Killing Stalking di Koogi

KillingStalking.jpgManga in corso.

Il manga

La storia ormai nota a livello internazionale è il lavoro di una scrittrice e disegnatrice emergente che, partecipando e vincendo il concorso indetto dalla casa editrice Sud Coreana Lezhin che pubblica i suoi contenuti unicamente online, ha avuto la possibilità di immettere nel mercato una storia senza precedenti. Andando con ordine e facendo molte ricerche in rete, tutti parlano del successo di Killing Stalking sia per i suoi contenuti forti sia su piano psicologico che fisico ma anche, e soprattutto, della sua autrice Koogi che sembra essere la nuova rivelazione del mondo fumettistico.
Come accennavo sopra la storia ha origine coreane e tutti noi sappiamo che in Corea del Sud esistono innumerevoli restrizioni per quanto riguarda i contenuti che devono rispettare parametri fissi di censura, essendo la storia basata su omicidio, stalking, omosessualità e violenza psico-fisica è facile pensare che la pubblicazione debba essere stata complicata.

L’intervista alla scrittrice

Al riguardo il sito fumettologica.it con una stupenda intervista alla scrittrice viene in soccorso dei lettori fornendo preziose informazioni direttamente da chi la storia la sta scrivendo:

Ci sono stati casi in cui gli editor hanno richiesto di eliminare alcune scene, semplicemente perché troppo spinte e che quindi non avrebbero rispettato i parametri contenutistici stabiliti per quel tipo di fumetto e di target. Killing Stalking è per certi versi un’estremizzazione del ‘bad boy romance’ anche se credo che siamo più nel territorio della sindrome di Stoccolma. Per quanto forte non mi pongo tanto il problema del perché il pubblico vi si appassioni perché sono totalmente concentrata sulla realizzazione della storia.

Un punto di vista interessante che stravolge tutte le precedenti pubblicazioni di genere, reso disponibile a cadenza settimanale su un sito di Webtoon ovvero una piattaforma gratuita di lettura/scrittura che ha permesso una larga diffusione del fumetto Coreano allontanandolo dall’ombra dello stile Giapponese e slegandolo dal vincolo della carta stampata. A tal proposito c’è da sottolineare la forte crisi coreana legata alle pubblicazioni cartacee dei fumetti, con la diffusione delle piattaforme a fruizione digitale il mercato si è fortemente ampliato grazie alla semplicità di lettura ma si è anche trasformato portando i lettori a richiedere le versioni stampate dei fumetti solo dopo che questi abbiano raggiunto il successo in rete. Cambia la relazione umana tra lettore ed oggetto che si trasforma nettamente diventando un bisogno di collezionismo di qualcosa che è stato capace di entrare nel cuore o di qualcosa che soddisfi una necessità di possesso. Se si tiene poi presente che il sito permette una lettura continua, cambia anche la modalità con cui il lettore si pone in relazione con la storia.
Nella stessa intervista sopra citata del sito fumettologica.it troviamo altre interessanti informazioni rilasciate dalla scrittrice in proposito:

Un webtoon non ha pagine distinte, ma un’unica lunga pagina che si scorre con lo scroll, questo formato influisce nel racconto della storia perché offre la possibilità di mantenere sempre costante l’azione e la tensione del racconto e quindi di tenere sempre viva l’attenzione del lettore. Anche se l’adattamento cartaceo realizzato dalla casa editrice J-Pop è stato davvero ottimo e non ha presentato cambiamenti rispetto a come io intendevo inizialmente il fumetto.

