Davide Monina – alla scoperta del Team della Urbino Contamination Community

40287670_1673672206093147_207624994035859456_nIo e Davide Monina, membro del Team della Urbino Contamination Community, ci incontriamo al Caffè degli Archi di Urbino per la nostra intervista, dopo un assiduo scambio di mail poco proficuo per colpa dei suoi molti impegni, vederci sembra la via migliore per entrambi. Lo saluto con affetto avendolo già intervistato in passato e, ordinando una bibita fredda per combattere il caldo afoso, ci mettiamo subito a nostro agio iniziando una piacevole conversazione sulla sua imminente laurea.

L’intervista

Davide nato a Dicembre del 1996 ad Ancona mi svela che il padre e la zia compiono gli anni il suo stesso giorno e che, in generale, il mese di Dicembre è un gran mese per la famiglia perché racchiude la maggior parte dei compleanni. Sorrido al suo aneddoto e capisco che si trova completamente a suo agio, ho il terreno spianato per le mie innumerevoli domande.

Mi racconta del suo passato scolastico, dice di aver frequentato il liceo scientifico nella stessa Ancona dove ancora è residente, per quanto lo ricordi come un periodo molto bello della sua vita, è stato anche un periodo di stallo: a quell’età per lui importava di più poter passare il proprio tempo insieme agli amici piuttosto che sulle pagine dei libri, ai tempi non aveva alcun progetto per il proprio futuro e impegnarsi senza alcun obbiettivo gli risultava particolarmente difficile nonostante lui provasse duramente a cercare la strada giusta da percorrere. I cinque anni di scuola sono trascorsi velocemente per la loro forte impronta sperimentale infatti ha preso parte al comitato organizzativo studentesco, ha provato l’emozione di essere nominato rappresentante di classe, ha vinto le olimpiadi delle neuroscienze d’istituto poi con la sua squadra si è classificato al secondo posto a quelle regionali e ha continuato ad applicarsi al corso di studi in cerca di un obbiettivo da perseguire. Davide ha comunque apprezzato le materie che gli hanno permesso di avere una solida base che – senza saperlo – gli sarebbe stata essenziale nel futuro, ma soprattutto, gli hanno fornito un metodo di studio cui avrebbe fatto tesoro più avanti. Diplomatosi però con una media discreta, ricorda di essersi imbattuto in un articolo giornalistico dove si parlava di un lavoro che mai si sarebbe immaginato: il consulente strategico, figura molto richiesta nelle ditte delle grandi città come Milano o Roma.

Mi sono subito appassionato a questa cosa, ho iniziato a fare ricerca sul come riuscire a far parte di queste grandi società e ho letto che per riuscirci era necessario frequentare delle università private quindi ho subito provato a fare i test di ammissione ma il problema fu che la mia media mi penalizzò moltissimo rispetto a quella di altri partecipanti e non riuscii a passarli.

Iniziando così a pentirsi del tempo perso in passato si è subito rimboccato le maniche perché finalmente aveva capito cosa voler essere nel futuro e quale strada dover percorrere per diventarlo, gli sarebbe servito l’impegno che prima di quel momento non aveva mai messo nello studio. Ha subito preso il via, cambiando la propria visione del futuro, si è trovato rianimato da una passione senza precedenti che lo ha condotto sulla via del successo personale. Se prima poteva accontentarsi di quanto riusciva ad ottenere a scuola, dopo aver definito il suo percorso ha puntato unicamente al massimo possibile convinto che da nessuno qual’era sarebbe potuto diventare qualcuno. 
Ha preso così la decisione migliore per lui e si è iscritto al corso di Economia e Management di Urbino, allontanandosi da Ancona che offriva Economia e Commercio – strada priva d’interesse per Davide – perché aveva stabilito il suo percorso: voleva diventare un manager per fare consulenza e diventare bravo nel suo mestiere nonostante la grande selezione che lo avrebbe atteso ad un passo dal successo. A tal proposito ricorda che facendo ricerca in merito gli capitò una lista dei lavori ad accesso più complicato e le prime cinque erano proprio società di consulenza e i mega-brand come Google occupava il 20° posto o Facebook il 25°.

