Amore di Leo Buscaglia

Amore.jpgIl libro

Il manuale nelle sue poche pagine è stato scritto dall’autore nel 1972, tradotto poi nel 1983 per la casa editrice Due Più di Milano ed illustrato coi disegni del pittore Romano Conversano. L’autore fu professore associato di Pedagogia all’università della California del Sud dove per tre anni consecutivi tenne un corso sull’amore da cui si è originata l’idea del libro che racchiude tutte le sue idee sul tema –  per lui l’amore s’impara, non è qualcosa d’innato.

Il contenuto
All’interno del libro si spiega di come l’amore sia la risposta appresa da un’emozione, imparata dalle persone che creano per il bambino un ambiente idoneo a tale interiorizzazione, non è un sentimento che risiede all’interno di ogni essere vivente ma deve essere imparato per alcuni motivi:

  • Nessuno può dare ciò che non possiede,
  • Nessuno può insegnare ciò che non capisce,
  • Nessuno può conoscere ciò che non studia,
  • Nessuno può apprezzare ciò che non riconosce,
  • Nessuno deve avere dubbi su ciò in cui si appresta ad aver fiducia,
  • Nessuno può ammettere che c’è qualcosa a cui si deve arrendere,
  • Nessuno può vivere qualcosa a cui non si dedica.

