Ivano Stella – alla scoperta del Team della Urbino Contamination Community

37749307_10215801696537522_682195395362684928_n.jpgQuando riesco a contattare Ivano Stella, membro del Team della Urbino Contamination Community, per fare l’intervista lui si trova in viaggio verso casa ed io mi sento una terribile importunista per averlo privato di un buon riposo meritato. Si dimostra molto disponibile alla mia curiosità e mi racconta subito di sé senza trattenersi con le parole.

L’intervista

Nato a Napoli e vissuto a Cercola – una città ubicata alle pendici del Vesuvio – per tutta la vita, mentre leggo le sue risposte capisco subito essere una persona molto legata alla terra dove è cresciuto ed è diventato l’uomo che è oggi.
Nella città ha frequentato il liceo scientifico, non per seguire le orme di alcuni coetanei ma per poter avere una formazione completa che gli avesse potuto permettere un domani migliore; considerando i tempi e l’offerta formativa della zona, per lui quella fu l’unica scelta per ottenere quanto volesse. Fortunatamente per lui è riuscito formarsi su più aspetti tant’è che ha potuto sviluppare un suo metodo che gli garantisse una gestione del tempo in maniera funzionale, ha potuto osservare il mondo con sguardo differente riflettendo così su temi oggi ritenuti “pesanti” quali la filosofia o l’astronomia – per Ivano sono invece ottimi spunti di conversazione che spesso gli permettono di comprendere le persone con cui parla e il loro punto di vista in maniera più ampia.

Sorrido leggendo le sue parole, già da subito capisco di essere a contatto con una persona sensibile ma particolarmente arguta e mi sento totalmente rapita dalle sue risposte.

Scopro che le materie preferite di Ivano ai tempi del liceo sono rimaste le sue attuali passioni, a scuola andava pazzo per l’inglese e la fisica perché si domandava sempre il perché delle cose e, proprio studiando, grazie alla fisica è riuscito ad ottenere molte risposte ai suoi quesiti. Per lui l’universo è molto affascinante e grazie al suo percorso formativo ha avuto la possibilità di approfondire i suoi interessi sull’universo entrando nel vivo della materia: i buchi neri, il bosone di higghs che dà massa a tutte le cose, le teorie sull’origine e la fine dell’universo, la relatività. Mi svela che è stato proprio grazie a questo che ha poi apprezzato nella sua vita le cose complicate perché sono per lui un insieme, un groviglio, di tante altre più semplici che, se unite, danno origine a qualcosa di più grande. Un amore per tutto ciò che può essere definito interdisciplinare che lo ha poi condotto sul suo percorso universitario di lingua e cultura cinese.

Anche per questo evento Ivano ha molto da raccontare, lui scrive ed io attendo la sua storia.

Nel 2011 s’iscrive all’università orientale di Napoli dove rimane folgorato in maniera positiva, la cultura che gli viene insegnata inizialmente sembra esser parte di un mondo totalmente differente, poi, una volta iniziati i meccanismi di apprendimento, tutto il 37687318_10215801702697676_3144188043770986496_nnebbione pare diradarsi e le cose si fanno più semplici e vicine.

La Cina è un posto che tutti dovrebbero visitare per capire quanto inutilmente ci soffermiamo su cose così superflue, ma al contempo toccare con mano situazioni ai limiti della sopravvivenza per avere un confronto e ricordarsi di doversi sempre migliorare”.

Un altro richiamo al sopra citato elemento “interdisciplinare” e al suo interesse per ciò che è complicato, a tal proposito mi spiega di come questo sia sempre stato parte di lui e mi racconta così di come sia stato un gran viaggiatore. Qui mi sento un pochino confusa ma prima che i miei pensieri possano prender il largo le sue parole riempiono gli spazi vuoti mancanti alla mia comprensione: sin da bambino ha sempre avuto la possibilità di spaziare nel vasto territorio italiano grazie all’ubicazione sparsa dei suoi parenti, questo gli ha permesso di comprendere le differenze culturali insite nella nostra nazione che esistono ed influenzano i modi di fare e di pensare oltre che le relazioni tra persone.

Molto probabilmente, la chiusura mentale che dilaga tra le persone è dovuta proprio all’assenza dell’elemento viaggio, o ancora prima, confronto proficuo con il prossimo. Anche se abiti a Roma, Milano o New York, non farà alcuna differenza col vivere nel deserto in una capanna se non scendi per strada e cogli le occasioni di dialogo con chiunque ti capiti”.

Certamente Ivano non mi pare la persona che fermi per strada la gente per dire o chiedere tutto quello che gli passi per la mente e, certamente, non è questo il messaggio che ci tiene a farmi capire. Per lui è importante riuscire a cogliere le occasioni di dialogo e di dibattito per potersi migliorare e anche per poter allargare i propri orizzonti di senso all’interno della società attuale –  un po’ come un monaco tibetano che muta drasticamente la propria esistenza. Viaggiare, parlare con gli altri, chiedersi il perché su tante cose, sono tutti elementi che hanno gettato le basi per avere una comprensione di questa società e di come Ivano può essergli utile, è convinto che ci siano carenze ovunque nel mondo ma soprattutto in Italia, dove la maggior parte delle persone punta solo ai propri interessi. Sottolinea che il paradosso italiano sia vivere meglio lavorando il meno possibile, pensare a se stessi aiutando però gli amici, l’italiano medio diventa altruista senza nemmeno accorgersene, forse per ricambiare un favore o per guadagnarsi le grazie di qualcuno in particolare per poterne trarre un vantaggio.