Sin da subito gli è piaciuta l’idea di poter spaziare il proprio lavoro su differenti settori anche molto diversi tra loro, una persona che pratica questo genere di lavoro deve essere in grado di saper pianificare l’andamento dei mercati su piani ineguali pur essendosi specializzato in uno specifico settore; per un consulente poi l’obbiettivo finale sarebbe quello di apprendere più conoscenze possibili e maturare esperienza per diventare Manager d’impresa. Per quanto complicato possa sembrare Davide parla con orgoglio di quanto desidera ottenere e, per concretizzare queste sue scelte mi confida di essere stato ammesso alla facoltà economica milanese ‘la Cattolica’ per poter frequentare il corso magistrale di ‘Innovation and Technology menagement’ come fosse un premio per i suoi duri sforzi di studio sostenuti negli ultimi tre anni.

Vado su per crearmi i contatti che qui a Urbino non riuscirei a ottenere. Vorrei collimare il lavoro di consulenza all’innovazione per potermi specializzare in un campo che mi affascina da sempre”.

40370163_293522741446040_5035780679896399872_nDopo aver acceso la sua fiamma motivazionale nulla è più riuscito a fermare la scalata di Davide verso i suoi obbiettivi, una volta capito il sentiero da seguire si è applicato duramente per raggiungere il suo traguardo. La sua decisione però non è stata semplice come sembrerebbe, seppur Milano gli offra innumerevoli opportunità, prima di confermare la sua partenza ha dovuto riflettere a lungo: sarebbe potuto rimanere ad Ancona cogliendo le offerte di lavoro di alcune agenzie pallavolistiche mandando avanti la sua passione sportiva per preparare un test d’ammissione per un corso di studi all’estero che gli avrebbe dato la possibilità di migliorare le sue abilità linguistiche e gli avrebbe permesso una formazione differente. Essendo un giocatore di serie B molte sarebbero state le opportunità da poter cogliere per riempire il tempo che avrebbe potuto avere a disposizione in un anno, invece che lasciarsi persuadere dalla prospettiva allettante, ha preferito andare in cerca di più certezza per un raggiungimento certo del suo futuro gustandosi il ricordo del suo precedente Erasmus all’estero a Cipro per convincersi di aver fatto la scelta gusta e di aver già vissuto un esperienza simile. Per non rimpiangere le sue scelte ha già trovato alcuni corsi di lingua inglese da poter svolgere a Milano per potersi preparare al meglio con la materia di cui già dispone un buon livello e spera di poter trovare una squadra di pallavolo per non perdere l’allenamento pur rinunciando alle partite fuorisede. 

Per ora l’intenzione di Davide è quella di restare concentrato sul presente, sugli ultimi esami e sulla laurea per non farsi sfuggire la possibilità di terminare il suo percorso formativo.

Gli sorrido esprimendogli la mia più ferrea certezza di successo e lui mi ringrazia.

Parlando con il senno del poi mi dice che Urbino gli ha dato la possibilità di conoscere  persone interessanti con la voglia di cambiare le cose, seppur fossero persone semplici avevano tutte in comune la passione di volersi applicare. Porterà sicuramente un buon ricordo di questa sua esperienza che gli ha poi dato la possibilità di fondare la Urbino Contamination Community e di entrare a contatto con i membri del suo Team che si è creato nel tempo, persone che hanno saputo condividere le passioni poco comuni di Davide per il fare impresa.

Posso dire di aver trovato persone simili a me ma comunque molto diverse che prima non avevo avuto modo di trovare. Prima d’incontrarli avevo moltissimi amici con cui divertirmi e parlare di tutto tranne che di queste mie passioni, le persone non interessate si annoiano se gli parli di queste cose ma, nella Community è diverso e per questo mi sono trovato bene”.

