I Tudors di Michael Hirst

71rm9sfxaml._sl1024_La serie Tv

Nata tra Gran Bretagna, Canada e Stati Uniti grazie alla regia e alla trama ideate da Michael Hirst sulla scia di fatti storici realmente accaduti nell’Inghilterra del 1500 e andata in onda per la prima volta ad Aprile 2007 sulla rete televisiva Showtime.

I diritti per la distribuzione internazionale sono stati acquistati dalla Sony Pictures Television che l’ha distribuita nelle varie nazioni. Nello stesso mese della prima messa in onda la BBC annunciò di aver acquistato i diritti televisivi per il Regno Unito ed iniziò la trasmissione della serie il 5 ottobre 2007, la CBC canadese iniziò a trasmettere la serie il 2 ottobre 2007. In Italia la prima stagione è andata in onda su Mya di Mediaset Premium l’anno successivo, è stata poi trasmessa in chiaro su Canale 5 a partire da luglio dello stesso anno e le repliche sono state affidate a La5 che le ha mandate in onda nel 2012 – a due anni dalla conclusione della serie tv.

La realizzazione

Prodotta da Peace Arch Entertainment per Showtime in associazione con Reveille Productions, Working Title Television e Canadian Broadcasting Corporation ed è stata girata in Irlanda nella sua interezza. In campagna comunicativa la diffusione dei primi due episodi debuttarono su DirecTV, Time Warner Cable OnDemand, Netflix, Verizon FiOS On Demand, Internet Movie Database e sul sito della serie prima dell’ufficiale messa in onda su Showtime.

I Tudors fu la serie televisiva con il rating più alto della Showtime in tre anni.

Negli anni a seguire vennero realizzate altre stagioni: la seconda debuttò su Showtime il 30 marzo 2008 e su BBC 2 il 1º agosto 2008; la produzione della terza stagione iniziò il 16 giugno 2008 a Bray, nella contea di Wicklow in Irlanda e venne trasmessa su Showtime il 5 aprile 2009 e su CBC il 30 settembre 2009. Il 13 aprile 2009 Showtime annunciò il rinnovo della serie ad una quarta e ultima stagione di 10 episodi che vennero trasmessi per la prima volta l’11 aprile 2010 e su CBC il 22 settembre 2010.

Trama

giphyLa storia racconta in maniera del tutto romanzata le vicende di Enrico VIII – re d’Inghilterra e Irlanda, dalla sua ascesa al potere dopo la morte del fratello fino alla fine del suo regno; in particolare tutta la sua vita con matrimoni, amori, tradimenti, alleanze e uccisioni.

Sposato a Caterina d’Aragona con la quale ha fatto una figlia di nome Maria, insoddisfatto dal matrimonio e dalla sua vita s’intrattiene con le dame di corte. In particolare la nuova dama di compagnia della regina colpisce la sua attenzione, il suo nome è Anna Bolena e il suo scopo pare essere quello di far innamorare perdutamente Enrico – e ci riesce pure. Inizia quindi la battaglia del re contro la chiesa cristiana per poter ottenere un divorzio che però non pare arrivare mai. Limitato dalla legge e dalla religione Enrico trova comunque modo per ottenere quanto desidera vivendo nel peccato di tradimento con la giovane e bella Anna da cui vuole ereditare un figlio maschio a cui lasciare la corona, muovendo tutto l’impero riesce a far allontanare la regina dalla corte e incoronare la sua amante. Il problema sorge in un secondo momento quando, la donna mette al mondo una bambina di nome Elisabetta, nulla a che vedere con il successore promessogli.

Essendo un giovane re Enrico si stanca presto della sua monotonia, accecato dal proprio orgoglio e dalla passione per il potere e per il sesso si libera presto di Anna accusandola di tradimento e, per suggellare un grande amore, sposa Jane Seymour. La donna ha tutti i requisiti per essere una brava moglie e una buona regina, possiede con innocenza tutto il cuore di Enrico e promette grande felicità al regno ma – siccome re Enrico VIII non ha speranze di redenzione dai propri peccati – la giovane regina muore dando alla luce il figlio Edoardo VI che tanto desiderava il regno.

