Michele Angeloni – alla scoperta del Team della Urbino Contamination Community

IMG-20180709-WA0012Finalmente mi accomodo con Michele Angeloni al bar “Deliziose Follie” ormai battezzato come il punto nevralgico dell’attività della Urbino Contamination Community, dopo qualche chiacchiera per abbattere la tensione Michele si mette subito a proprio agio. Per mantenere il classico clima che offrono i ragazzi del team ad ogni loro evento gli propongo un aperitivo e, da bravo intenditore quale mi svela essere, accetta la mia idea: siamo pronti a cominciare.

L’intervista

Indago subito sulla sua vita e scopro piacevolmente essere un ragazzo umbro originario di Gubbio dove, oltre che esserci nato, è cresciuto con la famiglia e si è formato scolasticamente. Michele mi racconta un po’ della sua storia ed io lo ascolto rapita, ha frequentato il liceo scientifico: non tanto per una passione particolare ma per placare l’indecisione del futuro e formarsi su differenti materie che gli avrebbero permesso di spaziare tra le varie professioni lavorative. Terminati gli studi ha però ancora la stessa indecisione del passato, un ragazzo curioso e affascinato da tutto, che non sa decidere cosa preferisce studiare o diventare nel suo domani. Mentre il tempo per le iscrizioni universitarie trascorre inesorabile, Michele pensa a cosa fare della sua vita e alla fine si lancia nel vuoto e prende la sua decisione ad un passo dalla fine: s’iscrive alla facoltà di Economia di Urbino.

In confidenza mi svela di non aver avuto una spiegazione precisa per la sua scelta e di non averla tutt’ora, era sì interessato alle materie che sembravano affascinarlo maggiormente rispetto alle altre ma a quel tempo non si prefigurava come economista, tant’è che si era dato tempo un semestre per ritirarsi dal corso nel caso in cui non gli fosse piaciuto a sufficienza. Iniziate le lezioni si rende conto inaspettatamente di aver scelto bene perché le materie gli piacciono e riesce a studiarle con passione conseguendo ottimi risultati, al giorno della nostra intervista mi svela di aver conseguito tutti gli esami previsti per il suoi anni accademici e di dedicare alla facoltà tutto il suo tempo.

A legare con il liceo scientifico ora che frequento economia c’è forse solo la matematica!

Una battuta spontanea che racchiude molte verità, diciamo che tutti i torti non li ha eppure sembra molto felice delle sue scelte. La sua carriera scolastica gli ha permesso di tenersi aperte tutte le possibili porte e grazie a questo ha sviluppato le competenze di ragionamento logico e di pensiero intuitivo essenziali per il suo attuale percorso formativo. È rimasto ammaliato dallo scoprire i retroscena dell’economia di cui tanto si vocifera il televisione e non solo, ha avuto modo di entrare nel vivo del contesto sociale attuale e capire ciò che ci circonda traducendo l’economia nella sua nuova passione. A IMG-20180709-WA0014.jpgtal proposito capisco quanto mi ha detto sul dedicarci tutto il suo tempo, i suoi studi non sono unicamente finalizzati al superamento degli esami perché il suo desiderio di conoscenza esula i meri doveri studenteschi, mi dice di leggere libri inerenti alle tematiche economiche anche nel proprio tempo libero per approfondire taluni argomenti perché si è reso conto di essere totalmente e pienamente immerso nel mondo economico. Se prima poteva spaziare tra differenti attività ludiche tra cui il calcio per cui nutriva una forte passione, oggi si trova a corto di tempo e di volontà per approfondire altri percorsi.

Per quanto non abbia ancora un progetto definito per il proprio futuro, ha almeno qualche idea in mente nonostante la sua decisione di vivere alla giornata questa sua esperienza.
Siccome è stato folgorato positivamente, mi confida di voler proseguire questo percorso di studi orientandosi alle micro-macro economie, alle politiche monetarie o eventualmente a tutto ciò che può riguardare il carattere istituzionale per poter un domani restare legato in maniera continuativa al polo universitario che sia per fare ricerca o insegnare.

