Media e società nel mondo contemporaneo di Lyn Gorman e David McLean

Media e società nel mondo contemporaneo.jpgIl libro

Pubblicato con la casa editrice Il Munino nell’ottobre del 2011 dagli autori Lyn Gorman e David McLean, tradotto poi da E. Joy Mannucci in versione italiana. Il manuale di 326 pagine tratta in maniera abbastanza generale il ruolo dei mezzi di comunicazione all’interno della società contemporanea illustrandone le caratteristiche all’interno di un’analisi storica.

Il contenuto

I media hanno reso invisibili i singoli con la crescita industriale e si sono rivolti alle masse perché hanno acquisito un ruolo controverso in particolare si sviluppano:

La stampa – Nata attorno agli anni del ‘400 si sviluppa a tappe fino agli anni ‘800 dove iniziano a diffondersi i primi giornali favorendo l’industrializzazione e l’urbanizzazione, ciò sviluppa l’attenzione governativa che chiede un pagamento per la diffusione informativa. A metà del secolo nascono le prime agenzie di stampa internazionali che offrono contenuti che fino a quel momento erano stati ritenuti inaccessibili e di conseguenza si aboliscono tutte le imposte favorendo una diffusione globale: aumenta l’alfabetizzazione, vengono abbattuti ostacoli politici che permettono a tutti di comprare notizie e vendere pubblicità. Sostanzialmente tutto venne permesso dal finanziamento derivante dalla pubblicità venduta e dallo sviluppo delle catene giornalistiche/di periodici. In America la guerra fa aumentare la domanda di giornali che continua a crescere stimolato dal processo di urbanizzazione e di alfabetizzazione, in Gran Bretagna la diffusione inizia prima della modernità. Con i giornali diventa sempre più importante il ruolo della pubblicità che permette di attrarre un pubblico dotato di potere d’acquisto e crea attenzione nei potenziali consumatori: nascono così le agenzie pubblicitarie.

A seguire nascono i tipici formati dei quotidiani, si realizzano le prime riviste e con il processo di “New Journalism” si inizia a diffondere – in Gran Bretagna – la credenza che la stampa popolare riflettesse in modo crescente l’opinione pubblica in quanto rappresentazione del popolo.

Il cinema – I giornali a diffusione di massa e il cinema nascono nello stesso periodo come mezzi volti all’intrattenimento, in particolare il cinema ha percorso la strada dell’intrattenimento popolare arrivando alla produzione di film molto corti proiettati negli intervalli dei varietà. Definiti un successo urbano che attraversa la classe operaia, essendo un contenuto muto poteva essere compreso da tutti, reso disponibile a prezzi accettabili e simbolo di integrazione sociale e culturale. Con gli inizi del novecento un illusionista francese girò oltre 500 pellicole narrative che unì insieme in quello che può essere definito come il primo vero film della storia, a seguire con la medesima tecnica vennero prodotti film della durata di un quarto d’ora – tempo molto lungo rispetto alle precedenti messe in “onda” di nemmeno un minuto. In America vennero a crearsi le prime sale visione adibite alla fruizione di film, la durata di ogni proiezione aumentava grazie all’uso di più bobine permettendo la produzione di lungometraggi. Su questo filone iniziò presto la diffusione di concorrenza con la creazione di società di produzione permanenti e la diffusione del concetto che le star fossero la garanzia del successo della qualità di un prodotto.

Negli anni ’30 si diffondono nuove tecnologie per fare il cinema che richiedono ingenti somme di denaro, con l’adozione del sonoro in aggiunta alle immagini i costi salgono a dismisura, in quel periodo nasce Hollywood e le basi dello “Studio System” intese come grandi società a cui viene affidato il ruolo di scelta numerica di film da produrre e a quale budget. Vengono a crearsi le Big-Five e le Little-Three che destinano i propri introiti alle sale di prima visione incitandone la distribuzione dei propri prodotti, da qui il sinonimo diretto di Hollywood come cinema. Con la diffusa espansione americana dei film s’iniziò a parlare di “americanizzazione” anche nel vissuto quotidiano, per frenare il processo si tentò di combattere le Majors con la creazione di “Film Europe” come tutela di un mercato più di nicchia rispetto al mondo ma, con l’avvento del sonoro dai costi strabilianti, il tentativo implose su se stesso.

Grazie agli scontri mondiali e all’utilizzo che se ne fece dei contenuti cinematografici si poté capire – a livello internazionale – il potere persuasivo del medium, esso era capace di avere effetti dannosi sul comportamento sia dei bambini che dei giovani troppo coinvolti dalle narrazioni.

