Elfen Lied di Lynn Okamoto

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Manga Completo

Il manga

Elfen Lied è un manga composto da 12 volumi tankōbon scritto e disegnato dall’autore giapponese Lynn Okamoto. Pubblicato a partire da giugno 2002 e ultimato nell’agosto del 2005 sulla rivista giapponese Weekly Young Jump ed editati da Shūeisha che ne ha realizzato i volumi raccogliendo i 107 capitoli della storia.

Il titolo dell’opera “Elfen Lied” è tratto dall’omonima canzone di origine tedesca di Eduard Mörike che accompagna le vicende dei personaggi all’interno delle scene del fumetto.

I diritti di pubblicazione sono stati acquistati in Italia dalla Star Comics per la Planet Manga che ne ha tradotto la storia di tutti 12 i volumi, inizialmente sarebbero dovuti essere lanciati sul mercato a Giugno 2012 ma la diffusione ha subito uno slittamento a Ottobre dello stesso anno.

Per la complessità dei contenuti, la presenza di alcune scene di nudo appartenenti al genere ecchi e la violenza sia fisica che psicologica molto forte contenuta nella storia, la serie è stata classificata come appartenente al genere seinen – rivolta cioè ad un pubblico adulto e maggiorenne.

Curiosità

Inizialmente il mangaka Lynn Okamoto aveva previsto di realizzare unicamente due volumi per il racconto di “Elfen Lied”, dopo il successo ottenuto dal pubblico appassionato decise di estendere la storia fino alla realizzazione di 10 volumi in più rispetto alla previsione. Questo è il motivo che spiega l’evoluzione dello stile grafico visibile tra i differenti tankōbon che si realizzano – proprio come afferma Okamoto stesso – con una grafica goffa e un po’ infantile inizialmente ma che migliorano nel corso del tempo mantenendosi imperfetti nonostante i notevoli sforzi.

Altri media

A1uCAxhrJWL._SY445_.jpgDal manga è stata tratta una serie televisiva Anime diretta da Mamoru Kanbe e animata dalla Arms composta da 13 episodi della durata di 20 minuti, le puntate sono state mandate in onda per la prima volta in Giappone dalla rete televisiva AT-X dal 25 luglio al 17 ottobre del 2004 e ne sono stati poi ricavati 2 volumi disponibili in VHS e DVD. Nei contenuti gli episodi rispecchiano fedelmente il manga fino all’undicesima puntata poi si concludono in maniera differente negli ultimi 2 episodi Anime – la realizzazione della serie animata è avvenuta ad un anno e mezzo dal completamento della serie di volumi cartacei ed era quindi impossibile venire a conoscenza dell’esito finale che avrebbe preso la storia.

Oltre alla serie a puntate è stato prodotto anche un OAV non continuativo della serie ma solo pertinente, disponibile solo nello special footage del DVD Box.

La trama

La storia ruota intorno a Lucy, una Diclonius ovvero una forma evoluta dell’uomo dotato di corna e di una ghiandola pineale posta all’interno del cervello molto più sviluppata del “normale” che permette lei di sviluppare dei vettori – mani invisibili – dotati di estrema forza. A lei viene attribuito il ruolo di “regina” perché la sua nascita non sembra essere derivante dalla contrazione di un virus genitoriale ma dalla procreazione a partire da una madre pura che ne ha permesso lo sviluppo dei “poteri” della sua specie. Nel mondo però ci sono uomini che possiedono il virus perché venuti a contatto con i vettori della specie primordiale che ha abitato il mondo nei millenni precedenti al racconto della storia, questo significa che i figli da loro messi al mondo nascano tutti di genere femminile (chiamati Silpelit) con una mutazione genetica che le fa nascere con le corna ma prive di quelle potenzialità della specie pura.

images.jpgIn questo contesto Lucy viene tenuta segregata all’interno di una struttura di controllo che ne impedisce la fuga, è tenuta in isolamento perché nel suo passato si è sporcata le mani d’innumerevoli morti e i suoi vettori riescono ad arrivare fino a due metri di distanza da lei. È considerata un mostro pericoloso e spietato, assetata di sangue ma un’ottima cavia per riprodurre “in provetta” mostri a lei simili e per testare la forza della sua specie. Su di lei vengono eseguiti innumerevoli test ma la sua violenza stimola alcune perplessità sugli scienziati che lavorano nell’istituto. Il capo del dipartimento vorrebbe porre maggiore sicurezza attorno a lei ma, per una spiacevole serie di eventi, lei riesce a fuggire dal suo carcere personale. Prima che lei riesca a trovare libertà uccide 14 persone senza mostrare la minima pietà ma viene colpita alla testa con una violenza tale da farle perdere la memoria.

