YOU di Greg Berlanti e Sera Gramble

You-.jpgLa serie Tv

Ideata da Greg Berlanti e Sera Gramble negli Stati Uniti sotto richiesta della rete televisiva Lifetime l’aprile del 2017, la rete ordina una prima stagione composta da 10 episodi che vanno in onda a partire da settembre 2018. Appartenente alla categoria di genere dei thriller psicologici.

Senza ottenere il successo desiderato i diritti vengono acquistati da Netflix che ripropone la visione a partire da dicembre dello stesso anno ottenendo un successo internazionale di ascolti, la piattaforma di streaming decide quindi di realizzare una seconda stagione.

Altri media

La trama ripercorre le orme dell’omonimo romanzo “You” scritto da Caroline Kepnes a cui segue un sequel dal titolo “Hidden Bodies” che dovrebbe essere il contenuto previsto per la seconda stagione.

Produzione

A febbraio 2015 è stata annunciata la realizzazione della serie televisiva, due anni più tardi, arriva la notizia dell’acquisto del contenuto da parte dell’emittente Lifetime.

3tvcigfmtqi6rkgxb5r2xcytoaLe riprese della serie sono iniziate a dicembre 2017, il trailer è andato in onda il 9 maggio 2018 su YouTube, a seguire la messa in onda negli Stati Uniti su Lifetime dal 9 settembre 2018. Nel maggio 2018, è stata diffusa la notizia che Netflix ne aveva acquisito i diritti di trasmissione esclusiva internazionale, rendendola disponibile come serie originale sulla piattaforma a partire dal 26 dicembre dello stesso anno.

Trama

La storia tratta le assurde vicende di Joseph Goldberg – chiamato da tutti Joe – un ragazzo misterioso che pare essere ossessionato dai suoi ricordi del passato che portano il nome di Candace. Gestisce una libreria perché amante dei libri, rimasto orfano in giovane età viene cresciuto severamente dal padrone del negozio che lascia lui l’intera gestione degli affari una volta divenuto anziano. Incontra per caso Guinevere Beck aggirarsi tra gli scaffali e la osserva rapito cercando di capire che tipo di donna sia e l’avvicina con battute innocue che sortiscono l’effetto desiderato. La giovane ragazza pare trovare interessante il commesso del negozio ma ha un ragazzo non troppo gentile a cui dover badare di none Benji ma che non pare dedicargli tutte le attenzioni dovute. Nella mente di Joe qualcosa scatta e inizia a farsi ossessionare da Beck, scopre le sue abitudini in rete, scopre il suo indirizzo di casa e inizia ad osservarla a debita distanza entrando ne dettaglio della sua vita privata. Tra i suoi appostamenti alterna momenti di lucidità a momenti di pura follia, le entra di nascosto in casa per rubarle qualche oggetto e tumblr_pkr2ywyws61u8cslx_400scoprire più dettagli della sua vita.

Inaspettatamente Beck si ripresenta nella libreria dove lavora Joe – l’unico uomo che sembra essere sinceramente interessato a lei e che la tratta con gentilezza – e tra i due scatta qualcosa che li porta a scambiarsi un bacio. Da quel momento ha inizio un insieme di avvenimenti definibili “bizzarri”, i due iniziano a frequentarsi tanto che lei decide di invitarlo alla festa della migliore amica ricca Peach che non approva per niente la scelta di Beck. Joe arrabbiato con l’amica che vuole dominare la vita della donna che ama decide di fare un’azione affrettata e, preso dalle scelte folli affronta l’ex ragazzo di Beck lasciandosi però sfuggire le cose dalle mani dopo un aggressione violenta. Inizia così la psicopatia di Joseph nei confronti della giovane e bella Guinevere, tutto quello che muove le sue azioni illecite è il desiderio di rendere libera Beck di poter vivere nel modo migliore possibile facendo a meno della zavorra che ostacola le sue ali nel librarsi in aria. Muovendo battaglia a Benji, a Peach e a tutti coloro che osano frapporsi tra lui e la sua amata, Joe è disposto a tutto pur di vedere felice la sua Beck.

