La famiglia non si sceglie mai

Venerdì 15 Giugno 2018

Ormai è notte e io non riesco ancora a resettare il mio cervello.
Ultimamente sto parlando spesso con la mia famiglia diversamente dal solito, da che mi sono trasferita per continuare i miei studi universitari il mio rapporto con loro è cambiato notevolmente. Partendo dal presupposto che non mi sono mai realmente o totalmente sentita capita, ultimamente mi sento pure parecchio in colpa come se tutte le mie decisioni fossero state una scelta di abbandono.  
Mi sono sempre sentita la pecora nera in famiglia, quella con i bizzarri obbiettivi di matrimonio e di successo personale, non ho mai apprezzato i sabati tutti insieme (anche se da quando sono partita tutto hanno cambiato valore) e in generale sono sempre stata l’attaccabrighe cui non andava mai bene nulla. Con il trascorrere del tempo ho pensato addirittura di essere un peso per i miei genitori e ancora ne son convinta, costretti a mantenermi anche a distanza per farmi terminare l’università. Eppure stando loro lontano ho iniziato ad apprezzare e a vedere il nostro rapporto con occhi differenti, questo non significa certo che io possa riuscire ad accettare tutte le loro scelte ma quanto meno adesso riesco a capirle. Forse sarò maturata o forse il distacco ha permesso loro di vedermi con una consapevolezza diversa ma finalmente riesco a provare un certo equilibrio ora. Il problema è che più il tempo passa e più mi rendo conto di non sentire più la loro necessità, se prima il pensiero di rivederli nonostante le liti e nonostante le incomprensioni ci fosse sempre, ora è come se io fossi passata di livello.
Spesso capita che io risponda freddamente alle loro telefonate o che menta dicendo loro che li penso spesso, in realtà mi sento solo un mostro che ha messo da parte i suoi affetti per qualcosa di puramente egoistico. 
Cosa dovrei fare?
Ci penso spesso a questa situazione e mi sento solo più confusa, non ho intenzione di rinunciare a me stessa per star loro accanto anche se purtroppo mi sono scelta un futuro che non mi dà la possibilità di passare molto tempo con la mia famiglia ma non voglio nemmeno fingere che tutto questo sia giusto. Amo i miei genitori indipendentemente da tutto il male che possono avermi fatto con le loro parole perché so che loro amano me anche se forse non riescono a dimostrarmelo come io vorrei, nella vita non potrò mai barattarli per nulla al mondo anche se ammetto di preferire vivere loro lontana. Eppure combatto con i miei fantasmi, lotto ogni giorno per ottenere dei risultati che possano renderli quanto meno orgogliosi di me e cerco disperatamente un modo che mi possa riportare sulla giusta via. 
Forse i miei sono solo pensieri infondati ma un giorno saranno le uniche cose che ricorderò di loro e non voglio che sia solo questo, non voglio passare il tempo che ci resta a escluderli da tutto ma non so come poterli rendere partecipi. 
Si dice sempre che i genitori dovrebbero sostenere degli esami prima di mettere al mondo dei figli e ne sono convinta anche io, tutti sbagliamo alcuni di più altri di meno. Non posso portare loro rancore per un passato travagliato che ci ha unito, non posso odiarli perché non comprendono le mie scelte (per loro forse folli) e non posso decidere di estirparli dalla mia vita perché in ogni caso sono i miei porti sicuri dove approdare durante la tempesta. 
Sono io a sbagliare tutto sentendomi così inadatta?
Sicuramente il mio percorso di maturazione ha ancora molta strada davanti a sé e spero che nel mentre io possa trovare anche un giusto equilibro con i miei sentimenti altalenanti, vorrei poter imparare ad apprezzare le loro parole senza necessariamente vederci nascoste delle minacce. Forse non sarò mai in grado di unire la mia vita attuale a quella del mio passato, forse la mia famiglia continuerà a ripetermi che sia stata una mia decisione andare via o forse in tutto questo tempo sono sempre stata io a non capire loro. Una cosa è certa nella mia mente, per quanto io possa sforzarmi loro saranno sempre parte di me, ovunque nel mondo e in qualsiasi momento della mia esistenza. 
Vorrei sentirmi idonea al loro giudizio almeno un volta. Solo una volta, solo per un po’, vorrei che tutto funzionasse senza dovermi necessariamente sentire diversa da quel piccolo e bizzarro mondo contenuto tra le mura di casa mia.

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2 pensieri su “La famiglia non si sceglie mai

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