Gantz di Hiroya Oku

211px-Gantz26.jpgManga Concluso

La storia scritta e disegnata da Hiroya Oku – conosciuto anche per il manga ecchi Hen – è stata serializzata a partire da luglio del 2000 in Giappone sulla rivista Weekly Young Jump dall’editore Shūeisha fino a maggio del 2013. Composta da ben 383 capitoli suddivisi in 37 volumi tankōbon che a loro volta sono suddivisi in tre fasi differenti che articolano i vari archi temporali della vicenda: Missioni, Catastrofe ed Invasione. La diffusione italiana è stata resa possibile grazie all’acquisto dei diritti dall’etichetta di Panini Comics della casa editrice Planet Manga, inizialmente la storia era stata inserita nella collana “Manga 2000” ma, considerato il successo, la casa editrice ne ha creato una sezione a parte a partire dal 20esimo volume. Dal 2015 la stessa casa editrice ha annunciato una riedizione di tutta la collezione per soddisfare il palato di tutti i suoi lettori.

Dal successo mondiale ottenuto dalla storia sono state realizzate innumerevoli opere successive e su media differenti:

  • Nel 2004 ne è stata tratta una serie televisiva Anime giapponese di 26 episodi prodotti da Gonzo divisi in due stagioni dal titolo “Gantz: The First Stage” e “Gantz: The Second Stage” che racchiudono molte scene splatter e di nudo integrale che hanno comportato la censura per la messa in onda. Esiste comunque una versione non censurata che è stata diffusa su DVD, i diritti italiani sono stati acquistati dalla Yamato Video che l’ha trasmessa in prima visione sul canale Dahlia Eros nella piattaforma a pagamento del digitale terrestre e in seconda visione sul canale satellitare di Sky Man-ga.
  • Sono stati realizzati due film live action intitolati “Gantz – L’inizio” uscito nelle sale nel 2011 e “Gantz Revolution” realizzati sotto la regia di Shinsuke Sato che ha deciso di apportare delle piccole modifiche alla storia per poter adattare meglio l’interpretazione degli attori che invece che avere il ruolo di studenti liceali hanno incarnato le vesti di tudenti universitari, il copione è stato scritto per entrambe le opere dal noto Yūsuke Watanabe ed il budget di realizzazione complessivo è stato stimato di circa 4 miliardi di yen. In italia i diritti dei film sono stati acquistati dalla Home Video nel 2016 che si è occupata anche della loro distribuzione nelle sale cinematografiche.
  • È stato realizzato un terzo film completamente animato a computer, presentato in anteprima mondiale alla 73ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia l’8 settembre 2016 con il titolo di “Gantz:O” sotto la regia di Yasushi Kawamura e Keiichi Saitō. La storia non tratta di tutto l’arco narrativo ma solo di una parte abbastanza centrale che ne definisce poi il finale – dal 22esimo volume alla conclusione del 37esimo.
  • Sono state pubblicate due collezioni di manga spin off “Gantz Osaka” a partire dal 2010 che tratta le vicende della squadra di Osaka che viene mostrata anche nella storia principale e “Gantz G” a partire dal 2015 che tratta di una nuova squadra completamente slegata alla vicenda principale.
  • Realizzati anche due light novel: un prequel nel 2009 dal titolo “Gantz/Minus” che tratta la storia di Gantz un anno prima dell’arco principale e uno spin-off da titolo “Gantz/Exa” che tratta di una storia totalmente slegata a quella principale con nuove vicende della sfera nera che accomuna tutte le opere.
    – Nel 2004 è stato reso pubblico anche un opera di 247 pagine dal titolo “Gantz/Manual” in cui l’autore ha svelato alcuni dei retroscena dei protagonisti dei primi 15 volumi della storia principale, suddivisa in due parti ove viene spiegata la vita e le ambientazioni dei personaggi nella prima parte mentre, nella seconda, l’attenzione viene orientata maggiormente alle missioni agli equipaggiamenti e ai punteggi del gioco.
  • Dalla storia è stato realizzato nel 2005 da Konami anche un video game per Play Station 2 dal titolo “Gantz: The Game” che segue fedelmente la narrazione principale della storia ponendo il giocatore in una squadra di tre personaggi presenti nel Manga con un mix tra azione e gioco di ruolo. Nel gioco, oltre che svolgere le missioni che affrontano i protagonisti nella storia, è possibile seguire la vita umana dei protagonisti tramite la scelta di risposte multiple che permettono di creare rapporti ostili o amichevoli con i membri del team.