E la storia continua con altri matrimoni che paiono fallire miseramente con la morte della consorte del re, per motivi politici o naturali. Si susseguono Anna di Clèves, Catherine Howord e Caterina Parr in una lunga lista di regine d’Inghilterra che vengono accusate di crimini indicibili e minano fortemente alla sanità (sia mentale che fisica) del re.

THE TUDORS

Al centro della trama quindi si trovano intrighi politici, questioni religiose della casata dei Tudors. Con una sceneggiatura che cerca di rispondere alle diverse esigenze, per soddisfare i gusti di un pubblico il più possibile vasto, molta cura viene data ai dialoghi che – in lingua originale – presentano tutte le caratteristiche tipiche delle nazionalità differenti coinvolte a seconda delle scene con accenti o parole straniere che purtroppo sono andate perse con il doppiaggio italiano. Gli avvenimenti sono adattati ai tempi televisivi così che possa capitare che nel corso di un episodio soltanto vengano raccontate le vicende che si realizzano nel corso di un intero anno, molti degli episodi mostrati nella serie sono basati su testimonianze contemporanee mentre altri sono frutto di pura fantasia per il palato e l’interesse del pubblico.

Critica

I primi episodi hanno attratto l’audience ma non hanno convinto la critica. Qui sorge il solito problema: la chiave di lettura dei primi anni di regno di Enrico VIII è evidentemente trasformata in fiction e quindi le si può chiedere una verosimiglianza storica al 70%.

Secondo il sito My movie

Imprecisioni a non finire (prima fra tutte quella di una Caterina d’Aragona che sembra la madre di Enrico, per quanto una bella madre, mentre la differenza d’età tra i due era molto meno considerevole) ma non è questo che conta. Che l’intrigante cardinale Wolsey sia morto in un modo piuttosto che in un altro fa parte delle esigenze narrative; ciò che più conta è che si sia realizzata una fiction (e non una docufiction per History Channel, che è altra cosa) che attira l’attenzione. Scenografia e fasti di corte danno testimonianza di una produzione ricca. Anche se, come spesso accade in questi casi, il rovescio della medaglia proviene dal reparto costumi. Sono tutti così puliti e ordinati (anche dopo cavalcate all’aperto) che sembrano sempre appena usciti dalla tintoria. I tintori all’epoca esistevano. Ma non lavavano e stiravano tutto il giorno. Tingevano.

Opinione personale

Inizialmente sono stata trascinata in un vortice senza fine, appena ho iniziato a guardare la serie tv non ero più in grado di separarmene. Gli intrighi, le passioni, i misteri e i segreti di corte mi affascinavano al punto da farmi stare ore interminabili incollata allo schermo. Poi lentamente la passione si è spenta in un circolo di avvenimenti scontato, immaginavo come sarebbe andata a finire la situazione e non c’era più nulla che potesse effettivamente stupirmi perché le scene hanno preso la piega dello scontato. 

tumblr_pi1j7hlpjd1rbb9x4o1_250Se all’inizio mi batteva forte il cuore guardando gli episodi, con lo scorrere delle stagioni mi sono distanziata da tutti i personaggi. Ho covato un amore folle per Charles Brandon, il Duca di Suffolk interpretato da Henry Cavill, la sua sfacciataggine, il suo carisma e la sua presenza di bell’aspetto sono stati come ciliegina sulla torta a condire la storia di passione, sesso e violenze legate alla dinastia di Enrico VIII. Poi non so cosa sia cambiato, all’improvviso è venuta meno la violenza che alimentava i protagonisti ad ottenere sempre più potere, sono venuti meno i misteri perché tutto accadeva alla luce del sole ma, cosa ancora più terribile, a venir meno è stata la passione che era il collante fondamentale di tutte le vicende che sono finite per essere un mero costrutto politico e religioso. 

Dal mio amore folle iniziale per le vicende mi sento quindi molto delusa dalla piega che hanno preso gli eventi, sinceramente mi aspettavo qualcosa di più, o almeno che il tutto mantenesse una certa coerenza emotiva oltre che contenutistica. 

Peccato.

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