non li conoscesse ed io capisco di sentirmi ormai parte della loro famiglia, racconta che lo scopo della Community è quello di coinvolgere le persone al mondo imprenditoriale attraverso una modalità non formale quale quella di un “aperi-evento”, il loro motto è contaminare tutti con esperienze d’imprenditori di diversi settori che ce l’hanno fatta e che possono dare consigli pratici o contatti utili a chi è interessato ma in un contesto di divertimento e scambio reciproco. Per chi come me ha le orecchie tese in cerca di qualche novità informano tutti di avere qualche nuovo progetto in serbo per l’estate ed io allora aspetterò trepidante di poter meglio ficcanasare tra le loro idee per renderle pubbliche; in relazione alla loro costituzione come associazione universitaria si prefiggono lo scopo di diventare una Network nazionale che in Italia non si è ancora vista ed io sono certa che i riusciranno. 
Amerigo cede la parola a Francesca32399179_2070891166257899_1181793348512382976_n Cesaroni che inizia a parlare del Uniurb Contamination Lab dopo aver ringraziato la Community. Ammette apertamente di sentirsi orgogliosa per il lavoro svolto dai ragazzi in termini di influenza alle tematiche trattate, essendo un movimento prodotto a partire dal laboratorio per diffondere la cultura imprenditoriale che ha poi preso vita propria scindendosi dal lavoro originario. Il Laboratorio è un progetto universitario aperto a studenti di vari corsi interessati ad essere informati sul mondo imprenditoriale, serve a ottenere risultati concreti più ricchi in termini non monetari visti da visioni e trascorsi differenti unite insieme, non prevede lezioni frontali ma esperienze attive e coinvolgenti che pongano i partecipanti in relazione reciproca, (ora capisco l’uso dei bigliettini distribuiti inizialmente in richiamo al ruolo della docente). Il progetto è strutturato in due parti: la prima sviluppa le competenze soggettive, un imprenditore è intraprendente e organizzativo e per questo il laboratorio si prefigge l’obbiettivo di far acquisire la consapevolezza di queste caratteristiche in autovalutazione per questo tipo di percorso, imprenditore non è solo colui che ha un impresa ma è una caratteristica umana personale che tutti dovrebbero avere anche secondo l’unione europea; la seconda parte prevede il supporto di facilitatori che portino i ragazzi a sviluppare le migliori idee imprenditoriali concretamente in relazione all’effettiva necessità del mercato, si crea un modello di business attraverso un iter di validazione con indagini qualitative tipiche del modello Lean – che può essere poi utilizzato per validare altre idee future dagli stessi ragazzi che lo hanno appreso. Una volta spiegato il ruolo del ContaminationLab ricorda tutti che i bandi per parteciparvi sono online e aperti fino a Ottobre, tutto questo perché Daniela Cini si occupa di ciò che viene dopo: applica concretamente il marketing ad aziende avviate per immetterle nel mercato con piani concreti sviluppando al meglio tutte le componenti del marketing stesso per ottenere risultati ottimali.
