La UCC accoglie Paolo Filippini e Terracruda al suo aperitivo con ospite

IMG-20181115-WA0077Un nuovo evento arriva tra gli impegni della settimana, si fa trovare un posto sull’agenda per non essere dimenticato ed ecco che è subito festa: mercoledì 14 novembre all’Art Cafè di Urbino si è tenuto un aperi-evento con imprenditore. Una serata magica che non si sarebbe aspettato nessuno, tra i partecipanti Paolo Filippini – imprenditore di Rimini e business coach e Zeno Avenanti – imprenditore di Fratte Rosa.

La Urbino Contamination Community

Associazione che crede in una crescita comune e nella condivisione di conoscenze in una network profittevole di persone. Il loro obbiettivo è avvicinare le persone al mondo imprenditoriale perché sono convinti che tutti possano essere intraprendenti, attraverso un percorso esperienziale e una buona dose di desiderio personale è possibile ottenere grandi risultati. Offrendo agli interessati la possibilità di conoscere imprenditori di successo, business coach e altre figure di rilievo, la UCC dà la possibilità di acquisire informazioni attraverso le esperienze concrete degli altri. Proprio perché non è mai troppo tardi per essere ciò che si è sempre desiderato diventare, non si è mai soli nel raggiungere il successo e non è mai impossibile riscrivere il proprio futuro.

L’evento

All’interno di un locale che non ci si aspetterebbe, nascosto tra i palazzi di via Valerio (Urbino), ma che racchiude un mondo al suo interno, l’Art Café è un caratteristico pub in IMG-20181116-WA0002stile urbinate, spaziosissimo e ben illuminato in confronto a tanti altri suoi simili. Nell’attesa dell’orario d’inizio lentamente arrivano affluenti interessati, tutti si avvicinano per osservare le bottiglie della cantina Terracruda esposte, i quadri di Samuel Lotti sulle pareti e le grandi lettere appese al soffitto che rafforzano lo stile del locale. Le voci riempiono sempre di più la stanza mentre tutti si scambiano opinioni e pareri, gli sconosciuti iniziano a prendere confidenza e la contaminazione inizia senza che nessuno se ne accorga.

Caterina – membro del Team della UCC – introduce la tematica di leadership su come i grandi leader riescono ad ottenere il successo, un tema che gli ospiti andranno poi ad approfondire con le loro conoscenze e le loro esperienze di vita. Durante la serata l’obbiettivo è quello di capire quali sono i connotati principali per essere un buon leader e cosa occorre per riuscire a condurre e trascinare a se i propri collaboratori con cui si deve avere a che fare.
Non si deve essere capi fini a se stessi ma si deve instaurare fiducia per invogliare i dipendenti a lavorare e a raggiungere gli scopi comuni dell’azienda, un esempio è stato proprio Bill Gates che è riuscito a superare tutte le difficoltà del suo cammino insieme al suo team puntando all’innovazione. Essere leader significa diventare un punto di riferimento per altri e per se stessi, significa non fermarsi davanti alle sfide e cercare di raggiungere sempre il massimo possibile.

Paolo Filippini – imprenditore e business coach

IMG-20181115-WA0078Saluta e ringrazia tutti i presenti perché per lui è sempre un onore prendere parte a certe iniziative che nascono proprio dai giovani che si dimostrano interessati a loro stessi e al proprio futuro. Per rompere il ghiaccio e allinearsi con tutti inizia subito con il coinvolgere il suo pubblico con cui condivide il momento, spiega quanto sia importante aver voglia di mettersi ancora in gioco con il desiderio d’imparare dagli altri e con la volontà di partecipare.
Per Paolo la leadership è un concetto particolare da spiegare, si basa sull’idea di essere leader di se stessi ovvero essere connessi con quello che si sta facendo nel momento presente, non su tutto il resto che si può legare al passato o al futuro. È essenziale non attivare gli interruttori di considerazione nelle relazioni quotidiane intesi come tutte quelle azioni volte ad attivare l’interesse su se stessi in un gruppo di pari, bisogna invece allineare il proprio ego con le persone circostanti per creare una connessione capace di trasformarsi poi in ispirazione.

