Stati di connessione di Giovanni Boccia Artieri

Stati di connessione.jpgIl manuale pubblicato dalla casa editrice Franco Angeli per la sezione “Media Cultura” tratta le tematiche mediali all’interno del contesto attuale. Sviluppato su 167 pagine e in 8 capitoli (escluse introduzione e conclusioni) permette al lettore di entrare in una fase riflessiva profonda in quanto l’autore si pone molte domande durante il corso del testo stesso che “obbligano” a prendere conoscenza delle dinamiche sociali entro le quali l’agire mediale si manifesta.
Boccia Artieri docente di sociologia dei new media presso l’ateneo di Urbino è presidente del corso di laurea di Informazione, Media e Pubblicità, vicedirettore del Laboratorio di Ricerca sulla Comunicazione Avanzata (LaRiCA) e coordinatore del Dottorato in Sociologia della Comunicazione e Scienze dello Spettacolo. “Stati di connessione” è solo uno dei tanti libri pubblicati sui media e che permettono di approfondire meglio le conoscenze ad essi collegati e di cui parla anche nel suo blog “MediaMondo
Entrando nello specifico del contenuto del manuale è possibile distinguere la realtà secondo un approccio Mediologico, situato a metà strada tra determinismo tecnologico e sociale, che vede i media come qualcosa di autorizzante e di condizionante che trasforma la realtà socioculturale e un approccio Comunicativo che vede i media come dei luoghi da abitare che permettono di fare esperienza e di osservare in modo privilegiato l’agire sociale. In entrambi i contesti è evidente che muta la visione d’identità perché essa diventa multipla e frammentaria in un processo estetico dove sempre più spesso viene mostrato ed enfatizzato solo un lato di se stessi per essere più appetibili al proprio pubblico, muta la riflessività su se stessi e sulle proprie esperienze perché si attuano sempre dei paragoni con Alter per la costruzione di narrazioni e di rappresentazioni. Entra in gioco sempre più forte la distinzione tra realtà reale e finzionale quindi tra esperienze del vissuto umano con le news e quelle del vissuto astratto con i novels in una riflessività sempre più connessa, una volta appresa la distinzione tra i due modelli è possibile comprendere i meccanismi che gli utenti applicano nella fruizione di contenuti che sempre di più permettono di aumentare il grado di riflessività attraverso pratiche di distanziamento e di avvicinamento alle esperienze descritte e o messe in scena. Tutto ciò ruota attorno alla differenziazione che viene tutelata in rete dando voce a tutti distinguendosi dall’omologazione seppur la tendenza umana sia quella di radunarsi a gruppi omofili. Si parla infatti di 1 riflessione nella connessione se si pensa a come si viene osservati dagli altri in un processo di reciprocità, 2 riflessione sulla connessione se si pensa alle relazioni sociale sviluppate su piano qualitativo e su piano utilitaristico.
Tutto ciò viene riassunto dall’autore con la tendenza a “Farsi Media” dove da un lato c’è l’azione concreta di fare media nel senso che ci si appropria del dispositivo mediale nella sia interezza sperimentandone tutte le possibilità per costruire nuovi percorsi di significato, dall’altro lato invece c’è il diventare media interiorizzando le logiche i linguaggi e le forme mediatiche tipiche dei fruitori per riutilizzarle diventando dei produttori di contenuti. Nascono così i nuovi soggetti che abitano a rete che vengono definiti dei “Prosumers” che non sono altro che Pubblici Connessi. Questi soggetti si riferiscono alla nuova condizione di connessione digitale tra pratiche culturali, relazioni sociali e sviluppo delle tecnologie mediali; utenti che hanno un facile accesso agli strumenti digitali e alle reti di condivisione.