imagesLa parola viene data finalmente a Daniela che inizia a raccontare tutta la sua storia partendo dalle origini, 20 anni fa si laurea in un contesto dove non era possibile acquisire le competenze che offre oggi il Contamination Lab, sin da giovane la affascinava il mondo della piccola impresa, a differenza dei suoi compagni amanti delle grandi, perché fanno molta fatica a restare in piedi nel mercato e hanno bisogno d’attenzioni. Dopo la laurea ha iniziato a lavorare senza avere un’idea chiara su cosa volesse diventare e senza possedere gli strumenti necessari per costruirsi un futuro indipendente, ha capito però che voleva fare di testa sua e non riusciva a stare alle direttive di altre persone perché le stavano strette le limitazioni che non valutavano le idee che per lei contavano, si sentiva soffocare. Essendo donna doveva scegliere se essere una donna in carriera o essere mamma perché il contesto non le permetteva di essere tutto quello che voleva ma lei non riusciva a ingoiare il dramma di non poter scegliere per sé, non poteva accontentarsi di ottenere solo un lato della medaglia così ha capito che doveva avere quello che l’avrebbe resa felice ed è diventata imprenditrice. Ha aperto partita iva e subito dopo ha avuto il primo figlio, l’anno dopo ha deciso di intraprendere un master ed ha fato la seconda figlia poi alla terza bambina ha deciso di calmarsi un attimo mantenendo la propria attività nel pieno della produzione. Ha sempre avuto una grandissima passione per il marketing , ha fatto un erasmus all’estero sul turismo che le ha permesso di entrare in contatto con un contesto e un metodo lavorativo completamente diverso da quello italiano, sottolinea quanto sia essenziale evadere per apprendere lo spirito di adattamento e la capacità di affrontare o risolvere i problemi. Francesca apre una piccola parentesi per sottolineare l’importanza di questi aspetti per essere un buon imprenditore, non si può vivere di sole certezze quindi andare in un nuovo paese ti permette una crescita veloce e autorevole perché conti unicamente su te stesso e sulle tue capacità. A tal proposito Daniela ricorda che nel ’93 quando andò all’estero non cerano né i cellulari connessi né la facilità di accesso alla rete internet, non aveva la possibilità di raccogliere le informazioni come oggi grazie ad un click su smartphone, poteva fare affidamento unicamente su sé stessa: ha sviluppato il problem solving per trovare un proprio spazio nel mondo e una strada da seguire. Con marketing e turismo è riuscita ad abbinare le sue passioni che le sono state utili a sviluppare poi delle capacità relazionali applicabili al bisogno di comprendere velocemente la richiesta e le esigenze del suo target (operazione non scontata e banale come si pesa). Ha imparato ad ascoltare le persone che si trovava davanti  perché il marketing non è un argomento semplice, le imprese più o meno grandi guardano a questo aspetto con distacco, sono restii e timorosi ad entrarci in contatto essendo qualcosa di astratto. Gli imprenditori di vecchio stampo sono legati alla concretezza e32764889_2070891099591239_5042004663033921536_n alla tangibilità delle cose, vedono nel marketing “Aria Fritta” e non sanno cosa poterci guadagnare perché sono sempre alla caccia di solidità, diverso è quando si ha a che fare con i giovani imprenditori che al contrario perdono di vista i contenuti più materiali, i propri obbiettivi e la propria identità applicando strategie di marketing sbagliate a tutto il loro operato, puntano ad ottenere una buona immagine senza curarsi dei concetti basici di contenuto. Con gli imprenditori non si occupano solo di supporto organizzativo ma curano anche gli eventi per cercare di facilitare la comprensione di cosa sia realmente il marketing, è essenziale riuscire quindi a congiungere questi due aspetti di contenuto e immagine. Quando si opera con imprese di servizi non si ha nulla di tangibile e il marketing è molto utile per favorire il successo, occorre andare oltre alla sua sola definizione e rendere concreto qualcosa che non lo è, attraverso la consulenza Studio Synthesis si occupa di far capire a cosa possa servire la metodologia di lavoro di marketing: analizzando il contesto entro il quale si trova l’azienda del cliente, nei suoi piccoli aspetti interni ed esterni, Daniela fa leva sulla differenziazione delle imprese con cui lavora, fa riflettere gli imprenditori sulla propria identità per poi utilizzare in maniera efficace ed efficiente le leve del marketing fino ad arrivare poi all’implementazione aziendale.