La trama

Ma di cosa parla concretamente Killing Stalking? La trama, sin dalle prime pagine, si lega a due personaggi che inevitabilmente finiscono per unirsi insieme. Da una parte c’è la kscvr1.pngfigura di Bum Yoon un ragazzino di 24 anni che ha avuto un difficile passato, si trova ad essere ossessionato da un ragazzo che durante il suo periodo di leva obbligatoria (ancora presente in Corea del Sud) lo ha salvato da una spiacevole situazione di abuso. La sua figura si delinea come gracile e trasandata, un ragazzo dai forti problemi sociali che viene allontanato ed ignorato da tutti che lo notano per il suo aspetto al limite tra il malato ed il macabro e che volutamente lo estraniano. Questa sua ossessione lo conduce a trasformarsi in uno stalker che tiene abilmente osservato il suo obbiettivo in maniera scrupolosa, a fantasticare tanto da arrivare ad avere la necessità d’introdursi nell’appartamento della sua vittima fingendosi un cugino. Dall’altra parte Sangwoo Oh è un giovane di 21 anni amato e ben voluto da tutta la comunità che cerca sempre di fare del bene a tutti perché quando era piccolo ha vissuto una spiacevole situazione che ha visto coinvolti i propri genitori in un omicidio il cui autore non è mai stato trovato. Il classico studente modello che viene rispettato da tutti per il suo carattere simpatico ed alla mano, quando un agente lo informa di aver visto il cugino entrare nel suo appartamento si precipita a casa per capire cosa stia succedendo considerato che non ha rapporti familiari da anni dopo quanto accaduto ai genitori. Ciò che nessuno si aspetterebbe dalla situazione è che il giovane Sangwoo sia in realtà una persona totalmente differente da quello che appaia all’esterno infatti quando Bum s’introduce all’interno dell’appartamento sente dei suoni provenire dalla cantina, curiosando in giro vi scopre il corpo di una giovane donna nuda e legata che gli intima di fuggire ma prima che lui possa avere tempo di pensare viene aggredito dal giovane proprietario di casa che a sua volta lo denuda, lo lega e gli rompe le gambe mentre è privo di sensi per impedirgli di fuggire come la precedente vittima. Al risveglio Bum si trova steso nella cantina di fianco al corpo morto della donna che solo poche ore prima era ancora in vita e, da quel momento in poi, la storia si sviluppa attorno al sequestro da parte di Sangwoo del giovane ed ignaro innamorato Bum che pare essere disposto a tutto pur di compiacere il suo carnefice.

L‘origine della storia 

Idea originatosi a partire da un contesto reale di vita quale il degrado dilagante per le strade come l’autrice afferma in un intervista rilasciata per il sito wired.it al Lucca Comics and Games 2017:

Più che da un fatto o da un’intuizione, ho preso ispirazione dall’ambiente che avevo intorno. Osservando i palazzi, i vicoli sporchi, le insegne, i volantini stropicciati per terra, la storia nasceva dentro di me senza che io me ne rendessi conto. Concentrandomi su tutti gli aspetti del lavoro ho l’abitudine di soffermarmi sugli spazi vuoti perché mi servono quanto il disegno stesso, se non di più, per creare un senso di ansia e tensione – sono parte integrante del racconto. Avevo in mente la storia prima ancora che entrassi all’università, e ho sempre saputo quale corso avrebbe seguito. Naturalmente alcune cose si modificano man mano che ci lavoro, ma sono poche. Sono sempre rimasta fedele all’idea originale.

maxresdefaultLa critica

Killing stalking è esplicito, violento, ed è anche onesto nel mostrare un certo tipo di sentimenti e pulsioni oscure dell’essere umano; tratta di temi molto complessi e delicati che non vengono descritti attraverso un approccio superficiale come spesso accade in altri testi simili, quasi come se non volesse rischiare la critica di poter essere definito un fumetto ingenuo che punta ad essere solamente un prodotto mediocre volto alle vendite massificate.
Come dice l’autrice nell’intervista rilasciata per il sopracitato sito wired.it:

La mia unica preoccupazione è sempre stata quella di non cadere in una facile romanticizzazione della dinamica vittima/aguzzino, come capita spesso in altre opere, dai film ai fumetti. Razionalmente non l’ho realizzato subito, ma inconsciamente questo pensiero “non devo cadere in quell’errore!” mi ha seguita fin dalle prime fasi. Il successo internazionale che ne è derivato dopo mi ha completamente spiazzata, all’inizio non mi aspettavo neanche di poter vincere il primo premio al concorso di Lezhin, con una storia simile. Non pensavo di avere successo in Corea, figuriamoci nel resto del mondo. Sono davvero grata a tutti i fan per questa opportunità.

