L’analisi delle reti sociali – Risorse e meccanismi di Andrea Salvini

 

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Il libro

Pubblicato in collaborazione con l’Università di Pisa e la sua casa editrice nel 2017, un libro teorico di 187 pagine strutturate in 6 capitoli che affrontano la tematica delle reti sociali secondo i punti di vista di differenti autori in sociologia e un’appendice che si può vedere come guida all’utilizzo dei software UCINET, NetDraw, NetMinerII, MultiNet, StOCNET.. e molti altri ancora.

L’autore

Andrea Salvini è docente di Sociologia Generale e di Metodologia della Ricerca Sociale presso il dipartimento di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, tra le sue pubblicazioni compaiono numerosi saggi sul tema dell’analisi delle reti sociali d lui ampiamente approfondito.

Il Contenuto

Le reti sociali influiscono in modo rilevante a determinare il valore di benessere dei membri di una certa società, permettono di cogliere la natura delle risorse utilizzabili e il loro sfruttamento. Le reti permettono anche di capire il mondo circostante, fatto di relazioni ed interdipendenze.

La teoria delle reti sociali si basa su due principi: 1 – la società è un intreccio complesso di relazioni sociali variamente strutturate, ogni fenomeno può essere letto in termini relazionali e strutturali se ha degli attori sociali, 2 – le teorie metodologiche e tecniche sono la base da cui partire per poter ottenere una certa standardizzazione che possa permettere un analisi ed una raccolta di dati. La si può applicare a fenomeni e processi grazie all’uso di determinati software per ottenere delle conclusioni utilizzabili concretamente.

Relazioni e attori permettono la costruzione di significati all’interno di un ambiente, rispondono all’esigenza di condivisione delle proprie esperienze e creazione di strutture complesse. La realtà si può immaginare in 4 modi differenti: 1 – Struttura come modello durevole di comportamento, 2 – Struttura come insieme di relazioni causali somiglianti a leggi tra fatti sociali, 3 – Struttura come sistema di relazioni sociali tra posizioni sociali e 4 – Struttura come insieme di regole e di risorse. Tutto questo porta alla realizzazione della teoria sull’equivoco strutturale.

Lo scopo della social network analysis (SNA) è quello di comprendere le relazioni di causa ed effetto che si originano tra micro e macro sistema, ogni attore sociale non viene studiato come caso singolare ma a partire dalla sua relazione con il vicinato (livello micro) che produce effetti sull’ambiente circostante modificandolo (livello macro) attraverso processi di circolarità con il sistema sociale. Ogni attore sociale ha un comportamento e delle priorità che vengono definite dal risultato delle sue azioni all’interno della rete di legami e dalle proprietà stesse della struttura entro cui si trova. L’azione si dice infatti vincolante alle strutture perché non può muoversi autonomamente ed è comprensibile unicamente ai membri della rete stessa. Gli attori agiscono spinti da uno scopo, insieme alle relazioni costituiscono unità interdipendenti, le relazioni favoriscono il flusso di risorse, i modelli di rete sono ambienti che forniscono sia vincoli che opportunità e la struttura è fatta di relazioni durevoli tra attori.

Le 4 caratteristiche della SNA sono: 1 – È motivata da un’intuizione strutturale basata sui legami che collegano gli attori sociali, 2 – Si radica in dati empirici sistematici, 3 – Si presenta in modo consistente attraverso rappresentazioni grafiche e 4 – Si basa sull’uso di modelli matematici e/o computazionali.

Ad interagire con l’analisi delle reti sociali i sono innumerevoli altre teorie come: la teoria della scelta razionale, la teoria sociale di Coleman, la teoria della strutturazione e altre ancora. Fermo restando che alla base di tutto si debba analizzare la relazione che s’instaura tra i soggetti della rete, l’elemento di discriminazione è la natura dell’oggetto che impone un accurata analisi del disegno di legge miglioramene applicabile alla ricerca. Si devono definire i processi comportamentali, situazionali, o fenomenali di natura più ampia studiando dati relazionali che possano portare ad una descrizione del fenomeno.

