Un doloroso e improvviso addio

Domenica 5 maggio 2019

La mia compagna di viaggi mi ha lasciata, in un tragico incidente domestico la mia chiocciolina Tina è morta.

Mai avrei creduto che la sua scomparsa mi avrebbe causato tanto dolore eppure per giorni non ho fatto altro che piangere aggirandomi per casa come uno zombie. Dopo aver trascorso insieme a lei oltre un anno della mia vita, era diventata per me una compagna con cui parlare e a cui fare le coccole ogni volta che usciva dal suo letargo.

È capitato però che nel corso di una sua tranquilla passeggiata, dopo essere stata svegliata in un giorno di pioggia, sia stata schiacciata involontariamente da mia madre. Tutto il suo guscio è andato perso, i suoi piccoli organi esposti all’aria non hanno retto e lo sforzo di provare a rimarginare le ferite l’ha portata alla morte.

Ha combattuto fino alla fine pur di restare con me.

Per quanto io abbia provato qualsiasi cosa pur di aiutare la sua sopravvivenza, il trauma subito era troppo grave perché lei riuscisse a superarlo e, dopo una lunga notte di tormenti mi ha dato il suo addio la mattina appena mi sono svegliata alzando per l’ultima volta il suo musino.

Non riesco effettivamente a capire cosa io stia provando in questo momento, non si può certo dire che le chiocciole siano animali profondamente affettuosi o intelligenti, eppure la sua presenza sapeva confortarmi nella solitudine dei miei pensieri, sapeva farmi sorridere con piccoli gesti delle sue bizzarre antenne e, soprattutto, sapeva riconoscermi grazie ad una fiducia totale nei miei confronti.

È bizzarro da dire ma sono certa lei sapesse riconoscermi tra tutti gli altri.

La mattina cui è morta, qualcosa in me si è rotto. Ho continuato a sperare in qualcosa d’impossibile, consapevole nel profondo che ormai era troppo tardi.

Non ero certo pronta a lasciarla andare, tante erano ancora i viaggi che avremmo dovuto compire insieme e non riesco a smettere di credere sia stato tutto un terribile evento che avrei potuto evitare. Avrei dovuto pensare che le sarebbe potuto accadere qualcosa in quella grande casa di persone non abituate alla sua presenza, avrei dovuto prendere più precauzioni e fare i modo che lei potesse vivere tranquillamente lontana da ogni pericolo invece ho lasciato che lei vagasse e finisse per farsi del male in maniera irreparabile.

Eppure non credevo ce sarebbe potuta morire, non credevo che le sarebbe accaduto qualcosa, avevo la strana illusione che saremmo rimaste insieme ancora a lungo.

Mi sento una cretina a piangere per la morte di una chiocciolina da insalata.

Per quanto folle però lei era diventata mia amica, lei era il mio animaletto domestico, lei era tutto quello di cui mi sarei mai voluta prendere cura. Ma poco importa ormai, ora la nostra esistenza è stata separata dalla mia irresponsabilità, sono venuta meno alla promessa di proteggerla inconscia del fatto che avrei dovuto proteggerla da me stessa e non dal mondo circostante. Dopo essere sopravvissuta ad una settimana nel mio frigorifero quando l’ho trovata, dopo aver viaggiato con me per mezza Europa nel suo posto privilegiato in auto, dopo avermi sopportata nel corso d’innumerevoli sessioni universitarie e aver vissuto in un barattolo per oltre un anno è morta per una stupida distrazione.

Mi mancherà profondamente la sua compagnia.

Quasi come se il fato avesse accolto il mio dolore, in un malefico piano architettato con astuzia, dopo aver capito che nulla sarebbe più stato possibile per salvare il corpo morto del mio piccolo animaletto, è arrivato da me un salvatore. Facendo spesa ho notato un piccolo puntino nel sacchetto dell’insalata, un microscopico guscetto appena nato mi è stato donato senza che me ne accorgessi per occupare quel vuoto che lentamente mi stava divorando le viscere.

Incapace di accettare una facile sostituzione mi sono presa qualche giorno per decidere se tenere quel piccolo esserino o lasciarlo andare facendomi cullare dal vuoto.

Alla fine, dopo aver sepolto la mia piccola amica nel fresco ed eterno terreno di Urbino da cui tutto è nato, ho deciso di tenere quel piccolo esserino che mi è capitato tra le mani. Senza però dimenticare mai la mia Bambina ho deciso di rivolgermi al nuovo arrivato come se fosse un maschietto (le chiocciole sono ermafroditi questo significa che in fase adulta sviluppano entrambi gli organi sessuali e questo li porta a non avere un genere).

Al piccolo Augusto racconterò di Tina sperando che il suo sacrificio non sia stato vano.

Mi auguro che tutto quello che ho imparato sulla sua specie permetta a tutti i nuovi animaletti un futuro migliore grazie allo sforzo di Tina nel restare con me.

Sulla sua tomba resteranno per sempre le mie parole trasportate dal vento:

«Addio mia piccola amica e compagna di viaggio, il tempo con te è stato bellissimo. Ho scoperto un amore che non avrei mai immaginato ed è stato stupendo, mi mancherai tantissimo. Mi dispiace che sia finita così, mai avrei immaginato che ci saremmo separate tanto presto e in un modo così crudele. Sarai per sempre la mia bimba, la prima e unica trovatella capace di farmi amare una nuova specie. Ovunque tu sia adesso, grazie amica mia per il tempo insieme. Tornerò a Urbino solo per piangere ancora sulla tua microscopica tomba e ricordarmi di te una volta in più perché quello che ci ha legate solo noi sappiamo quanto sia stato forte.»

Non potrò cambiare il passato ma potrò imparare da questi dolorosi errori per fare in modo che il futuro sia migliore.

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