Fabio Strazzeri – alla scoperta del Team della Urbino Contamination Community

20258202_452413041805299_897922478156108694_nDopo una lunga e complicata conversazione telefonica interrotta spesso da altri impegni, finalmente riesco a terminare le mie domande a Fabio Strazzeri – uno degli ultimi membri del Team della Urbino Contamination Community. Ultimata l’intervista riesco a perdonargli la lunga attesa delle sue risposte e soprattutto i molti solleciti, capisco perfettamente la situazione e mi sento per questo pienamente soddisfatta del risultato ottenuto.

L’intervista

Fabio nasce il 23 Agosto del 1992 a Rimini e, nonostante la sua accennata sindrome da Petr Pan, sulla soglia dei suoi 26 anni riesce ad accettare il fatto che stia maturando e diventando finalmente un uomo. Durante il suo periodo scolastico le cose non sono andate esattamente come avrebbe voluto tant’è che la definisce un’esperienza “non particolarmente rosea o felice”.

Iscrittosi ad un scientifico per poter comprendere chi fosse e cosa desiderasse dal proprio futuro, si è reso ben presto conto di aver fatto la scelta sbagliata ma ha voluto provarci prima di arrendersi: dopo quattro anni di sforzi era appena riuscito ad ultimare il secondo anno di scuola. Un pochino sconfortato dai suoi risultati e dall’aumentare delle domande prive di risposta sul suo futuro, Fabio decide di cambiare qualcosa nella sua vita e si avvicina sempre di più all’arte. Da forte appassionato quale era all’epoca di musica hip-hop e rap, dello stile di vita “da strada” e dal suo gruppo di amici su generis, inizia a trovare una forte fonte di ispirazione nella street – art ed in particolare all’arte dei graffiti cui dedicava attenzioni nel suo tempo libero tra giri in skate e marachelle.
Sempre più coinvolto dalle sue nuove passioni e demoralizzato dai risultati scolastici, decide di cambiare percorso formativo e s’iscrive al liceo artistico di Rimini orientato principalmente alla fotografia ed al videomaking – interessi oggi ancora molto vivi in Fabio. Il suo desiderio era ottenere un diploma facendo qualcosa in cui fosse bravo, così che avrebbe potuto capire un domani che strada poter percorrere ma le risposte continuano a non arrivare e gli interessi ad aumentare. Diplomatosi inizia a lavorare per guadagnare qualche soldo e per cercare ancora il suo vero io.

Dopo quattro anni da che mi ero diplomato e stavo lavorando ho capito che era arrivato il momento di riprendere in mano la mia vita e i miei obbiettivi, di fare un quadro generale della situazione perché non mi sentivo per niente realizzato e volevo qualcosa di meglio per me stesso”.

In quel periodo Fabio era una persona molto differente da quella che è oggi, era molto chiuso e introverso, viveva se stesso in maniera totalmente insicura; non riusciva a vedere se stesso come qualcuno che sarebbe riuscito ad ottenere qualcosa perché non si credeva capace di IMG-20180806-WA0006.jpgpoter concludere alcunché.

Mi sento esterrefatta da scoprire queste cose ed un moto di dispiacere mi nasce dentro ma non mi faccio trasportare troppo ed attendo pazientemente il continuo del racconto.

Mi spiega che la sua vera forza è sempre stata quella di non mollare, di non arrendersi nonostante le difficoltà; per quanto fosse complicato anche solo credere di poter andare avanti Fabio ha stretto i denti e, passo dopo passo, ha continuato il suo cammino indipendentemente da tutto. Non gli importava più essere un “ritardatario” tra i suoi coetanei, essere un indeciso tra tutti i predestinati e non gli faceva più paura essere se stesso tra le masse.

Anche se un po’ in ritardo rispetto all’età media, la mia vera evoluzione è stata una volta terminate le superiori – quindi con ulteriori due anni di ritardo. Mi ritrovavo senza aver avuto questa carriera scolastica fantastica, senza aver avuto forse delle reali capacità perché non credevo realmente in me stesso, ho iniziato poi a lavorare e la cosa non mi è piaciuta né troppo né subito perché non mi sentivo realizzato”.

Nello stesso periodo aveva iniziato a studiare come autodidatta proprio per trovare la strada che avrebbe percorso nel suo futuro ma che ancora non aveva ben inquadrato oltre che per tenersi informato per poter essere un buon lavoratore, si era così appassionato a tematiche fuori dall’ordinario come la comunicazione, la psicologia, il marketing o percorsi di crescita. Tra un impegno e l’altro si era prefissato l’obbiettivo di imparare nuovi argomenti, frequentare corsi di aggiornamento o con professionisti quali mental coach o guru del settore, di leggere tanto come non aveva mai fatto in precedenza innescando così il suo percorso di cambiamento. Spinto dalla volontà di distinguersi e dal desiderio di non dover restare un lavoratore dipendente per tutta la vita perché incapace di accettare la routine classica dell’andare sul posto di lavoro per “rubare uno stipendio”, Fabio sentiva in se l’impellente desiderio di potersi sentire meglio di come non aveva mai fatto prima, voleva pensare in grande. Tra i suoi nuovi interessi mi spiega di essersi avvicinato non solo a corsi di marketing, psicologia e comunicazione in generale ma, addirittura, al linguaggio del corpo, al uso dei colori e anche all’uso della PNL (Programmazione Neuro Linguistica), l’uso delle parole, dei toni vocali, della prossemica, di come si muove il corpo e molto altro ancora in una lunga e dettagliata lista piena di conoscenze che lo hanno reso, non solo appassionato ma anche – e soprattutto – competente. Dal suo desiderio di ricominciare a studiare, quindi, mi dice che è stato abbastanza istintivo essere attratto dall’ateneo di Urbino e dal suo corso di comunicazione orientato alla pubblicità.