Gli unici amici con cui poteva sfogarsi erano i soci d’una sua precedente start-up che ha potuto creare e discutere grazie alla partecipazione alla prima edizione del Contamination Lab (per la quale avevamo già avuto un’intervista e di cui ho parlato in un precedente articolo). L’idea purtroppo non è stata sviluppabile perché la piattaforma su cui si sarebbe dovuta appoggiare si è aggiornata delle funzionalità su cui si basava la start-up e quindi mandare avanti il progetto non sarebbe più servito a nulla. Il pensiero che resta però è che i tre ragazzi siano riusciti ad anticipare di qualche anno l’aggiornamento di una piattaforma sociale molto utilizzata a livello globale capendo le esigenze del pubblico, per Davide è stata prova di aver scelto la strada giusta.
40397820_1850200998403717_5389674740862418944_nQuesto per dire che il suo obbiettivo finale è il mondo imprenditoriale, ha tanti passaggi intermedi e altre piccole tappe o puntini da visitare sulla sua mappa vitale che lo condurranno verso quella destinazione. Certo è che nessuno ha la sicurezza di sapere se effettivamente riuscirà ad ottenere quanto desidera e, soprattutto, se una volta ottenuto riuscirà anche a mantenerlo ma, sicuramente, proverà a fare del suo meglio per essere un leader del futuro.

Per questo mi svela che la Community ha avuto un ruolo decisivo su molti aspetti ma soprattutto su piano umano, l’aver potuto conoscere questo tipo di persone è stato per Davide una forte spinta motivazionale. Oltre alla possibilità di poter migliorare il proprio curriculum nel futuro, all’ampliamento del proprio bagaglio esperienziale, l’allargamento della propria cerchia di contatti e via dicendo. Parlando di rapporto con gli altri membri del gruppo mi dice che in questo periodo è stato instaurato un buon legame che, con l’imminente trasferimento di Davide, sarà difficile mantenere per quanto l’intenzione sia forte.

Ora che andrò via cercherò sicuramente di rimanere in contatto con tutti e di andare a bere qualcosa insieme quando tornerò, scriverò spesso e cercherò di contribuire a distanza visto che anche quando eravamo tutti insieme a Urbino era difficile vedersi – la maggior parte delle cose è stata organizzata grazie al telefono – e per questo ho la possibilità di continuare”.

Avendo trovato le persone giuste con cui rapportarsi per parlare dei suoi interessi, il desiderio d’unione è forte, non ha timore nel confidarmi di non volerli perdere per nessun motivo: ragazzi inaspettati che sono entrati nella vita di Davide per caso ma che erano esattamente quello di cui aveva bisogno al momento giusto. La Urbino Contamination Community è un progetto che ha ideato a partire dalla sua esperienza nel Contamination Lab, pensata insieme ad altri due ragazzi che come lui avevano una’inconsueta passione imprenditoriale e avevano già frequentato il Laboratorio universitario, per dare continuità ad un progetto formativo affine ma anche per andare oltre alle mere nozioni ricevute. Durante gli eventi della Community si è reso conto che tutti possono riuscire a trasformare un’idea in qualcosa di concreto con il giusto impegno, ottenere quello che si vuole non è un’impresa impossibile ma bisogna dare più di quanto si è soliti per farcela – tutti gli sforzi fatti oggi verranno un giorno ripagati.

Se dovesse dire di essere cambiato mentirebbe, l’esperienza gli ha dato modo di capire meglio come funzionano e come si creano le cose partendo da zero senza avere alcuna garanzia di successo. Tutte le conoscenze che ha avuto modo di acquisire un giorno potrà usarle e applicarle ad una sua attività, a piccoli passi potrà crearsi il suo futuro ringraziando questo progetto che lo ha aiutato a crescere.

Questo fa parte di quel bagaglio di esperienze che uno si porta dietro per tutta la vita e che fa sempre comodo ma che non tutti hanno. Non tutti sanno cosa significhi gestire e creare da zero qualcosa di proprio, la maggior parte degli altri questa esperienza non l’ha mai fatta ed è un peccato ma mi piace pesare che noi – per questo – abbiamo già fatto la gavetta.