Come direbbero i ragazzi della Community una contaminazione che si genera nella presenza e nella condivisione del momento.

Il compito di un leader non è copiare il lavoro che hanno fatto altri ma emularli, modellare le esperienze differenti dalla propria, trarre vantaggio dal successo di altri per ottenere e raggiungere i propri obbiettivi e non perdere mai di vista ciò che si ambisce. Questo non significa che bisogna sognare perché tutto quello che s’immagina è irraggiungibile, un leader sorpassa il concetto di sogno pianificando giornalmente i propri passi in ottenimento di uno scopo, affrontando le sfide e apprezzando concretamente le persone che ha vicino e che gli permettono un avvicinamento al proprio obbiettivo. Essere leader di se stessi significa anche creare una connessione con le proprie possibilità, fare tutto con impegno – anche i piccoli gesti quotidiani – sviluppando sempre nuove possibilità e performando se stessi verso il massimo ottenibile.

Esistono infatti 4 concetti che definiscono le basi della leadership:

  • IMG-20181115-WA0079Apprezzare –  Significa dare valore alle cose che si possiede, apprezzando se stessi e gli altri con la trasparenza necessaria a vedere la realtà dei fatti. Avere consapevolezza di quello che si potrebbe ottenere dal proprio domani tenendo una ferrea attenzione sul presente perché sempre più spesso c’è tendenza a sottostimare ciò che si potrebbe ottenere nel lungo periodo e a sovrastimare ciò che invece si potrebbe ottenere nel breve, occorre trovare un giusto equilibrio con se stessi e quello che si ambisce essere per riuscire a dare la giusta importanza al momento che si sta vivendo senza che si rischi di farlo volatilizzare in pochi attimi.
  • Approvare – Significa accettare la verità contenuta in ciò che si discosta da noi stessi, è dare il giusto peso alle conoscenze dell’altro e riconoscergli una posizione alla pari o gerarchicamente differente.
  • Ammirare – Significa apprezzare il lavoro prodotto da altri nel meglio delle loro possibilità, trarre un proprio valore dal successo altrui modellandolo a propria utilità. Ognuno può sentirsi ispirato dalle esperienze di altri leader e a sua volta trasformarsi in un modello da emulare.
  • Ascoltare Attivamente – Significa rispettare le parole degli altri, le loro esperienze e testimonianze. Ascoltare implica la comprensione sia delle persone che del contesto, è porre attenzione ai dettagli per riuscire a cogliere il momento opportuno per intervenire senza ledere nessuno dei presenti o le loro opinioni.

Tutto questo Paolo lo ha applicato anche alla sua vita e nel suo lavoro arrivando a gestire un bar col fratello “I Putti Cantinetta” e la tortelleria take away “Paolino Tortellino” che sanno rispondere alle esigenze dei residenti riminesi ma anche degli innumerevoli turisti che popolano costantemente la zona. Attività che rispecchiano fedelmente la sua visione di leadership e di gestione semplice volta ad avvicinare e formare i giovani al mondo imprenditoriale, luoghi di passione e conoscenze in un flusso continuo d’innovazione.

Zeno Avenanti di Terracruda – imprenditore

IMG-20181115-WA0076Dopo le profonde delucidazioni sulla leadership del collega di nuova generazione, Zeno è pronto a fornire la sua testimonianza concreta che ha condotto la sua azienda vinicola ad essere giudicata medaglia d’oro come miglior vino mondiale.

Dopo aver preso in gestione molto giovane il mobilificio di famiglia ed aver appreso il modello di business del padre che vedeva come un grande fonte d’ispirazione, ha capito che sarebbe potuto diventare una persona importante per gli altri. Un lungo percorso esperienziale che prosegue ancora oggi e lo ha condotto in diverse parti di mondo: Zeno ha acquisito un azienda che produceva complementi per la casa madre, ha partecipato a molte fiere nel mondo ed ha avviato un’espansione in Russia con cui aveva già da anni buoni rapporti commerciali.
Tanti successi materiali che purtroppo non hanno saputo colmare quel vuoto interiore di Zeno (proprio come affermava anche Italo Calvino), la sua terra di origine lo stava richiamando a se per offrirgli una nuova possibilità di vita.
Zeno, legato profondamente alle Marche, ha deciso di cambiare strategia commerciale per potersi riavvicinare alla sua casa e alla sua famiglia – per lui irrinunciabili nella vita. Ha venduto le proprie quote associative derivanti dalle aziende estere e ha iniziato a pensare fuori dagli schemi. Avendo dato una certa continuità all’azienda di famiglia per tutta la vita, era arrivato ormai il momento di creare qualcosa di completamente nuovo che gli desse la possibilità di sentirsi completo in un suo mercato di nicchia.