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Con la violenza che prende le note dolci dell’amore, l’ossessione che muove tutti i personaggi coinvolti e le bugie che si fanno largo nella vita di tutti i giorni, tutta la serie tv viene costruita e de-costruita continuamente in un eterna lotta tra malattia e razionalità, tra giusto e sbagliato. “Un uomo può reggere i fili del destino di un’unica persona?” ci si chiede costantemente, eppure – qualsiasi cosa accada – non si riesce a odiare Joe perché spinto da un nobile sentimento.  Per quanto tutto possa essere il frutto di un terribile incubo nulla può sottrarsi alle grinfie di una ferrea volontà anche se questa non ha tutti i giusti requisiti di razionalità necessari.

Riferimenti al controllo psicologico, agli effetti delle droghe, al tradimento, al razzismo, all’abbandono e molto altro ancora. Un vortice di contenuti che s’incendia da solo e brucia velocemente tutto quello che ha attorno senza lasciare la minima traccia – o quasi.  Con la forte personalità di Joe che tende a passare inosservata emergono tutti gli intrighi che si celano nelle retroscene della vita di Beck e che solo l’amore di Joseph è in tumblr_plq5rbjk5h1we1ovuo6_540grado di sciogliere seppur con modalità non del tutto consone.

Un’altro aspetto di estrema importanza è la relazione che esiste tra la protagonista e la sua migliore amica Peach, una donna che pare essere una ricca e cinica borghese che usa Beck per i propri scopi ma che in realtà nasconde sentimenti molto più paurosi per la relazione che la stessa Beck intrattiene con Joe. Una minaccia latente che continua a stuzzicare la pazienza del nuovo fidanzato dell’amica usando l’ingenuità di Guinevere come arma letale. 

Critica

È la serie di cui tutti parlano al momento, sin da quando è apparsa su Netflix ha catalizzato l’attenzione di molti – Si parla di oltre 40 milioni di utenti abbonati che l’hanno vista nelle prime quattro settimane di permanenza sulla piattaforma.

y1_bookstore_12102017_bs_904-1A primo impatto si direbbe un grandioso successo ma, la visione ha sollevato notevole critica controversa. Accolta positivamente sull’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes dove ha un indice di gradimento del 91% con un voto medio di 7,33 su 10, basato su 11 recensioni. Su Metacritic, invece, ha un punteggio di 73 su 100, basato su 12 recensioni.

Secondo Vanity Fair

Alla polemica sulla pericolosità di rendere un assassino una figura romantica ci è cascata con tutti i piedi Millie Bobby Brown, la Eleven di Stranger Things. In una Instagram stories di metà gennaio, la giovane attrice decretava: «Joe non è uno psicopatico, non è uno stalker. È innamorato!». Travolta dalle critiche, Millie Bobby Brown ha nei giorni successivi aggiustato il tiro: «Ho dato un giudizio affrettato, avevo visto solo i primi due episodi. In effetti lui è uno stalker. Ma la serie è bellissima». Il problema è che non è stata l’unica. Su Twitter il numero di donne affascinate dalla personalità di Joe ha raggiunto numeri così preoccupanti che il protagonista stesso, Penn Badgley, si è sentito in dovere di intervenire. A un messaggio di una fan «rapiscimi, per favore» lui ha risposto secco: «no, grazie». A un’altra che si interrogava su cosa ci fosse in Joe da affascinare tanto, ha replicato: «Guarda che è un assassino». Mentre a un’altra spaventata dall’eccessiva romanticizzazione di uno stalker ha risposto: «Hai ragione. Materiale per la seconda stagione».

tumblr_pf0oeeta8r1vhxdho_400Oppure come afferma il sito MoviePlayer.it

Per riuscire ad apprezzare lo show è tuttavia necessario mettere da parte la propria razionalità per evitare di notare i numerosi tasselli che non si incastrano come dovrebbero, limitandosi ad apprezzare il ribaltamento della visione delle situazioni, atteggiamenti e comportamenti abitualmente associati con le storie romantiche. [..]Il team di sceneggiatori guidati dall’esperto Greg Berlanti e da Sera Gamble non riesce a proporre dieci episodi tutte allo stesso livello, inserendo alcuni passaggi della narrazione che appaiono ripetitivi e non necessari.