Ogni bambino apprende l’amore e il riconoscimento con l’altro osservando la madre che si prende cura di lui e gli fornisce tutte le attenzioni necessarie al suo sostentamento non unicamente fisico ma anche mentale, il legame che lega il cucciolo d’uomo alla sua mamma è un attaccamento dettato dal bisogno per cui si parla di ‘interazione – reazione’ unilaterale. Crescendo cambierà anche questa relazione, tutte le persone che entrano in contatto con il bambino gli trasmettono involontariamente delle conoscenze in relazione alle azioni che attuano quotidianamente che a loro volta fanno per quanto hanno appreso dal loro ambiente quando erano piccoli. Anche la società agisce sull’apprendimento dell’amore del bambino perché lo obbliga ad interiorizzare il sentimento in base al contesto entro cui si trova per non commettere l’errore di esternare qualcosa che in certi contesi non è tollerato. Una volta apprese le basi s’imposteranno già tutti i futuri apprendimenti di comportamento e di consapevolezza, col crescere dell’individuo molte saranno le conoscenze che gli verranno fornite – sia del passato che del presente –  ma nulla di quanto verrà lui insegnato sarà utile a fargli capire meglio se stesso, la sua natura e le modalità più adatte a relazionarsi con gli altri: per questo motivo ci si trova sempre più spesso di fronte a persone che non sanno chi sono, cosa vogliono dal futuro e come poter capire qualcosa di ciò che li circonda.
La società di massa ha creato innumerevoli stereotipi legati all’amore che non fanno altro che confondere chi li osserva ed impediscono di poter capire realmente cosa sia questo sentimento, le persone infatti tentano unicamente di imitare quanto hanno fruito dalla televisione o dai romanzi, riproducono falsi miti romantici privi di profondità quando basterebbe provare a capire se stessi nei contesti di meraviglia, gioia, pace e vita per poter arrivare a conoscere l’amore.
Ogni persona è sola davanti alle decisioni più importanti e significative della propria vita, nessuno può comprendere e condividere pienamente le ragioni che si celano dietro ad ogni azione – anche per questo motivo molti restano completamente estranei alla vita delle perone che amano e non riusciranno mai a capirle. Essere persone sole però non significa stare soli perché esiste una netta differenza tra le due cose, si è ormai talmente tanto parte della folla da star morendo di solitudine personale. Anche se molti non accettano questa condizione c’è da ammettere che spesso ci si sete soli stando in mezzo a molti altri, l’uomo è per natura un essere sociale che sta bene solo quando sa di poter tornare in qualsiasi momento a fare parte del gruppo. Lo stare insieme è un bisogno istintivo che ha portato alla creazione delle istituzioni sociali come il matrimonio, la famiglia, le comunità e la religione; anche per questo motivo il timore della solitudine e della mancanza di amore hanno reso l’uomo un essere schiavo delle sue paure – si è disposti a tutto pur di essere accettati, si è pronti a cambiare radicalmente se stessi pur di essere conformi al gruppo cui ci interessa far parte.
Quando si parla di amore speso capita che in molti non prendano sul serio l’argomento e per questo non vogliano esprimersi anche se è qualcosa di reale, secondo alcuni è un tentativo della fantasia di dare significato alla vita che ne è priva, altri la definiscono come una patologia. Chiaro è che l’amore esiste e i suoi innumerevoli significati, etichette e attribuzioni di valore ne hanno reso difficile la definizione che spesso cade nel vago. È una reazione emotiva appresa, una risposta ad un gruppo di stimoli e di comportamenti, è influenzata dall’interazione del soggetto con l’ambiente, dalle sue capacità d’assimilazione e dal tipo di forza di coloro con cui s’interagisce.
Amare è un’interazione dinamica che si vive per tutta la vita, sempre: si cresce nell’amore e s’impara solo vivendo il sentimento in azione libera, priva d’imposizioni. L’amore può solo cedersi volontariamente perché è un sentimento personale e come tale può essere disposto a proprio piacimento seppur non lo si possa trattenere o indirizzare perché segue il suo corso libero. Esistono così diversi gradi d’amore nonostante rispondano sempre a degli stimoli, cambia la reazione dell’individuo durante la sua crescita. È un sentimento che si basa sulla fiducia e sull’accettazione nonostante non fornisca alcuna garanzia di successo o sui sentimenti degli altri – si può essere sicuri unicamente di ciò che si vive personalmente, si riceve unicamente ciò che gli altri vogliono dare e che credono sia giusto non ciò che si vorrebbe. Si ama sempre senza condizioni in un azione attiva, si riceve amore e si dà senza aspettarsi nulla in cambio, va visto come un dono inesauribile che non presuppone un compenso se non un amore contraccambiato dove c’è desiderio di farlo.
Essendo una risposta, il sentimento dell’amore è sempre aperto a nuove esperienze che gli possano permettere di crescere e di imparare cose nuove, come esseri umani tutti possono provare forti emozioni ma la società e la cultura entro la quale si vive impongono dei limiti comportamentali per tutelare l’armonia. Quando si dona amore non è giusto aspettarsi che gli altri ci amino al nostro stesso modo, ognuno ha il suo pacchetto di stimoli e ha interiorizzato i propri modelli di comportamento quindi le risposte sono sempre differenti a seconda delle persone, per questo è importante capire gli altri e scoprire come dimostrano le propri emozioni. L’amore, come tale, ha bisogno di essere espresso anche – e soprattutto –  su piano fisico proprio perché la vita è un mezzo e bisogna imparare a vivere l’attimo nel presente.
Tutto quello che viene appreso comporta un cambiamento, se si è insoddisfatti di se stessi, se si è decisi a cambiare e di conseguenza ci si applica attivamente al cambiamento è possibile riuscire ad ottenere la felicità dalla propria vita. Spesso gli esseri umani rifiutano tale ricerca perché è più semplice pensare che gli altri siano persone malvage, sempre pronte a farci del male, piuttosto che fare qualcosa per cambiare le cose. Per poter cambiare è necessario credere di riuscirci e di esserne capaci, serve un completo processo di ri-apprendimento in cui si deve essere disposti a fare nuove esperienze in un percorso lungo di costante mutamento. Siccome nulla è irreversibile si può accettare che possano cambiare gli atteggiamenti, i sentimenti, i desideri e l’amore stesso; visto che nulla può essere trattenuto si può solo decidere di camminare insieme a tali aspetti verso qualcosa di nuovo.
Alla base di tutto però c’è l’amore per se stessi – che non è qualcosa di negativo o egoistico – se si è capaci di amare se stessi si può amare anche gli altri, amarsi significa provare interesse, attenzione, preoccupazione e rispetto verso quello che si è ovvero qualcosa di unico ed irripetibile. Nonostante ciò gli uomini fanno uso della parola che inventarono per facilitarsi la vita tra pari, oggi purtroppo il linguaggio tende ad allontanare perché troppo spesso si diventa schiavi delle proprie etichette linguistiche. Per poter amare è necessario saper controllare il proprio linguaggio per renderlo il più positivo possibile, bisogna assumersi le responsabilità di dover aiutare gli altri ad amare e creare gioia scoprendo così la forza che si cela nel suo sentimento. Più ci si circonda d’amore più il sentimento cresce in un costante scambio che ne fa aumentare le probabilità di renderlo profondo e completo, amando ci si espone al rischio di essere giudicati per la propria sensibilità e i propri desideri.
Più le persone tendono ad essere angosciate, depresse e quindi bisognose d’amore più si allontanano da ogni possibilità di riceverlo costruendosi delle difese, le proprie necessità vanno esternate per permettere agli altri di conoscerle e per permettere loro di poterle accogliere con disponibilità –  tendenzialmente le persone condividono gli stessi bisogni di essere guardati, ascoltati e coccolati su piano fisico.
L’amore quindi è un sentimento altruista ed inclusivo, non fa da capo a nessuno perché l’uomo è capo di se stesso – per questo amare non è un atto egoistico ed esclusivo.

Per maggiori informazioni vi rimando alla lettura del breve manuale.

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