Quando si ritrova sperduta sulla spiaggia non ha memoria del suo passato, della sua identità e nemmeno di una qualsiasi forma di linguaggio – l’unica cosa che riesce a pronunciare è la parola “Nyu”. Viene trovata dal giovane Kōta che si è appena trasferito nella città di Kamakura per vivere con la cugina Yuka dopo il tragico evento che ha segnato la sua vita otto anni prima e che lo ha condotto a rimuovere il ricordo traumatico e tutto quello che è successo prima nella sua vita. Quando i tre ragazzi si incontrano Kōta prende a cuore il benessere della giovane e nuda ragazza con le corna che non pare aver il minimo collegamento con la realtà e la porta a casa per fornirle un posto dove stare senza vagare. Arrivano subito le complicazioni, essendo una pluriomicida, l’esercito è sulle sue tracce per evitare che dalla sua fuga si origino ulteriori problematiche di natura civile.

Con tutto quello che ne consegue c’è da tenere conto la gelosia di Yuka che ha dichiarato il proprio amore al cugino poco prima che lui perdesse ogni tipo di ricordo anche a lei collegato, con l’arrivo della giovane donna mutante lei si sente minacciata dalla possibilità di ottenere quello che per tanto tempo ha atteso per sé e di conseguenza sta sempre sul “chi va là”. Kōta parlando con Yuka ricorda la morte del padre e della sorellina, mostra l’unico ricordo che possiede della famiglia – una fragile conchiglia – Nyu attratta dall’oggetto lo rompe scatenando l’ira del ragazzo che la fa fuggire di casa: è proprio in quel momento che emerge la gravità della situazione che aleggia alle spalle della giovane senza-nome perché due agenti vanno ad indagare ad ogni casa notizie riguardanti una donna con le corna. Lentamente si verranno a definire i profili di nuovi personaggi legati alle vicende, tra un costante dualismo tra buono e cattivo, tra lotta per il bene e per il male, tra umani e mostri in un contesto che pare essere solo la punta di un gigantesco iceberg che costantemente mostra una nuova parte di sé celata a prima vista e che va a definire un intrinseco progetto passato che lega tutti i protagonisti insieme in un fitto reticolo di ricordi rimossi. Tutto quello che accade on è mai la forma definitiva di un azione perché per tutta la vicenda si susseguono scoperte imprevedibili, potenzialità, collegamenti e novità che fino a quel momento non erano state mostrate.

1_gH9jwdY5UPgpzWRoUlqJ5Q.jpegDove tutto ha una sua relatività che viene costantemente messa in discussione dalle nuove scoperte, dove anche lo scopo stesso dei personaggi muta con il passare del tempo mostrando la vera identità di ciascuno ma, soprattutto, dove ogni personaggio possiede una duplice vita attribuibile ad una sua parte buona ed una cattiva, tutto si definisce lentamente ma in maniera sorprendente lasciando costantemente aperte nuove porte per il futuro.

Critica e contenuti

Il manga, come la serie Anime, ha sollevato innumerevoli critiche positive soprattutto per le tematiche molto forti trattate al suo interno e la modalità esemplificativa con cui sono state descritte per permettere a tutti di poterle comprendere. Partendo dalla contrapposizione e dagli attriti generati con “il diverso”, in Elfen Lied si mostrano evidenti le discriminazioni razziali e la separazione tra ciò che è considerato “umano” e ciò che caratterizza l’evoluzione della specie nei “Diclonius”. Come spesso accade avendo a che fare con qualcosa d’incomprensibile o diverso al proprio bagaglio culturale di confort-zone si tende sempre a vedere il lato negativo che caratterizza tale novità. Anche in questo aspetto il Manga nostra con evidenza come tutti – anche la scienza – attribuisca una natura radicalmente malvagia alla specie evoluta dell’Homo Sapiens, una caratteristica “intrinseca al DNA”, mentre i fatti dimostrino invece che tutto viene giocato dagli abusi subiti tra passato e presente in sopravvivenza alle discriminazioni.  