Il successo è stato unanime nonostante le differenze culturali tra i vari lettori della storia, se gli occidentali tendono a rimuginare molto sulla storia per quanto riguarda i significati di quanto hanno letto o gli eventuali sviluppi che la trama potrebbe prendere, gli asiatici mantengono un distacco maggiore facendosi coinvolgere meno. Certo è che l’obbiettivo principale dell’autrice Koogi resta quello di creare una storia capace di appassionare più persone possibile mantenendo intatto il proprio stile e il proprio contenuto. Tra i lettori si dimostrano più interessate le donne rispetto agli uomini, forse per la storia omo-erotica che tanto attrae il pubblico femminile, forse per la realizzazione delle immagini a colori che stravolgono gli schemi abituali di fruizione in bianco e nero o forse per la pubblicazione settimanale invece che mensile che rimanda ad un forte principio di serialità che obbliga i lettori a restare in attesa con più semplicità per le brevi distanze temporali. Certo è che Killing stalking è riuscito a trovare il giusto mix di fattori che lo hanno condotto al podio venendo definito come “la storia che ha stravolto il web” e che si è aggiudicata un successo senza precedenti – lo ripeto perché anch’io, come tanti altri, sono rimasta totalmente stregata dalle vicende.
Parlando di questioni più tecniche, poi, la realizzazione pare non essere impeccabile, a parlarne è l’esperto sito mondofox.it nella sua meravigliosa recensione del primo volume:

A rendere esplosivo il tutto c’è sicuramente il suo meccanismo a orologeria, capace di tenere il lettore costantemente sul chi vive: per quanto si tenti di prevedere le mosse dell’autrice Koogi, Sangwoo e Bum Yoon sono due personaggi così borderline e privi di qualsiasi scrupolo morale che rendono elettrica l’atmosfera in ogni loro scambio, la posta sul tavolo è sempre la morte di uno dei due. Per quanto riguarda il tratto grafico è in linea con le principali produzioni online sudcoreane anche se non brilla certo per composizione ragionata delle tavole o eleganza dello stile, ha però una sua perversa efficacia nel aumentare la tensione e amplificare i twist diabolici della trama riempiendo a tutta pagina la tavola all’improvviso mentre solitamente le singole facciate sono piuttosto scarne e disadorne. Il metodo di colorazione digitale è simile a quello dei più recenti comics statunitensi, in un particolare miscuglio di influenze occidentali e orientali davvero distintivo anche se non sempre riuscito. Lo stile, insomma, non è immediatamente accattivante e non risulterà gradevole per molti, ma è forse il più adatto a raccontare questa particolare storia.

Allora, con la notizia che la casa editrice italiana J-pop ha acquistato tutti i dritti esclusivi legati alla realizzazione cartacea della storia, possiamo solo attendere che l’autrice Koogi 85f40b73467c8b68ce3af885360d725f--killing-stalkingpossa ultimare la terza serie della storia mentre la casa editrice stampa la seconda per soddisfare il nostro bisogno di sapere di più.

Opinione personale

Personalmente mi sento talmente tanto coinvolta dalla storia che mi sono ritrovata a divorare i quattro volumi della prima stagione nel giro di poche ore, dove l’ansia e la confusione prendono il dominio sulla razionalità. Per tutto il corso delle vicende l’unica domanda a sussistere nella mia mente era “Perché?”: Perché un ragazzo apparentemente tanto innocente e pieno di tutto quello che gli serve dovrebbe covare tanta pazzia violenta? Perché un giovane disadattato dovrebbe continuare a desiderare una persona che pare non avere senno? Perché qualcuno dovrebbe spingersi a tanto per avvicinarsi ad un’altra persona? Perché, perché, perché..
Quando anch’io riuscirò a trovare di nuovo l’autocontrollo forse riuscirò a disintossicarmi da questa malsana relazione che ruota attorno ai due protagonisti dove il sangue e la perversione sembrano essere lo sfondo preferito di tutte le scene del fumetto.

Resterò in trepidate attesa fino al giorno di rilascio dei nuovi volumi mentre, nel buio di un freddo angolo di muro, continuerò a cullarmi raggomitolata a terra per l’angoscia eccitante che tutta la storia mi ha lasciato dentro.

Per acquistare il primo fumetto da Amazon basta un click: Killing Stalking vol.1 – prezzo di copertina €9,90

Condividi l’articolo su Facebook o Twitter per farlo conoscere a tutti i tuoi amici e ricordati di seguirmi qui sul Blog e sulla Pagina Facebook per restare sempre aggiornato! 

 

Un pensiero su “Killing Stalking di Koogi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...