L’elasticità mentale è alla base del successo di Daniela e del suo Team composto anche da Beatrice Giannotti avente ruolo di Social Media Manager, Marketing Specialist, PR ed Event Planner, Paola Micheli avente ruolo di Event Planner e Content Manager e infine 17522956_1290759031001435_4195237757600599106_nIlenia Snidero Grafica di fiducia. Attraverso delle collaborazioni queste donne hanno reso concreto il loro lavoro, hanno sviluppato i propri contenuti per ottenere il successo e la soddisfazione del proprio cliente ma mantenendo fede al proprio obbiettivo di qualità. Il Team tutto al femminile di Studio Synthesis lavora insieme per fare in modo che l’idea funzioni attivamente senza che sia solo una consegna di un logo grafico ma un pacchetto di conoscenze e strategie mirate a qualcosa di più ampio dove la comunicazione e la pubblicità sono solo un piccolo aspetto comunicativo del progetto completo. Viene fatto un lavoro a step per non spaventare i clienti con e cifre d’investimento: partendo con il piano di fattibilità gestito in collaborazione al business plan e seguendo poi con un reale piano di marketing che possa poi rendere concreta tutta una fase di implementazione. Si parte da un’indagine qualitativa che possa entrare nel core aziendale per poter comprendere chi si ha davanti e chi può essere interessato a soddisfare un determinato bisogno, si cerca di capire come utilizzare le leve di marketing, si svolgono indagini di mercato tramite interviste telefoniche o customer satisfation (utile perché l’imprenditore tende a dare per scontati molti dei propri servizi in quanto troppo immerso nel proprio lavoro). Una volta ottenuti dei dati si passa alla realizzazione di un buon piano di comunicazione che richiede un supporto di collaborazione e formazione per rendere gli imprenditori autonomi.
Daniela Racconta anche che ormai da 4 anni si è creata una rete che ha iniziato anche a sviluppare il co-working a Urbino per insegnare non unicamente ai clienti ma anche ai professionisti il loro metodo, un momento di confronto gratuito per ottenete il miglior risultato al minimo sforzo. Un modello di marketing che punta alla creazione di eventi che possano essere ben strutturati al raggiungimento di un obbiettivo, si prova quindi a insegnare una modalità di pensiero di marketing non solo a utilizzarne gli strumenti. Da 1 anno invece è nato lo sportello “start-up” che, ogni terzo mercoledì del mese, da la possibilità ai professionisti di parlare con chi ha idee da realizzare per fornire consigli pratici in quanto non basta essere appassionati e innamorati del proprio prodotto. Essere imprenditori costringe ad avere un senso di responsabilità costante e preoccupazione di affrontare un mercato in costante evoluzione, è essenziale essere innovativi in un contesto evolutivo che non parte solo dall’esterno ma anche dall’interno. Occorrono coraggio e tenacia per una convivenza con l’ansia che sprona a dare il massimo ogni volta senza mai demotivare, un pizzico di fortuna e un team solido. Seppur nella vita imprenditoriale i momenti difficili ci sono sempre, ti costringono a sentirti sempre in 32665303_2070891049591244_8323198293781774336_ndifetto e mancanza, in costante ricerca della completezza per essere un punto di riferimento per i tuoi clienti. Daniela svela che nella vita ha imparato che non bisogna fossilizzarsi a credere di essere unici ma ci si può appoggiare a persone competenti su cui fare affidamento, una network di contatti è essenziale in un contesto che non si ferma mai ed esige sempre di più.
Poco prima della fine dell’incontro Daniela sdrammatizza con una battuta divertente che da molto da riflettere, sorride ai ragazzi presenti e dice: “Voi vi state formando ma non smetterete mai di farlo, bisogna sempre stare sul pezzo, un imprenditore deve avere l’ansia per essere libero ma non perso.” proprio perché quando si ama il proprio lavoro non si smette mai di faticare e dare il massimo, spesso capita di arrabbiarsi per le proprie scelte complicate ma dove c’è passione c’è sempre fatica. Certo è che non si può insegnare a nessuno ad essere imprenditori ma si può capire cosa significhi esserlo attraverso una consapevolezza riflessiva.
Con queste parole la serata si chiude, accetto volentieri un bicchierino di prosecco offerto dalla Community e mi rendo conto per l’ennesima volta di aver fatto bene a uscire di casa. Il calore che sento all’interno del petto è qualcosa che mi ripaga di tutto il tempo trascorso in ascolto di una donna che è riuscita ad ottenere la vita migliore che potesse avere per sé stessa.  

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