Settimana Dedicata ad Hotel Transylvania di Genndy Tartakovsky #3

imagesChi è Genndy Tartakovsky?

Il suo nome sarebbe Dženndi Tartakovskij, un regista americano di origine russa la cui famiglia si trasferì negli Stati Uniti verso la fine degli anni ’70. Prima del loro trasferimento ufficiale vissero per qualche tempo anche in Italia dove il piccolo Genndy iniziò ad appassionarsi all’arte. In America questa passione ha inglobato anche una particolare attenzione per i fumetti tanto che negli anni, dopo una serie di cambi scolastici, è arrivato a studiare animazione per riuscire a unire le sue passioni.

Il primo impegno come vero regista arriva nel 1999 con il cartone animato “Il laboratorio di Dexter”, da quel momento in poi la sua carriera si avvia ufficialmente tanto che nel 2010 collabora anche come disegnatore e illustratore per gli storyboard di “Iron Man 2”. La svolta però arriva nel 2012 con la direzione del film animato “Hotel Transylvania” e tutti i suoi sequel di cui ho parlato nel precedente articolo qui.

Qualche curiosità sulle pellicole

Tra il primo film ed il secondo lo sbalzo temporale tra i fatti narrati è di sette anni – cosa cui non tutti fanno caso guardando i cartoni.  

Il travestimento che Dracula intende assumere è disegnato in base a come appare Gary Oldman nel Dracula di Bram Stoker di Francis Ford Coppola.

La voce che doppia Dracula nella versione italiana dei film è quella di Claudio Bisio ma, nella versione originale, la voce appartiene al regista Mel Brooks che per interpretarlo si è ispirato all’accento che aveva suo nonno.

È il secondo film cui Adam Sandler prende parte, il primo è stato “Eight Crazy Nights”

Nel secondo film, Jonathan e Mavis vanno a Santa Cruz, in California, la città è stata anche la location del film “Ragazzi perduti” del 1987 –  di Joel Schumacher – che parla di vampiri e vampirismo.

Un film che ha smosso la critica

500full-hotel-transylvania-2-screenshot.jpgA partire dalla prima messa in onda di “Hotel Transylvania” si è subito detto che fosse un film che ha ridefinito il concetto di mostruosità rispetto a tutti i contenuti d’animazione, anche i successivi cartoni hanno promosso una visione completamente opposta alla prassi.

Per quanto la maggior parte dei critici sia concorde nel definire la pellicola un semplice cartone animato, non sono mancati i dibattiti intorno ai messaggi veicolati dal film in particolare nel ruolo dei mostri. Il lavoro di Tartakovskij ha ribaltato stereotipi e immaginari legati a personaggi come Dracula, Frankenstein e la Mummia, dandone una rappresentazione affettuosa, altruista e buona; questo però ha fatto sollevare il sopracciglio a qualche genitore che è rimasto a disagio: più di qualcuno infatti ha detto che l’immaginario collettivo intorno a quei personaggi, potenziato anche dalla tradizione di Halloween, finisce per contaminare comunque il messaggio del film.

Un messaggio che però ha avuto anche dei risvolti positivi, e progressisti, riguarda la figura di Dracula, presentato come un genitore single impegnato nel delicato compito di crescere una figlia adolescente. Un tema che la cinematografia stenta ancora ad affrontare.

Negli anni, su questa scia, molti altri hanno agito in merito alla desensibilizzazione di trematiche molto forti con l’uso dei film animati. Una pratica molto utilizzata nei paesi asiatici con l’uso di Anime che sono spesso visti da un pubblico adulto, per la cultura occidentale invece ci si è mossi tardi con la promozione e la sensibilizzazione di valori e problematiche. Con Hotel Transylvania viene istintivo chiedersi cosa ci sia oltre, per occhi poco attenti la finalità potrebbe sfuggire ma per chi, come me, presta attenzione ad ogni piccolo dettaglio, i valori di progressismo, di superamento di vecchi schemi mentali e di adeguamento colgono impreparati per la loro profondità.

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