La domanda è: chi ci dice che la persona seduta di fronte a noi in treno o in attesa all’ingresso dal medico o in fila alle poste non abbia qualcosa da insegnarci o dal cui incontro possa nascere un business da milioni di euro?

A pensarci bene tutto questo può aiutare le persone a guardare e pensare oltre a quello che gli occhi riescono a vedere, individui tipicamente affamati di risultati che difficilmente riusciranno a raggiungere se prima non metteranno in gioco se stessi su piano personale e poi successivamente su pian didattico/lavorativo.

Mi racconta che a Napoli i problemi sono tanti e, non riuscendo a mandare giù l’idea di stare fermo ad osservarli senza fare nulla, ha fondato insieme ad altri un’associazione volta ai diritti della sicurezza sulle strade, salvaguardia dei diritti degli studenti, rivalutazione culturale e del territorio. Grazie a questo e all’aiuto di un’azienda locale per 37717154_10215801707857805_3085878738831802368_ncui ha lavorato e gli ha insegnato molto sono riusciti a creare a Napoli un servizio di accoglienza turistica sulle strade in punti nevralgici della città in ben 13 lingue, incluso l’ebraico, l’arabo, il Giapponese e le lingue europee più classiche.
Nel giro di poco tempo – circa 8 mesi che per un ragazzo giovane sono relativamente un battito di ciglia – Ivano si è ritrovato a mandare avanti la propria formazione universitaria  mentre nei momenti di libertà tra le lezioni e lo studio mandava avanti il suo progetto parlando con il sindaco di Napoli, collaborando con l’Assessorato al turismo, lavorando con un’azienda per riuscire a trovare le finanze necessarie al suo sostentamento e dando anche lavoro ai suoi colleghi universitari nell’accoglienza turistica: questo permetteva loro di implementare e applicare le lingue che stavano studiando a fini didattici. Lungo questo percorso, lui e il Team di persone con cui lavorava, sono riusciti ad arrivare addirittura ad una convenzione con l’università orientale di Napoli per far fare un tirocinio formativo ai ragazzi che studiano le lingue e che muoiono dalla voglia di praticarle, non di fare le fotocopie come spesso accade in altri posti.

Mi sento frastornata dallo scoprire tutta la dedizione messa da Ivano nel fare le cose e resto stupita del suo passato acceso da attività e iniziative, dovrebbero poterci essere più persone con tutta la sua voglia di cambiare le cose che sembrano non funzionare.

È evidente di come tutto questo possa aver aiutato anche le relazioni umane di Ivano, grazie alla sua esperienza ha avuto modo di conoscere molte persone con cui instaurare dei legami più o meno funzionali.

Oggi si parla di Network perché fa figo ma alla fine così si lavora in Italia: si conoscono delle persone con cui instaurare qualcosa e conoscerne altre”.

Si crea fiducia in una dimostrazione reciproca d’impegno, uno scambio di valore che permette avanzamento ed miglioramento umano nel mondo, indipendentemente dal suo fine lavorativo, monetario o affettivo.
Nonostante tutto, però, mi confida di sentire la mancanza delle sue terre perché sa che potrebbe aiutare chi c’è ancora e contribuire al grande cambiamento che è oggi in atto ma come tutti ha dovuto fare anche lui delle scelte per se stesso: si è trasferito a Urbino. La piccola cittadina gli poteva offrire un percorso magistrale capace di unire le lingue a materie prettamente economiche come il marketing, le negoziazioni interculturali, la comunicazione internazionale e le strategie di internazionalizzazione. Questo però non gli ha impedito di arrestare il suo desiderio di aiutare se stesso e gli altri all’ottenimento di un mondo migliore, tant’è che prima di lasciare il suolo campano ha contattato le associazioni studentesche per interessarsi e non rimanere poi a mani vuote una volta giunto nelle Marche, infatti tra i suoi obbiettivi formativi c’era l’adesione ad attività extracurricolari che gli potessero agevolare il confronto col prossimo.

Diventa così abbastanza evidente il motivo che ha spinto Ivano a partecipare al progetto IMG-20180709-WA0011.jpgdella Urbino Contamination Community ma, quando chiedo maggiori informazioni, vengo spiazzata dalla sua risposta del tutto inattesa. Mi dice che ormai è giunto al termine della sua carriera scolastica, ultimati gli esami previsti dalla sua formazione universitaria si trova stranito e ubicato in un periodo di transizione in cui deve ancora capire cosa realmente voglia dalla sua vita e dal suo futuro.

