La psichiatra di Wulf Dorn

la psichiatraIl libro

Un romanzo-thriller pubblicato nel 2009 dall’autore con la casa editrice Heyne e tradotto poi in lingua italiana per la casa editrice Corbaccio nel 2010 – i diritti di diffusine sono stati ceduti anche alla TEA (Tascabili degli Editori Associati) nel 2011 che ne ha pubblicato l’opera grazie al lavoro di Alessandra Petrelli.

L’opera d’esordio dello scrittore tedesco nel mondo dei thriller, noto in precedenza per racconti horror.

La prima pubblicazione è stata realizzata con una tiratura iniziale di 50 mila copie ed è divenuto subito un caso editoriale grazie al passaparola dei lettori, agli inizi del 2010 sono state pubblicate le prime edizioni in altre lingue tra cui quella italiana che ha portato alla vendita di oltre 400 mila copie.

L’autore

Wulf Dorn nasce in Germania nel 1969, oltre ad aver studiato lingue, ha lavorato per anni come logopedista per la riabilitazione del linguaggio in pazienti psichiatrici. Da sempre appassionato della lettura, comincia a scrivere vari racconti sin da quando aveva dodici anni.

In Italia le sue opere sono pubblicate dalla casa editrice Corbaccio, all’attivo si possono citare: nel 2010 “La psichiatra”, nel 2011 “Il superstite”, nel 2012 “Follia profonda”, nel 2013 “Il mio cuore cattivo”, nel 2014 “Phobia”, nel 2016 “Incubo” e nel 2017 “Gli eredi”.

La trama

Le vicende ruotano alla figura della dottoressa Ellen Roth, una psichiatra che lavora nella struttura Waldklinik dove una serie di pazienti vengono ricoverati per gravi malattie mentali. La storia si apre con Ellen che inizia una nuova settimana di lavoro dopo aver accompagnato il fidanzato Chris – Cristoph Lorch dottore presso la medesima struttura – in aeroporto per un viaggio rilassante in Australia. Ad attenderla in reparto c’è un paziente anziano che cerca di attentare alla propria vita e lo strano caso di una paziente definita dal compagno “CPI – Caso Particolarmente Interessante” di cui nessuno sa nulla. Dopo un primo shock iniziale, Ellen cerca di tornare al suo abitudinario pragmatismo, prova a sondare la vita della paziente con qualche domanda ma l’unica cosa che riesce a scoprire è che sta fuggendo dall’Uomo Nero e che quando verrà a riprenderla porterà via con sé anche la dottoressa. Turbata dallo status della donna chiede consiglio ad un collega, nonché amico Mark Behrendt, di aiutarla con la nuova paziente ma quando lui si reca nella stanza dove Ellen ha detto che si trova la donna al suo interno non c’è altro che l’arredamento.

Da quel momento per Ellen Roth nasce l’ossessione di scoprire cosa si nasconda dietro alla misteriosa sparizione della paziente spaventata di cui nessuno sembra aver notato la presenza. Per scoprire un nome viola il sistema di sicurezza del reparto di pronto soccorso dell’ospedale per scoprire se prima di essere trasferita in psichiatria è passata da lì – considerando le numerose escoriazioni da percossa presenti sul suo corpo – ma viene scoperta dalla collega e fatta allontanare dalla struttura per una settimana di “ferie” obbligate. Nel tempo di solitudine inizia per Ellen il tormento di scoprire il prima possibile la verità, si reca a casa di una donna il cui nome compariva nell’elenco dei pazienti ospedalieri che ha rubato con la speranza di trovare la sua misteriosa paziente ma ad attenderla c’è una perfetta estranea. Si reca anche al commissariato di polizia per denunciar la sparizione improvvisa ma i pubblici ufficiali, senza avere nemmeno le generalità della donna, si trovano costretti ad allontanare Ellen impossibilitati a fare qualsiasi cosa.

È in quel momento che viene contattata telefonicamente da quello che la donna chiamava l’Uomo Nero, lui la sta osservando e ha intenzione di iniziare un gioco folle insieme a lei per potersi divertire in cambio della vita della sua pazienta. Quello che però nessuno ha tenuto i considerazione è l’incomprensibile successione degli eventi e la totale incoerenza tra gli indizi che stanno conducendo Ellen verso un baratro buio fatto di pazzia dal cui fondo si scorge il nome di Lara Baumann.

La critica

Ampliamente discussa sul sito ibis.it dove si è alzato un polverone discordante tra assenso e dissenso.

C’è chi lo ha definito come “un po’ troppo lento” con una storia che “stenta a decollare”, ma anche come “non quadrava più (la storia) e ciò mi ha fatto dubitare dell’abilità dell’autore. Invece è geniale. L’ho trovato particolare e interessante”.

Un susseguirsi di recensioni molto contrastanti che portano alla definizione di un “thriller-psicologico” sopravvalutato e un poco superficiale. Per essere però il libro d’esordio dell’autore la speranza è che ci sia ampio margine di miglioramento.  

Anche il sito SilenzioStoLeggendo.com cita:

La psichiatra è una trama che delude e lascia troppe cose fuori posto. Premetto di essere una gran fifona [..] con Dorn ho dormito sonni tranquilli. Sì perché per scrivere un thriller come si deve non puoi lasciare nulla al caso. Nessun particolare deve essere tralasciato e alla fine ogni tassello deve essere messo al suo posto. Non importa se il lettore lo ha già intuito, lo scrittore deve comunque scendere nel dettaglio, senza ovviamente farti capire che ti sta spiegando ogni cosa. La bravura sta proprio lì. E in Wulf Dorn manca.

Opinione personale

Anche questa volta non posso dirmi soddisfatta, che stress la mia esigenza.

Partendo dal presupposto che troppi indizi vengono lasciati al caso e non più ritrattati nel corso della storia, la credibilità delle vicende non regge anche se messe a confronto con la soluzione finale. Quasi come se l’autore avesse avuto un idea di romano e l’avesse poi modificata all’ultimo senza però intaccare quanto già scritto, da ammirare però l’introspezione della protagonista che riesce a dare un’idea giusta del suo stato d’animo ansioso e soprattutto della sua pazzia che avanza.

Per una serie di mancanze non sono stata rapita dalla lettura, il paragone lo faccio con il bellissimo thriller “La ragazza del Treno” dove ogni dettaglio era stato scritto con uno scopo preciso e dove il finale riusciva a chiudere quel cerchio di avvenimenti che nel corso della storia erano stati raccontati. Purtroppo per quanto riguarda questo romanzo non posso dire di aver avuto una chiusura della vicenda perché troppe porte nel corso del racconto sono state lasciate aperte o inserite forzatamente.

Essendo il primo libro dell’autore non posso che sperare che nel tempo il suo stile possa aver trovato una forza espressiva migliore.

 

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