33096381_214754359126525_7236283465782525952_n-e1535553304569.jpgDavide andrà presto via e una delle sue intenzioni è di poter trovare una realtà simile a quella della Urbino Contamination Community a Milano per mantenersi attivo nel mondo imprenditoriale, conoscere nuove persone e creare – se possibile – un ponte con Urbino attraverso una collaborazione. Se questo potesse essere realizzato uno degli obbiettivi di espansione della Community verrebbe coronato dando la possibilità ai membri del Team e agli ospiti degli eventi di poter ampliare nettamente le proprie possibilità. Definendo ‘fantastica’ l’idea di poter realizzare un’iniziativa tale, pensa a come la grande città potrebbe ampliare il bagaglio conoscitivo e relazionale del gruppo urbinate ma, fino a quando non ci sarà dentro, non vuole crogiolarsi di false speranze.

Parlando sempre di relazioni, Davide ci tiene a parlarmi anche di altre figure importanti nella sua vita che hanno avuto un ruolo decisivo nel suo passato – oltre che ad averlo nel presente per differenti motivi. Mi parla degli amici d’infanzia che durante quel periodo scolastico dove gli obbiettivi per il futuro erano difficili da trovare gli hanno fatto capire che nonostante tutto è importante circondarsi di persone capaci di capirti, mi racconta di come il loro legame si sia mantenuto nel corso del tempo solidificandosi ulteriormente. Parla dei suoi amici come una ‘seconda famiglia’ perché grazie a loro ha potuto scrivere la sua storia, si è creato un album di ricordi felici che lo aiuteranno nei momenti peggiori e sa che, qualsiasi cosa accada, potrà contare sempre su di loro. Un’altra figura molto importante per Davide è il padre che ha diretto alcune costruzioni metropolitane nel mondo (per citarne alcune Copenaghen, Roma, Vancouver), un uomo capace di gestire innumerevoli operai con uno stile di lavoro molto stressante e pieno di responsabilità. La figura leader paterna è stata un ottimo modello da seguire per il figlio, perché gli ha insegnato a lottare per il raggiungimento dei propri obbiettivi, questo però comporta sempre dei sacrifici che sono inevitabili e spesso indesiderati. Così è stato per la recente rottura di Davide con la ex ragazza, un evento accaduto per colpa di una gestione mal riuscita degli impegni del periodo che hanno portato a qualcosa che nessuno avrebbe voluto ma è successo ugualmente: q40310816_2194976027402019_4601845531092713472_n.jpguando ci sono troppe cose nella mente di qualcuno, finisce sempre che qualcosa non va come progettato. 

Tutte le decisioni, piacevoli o meno, volute o non, sono state essenziali a portare Davide su questo percorso, lo hanno avvicinato a quello che lui non definisce il suo sogno ma il suo obbiettivo.

Per me i sogni non esistono davvero sono solo obbiettivi per cui si ha voglia di lavorare o no. I sogni sono obbiettivi cui puoi decidere cosa fare: continuare a idealizzarlo come tale o trasformarlo in qualcosa di concreto”.

Un insieme di fermate dello stesso treno,  ad ogni sosta lo avvicinano al traguardo che gli permetterà di creare una realtà più vicina alle reali esigenze delle persone, un luogo dove la tecnica non è separata dalla teoria e dove lui finalmente può essere quella persona che ha imparato a idealizzare da tanti anni nella sua mente – non di irraggiungibile ma ancora troppo lontano per essere afferrato.

Un po’ commossa da questa intervista saluto Davide dopo interminabili ore di conversazione, conscia di non poterlo più rivedere per lungo tempo, e mi avvio verso casa con un piacevole tepore nel cuore. Anche per questa volta ho potuto apprendere qualcosa di nuovo della Urbino Contamination Community e dei suoi speciali membri del Team.

Aspettando di poterne nuovamente fare parte continuerò a crogiolarmi in queste parole sapendo che alla prossima fermata di questo lungo viaggio le porte si apriranno in un mondo che mai mi sarei aspettata di trovare.

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