Emergono così nuove culture prodotte dal basso che prendono il nome di “Culture partecipative” e vedono gli utenti attivamente coinvolti alla creazione di contenuti, possono essere comunità di pratica volte all’apprendimento collettivo di informazioni su tematiche di interesse condiviso per migliorare le proprie conoscenze attraverso interazioni, possono essere comunità interpretative volte alla creazione di identità in relazione ai contenuti consumati e condivisi con le proprie reti sociali per affermare se stessi in un gruppo di appartenenza o possono essere consumatori artigiani che consumano contenuti mediali per imparare a produrre prodotti totalmente nuovi da immettere in rete e diffondere. Per riuscire a realizzare tutto questo è necessario che vi sia una forte propensione artistica da parte degli stessi utenti, che vi siano i supporti per creare e condividere i contenuti, che esista una mentorship secondo cui i più istruiti passano le proprie conoscenze ai novizi, i membri dei gruppi credano che il proprio contributo sia essenziale e infine che esista una connessione relazionale tra i partecipanti. Ciò permette una forte disintermediazione che vede essenziale in rete un processo di filtraggio cui solitamente viene affidato alla figura del Social Media Curator che attraverso delle ricerche seleziona i contenuti migliori, li rielabora e li edita ad una nuova diffusione fornendo ai lettori informazioni valide e ricercate da più fonti che vengono riattualizzate.
Si può dire che i significati proposti dalla cultura vengono riorganizzati sollecitando le differenze, il piccolo mondo si estende diventando percepibile e osservabile e si mette in evidenza la socievolezza umana attraverso l’uso sempre più frequente di piattaforme di social networking. A tal proposito occorre ricordare che vengono definiti Social Network i siti che prevedono: 1 la creazione di un profilo personale come forma di autorappresentazione pubblica, 2 la visibilità di una lista di contatti (o friends) come rete sociale accessibile in ampliamento di nodi in una cerchia e 3 la trasparenza della comunicazione tra utenti che si rende visibile attraverso gli strumenti di messaggistica non privata che possono permettere agli amici di leggere le conversazioni realizzare tramite commenti, post o altro. In tutto ciò si ridefinisce anche il concetto di privacy con le micro-narrazioni del sé degli utenti che fanno crollare la percezione dell’intimità che sempre più spesso viene spettacolarizzata e resa pubblica con la convergenza tra pubblico e privato online. Muta anche il concetto di sfera pubblica che non viene più assorbita dall’alto come insieme di istanze pubbliche ma nasce dal basso con la messa in mostra dei propri vissuti e dei propri pensieri in resistenza alla società, si parla infatti di sfere pubbliche connesse i cui contenuti e le cui conseguenze vengono rese accessibili in rete e diffuse grazie ad una nuova autoconsapevolezza mediatica.
Tutto questo definisce come oggi si è sempre più uniti e attivi in uno stato di costante connessione che ha ridefinito le pratiche del quotidiano sia nel piccolo che nel grande, un cambiamento in costante evoluzione che muta l’agire e i contenuti sociali con nuove tecniche di pro

duzione di conversazioni.

Per conoscere nel dettaglio tutte le tematiche trattate ed il pensiero dell’autore sui temi qui sopra raccontati in maniera pressoché generale rimando alla lettura del manuale sulla cui copertina è riportato un ottimo spunto di riflessione:

Eravamo abituati a pensarci come pubblico, consumatori, cittadini. Il paradigma comunicativo oggi è mutato: non siamo più solo “oggetto” di comunicazione ma “soggetto”. Cambia il nostro senso della posizione nella comunicazione. Nei Blog, siti di social network, wiki, mondi online, costruiamo la nostra riflessività connessa e da lì produciamo, distribuiamo e consumiamo in modi nuovi le forme simboliche e i significati che ci servono per abitare il mondo. Quello che stiamo costruendo è un equilibrio sociale diverso. In discontinuità con le categorie conoscitive della modernità. E ne siamo consapevoli solo parzialmente.” – G. Boccia Artieri

 

Per acquistare il libro da Amazon basta un click: Stati di connessione – prezzo di copertina 22,50€

 

Condividi l’articolo su Facebook o Twitter per farlo conoscere a tutti i tuoi amici e ricordati di seguirmi qui sul Blog e sulla Pagina Facebook per restare sempre aggiornato! 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...