La radio – Definito il medium capace di portare l’intrattenimento nelle case delle persone, sin da subito diventa un oggetto integrante della vita domestica anche se negli anni ’50 verrà poi messo in crisi dall’avvento della televisione. Il modello per il broadcasting si distingue tra Servizio Pubblico e Network a vocazione Commerciale: il primo è di natura tipicamente inglese e prevede il finanziamento generato dalla vendita dagli apparecchi e dal canone d’ascolto in raggiungimento degli obbiettivi d’informazione, educazione e intrattenimento; il secondo è di natura tipicamente americana e prevede il finanziamento derivante dalla messa in onda della pubblicità ceduta nei suoi spazi.

Coi mutamenti tecnologici si resero possibili gli ascolti collettivi e/o famigliari ponendo anche una maggiore attenzione alla musica che improvvisamene poteva essere ascoltata da tutti e a lunga distanza. Mantenendo salda la distinzione tra i due paesi le musiche trasmesse in America erano quelle che pagavano gli spazi messi a disposizione, in Gran Bretagna la musica trasmessa era solo quella di genere classico. Inizialmente la radio trasmetteva continuamente senza mai momenti di pausa o silenzio, grazie a questo si sono sviluppate molte comunità di ascolto.

La pubblicità – La cui nascita ufficiale si può attribuire alla rivoluzione industriale ma che non ha mai trovato una sua forma definitiva. Con la nascita delle agenzie pubblicitarie viene a modificarsi sia lo scopo che il contenuto delle pubblicità, si sviluppa parallelamente alla cultura consumistica che vede un continuo crescere di disponibilità economiche. Si parla anche di pubblicità psicologica ispirata alla propaganda bellica che puntava tutto sulle emozioni e non sulla razionalità.

All’interno della società di massa si creano nuovi stili di vita e consumatori passivi che subiscono il messaggio per aumentare le vendite indipendentemente dai reali desideri – teoria dei falsi bisogni

La propaganda – Nata in un contesto religioso con lo scopo di far convertire gli individui alla chiesa, viene poi usata in campo politico. Attraverso l’uso dei media in periodi di guerra la propaganda si rese necessaria per alimentare l’odio nemico e rafforzare il sentimento patriottico. Alcuni possono essere gli esempi più significativi:

Propaganda Sovietica: prevedeva la persuasione dei contadini all’accettazione delle nuove leggi definite come positive, per riuscirci si utilizzarono i Quotidiani, la Radio, i Manifesti e il Cinema – tutti strumenti dello stato volti a difendere il culto del leader con attenzione ai pericoli esterni in tutela della nazione e del progresso interno.

Propaganda Nazista: rivolta alle masse, di natura semplice e concentrata su alcuni “punti chiave” stereotipati. Attraverso l’uso di alcuni simboli si sperimentarono delle tecniche di agitazione politica facendo leva su concetti facili che potessero essere capiti da tutti, vennero utilizzati tutti i mezzi della Stampa, della Radio e del Cinema.

Propaganda Americana: Affidata all’OWI – organo governativo principale di propaganda a cui era affidato il compito di sollevare l’umore dei cittadini bianchi in tutela dell’immagine di nazione. Grazie all’uso di Cinema, Cinegiornali, Lungometraggi e Radio si poté frenare la diffusione di contenuti violenti.

Se poi si considera lo sviluppo che la comunicazione mediatica ha avuto nel periodo di Guerra Fredda tutto si può riportare ad un discorso di persuasione molto più ampio che fa leva sul coinvolgimento diretto della popolazione in sostegno. Da un lato l’Unione Sovietica utilizza i media in proprio possesso per creare il consenso per il regime sia a livello interno che esterno – visione di mondo sovietica. Vene fatta una pesantissima pubblicità negativa contro gli americani e la libertà espressiva venne rilegata ai soli problemi sociali, così facendo molte persone nel mondo abbracciarono gli ideali comunisti come opposizione al capitalismo. Dall’altro lato l’America collaborò con i media di natura indipendente nel paese per sostenere le politiche internazionali del governo, i comunisti vennero definiti come persone malvagie il cui scopo era quello di dominare il mondo.

Un altro fattore determinante è la società consumistica che potrò alla nascita dell’industria culturale basata e resa possibile da invenzioni realizzate a partire da costrutti precedenti. Da contenuti volti a intrattenere l’attenzione si sposta sempre di più a formati politici che pervadono il quotidiano del fruitore. La televisione infatti si dimostra un medium permeante in tutti i settori precedentemente esplicitati anche per la fruizione musica, cinematografica e informativa. Un medium dove tutto converge senza mai sostituire che ha trovato la strada del suo successo grazie alla messa in onda delle notizie sulle guerre in Corea e Vietnam.

Per ulteriori approfondimenti rimando alla lettura del manuale acquistabile anche su Amazon con un click: Media e società nel mondo contemporaneo – prezzo di copertina €28,50

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