A questo proposito annuisco affascinata dal suo racconto e dalle sue idee, mi sento felicemente emozionata per aver avuto modo di entrare nel profondo dei progetti di Michele che mi sembrano sufficientemente ambiziosi per un giovane ragazzo ventenne: scoprire che la voglia di sentirsi un giorno realizzati bussa a casa di molti è un esperienza travolgente. Mi viene così spontaneo entrare nel dettaglio della sua esperienza con la Community per frenare le mie domande sulla sua vita privata e indirizzare proficuamente la nostra intervista.

Mi spiega che essendo la Community orientata al mondo imprenditoriale ha la capacità di affascinare le persone con i suoi temi, seppur molto spesso le persone non abbiano le conoscenze adatte a comprendere cosa questo significhi realmente.

“Se dici a qualcuno che da grande farà l’imprenditore lo rendi contento come se gli avessi detto che farà il calciatore”.

L’imprenditore nella sua figura stereotipica ha un suo stile tipicamente elegante, un suo carattere carismatico profondo IMG-20180709-WA0010.jpged un lavoro che rende monetariamente e che regala grandi soddisfazioni; viene disegnato come una persona leader intrigante che affascina il futuro di ogni giovane che abbia un minimo di ambizione. Le cose però sono più complicate di quanto possa sembrare, si parla infatti di assunzione di rischi e di responsabilità di ampia portata che non tutti riescono o possono gestire facilmente, significa anche non attenersi a orari di lavoro prestabiliti ed accettare l’idea di “sposarsi” con la propria attività lavorativa. Avere poi lo scopo di educare i ragazzi può essere anche un modo per offrire dei sistemi per affrontare la vita non arrendendosi mai, superando le avversità e pensando in maniera differente. Sono queste le peculiarità di un imprenditore che dovrebbero avere tutti per poter veder sempre il lato positivo delle cose. Tutto questo ha permesso a Michele di unirsi al team della Urbino Contamination Community: desiderava poter parlare con persone affacciate al mondo dell’imprenditoria, interessate a discutere di certe tematiche, un gruppo di persone aperte allo scambio di idee, pensieri e punti di vista.
Voleva provare un’esperienza capace di trasformarsi in un punto di forza che lui e gli altri ragazzi potrebbero poi successivamente sfruttare nel proprio futuro o che comunque potrebbe insegnare qualcosa di utile ed inaspettato.

Essendo un ragazzo sempre in cerca d’interessi, Michele mi confida di aver la tendenza di cercare attività che possano stimolarlo in maniera funzionale sia per un arricchimento personale che per quello curriculare. Seppur definisca la sua partecipazione alla Community come un passatempo, ci dedica tutte le attenzioni necessarie per garantirne il funzionamento in collaborazione con tutti gli altri membri, attualmente è definibile un hobby in attesa che possa trasformarsi in altro. Mi dice di averli scoperti la sera del loro primo incontro informativo (di cui ho parlato in un precedente articolo) su consiglio di un amico che attualmente fa anche lui parte del team. Era curioso di scoprire cosa fosse il progetto e ne è rimasto subito colpito tant’è che IMG-20180709-WA0009alla fine dell’evento ha lasciato le sue credenziali e ha chiesto come fosse possibile partecipare attivamente. L’intento era appunto quello di poter parlare con altre persone di imprenditorialità, scambiare opinioni con qualcuno che non fosse unicamente l’amico universitario con cui era solito farlo legandosi ad un progetto capace di offrire più di quanto sembrasse. Michele ha avuto poi modo d’intraprendere nuove relazioni e amicizie grazie a ciò, ha interiorizzato nuovi modi di pensare e di vedere il mondo circostante che lo hanno arricchito su piano cognitivo offrendogli la possibilità di affrontare la vita con occhi nuovi. Ha avuto modo di approfondire le professioni e gli interessi degli altri membri del team ampliando le proprie conoscenze.

Tutti hanno avuto un’influenza positiva perché ognuno arriva da diversi ambiti e ha fatto sì che io mi potessi interessare al loro mondo, le loro passioni.

