La forma della voce di Naoko Yamada

locandina.jpgIl film

Realizzato dalla regia di Naoko Yamada per la Nexo Digital e Dynit nel 2016 in Giappone come suo terzo lungometraggio d’animazione. I diritti per la sua diffusione Italiana sono rimasti alla casa cinematografica madre che ha diffuso il film animato a Ottobre del 2017 sulla scia del successo ottenuto con il precedente cartone vincitore d’incassi “Your Name”.

Altri media

La storia segue fedelmente le vicende dell’omonimo manga “A silent voice” da cui è stato ideato, sette volumi scritti e disegnati da Yoshitoki Oima, editati in Italia dalla Star Comics per la Planet Manga. Il titolo originale sarebbe “Koe no Katachi”, serializzato sulla rivista Weekly Shonen Magazine editata da Kodansha a partire dal 2013 fino al 2014.

Incassi

Il film in Giappone è stato campione di incassi con un guadagno di circa 5 milioni di dollari, si stima un introito globale di 358 milioni di dollari secondo il Box Office Mojo.

Trama

everyaggravatingkarakul-max-1mbLa storia si apre con Shoya Ishida che tenta il suicidio buttandosi dal ponte, una scena molto forte e inaspettata che viene poi motivata con il resto del film. La trama è incentrata sulla sua vita, da piccolo si divertiva a fare il bullo a scuola tanto che, con l’arrivo della nuova compagna sorda Shoko Nishimiya, ogni giorno sfoga su di lei il proprio risentimento con atti molto forti sia su piano psicologico che fisico. Mentre la giovane Nishimiya cerca di non farsi scoraggiare dalle cattiverie – che lentamente contagiano anche il resto dei bambini – e si fa forza nella sua estrema bontà, Ishida diventa sempre più cattivo nei suoi confronti senza che vi sia un reale motivo per esserlo.

Quando le cose iniziano a sfuggire persino al controllo dei docenti, la madre di Nishimiya fa presente alla scuola gli atti di bullismo subiti dalla bambina e i costi sostenuti per le riparazioni dei dispositivi acustici distrutti. Da qual momento viene accusato Ishida di tutti i mali fatti alla compagna e anche lui viene escluso dagli amici di classe.

Essendo Shoko una bambina molto buona cerca comunque di essere gentile con Shoya che, invece che apprezzare i suoi sforzi, la aggredisce ancora fino a quando i due non si mettono ufficialmente le mani addosso. Dopo quell’episodio la giovane ragazza cambia scuola e il suo bullo viene a sua volta “bullizzato” dai compagni.

tumblr_oq3oq9ubtl1qehrvso2_500Alla luce di questo episodio scolastico tutti quelli che sono stati coinvolti nei fatti sviluppano forti sensi di colpa che li portano ad avere un certo comportamento deviante, in particolare Ishida sviluppa un odio verso la società che lo costringe ad una forte esclusione dal mondo: un isolamento forzato e meritato dal suo comportamento passato che gli impedisce di riconoscere i volti delle persone che lo circondano. Ma non è il solo. Prima di tentare il suicidio decide di incontrare Nishimiya un ultima volta per scusarsi con lei del comportamento passato e proporgli un amicizia per mettere finalmente la parola “fine” ai tormenti delle medie, la ragazza però è ancora evidentemente molto turbata ed è fermamente convinta che tutto quello che sia capitato fosse per colpa sua perché nata diversa.

Inizia così il film, con un tuffo nel passato che permette di capire meglio il presente.

Dopo questo primo momento catartico inizia il viaggio di Nishimiya e Ishida alla scoperta di loro stessi, il ragazzo conscio di non voler più tentare alla propria vita, si prende in carico l’obbiettivo di recuperare le sue azioni con la giovane ragazza sorda. Va a trovarla a scuola ogni martedì per stare con lei a parlare (negli anni Shoya ha imparato il linguaggio dei segni in speranza di poter parlare nuovamente con Shoko) dando da mangiare alle carpe nel laghetto. Per uno strano evento fa amicizia con un ragazzo della sua scuola e inizia a riprendere i contatti con le persone coinvolte ai tempi delle medie per volere di Nishimiya.

