Non sono un uomo facile di Eléonore Pourriat

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Il film

Diretto dalla regista francese Eléonore Pourriat e distribuito nel 2018 da Netflix sulla sua piattaforma digitale, il film è una commedia della durata di 108 minuti ambientata a Parigi e che vede Vincent Elbaz e Marie-Sophie Ferdane nei panni di protagonisti.

Pochissime sono le notizie che si riescono a trovare facendo ricerca in rete, sembra che nessuno abbia voglia di parlare di numeri, nulla sulle visualizzazioni dalla piattaforma o sui costi di produzione.

Curiosità

In tantissimi hanno parlato dei contenuti del film che ha sollevato un fitto polverone legato a contenuti sessisti e di discriminazione di genere ad oggi ancora molto diffusi nella cultura delle varie nazioni mondiali.

La trama

4992_16La storia tratta la vita di Damien un uomo di profonda impronta maschilista convito di poter trattare le donne come oggetti, nella sua vita non fa altro che approfittarsi di femmine di vario calibro per sfogare i propri istinti (quasi esclusivamente sessuali) ed essendo uomo, tutto gli viene giustificato. Nella prima parte della storia viene mostrata la sua abituale vita, il lavoro di comunicatore dove viene premiato con particolare attenzione dal proprio capo – anch’esso uomo – nonostante i contenuti poco piacevoli promossi per la campagna pubblicitaria, e in generale lo stile di vita esageratamente maschilista e sessista. Il tutto viene poi sempre giustificato come corretto perché accettato dalla società anche quando col suo amico Christophe si trovano a trattare il compleanno della moglie di quest’ultimo come se non valesse nulla preferendo passare del tempo in birreria insieme. Tra i vari incontri di Damien compare Alexandra – l’assistente dell’amico scrittore Christophe – che, invece che accettare le patetiche avances dell’uomo, lo tratta come se non avesse il minimo diritto di rivolgersi lei in quei termini di superiorità e volgarità.

All’improvviso capita che Damien vada a sbattere contro un palo, un particolare trauma cranico che sconvolge tutta la sua vita perché lo fa svegliare in un mondo dove il sesso forte sono le donne e dove tutto sembra funzionare al contrario. Tutti i ruoli che nella società attuale vengono attribuiti ad un sesso vengono invertiti e attribuiti all’altro, l’uomo perde il proprio potere di “alfa” e viene retrocesso ad essere visto unicamente come un compagno per le donne. Confuso e completamente fuori dalla sua confort zone, Damien fatica a trovare il suo posto in questo nuovo universo: adesso sono le donne ad indossare completi e cravatte, guidano grandi auto, guardano il rugby, giocano d’azzardo e punzecchiano gli uomini per la strada. Vengono rivolte lui “molestie” verbali che alludono al suo aspetto da parte di donne per strada, viene screditato al lavoro in quanto maschio, tutto attorno a lui viene sostituito da bizzarre azioni contrarie al normale e questo lo porta ad essere estremamente confuso. Si trova costretto a vestire con abiti succinti per svolgere certi lavori, è obbligato dall’amico Christophe ad una depilazione completa da peli superflui ed antiestetici per poter essere considerato appetibile, il suo atteggiamento viene rivisitato e reso più docile per potersi far “comandare” dalle donne ed, in generale, si ritrova a fare quello che non avrebbe mai creduto possibile.

pierre-benezit-allias-christophe-dans-je-ne-suis-pas-un-homme-facile_6037528Dopo il licenziamento in tronco da parte dell’ufficio presso cui lavora, Damien si trova ad accettare tutti i mestieri più appetibili pur di trovare una fonte di reddito, su consiglio del suo migliore amico – costretto a fare il “mammo” dopo la nascita dell’ultimo figlio – accetta il consiglio di diventare un assistente personale e va a casa di Alexandra – nota per essere una scrittrice affermata (anche i ruoli lavorativi nel nuovo mondo si sono invertiti quindi anche quelli che erano “scrittore-uomo” e “assistente-donna” si tramutano in un opposto di sesso e ruoli).

Tra i due scatta una scintilla di passione ma, come nel mondo che conosciamo ci aspettiamo un cliché di uomo sciupa-femmine, anche Alexandra ha tutte le caratteristiche di sciupa-uomini priva di scrupoli o sentimenti. Lei si diverte a trattare lui come un oggetto sessuale capace unicamente di soddisfare le sue necessità carnali, ma nonostante questo il suo comportamento la diverte e le dà nuova ispirazione per scrivere un nuovo romanzo basato sulla dicotomia femminismo/maschilismo.  