Per questo e molti altri motivi Gantz è stato classificato come uno dei best seller più recenti nel genere seinen, fino al 2011 è stato uno dei manga più venduti in Giappone, superando i 16 milioni di copie totali vendute: nel dettaglio 175.000 copie messe in commercio nel 2008. Secondo la rivista Young Jump che si è occupata della pubblicazione di ogni singolo capitolo dell’opera con cadenza bisettimanale:

Gantz ha una tiratura che supera il milione di copie vendute per numero tanto che nell’aprile 2009 il quarto volume della collezione è stato inserito dal New York Times nella lista dei manga più venduti, assegnandogli l’ottava posizione.

IMG_5797La storia tratta le vicende di Kei Kurono e Masaru Kato, due ragazzini che si incontrano alla stazione dei treni dopo tanti anni: Kurono è stato per Kato una fonte d’ispirazione, un modello da seguire quando erano più piccoli perché qualsiasi cosa potesse capitargli la sua determinazione lo portava sempre a lottare fino alla fine senza arrendersi mai, col tempo però Kurono è cambiato ed è diventato una persona estremamente insicura ed egoista. Quando un ubriaco cade sulle rotaie Kurono accorre in suo soccorso per salvargli la vita e chiede aiuto all’unica persona che conosce tra i presenti, purtroppo per loro appena salvano la vita del signore non c’è via di fuga e muoiono travolti dal treno in arrivo. Una volta deceduti una copia della loro coscienza e del loro corpo viene trasferita all’interno di una stanza di un appartamento ubicato nel centro di Tokyo con altre persone ed un enorme sfera nera al centro, impauriti e confusi cercano di avere delle spiegazioni ma una volta che anche altre persone vengono materializzate all’interno dell’abitacolo e si raggiunge il numero sufficiente d’individui la sfera emette dei suoni e svela a tutti i presenti che la loro precedente vita è finita e che ora appartengono ad essa. Vengono muniti tutti di una valigetta contenente una tuta da indossare e vengono equipaggiati di armi per andar a caccia del bersaglio Alieno dopo aver ricevuto qualche informazione. Inizialmente tutti credono di star partecipando ad un videogame ma, una volta teletrasportati sul posto, si rendono presto conto che la cosa è reale: hanno un perimetro entro cui svolgere la missione se tale perimetro viene oltrepassato una bomba presente nei loro cervelli s’innesca causando la morte istantanea, hanno un limite di tempo entro cui riuscire a portare a termine la missione e uccidere l’obbiettivo, se si muore non si può tornare indietro ma soprattutto vince chi fa più punti. Presa confidenza con la nuova condizione di vita la missione viene portata a termine senza grandi risultati, i sopravvissuti ritornano all’interno della stanza, vengono assegnati i punteggi e vengono liberati dalla sfera il cui nome è Gantz per fare ritorno alle loro case. Da quel momento in poi i destini di Kei e di Masaru saranno profondamente legati, inizialmente entrambi credono di non dover più fare ritorno in quella stanza e poter vivere la loro vita una seconda volta ma capiscono presto di essere vincolati a Ganz per il resto delle loro vite. Altre missioni verranno svolte dai due che, per evitare di finire tutti massacrati, cercano di spiegare le regole del gioco ai nuovi arrivati. Nella terza missione però l’unico a sopravvivere è Kurono che, tornato all’interno della stanza affronta malamente la faccenda e si promette di terminare il gioco e arrivare a 100 punti per poter riportare in vita l’amico Kato dalle opzioni possibili; cerca così di diventare il migliore ‘gantzer’ nonostante l’aumentare delle difficoltà e della forza degli avversari.
Senza entrare troppo nel dettaglio dei 37 volumi la storia prende più volte una strana piega perché l’attenzione si sposta costantemente su differenti aspetti della vicenda, nel secondo arco narrativo infatti le missioni vengono spostate al di fuori di Tokyo e tutta l’attenzione viene data a Kei Kurono nonostante la scoperta dell’esistenza di altre squadre e ‘gantzer’ al di fuori di loro, viene inserita la figura giornalistica di Seiichi Kikuchi che cerca di indagare su questa sfera nera quindi sul suo funzionamento e sulla sua origine – cosa che distoglie molto l’attenzione del lettore dalle missioni. Scoperta la storia di Gantz e compreso ormai il forte legame con gli alieni si passa all’ultima parte dell’invasione degli stessi sulla terra: tutti i ‘gantzer’ sono chiamati a difendere l’umanità dall’attacco, per questo motivo sono stati chiamati nelle stanze a combattere, per essere preparati a questo. Ovviamente non farò il minimo accenno alla parte finale della storia per evitare ulteriori spoiler, ma come è chiaro dalla modalità con cui la storia vene descritta, l’invasione si prospetta un evento molto forte su piano distruttivo ma anche su piano sessuale (considerando il costante riferimento erotico presente nel racconto a dimostrazione che l’uomo se è prossimo alla morte tira fuori il suo lato animale e si fa sopraffare dagli istinti della carne.)