155552519-80be9b63-bb27-49f2-9e62-d5e9273e1fd9Tutti sono costretti a dover fare i conti con il passato, non possono più fingere che le cose non siano mai accadute. Tutti cercano di nascondersi da loro stessi, con parole finte e sentimenti non detti con trasparenza, l’unico che sembra essere davvero pentito e realista è lo stesso Ishida che vuole unicamente rimediare ai propri errori.

Proprio così inizia un turbinio di eventi che vede coinvolti tutti e che porterà ognuno a fare i conti coi propri demoni e con le proprie insicurezze dove la violenza fa da padrona sia da un punto di vista fisico che morale. Chi più e chi meno metterà in dubbio se stesso e tutte le proprie credenze per riuscire a superare quello che è stato fatto e che ha causato solo problemi.

Critica

Secondo l’opinione di Fumettologica.it

La forma della voce è una storia di ritorni, un racconto in cui il passato torna costantemente a invadere prepotentemente il presente, come una sorta di marea infinita e incomprensibile. Tutti i personaggi del film, che sono perfettamente delineati attraverso un attento studio psicologico, sono come bloccati in un eterno presente, impossibilitati ad andare avanti, ad affrontare la vita e il futuro. Tutti sono congelati in questo magmatico senso di colpa da cui non riescono a liberarsi e il film fotografa il percorso attraverso cui tutti riescono a fare il fatidico passo avanti. […] C’è una disparità, in termini qualitativi, fra la prima parte e quella finale. Le soluzioni narrative sciolgono la trama, come se ci fosse stata un po’ troppa fretta e soprattutto alcune soluzioni sono chiaramente poco convincenti, mentre altri momenti riescono a creare una difficile e riuscita tensione drammatica.

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Come afferma anche MoviePlayer.it:

La Yamada tratta la storia de La forma della voce con grande sensibilità e delicatezza, gestendo i tempi della storia con le dovute pause ed un ritmo dilatato che lascia allo spettatore il tempo di assimilare e riflettere, oltre che ammirare l’elevato tasso tecnico della pellicola: la bellezza dei fondali disegnati, il calore dell’animazione tradizionale, la scelta e la cura di ambientazioni e dettagli di ogni tipo, ogni aspetto della costruzione visiva dell’anime è gioia per gli occhi e carezza per i cuori degli spettatori che soffrono della storia toccante che viene raccontata. La forma della voce è un’altra emozionante uscita per un ciclo che assicura qualità e varietà ad una fetta di appassionati di animazione giapponese che trova poche valvole di sfogo in un mercato che fatica a rendere giustizia al settore.

Opinione personale

Un film molto introspettivo che da tempo di metabolizzare un dramma ma non da pace e ne fornisce subito un altro da affrontare, costruito in maniera scalare con eventi che s’incastrano in una successione temporale che si alterna tra presente e passato. Un contenuto costruito con attenzione in ogni suo piccolo dettaglio per non essere mai banale, con una strana attenzione alla costruzione dei dialoghi scanditi da innumerevoli silenzi che rendono di volta in volta più valore espressivo. Un finale inaspettato e frettoloso rispetto a tutta la costruzione del film che forse poco calza con l’insieme degli avvenimenti raccontati nel corso della visione.

39dc2ea5fa8eea065dcdda72dc063cb95a13fb16_hqPersonalmente sono troppo confusa per dare un reale giudizio, su piano tecnico si sono alternati momenti di pura perfezione ad altri ove i dialoghi e le scene acquisivano un valore d’inverosimiglianza troppo alti per essere realmente presi in considerazione. La colonna sonora è stata un tocca-sano, azzeccata ad ogni istante, cosa che invece non posso dire per la struttura psicologica di ogni personaggio che in molti aspetti non è per niente reale.

Alcuni punti della storia sono stati estremamente forti e toccanti, altri del tutto incomprensibili o fuori-luogo.

In linea di massima sono soddisfatta ma credo di dovermelo rivedere per avere un’opinione più definita, sicuramente il contenuto vale moltissimo e permette di entrare dentro alle dinamiche di depressione, bullismo, isolamento sociale, aggressione e convivenza con patologie disabilitanti.

 

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