La storia poi s’interessa anche a diversi traumi come il mobbing, lo sdoppiamento di personalità o l’amnesia auto-imposta che si può trasformare in altro con vere e proprie patologie o disturbi che degenerano in abusi, come la pedofilia – giusto per citare alcune delle tematiche profonde trattate nel corso degli eventi. Oltre ciò anche le tendenza psicologiche dei vari personaggi vengono definite in maniera approfondita, si mostrano tendenze omicide precoci, rimozione post traumatica del vissuto, disturbo dell’attaccamento a soggetti reali oppure a oggetti transizionali e disturbo antisociale di personalità – tra i più evidenti nei personaggi principali coinvolti.

Secondo il direttore della serie Anime:

Elfen Lied critica il modo in cui le persone si dividono tra loro, in base alle classi sociali e altro, facendo capire, in modo piuttosto forte e cruento, i problemi causati da tale discriminazione. Nella scena iniziale del primo episodio, per esempio, Lucy uccide decine di persone nei modi più atroci; in seguito si scoprirà però che la sua violenza è dovuta agli innumerevoli traumi e abusi che ha dovuto subire sin dall’inizio della sua vita, a causa della sua apparente diversità.”

In aggiunta a quanto detto vi è un attento collegamento tra i fatti narrati e l’evoluzionismo, basti solo pensare alle analogie tra Lucy – la protagonista della storia – e lo scheletro di Lucy nel Museo Nazionale di Antropologia del Messico. Come affermò anche Okamoto il nome reale della Diclonius regina è Kaede nonché australopiteco scoperto nel 1974 dall’antropologo Donald Johanson in Etiopia – il reperto fossile umano più antico mai trovato. A sua volta, a questo collegamento, si aggiunge il rapporto alla genetica di Eva mitocondriale: i mitocondri sono organuli presenti nelle cellule la cui funzione è quella di generare energia per le attività cellulari, sono dotati di materiale genetico che viene passato solamente attraverso la madre. Da questo, si pensa che gli uomini discendano da un “Eva genetica”, ovvero da un antenato in comune femminile che nel manga viene reincarnato nei panni della protagonista Lucy come madre della nuova specie umana.

Ma ancora una riflessione è da porre sulla nuova razza umana che viene paragonata a quel fenomeno che si venne a realizzare quando l’Homo Sapiens ha fatto estinguere l’Homo di Cro-Magnon per le sue migliori possibilità evolutive. Su questa scia i Diclonius dovrebbero portare all’estinzione della razza umana essendo per potenzialità più sviluppati dei precedenti.  Il nome ad esso attribuiti deriva dalla specie di dinosauri del tardo cartaceo dotati di corna e una doppia dentatura che viene attribuita alla possibilità della nuova razza umana di essere dotata di una duplice funzione motoria resa possibile dai vettori.

Opinione personale

images (1)Inizialmente ero molto titubante al riguardo, all’inizio della storia tutto pareva essere molto superficiale e privo di un reale senso logico. Con il seguire degli eventi la storia ha lentamente preso vita, seppur in alcuni aspetti in modo del tutto irrazionale e privo di un reale fondamento. Un altro aspetto che mi ha convinto poco è stato il costante e quasi eccessivo aspetto emotivo della vicenda. Se di solito mi lamento dell’aspetto opposto che i contenuti tendono ad essere piatti, in questo manga tutto è stato necessariamente analizzato in maniera empatica e sentimentale quando alle volte poteva essere interessante accettare una cruda e distaccata freddezza.

Non ho avuto modo di entrare in diretto contatto coi protagonisti della storia perché completamente distanziati dalla mia realtà abitudinaria per la collezione di problematiche da loro possedute, non ho apprezzato troppo le vicende per il costante bisogno di voler rendere più complesso anche il più semplice degli avvenimenti e delle relazioni umane.

Un aspetto che invece mi ha appagata è stato il finale – per mantenersi in linea con la visione contraria del contenuto rispetto al mio giudizio abituale – che ho apprezzato nella sua forma di rispetto e di rivoluzione rispetto a tutte le vicende precedenti. Una nota di dolcezza pura è stata data alla chiusura del manga che ha chiuso un cerchio storico con estrema maestria e delicatezza senza necessariamente cercare di arrivare ad un lieto fine completo come invece ci si aspetta dai sentimentalismi espressi.

Per quanto confusa mi sento appagata ma non piena.

 

Primo volume del manga non acquistabile su Amazon – attualmente non disponibile per ristampa in corso

 

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