gantz

Considerando anche i diversi spostamenti d’attenzione si capisce che il lungo tempo di realizzazione ha influito molto sula storia, lo stesso Hiroya Oku ha dichiarato che l’idea di Gantz gli venne in mente per la prima volta quando era ancora al liceo grazie all’ispirazione derivante da una serie televisiva originatasi a partire da un romanzo in cui l’eroe muore in un incidente d’auto all’inizio del film per poi ricomparire in seguito. Da qui l’autore prese l’idea per il teletrasporto post-mortem dei protagonisti e per un gruppo di persone raccolte in una stanza per una caccia agli alieni, nel cercare un motivo che li spingesse a fare ciò, ideò quindi la sfera nera e il modo in cui avrebbe controllato i partecipanti alla missione. La tuta potenziante che permette ai ‘gantzer’ di fare salti enormi, deriva invece da una serie in cui il protagonista riesce a volare grazie ad una sorta di body che tiene in una valigetta. Il risultato finale di Gantz si discosta un po’ da quello che l’autore si era immaginato allora, dal momento che si trattava del lavoro di un liceale inesperto, ma la storia di base è rimasta la stessa nonostante le innumerevoli influenze del mondo mediatico che hanno orientato la trama a molti aspetti totalmente estranei alla storia principale, anche per la parte finale dell’invasione ha avuto un ruolo fondamentale un film di catastrofe planetaria.
Come sottolinea anche il sito TerreDiConfine.eu:

Nel tessere questi intrecci l’autore si è dimostrato piuttosto eclettico ma, più che fantasia e originalità, la sua è una sorta di rielaborazione di elementi già visti al cinema o nei suoi precedenti lavori, senza troppo badare alla coesione generale. È facile individuare nelle pagine richiami a produzioni hollywoodiane: ne sono esempi evidenti la presenza di vampiri in concomitanza con le uscite della trilogia di Twilight e l’impostazione iniziale della terza fase che allude a La Guerra dei Mondi versione Spielberg; in una delle sessioni appaiono addirittura dei dinosauri, ammiccanti a Jurassic Park, oppure un alieno d’aspetto simile a ‘Spider’ Smith di Lost in Space. La stessa presenza di creature extraterrestri esuli sul nostro pianeta rimanda a Men in Black. Non mancano neppure gli omaggi a personaggi dello spettacolo, come George Clooney e Steve Buscemi, che danno volto a due ‘gantzer’ o il cantante folk Seiji Tanaka preso a modello per l’alieno Tanaka – nemico da abbattere nella seconda missione. Le citazioni non si fermano al cinema ma coinvolgono videogame (con personaggi identici agli eroi di Tomb Raider, Virtua Fighter, Tekken…), altri manga e anime, ed elementi della mitologia nipponica. Tutta questa abbondanza di suggestioni e rielaborazioni, sia pure mescolate in modo a volte troppo disinvolto, contribuisce a suscitare interesse e a creare una sorta di gioco con i lettori, i quali possono divertirsi nel ritrovare volti o icone familiari.