Come ovvio che sia, tra i due inizia un sentimento romantico che supera la visione superficiale di sessualità. Entrambi si trovano a fare i conti con i propri sentimenti, aspetto prima inesplorato da ambedue le parti coinvolte per la somiglianza di vita condotta nelle differenti realtà, sia Damien che Alexandra non vogliono accettare l’inevitabile destino che li aspetta e li vuole uniti. In un mondo di contrari e paradossi, in un contesto che non sembra essere fatto per accettarli troveranno il mondo per superare tutti i loro limiti riportando il mondo ad un equilibrio che possano accettare entrambi.

Critica

nonsono_aNon sono un uomo facile è una commedia che combatte alcuni argomenti critici della nostra società. Una pellicola che ha la responsabilità e la virtù di guardare e analizzare da vicino la discriminazione di genere, un’esperienza capovolgente, straniante per certi versi perché mette in discussione molto del nostro mondo, dei nostri standard o costumi. E ciò che spicca è quanto un mondo in cui le donne sono al comando, porti con sé gli stessi stereotipi e le stesse disparità di genere, che in questo caso toccano da vicino gli uomini.

Come affermato su Cinematographe.it

Un film molto rischioso: da un lato tenta di dare, con un tocco di piccata ironia, una scossa tellurica alla visione fallocentrica della società, dall’altro accosta, in modo errato e scorretto, i termini maschilismo e femminismo. […] Non è certo una novità asserire che i termini maschilismo e femminismo non sono contrari semantici, sono sicuramente due aspetti che si sottraggono a vicenda, ma è una vera imprudenza impugnare il senso di due parole e metterle l’una contro l’altra, soprattutto in questo preciso periodo storico. Eppure per questa svista, questa licenza poetica, possiamo anche perdonarla perché la commedia della regista Eleonore Pourriat è davvero ben costruita, è piena di buone idee, di momenti esilaranti. Non rivoluziona l’idea di genere e non ne scoperchia i preconcetti, ma sa distinguersi, riesce a dare diversi spunti di riflessione e ad intrattenere al tempo stesso, soprattutto quando si prodiga attraverso il rovesciamento dei ruoli, mostrando le disuguaglianze assurde che le donne devono soffrire tutti i giorni.

Oppure come afferma Intrattenimento.eu

Si tratta di un film paradossale e ucronico, dove il protagonista si risveglia in una realtà dove i processi antropologico-culturali hanno seguito un corso alternativo. Presto i cliché vengono sostituiti da contro-cliché. Un guardaroba bizzarro, donne che si rivolgono agli uomini come ad oggetti. La televisione che mostra film dove gli uomini sono spesso spogliati ed emotivi. Tutto mentre i nuovi mariti/mammi indossano tute di ciniglia, si lamentano della cellulite, sorseggiando thè. Ma se nel nuovo mondo gli uomini non devono fare sforzi, stressarsi con carriere logoranti e ricevono tanti complimenti e regali, di che ha da lamentarsi tanto il protagonista? Il film non è una lezione per gli uomini, ma piuttosto presenta l’esperienza di un’altra prospettiva offerta a uomini e donne.

Opinione personale

Escludendo il finale che mi ha lasciata spiazzata e abbastanza insoddisfatta per la sua totale aperura e incertezza di significato, il film nel suo complesso è stato molto bello. Ho apprezzato in particolare l’accento ben marcato sugli stereotipi che ad oggi si vivono Je-ne-suis-pas-un-homme-facile-1-270x250costantemente nel mondo femminile, la modalità con cui il protagonista vive i drammi quotidiani delle donne discriminate e la preoccupazione di dover pensare costantemente ai dettagli prima di prendere qualsiasi decisione. In particolare ho apprezzato le scene paradossali che sono state messe in scena e che esprimono pienamente l’assurdità che sarebbe vivere in un mondo fatto al contrario.

Un film molto leggero che offre innumerevoli spunti di riflessione più profondi e apprezzabili se posti a confronto con il mondo sessista entro cui si realizza – come quello attuale (indipendentemente dalla preferenza femminista, maschilista o neutrale), i generi sono ancora molto ben distinti e si cerca sempre di capire chi debba “alfeggiare” si chi.

In generale sono soddisfatta ma non completamente rapita.

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