Opinione personale

Sono insoddisfatta dalla visione, per come si mostrava mi sarei immaginata un trip psicologico, fatto di ansie e angosce dove il tutto viene giustificato dalla mente malata di uno stalker. La realtà invece è molto differente, per quanto sia stato costruito in maniera coerente ci sono tanti – forse troppi – aspetti che non riescono a reggere all’interno della trama. A partire dalla personalità deviata del protagonista che ha atteggiamenti che su piano psicologico non riuscirebbero mai a reggere, anche le scene e certi dialoghi sfiorano l’assurdo. Nella storia si deve presupporre che Beck sia una rincitrullita per non rendersi conto di quante volte Joe le sia entrato in casa, per non accorgersi dei suoi costanti pedinamenti e per non riuscire a fare due calcoli nelle assurdità che le stanno capitando nella vita da che ha incontrato quel ragazzo. Le azioni di Joe poi sfiorano l’assurdo, per quanto si voglia mettere in risalto il fatto che dietro a qualsiasi persona possa celarsi uno stalker ossessionato, viene preso tutto alla leggera. Non è possibile architettare certi piani mossi unicamente dall’impulso o dal brivido del momento, la relazione che intercorre tra i protagonisti va ben oltre l’affetto e la razionalità di una persona ossessionata non riesce a prendere un distacco tale da permettere attimi di pura normalità a gesti di violenza, il dubbio nella mente di chi soffre di certe patologia è costante.

Diciamo quindi che è una serie tv MOLTO romanzata d quello ce potrebbe accadere in una situazione del genere, con piccole assurdità che è meglio accantonare per non rovinarsi tutta la visione. Esigente come sono mi sarei aspettata molto di più, nella trama nella costruzione e nelle scene stesse.

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Resto comunque molto felice dell’interpretazione di Penn Badgley nel suo personaggio di Joe, un interpretazione meravigliosa – nonostante le pecche di sceneggiatura – che ha saputo catalizzare al meglio emozioni e stati d’animo molto contrastanti tra loro. Un fascino poi del “bravo ma misterioso” che è stata la chiave vincente al successo della serie tv e che è trapelata senza troppi sforzi di pensiero dalla mimica dell’attore che ha tutti i requisiti necessari per farsi osservare con attenzione all’interno di ogni scena. Come una calamita con le sue piccole viti o un tessitore con i suoi fili, la sua presenza attrattiva è stata la colla a mantenere tutto legato assieme senza che i pezzi del puzzle di YOU mal incastrati si sgretolassero inesorabilmente.

Un ennesimo peccato da collezionare in attesa di un proseguimento migliore.

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3 pensieri su “YOU di Greg Berlanti e Sera Gramble

  1. Ciao Daniela!
    Concordo su tutta la linea con la tua recensione.
    Soprattutto credo che non si sia veicolato bene il messaggio che “l’amore malato”
    non è il modello d’amore a cui si dovrebbe aspirare. Sembrerebbe più una fantasia/perversione, ma è palese che nella serie non si sottolinei questo aspetto. Come hai descritto tu, è un romanticismo non sano che alimenta un’idea distorta, soprattutto ora che si sta prendendo coscienza che determinati meccanismi e modelli affettivo-relazionali, che fino ad ora erano ritenuti “normali”, adesso non lo sono più. La tua analisi mi è piaciuta in ogni dettaglio!
    Vediamo cosa riserverà questa seconda stagione, magari c’è una ripresa sia nella sceneggiatura, che nella morale da trasmettere allo spettatore.

    Piace a 1 persona

    1. Ti ringrazio vivamente per il commento, inizialmente ho avuto molte aspettative riguardo alla serie tv – soprattutto con le nuove possibilità di oggi di sviluppare relazioni poco sane e ossessioni mediatiche. Credo che la produzione non sia stata all’altezza del pensiero di fondo che ha mosso la volontà di realizzare un contenuto simile ma confido in un budget migliore per la seconda serie ed un attenzione più approfondita alle critiche ricevute.

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