Per quanto riguarda le immagini quello che contraddistingue maggiormente Gantz è il metodo particolare di lavoro nella creazione delle tavole che combina il disegno classico alla computer grafica, Oku disegna personalmente la stesura di un primo layout di ogni pagina poi con lo staff di assistenti si passa alla realizzazione computerizzata delle immagini. Il risultato finale, generalmente di alta qualità, ha il vantaggio di essere estremamente più rapido da realizzare rispetto alla tecnica tradizionale, ma, secondo lo stesso autore:

Talvolta si ha il difetto di essere un po’ freddo, mancando il calore umano di un’opera interamente sviluppata a mano ma proprio questa asetticità contribuisce a rafforzare l’atmosfera surreale e priva di emozioni che permea tutta la storia”.

CastIl sto TerreDiConfine.eu sopra citato afferma:

Nello stile di disegno si avverte una forte attenzione al dettaglio, sia per quanto riguarda ambientazioni ed equipaggiamenti, sia in termini di anatomie e fisionomie, soprattutto nei primi piani e nelle scene di nudo; le figure sono molto ben delineate e le sensazioni provate dai personaggi vengono rese con enfasi. Le tavole sono suggestive, non si lesinano primi piani di forte impatto e scene piuttosto cruente. Sebbene il pesante utilizzo del disegno al computer possa far storcere il naso ai puristi vi si respira comunque un’aria di pulizia e chiarezza non così scontata in altre opere di produzione nipponica.

L’opera si caratterizza per il marcato realismo che si manifesta anche in scene violente ed erotiche. Oku tuttavia ha dichiarato che non è mai stato costretto ad autocensurarsi e che tutto quello che ha disegnato è stato pubblicato nel manga. Per far sì che la serie fosse accattivante ad un vasto pubblico, l’autore si è sforzato di rendere la storia imprevedibile e controcorrente rispetto ad altri manga apparsi fino ad allora, fatto che si manifesta soprattutto nella morte di molti dei personaggi principali.

Gantz è stato apprezzato dalla critica soprattutto per la sua violenza e per i numerosi e improvvisi colpi di scena della trama, che fanno rimanere il lettore letteralmente a bocca aperta.
Gli utenti del sito AnimeClick.it hanno votato Gantz al sedicesimo posto nella lista dei seinen manga migliori degli anni duemila, secondo Ftnews.it:

“L’unico punto debole dell’intera opera sembra essere proprio il protagonista Kei Kurono il quale risulta spesso dal carattere piuttosto sgradevole e fastidioso soprattutto a confronto con altri personaggi decisamente più positivi ed accostabili dal lettore.

In generale Gantz ha ricevuto critiche contrastanti, da chi lo ha definito il capolavoro del secolo a chi invece lo ha pesantemente criticato in ogni suo piccolo aspetto, diciamo quindi che la storia puoi amarla oppure odiarla senza mezza misure accettabili.
Io mi devo sfortunatamente schierare tra quelli che hanno amato la storia, non troppo per la trama che come è evidente da questo mio lungo e dettagliato articolo mi ha lasciato più volte in uno status di profonda confusione. In tutte le vicende la forza emozionale trasmessa dai protagonisti mi ha svuotato di energie vitali e mi ha travolto inaspettatamente, mi sono trovata invischiata senza che me ne rendessi conto. Sono stata incapace di frenare la mia lettura per lungo tempo, ossessionata dal desiderio di scoprire cosa succedesse dopo – per qualche mese ho dovuto sospendere il tutto perché non stavo più avendo controllo sulla mia vita ma, non appena ho ripreso, sono piombata di nuovo nell’ossessione.

Personalmente ho amato tutti e tutto di Gantz, le scene di sesso, di sangue, di amore e disperazione. È stato come vedere un film all’interno del mio cervello che mi ha riempita e prosciugata allo stesso tempo, dire che consiglio la lettura sarebbe poco.
Non vedo l’ora di aver la possibilità di guardarmi l’Anime e i film ma – con la mia nuova connessione limitata sono certa che mi toccherà aspettare parecchio per poterlo fare. Per voi significherà una spolverata dei contenuti tra qualche mese con un articolo dedicato!

Bello davvero.

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