Nasce così il nuovo business Terracruda, uno stabilimento nato dall’unione e dalle idee di tre soci che hanno seguito la loro vocazione credendo nelle potenzialità di un territorio, nel quale la produzione di vino era prevalentemente realizzata a carattere familiare. Per iniziare vengono acquistati oltre 20 ettari di vigneti, di cui 10 già impiantati con uve autoctone, e altri 10 ripiantati con varietà locali. Il desiderio: raggiungere standard qualitativi capaci di confrontarsi con i migliori prodotti italiani, europei e mondiali, attraverso un’organizzazione innovativa che potesse permettere di affrontare questa sfida senza però restare bloccata da tutti gli standard precedenti.
Per Terracruda l’ostacolo più grande sarebbe stato quello di riuscire ad ottenere un piccolo riconoscimento nel vasto mare magnum di concorrenti provenienti da tutto il mondo, se Zeno ci era già riuscito con la sua impresa di mobili poteva riuscirci anche in IMG-20181115-WA0080quel nuovo percorso spinto da maggiore sentimento senza che si potesse arrendere facilmente.

Un leader deve avere passione per far in modo che gli altri possano apprezzare il risultato ottenuto e ottenibile, occorre capire il concetto per perseguire il successo senza lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà.

Per realizzare il nuovo progetto si è messo in campo la medesima qualità che era presente nel mondo mobiliare, studiando i terreni e i vigneti si è potuto ottenere un frutto di valore che avrebbe permesso di trasformare il risultato che si sarebbe potuto ottenere in qualcosa di eccezionale. Il desiderio era conoscere il comportamento degli altri produttori già presenti nella zona e nel mondo per poter emulare le loro conoscenze in un unico vino.
Attraverso una tecnica totalmente nuova di semina, maturazione e raccolta si sono potute creare diverse linee di prodotto, grazie al sostegno e all’aiuto di dipendenti ri-motivati ed educati ad un nuovo modo di essere, Terracruda produce vini con ottime uve vinificate al punto giusto da creare un gusto unico, che valorizzano solo i vitigni autoctoni e che meglio esprimono l’essenza del territorio. Grazie a questo è stato possibile mandare alcuni campioni ai concorsi internazionali dove sono stati vinti innumerevoli riconoscimenti come la miglior cantina delle Marche nel 2016 al VinItaly, la medaglia d’Oro all’International Wine Challenge del 2015, il certificato di eccellenza Merano wine award 2016 e tanti altri.

Passione, tenacia, volontà che hanno permesso a Zeno di superare gli ostacoli insieme alla sua famiglia – sia di sangue che lavorativa – insegnandoli che non si è mai da soli di fronte alle avversità o ai traguardi da raggiungere, nelle fatiche e nelle gioie che ne derivano.

Curiosità

IMG-20181116-WA0001Durante l’esposizione dei due imprenditori tutta la platea di ascoltatori era talmente tanto rapita dalla passione con cui Paolo e Zeno hanno esposto le proprie esperienze che il tempo è parso volare via. Per gioire della reciproca compagnia una volta terminato il racconto si è bevuto il vino di Terracruda e si è fatto tesoro dei preziosi consigli dispensati dai due imprenditori a tutti i curiosi di approfondire qualche aspetto prezioso delle loro testimonianze saziando il proprio appetito grazie all’aperitivo offerto dall’associazione.

Un’altra magica serata firmata Urbino Contamination Community che ha lasciato un felice ricordo nelle menti dei suoi partecipanti.

p.h. Ken Christian Cadua

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