Come spesso accade avendo a che fare con gli stereotipi ci tiene a sottolineare che l’imprenditoria non è legata unicamente al ambio economico anzi, colui che fa imprenditoria non c’entra assolutamente nulla con l’economia perché l’imprenditore è colui che ha un idea ed è soddisfatto nel vederla realizzata mentre l’economista è colui che gli fa fruttare quell’idea attraverso le sue conoscenze tecniche. Sentendosi tirato in causa dai suoi studi economici Michele mi svela di non poter acquisire le competenze sufficienti a realizzare un progetto col solo sforzo universitario, gli servirebbe comunque qualcuno per colmare le sue carenze nella realizzazione di un progetto funzionante. Mi dice questo per sfatare il mito che solo i ragazzi che studiano economia possano affacciarsi su questo mondo, “l’economista non è un imprenditore bello che fatto, può diventarlo ma non lo è già.” la figura imprenditoriale non è legata a chi fa certi studi, non si lega a nessuno e si lega a tutti.

Annuisco e apprezzo il chiarimento che sembra essere uno tra gli slogan preferiti tra i ragazzi del team che lo ripetono con passione ogni volta che li incontro.

Per quanto riguarda i ruoli del gruppo mi viene spiegato che tutti hanno lo stesso compito, si definiscono promotori della community che si occupano delle stesse cose in una struttura priva di gerarchia. Quando si organizzano gli eventi ognuno poi è addetto alla propria mansione che muta a seconda della serata e delle disponibilità dei ragazzi, una volta che l’associazione verrà costituita verranno poi definiti anche i ruoli burocratici ma il clima regnante sarà quello di essere considerati tutti sullo stesso piano per non fare discriminazioni – un pochino come la politica di Artù e la sua tavola rotonda.
IMG-20180709-WA0011Parlando sempre di rapporti è ancora presto per Michele raccontarmi di amicizie perché il fattore tempo ha sempre una fondamentale importanza al riguardo. Dopo una prima fase iniziale di conoscenza, si sta cercando di entrare nel profondo della relazione che si sta lentamente delineando per instaurare dei legami che vadano oltre la stima reciproca. Se poi alle volte è difficile entrare in empatia con altre dieci persone differenti, farlo con ragazzi interessati all’imprenditorialità è anche più complicato: si tende sempre ad essere ambiziosi e orgogliosi delle proprie idee quindi scendere a patti potrebbe essere complicato eppure, nonostante tutte le difficoltà, la Urbino Contamination Community sembra vincere gli ostacoli rafforzandosi giorno dopo giorno. Diventa essenziale anche sottolineare il rapporto con gli ospiti e con i partecipanti agli eventi che mi viene descritto come molto positivo, la partecipazione attiva degli studenti ha giocato un ruolo fondamentale per la riuscita iniziale del progetto nei mesi trascorsi. A tal proposito Michele ricorda in particolare di un evento dove alla fine della serata ha avuto origine un dibattito molto stimolante, le persone presenti hanno preso parte allo scambio di opinioni schierandosi in due “fazioni” opposte e dando vita ad una conversazione accesa da cui sono emerse molte informazioni. Per questo, mi svela, ha provato a riproporre un’idea simile per un evento in programma, il desiderio sarebbe stato quello d’incentivare la conversazione prendendo parte attivamente al discorso perché alle volte è più semplice parlare in un dibattito che avanzare se stessi come singolo.

Magari c’è chi la pensa diversamente ma non lo vuole dire o non è portato a farlo, così è più semplice chiedergli di schierarsi da una parte o dall’altra in un dibattito: se non sei in prima persona a prenderti gli schiaffi in faccia ti viene più semplice prendere una posizione e a maggior ragione se ci sono altre persone che si schierano con te o al posto tuo, è più semplice parlare in terza persona che di se stessi avanzando domande o richieste.

Emerge allora un cambiamento in Michele, tutta quest’esperienza lo ha modificato anche se ancora è presto per definire chiaramente come. Si sente differente perché ha avuto modo di migliorarsi su molti aspetti ma, la cosa che sembra essere più importante di tutte è: che se prima certe cose non le conosceva o non ci faceva caso, da quando ha iniziato a lavorare con gli altri ragazzi del team ha iniziato a fare attenzione ai dettagli. Si sente arricchito di possibilità, di modi per poter comprendere il mondo in un orizzonte del tutto nuovo dove responsabilità e motivazione sono le parole chiave che lo legano a questo progetto e che lo spingono a dare sempre il meglio.

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