Mentre nella sua mente si delineavano progetti per il futuro, a giocare un ruolo fondamentale è stata la famiglia di Fabio che lo ha stimolato e sostenuto con passione fornendogli nel tempo la giusta educazione che gli avrebbe garantito un successo quanto meno personale.

Non sono mai stato una persona con la ‘pappa pronta’ infatti quando andavo male a scuola mia madre mi tirava su dal letto alle 4 di mattina per portarmi a lavorare con sé e alle 7,40 mi faceva staccare per andare a scuola con i calci nel culo. Una volta finita la scuola tornavo a lavorare quindi sono sempre stato uno che si è dato da fare, i miei genitori sono imprenditori non di quelli senza valori con il successo e le barche ma di quelli che cercano di andare avanti con la loro attività e ne hanno passate tante negli anni arrangiandosi e sopravvivendo.

33691405_582858422094093_8524833878613950464_nSono sempre più ammirata dallo scoprire come Fabio sia diventata la persona che conosco oggi e altrettanto emozionata nello scoprire quanta profondità sia insita nel suo cuore.

Parlando dei genitori emerge che ancora oggi tenta in tutti i modi di stare loro accanto e di aiutarli anche su piano lavorativo oltre che affettivo, a molti corsi formativi presenzia insieme alla famiglia per coinvolgere anche loro in tutte quelle novità che potrebbero migliorare il futuro di tutti. Un’altra figura molto importante nella vita di Fabio è la compagna che lo ha aiutato e sostenuto nelle decisioni più difficili negli ultimi tre anni, anche lei ha saputo essere una persona molto giudiziosa, un’amorevole complice ed una migliore amica. Mi spiega di come Flora lo abbia sempre spronato fino in fondo a mutare tutto quello che non gli stava piacendo nella vita e gli ha dato la spinta per innescare quel cambiamento di cui mi raccontava sopra aiutandolo molto nelle decisioni anche più semplici proprio perché in una relazione si è sempre in due, a maggior ragione lei poteva consigliargli qualcosa che aveva già provato sulla propria pelle come magari un polo universitario o un posto di lavoro.

Così si delinea il profilo di Fabio Strazzeri un ragazzo dalle risorse inaspettate che si svela senza timori o paure, con l’orgoglio nella voce e la battuta sempre pronta. Quando chiedo delucidazioni sulla sua scelta di entrare a far parte del progetto della Urbino Contamination Community mi dice che è stato qualcosa d’istintivo: proprio perché era già nato quel desiderio di poter lavorare su se stesso per ottenere un futuro migliore – non per qualcosa di egoistico ma per coltivare un orgoglio differente dettato dall’umiltà e dalla dedizione.

Avendo avuto un esempio in casa voleva poter essere ‘degno’ di percorrere le orme dei propri genitori diventando anch’egli imprenditore come raggiungimento di un grande obbiettivo della vita. Grazie alla scoperta del ContaminationLab (di cui ho parlato in un precedente articolo) per pura casualità aveva deciso d’iscriversi perché ammaliato dai contenuti che avrebbe trattato e dalle attività previste, purtroppo però Fabio non ha potuto parteciparvi per questioni logistiche.

La mia parte razionale ha sovrastato quella tipicamente maniaca della programmazione ed ho preferito dare priorità agli studi ed all’università”.

La fortuna però ha voluto che restasse in contatto con un membro del progetto iscritto alla sua stessa facoltà che lo ha tenuto aggiornato sulla sua esperienza e soprattutto sulla nascita della Community invogliandolo a partecipare e a farne parte.
Affascinato dalle tematiche e dall’ambiente ha subito capito il potenziale della Urbino Contamination Community per il quale si sente molto coinvolto e grato di farne parte ancora oggi: per quanto abbia studiato e fatto esperienze passate, per migliorare le sue competenze nell’ambito imprenditoriale e in quello comunicativo del marketing si è ken-ucc2018-e1531824520526.jpgtrovato di fronte ad un gruppo di persone migliori di lui, più competenti e preparate che gli hanno permesso di poter imparare qualcosa di nuovo da ognuno.

La definisco l’arte del saper rubare qualcosa agli altri – in senso metaforico ovviamente mi sarà molto utile e spero comunque d’imparare tanto e di farlo ancora”.