Devo ancora capire cosa voglio fare da grande e dove e in che ruolo piazzarmi nel grande puzzle mondiale fatto di persone

Mentre continua ad occuparsi di Blockchain sul suo sito internet “Blog e Risorse” come esperto e mantenendo attivo il suo interesse per tutto il mondo dell’inbound marketing e paid marketing, conversion rate optimization e growth hacking. Sicuramente la Community lo ha attratto perché gli ha offerto la possibilità di partecipare, di organizzare e di essere attivamente presente nei progetti avanzati dal gruppo ma, soprattutto, ad affascinarlo è stato il mondo imprenditoriale che, solo dopo averlo provato, ha capito di non potere più fare a meno.

Ivano mi racconta di avere un concetto suo d’imprenditore: prima di fondare un’azienda o partecipare in società con altri per investire su un’idea, l’imprenditore è colui che si mette in gioco per migliorarsi e per migliorare, partendo dalle piccole cose. Questo pensiero deriva certamente dalle sue esperienze, del resto è ciò che ha fatto e che vorrebbe continuare a fare a Napoli; il suo passato gli ha permesso di fare tesoro di molte informazioni, ha potuto capire di avere una forte propensione alla progettualità, all’innovazione e all’impresa.

Chi fa l’imprenditore solo per soldi potrà anche avere successo e guadagnare tanto, ma a livello personale a cosa portano tutti quei soldi? Villa, Ferrari, yacht o un jet privato sono il sogno di tantissimi ragazzini che adesso stanno seguendo personaggi privi d’ideali. Non è questa la strada”.

Per questo motivo si è “lanciato” nel progetto della Community che si origina dal basso, dai banchi dell’università dove ci si forma per diventare imprenditori, o anzi, capire cosa voler fare e trovare una strada adatta per riuscirci. Proprio perché lui sente la necessità di fare qualcosa nella vita che non sia unicamente aspettare che il futuro arrivi ma andarci incontro, essendo un ragazzo con possibilità limitate dai suoi impegni formativi ed economici, ha deciso di afferrare la palla al balzo traendo vantaggio dalle sue possibilità d’errore: si rialzerà sempre senza mandare all’aria anni di sacrifici. Una nuova esperienza da aggiungere alle precedenti che gli permette d’imparare tanto grazie alla costante stimolazione a fare, a ideare ed a conoscere cose nuove; all’interno del team Ivano, come tutti, non ha un ruolo specifico ma, lavorando insieme agli altri per costituire ufficialmente e burocraticamente l’associazione le cose presto cambieranno.

Parlando di rapporti ci tiene a sottolineare che la base di partenza su cui si fonda la relazione del Team è l’imprenditorialità, oltre a questo però non nega che il rapporto tra i suoi membri cerca una sua via esterna infatti mi confida che tra lui e gli altri ragazzi della Community c’è un buon clima. Nonostante siano state poche le occasioni disponibili per potersi conoscere bene e nel profondo, quando le cose tra persone funzionano si sente a prescindere e questo accade quando i ragazzi si uniscono insieme. Sono una 33579833_216490832286211_2028608513843920896_n.jpgbuona squadra, mi dice Ivano che non chiude le porte all’idea che nuove amicizie o buoni legami possano nascere col tempo – questo non significa che ad oggi lui non tenga alle persone con cui sta intraprendendo questo percorso ma ci tiene a precisare che sia ancora presto per poter definire cosa questo possa significare.
Se l’attenzione si sposta a Ivano come singolo e non a lui come parte di un Team, la visione non cambia nel senso che si è sempre trovato – come scritto in precedenza all’interno dell’articolo – invischiato in questo genere di attività. Sotto questo punto di vista la Community è per lui un modo per fare qualcosa di costruttivo, non è qualcosa che esula da quanto ha fatto e certo non sa come tutta questa esperienza lo cambierà nel futuro perché si definisce una persona molto imprevedibile. L’obbiettivo principale resta quello di poter aiutare il prossimo e con l’Urbino Contamination Community lo farà attraverso l’insegnamento del valore imprenditoriale.

Punto ad aiutare gli altri nel far capire che entrare nel mondo del lavoro è molto semplice, basta sapersi mettere in gioco ed essere attivi verso qualcosa che ci interessa”.

La dritta per riuscirci secondo Ivano è partire da ciò che si sta studiando e approfondirla, fare domande ai professori, partecipare a eventi sul tema che sia dal vivo o da remoto perché oggi il Digital ci dà tante opportunità di entrare nelle discussioni su ogni tema esistente al mondo quindi non sfruttarlo sarebbe una notevole perdita di risorse. Per ottenere un proprio successo bisogna diventare un punto di riferimento per qualcuno, per partire in questo mondo ed entrarci, essere quella scintilla che fa accendere una persona – come per Ivano è stato con tanti amici e conoscenti.

Per quanto riguarda il futuro invece tutto sarà da vedere, nulla di certo mi vuole comunicare ed io semplicemente capisco senza avanzare ulteriori domande comprendendo il suo bisogno di riflessione, magari più avanti saprà fornirmi le risposte necessarie a definirne un percorso ma per ora siamo entrambi soddisfatti delle informazioni estrapolate.

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