La SNA è finalizzata alla misurazione delle caratteristiche delle strutture sociali organizzate in reti, l’analisi comprende le caratteristiche delle singole unità, i loro legami e la struttura della rete. Quello che si evince può corrispondere a relazioni di diverso tipo: scambio informativo, trasmissione d’informazioni, relazioni di potere inter-penetrazioni tra confini o attaccamento affettivo. Questo significa che l’attenzione si focalizza sul punto di vista dell’attore anche perché diventa difficile definire i limiti della rete e dei suoi oggetti quindi diventa fondamentale il ruolo dell’osservatore esterno che ne definisce il frame. Il ricercatore può misurare la coesione interna, i rapporti esterni e verificare se all’interno della struttura esistono sottogruppi più o meno densi. I gruppi sono facilmente individuabili perché: 1 – Costituiscono insiemi di attori e di legami regolari e definiti, 2 – Hanno confini definibili che creano identità e distanziamento e 3 – Sono omogenei al loro interno anche se alcuni sono più coinvolti rispetto ad altri nella rete.

Parlando di struttura di rete di deve necessariamente citare la teoria dei legami deboli di Granovetter secondo cui tali legami si distribuiscono in cluster essendo più transitivi rispetto ad altri perché hanno una forte natura superficiale. Più un legame è forte e meno informazioni nuove è disposto a lasciar entrare/uscire, più un legame è debole e maggiore saranno le possibilità di contatto con altri gruppi d natura e interesse differenti che permetteranno un passaggio informativo molto più elevato (si parla di legami deboli come ponti fra cluster). All’interno delle reti ego-centrate s’istaurano molteplici legami di natura diversa con gli attori del proprio vicinato perché si segue sempre un principio di omofilia che tende nodi simili ad avvicinarsi tra loro in network. Con reti formate da legami forti il tasso d’esclusione aumenta notevolmente perché si riduce l’accesso alle risorse importanti, la percezione soggettiva tende verso il controllo e il contesto si basa sull’azione. Si parla per questo di capitale sociale.

Il capitale sociale dipende dall’entità delle risorse presente nella rete, dalla loro importanza per realizzare gli obbiettivi, dalla capacità di mobilitazione e dal numero di resistenze perché è qualcosa che s’incardina alla rete ed è mobilitata dagli attori stessi che vi accedono grazie alle loro relazioni reciproche. Il capitale sociale influisce con il livello micro – individuale fatto di attori e delle loro relazioni e con il livello macro – collettivo fatto di un pubblico in coesione generalizzata. Si parla anche di risorse di rete che inglobano tutte le possibilità offerte.

La social network analisys viene analizzata sempre più spesso con criteri statistici per poter fare integrare la prospettiva micro a quella macro perché in quest’ottica le relazioni tra soggetti della rete non sono altro che una fusione di livelli micro/macro inscindibili. Ha dei limiti: 1 – incapacità di generare spiegazioni ai processi sociali che analizza, 2 – troppa auto-referenzialità della prospettiva ossessiva delle questioni tecniche, 3 – confusione tra lo strumento e l’obbiettivo d’analisi; ma ha anche dei vantaggi: 1 – essere uno strumento analitico di collegamento tra processi di micro e processi di macro, 2 – attenzione asimmetrica delle relazioni tra agenti in base al contenuto, 3 – comprensione delle differenziazioni sociali sul capitale sociale.

Si può affermare che esista un lavoro comune tra la SNA e i meccanismi sociali che offrono la possibilità di ampliare la prospettiva sociologica spiegando i micro processi generativi che producono macro fenomeni osservati. L’attenzione è posta al comportamento degli attori in certe condizioni e strutture di rete perché si vuole descrivere simultaneamente forme, eventi ed effetti delle interrelazioni degli agenti.

Per spiegare la relazione causa-effetto occorre avere una prospettiva temporale e processuale secondo cui una situazione in un certo tempo di livello macro influenza gli attori e le loro relazioni a livello micro, a sua volta il livello micro produce effetti modificando il contesto situazionale dell’ambiente a livello macro in un tempo successivo a quello di partenza. In questa prospettiva micro è diverso da individuo e macro è diverso da società ma sono rispettivamente un sistema d’azione e un insieme di comportamenti adottati dalle micro-azioni. Ciò è reso possibile dal fatto che esiste un interdipendenza degli attori che si pongono all’interno della struttura organizzativa sociale con delle regole comportamentali, non sono solo agglomerati e aggregazioni di azioni individuali.

Tutto questo dimostra ancora una volta di come le reti sociali si pongano in modelli circolari dinamici nel tempo dove il micro influenza il macro e viceversa in un processo cognitivo.

Per approfondire le tematiche vi rimando alla lettura del manuale.

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