Anche lui, come molti altri prima, mi conferma di non aver avuto un reale ruolo all’interno del progetto proprio perché si voleva dare spazio a tutti di provare tutto nonostante per il futuro le cose cambieranno. Questo ha reso possibile sperimentare a pieno le proprie capacità per potersi poi specializzare in quello che ogni membro del Team reputi migliore per se stesso, per poter agire in modo più corretto nel proprio lavoro. Seppur sia poco il tempo che hanno avuto a disposizione per arrivare dove sono arrivati, lo sforzo è stato tanto da parte di tutti con l’eccezione di chi ha voluto impegnarsi maggiormente. Fabio a tal proposito mi confida che ancora molto sarà da fare e sarà più difficile ma si aspetta un lungo passo in avanti perché è fiducioso non solo del progetto stesso ma anche dei compagni con cui lo sta intraprendendo. Parlando proprio di rapporti è difficile parlarne con esattezza visto che non è stato possibile approfondirlo, questo non significa però che si tratti di qualcosa di superficiale ma, al contrario, di una buona base di partenza su cui lavorare.

Il tempo a nostra disposizione non è stato tantissimo per poterci conoscere davvero però nel tempo che abbiamo passato insieme ci siamo trovati molto d’accordo su certi temi come sull’importanza di ragionare su argomenti quali l’imprenditoria. È comunque un modo di lavorare e di confrontarci molto positivo”.

Fabio ci tiene a sottolineare che hanno tutti la possibilità di crescere e di ottenere sbocchi più personali che potrebbero tramutarsi in amicizia perché comunque continuano a sentirsi nonostante la lontananza di questo periodo estivo. Sono legati tutti da un obbiettivo e una passione che è quella di maturare insieme portando altre persone sul loro cammino che hanno deciso d’intraprendere.

Come sempre sono ammirata dalla dedizione con cui hanno deciso di lavorare questi giovani ragazzi su tematiche tanto interessanti quanto ostiche, resto però perplessa dallo scoprire che Fabio non ha mai avuto la possibilità di rapportarsi con gli ospiti e lui ci tiene a spiegare che all’unico evento cui ha presenziato non c’è stato modo di parlare né con l’imprenditore e né con i ragazzi presenti all’incontro. Seppur tutti cercano di occuparsi di networking contattando personalmente nuovi imprenditori da poter invitare in sede aventi storie particolari da raccontare, tutto questo faciliterà la crescita e la creazione di rapporti che un giorno potrebbero trasformarsi in opportunità lavorative o collaborative. Quasi come se per ora fossero un canale utile a chi voglia trovare un legame per entrare nel mondo imprenditoriale, conoscere persone capaci di aiutare e di facilitare la riuscita di certi progetti o semplicemente permettere di capire se si è o meno portati per questi contenuti, non unicamente per se stessi ma anche – e soprattutto – per gli altri.

Sono una persona che ha dei sogni e degli obbiettivi, che vuole crescere e che non pensa che la propria fortuna o il proprio successo personale cadano dal cielo, devo lavorare e studiare tanto per ottenere qualcosa.

Essendo parte di questo progetto IMG-20180806-WA0005Fabio ha la fortuna di avere attorno persone fantastiche che gli permettono un confronto reciproco dove si prende e si dà conoscenza. È difficile capire cosa cambierà nella sua vita dopo quest’esperienza ma, quello che vorrebbe sicuramente e che si è prefissato come obbiettivo da raggiungere, è sviluppare un’intelligenza imprenditoriale perché non si nasce imprenditori ma forse con duro lavoro lo si può diventare. Questo non significa che chi lo è sia posto ad un livello superiore perché anche il lavoratore dipendente dovrebbe pensare in modo imprenditoriale, proprio perché guadagna dal cliente e non dal datore di lavoro: questo significa che un miglioramento va a giovare a tutti – capo e subordinati – e, allo stesso modo, i rischi di fallire gravano sulle spalle di tutti. Quando si parla di lavoro non può essere escluso nessuno, chi pensa di poterlo fare non fa altro che ragionare in modo sbagliato; a tutti dovrebbero essere fornite le possibilità di comprendere i vantaggi reali del pensiero imprenditoriale, sia su piano personale che economico.

Senza cadere nel banale, Fabio è certo che dalla vita vorrà il massimo e vorrà percorrere quell’insidiosa strada che, prima di lui, hanno percorso anche i suoi genitori; ora che è riuscito a crearsi “una bolla di persone di valore, molto ambiziose, che hanno voglia di condividere i propri progetti” sa che è sulla gusta strada per riuscirci. Spinto anche dai valori intrisi che si legano ad una Community ed alla contaminazione cu si basa ha capito che non vuole lavorare con una mentalità classica ed essere stipendiato a ore con una retribuzione fissa. Tutto questo gli ha fornito quindi una nuova consapevolezza che non era mai riuscito a sviluppare prima.

Estasiata e piena di questa nuova testimonianza posso finalmente ringraziare Fabio per la sua condivisione, un altro piccolo pezzo di storia della Urbino Contamination Community che mi è stato gentilmente donato rendendomi una donna felice.

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