Il mio viaggio della speranza di Bay Mademba

il mio viaggio della speranza.jpgIl libro

Il libricino di 61 pagine è stato pubblicato dalla casa editrice Giovane Africa Edizioni nel 2011 e tratta le vicende dell’autore Bay Mademba che intraprende il suo viaggio che dal Senegal lo condurrà all’agognata Italia. Dalla stessa casa editrice molti altri titoli sono stati pubblicati inerente ai disagi degli abitanti dell’Africa che, attraverso le loro testimonianze, hanno permesso di avvicinare i paesi sviluppati alle realtà di persone appartenenti ad una vita completamente differente e di vedere le cose attraverso il loro punto di vista. Libri di esperienze, di viaggi, di conoscenze o di ricordi che hanno segnato il passato di Africani e che vengono tramandati attraverso parole stampate su carta a tutti coloro che sono o non sono interessati a conoscerle. Testi spesso venduti in maniera abusiva dai venditori ambulanti nelle città o sulle spiagge, racconti descritti da immigrati che hanno conosciuto i diretti interessati o semplicemente libri trovati per puro caso tra gli scaffali di qualche casa o di qualche libreria.

Lo stile

La grammatica utilizzata viene spesso storpiata dall’uso scorretto della lingua da parte dell’autore che racconta la storia della sua vita, nonostante le innumerevoli correzioni visibili da parte di chi ha corretto lo scritto. In alcuni punti vengono citate in corsivo le parole usate da Bay che enfatizzano alcuni concetti facendoli apparire più vivi, in altri punti vengono riportati ricordi di conversazioni.

La trama

Parlando della trama pare abbastanza semplice immaginare il testo: questo ragazzo che nasce in Senegal, perde il padre da piccolo e insieme ai suoi fratelli cerca di aiutare il sostentamento della famiglia lavorando come può. Cova il desiderio di arrivare in Europa e dopo svariati tentativi riesce a ottenere un permesso dalla Turchia, da lì cerca due volte d’incamminarsi verso la Grecia ma viene arrestato in entrambi i tentativi, la terza volta riesce a trovare un modo per navigare insieme ad altre 51 persone verso il nuovo paese. Da quel punto in poi un susseguirsi di eventi poco piacevoli lo conducono in Italia dove tutti i suoi sogni si scontrano con la realtà, il paese che tanto si aspettava di trovare non è come si era immaginato. In tutto ciò però emerge una personalità molto buona e affabile, un ragazzo che pare essere sempre pronto a sorridere al prossimo:

“A me piace il mio lavoro perché amo parlare con la gente, l’essere umano è una cosa che a me piace tanto. L’incontro con l’altro ha un valore soprannaturale perché è l’incontro con una creatura di Dio, dunque avvicinandosi all’altro con amore, è come avvertire in lui la presenza dell’Onnipotente. Per questo ogni uomo è sacro e non deve essere mai oggetto della violenza.”

Una figura di qualcuno che cerca di avvicinarsi alle persone, non tanto per vendere libri oppure oggetti come spesso accade camminando per le città, ma per istaurare con loro un rapporto d fratellanza. Per Bay è essenziale essere amichevoli con le persone, farle ridere perché per lui conta davvero l’aspetto umano della vita. Come spesso sottolinea all’interno del suo scritto, un vero Senegalese non porta mai rancore, non sarà mai una persona cattiva perché viene cresciuto in un contesto spirituale di non violenza promosso da Bamba e dalle cure di una madre che amerà per il resto della propria vita proprio perché:

“.. le donne sono delle regine, bisogna trattarle bene, di parlare di cose carine. La vita è la donna, la donna è il tesoro di Dio che fa nascere i bimbi. La donna è una cosa importante, sono le donne che sono le mamme degli uomini.”

Opinione personale

Insomma, un libro veloce e dalle note molto forti che mi ha però obbligato a riflettere su quanto reamente conosciamo della storia di tutte le persone che discriminiamo nel nostro paese. Per tutta la lettura ho pensato ad un mio amico senegalese di nome Tala che ha passato per più di otto anni le pene dell’inferno solo perché non possedeva la cittadinanza di stato, perché la sua pelle è diversa da quella degli italiani e perché come paese siamo un popolo di ignoranti. Se solo smettessimo di guardare tutto quello che si trova oltre il nostro naso con diffidenza le cose potrebbero essere anche migliori di quanto potremo immaginare.

Sicuramente una lettura veloce  e super consigliatissima.

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