Gli uomini vuoti di Dan Simmons

gli uomini vuoti.jpgIl libro

Pubblicato dall’autore nel 1992 col titolo “The Hollow Man” e tradotto da José Campanella per la casa editrice Arnoldo Mondadori nel 1995, è un mix tra un romanzo introspettivo ed un flusso di coscienza. Articolato in 279 pagine e 48 capitoli dalla lunghezza differente, trattano in maniera altalenante la storia del protagonista intrecciando teorie matematiche e scientifiche alle capacità sovrannaturali di leggere e condividere pensieri con la mente.

L’autore

Dan Simmons è nato nella cittadina di Peoria nel 1948 e cresciuto poi in varie città e paesi del Midwest, ha conseguito un Bachelor of Arts in lettere presso il Wabash College nel 1970, vincendo tra l’altro anche un premio nazionale di giornalismo. Ha portavo avanti la propria cultura alla Washington University di St. Louis dove ha ottenuto un Master of Education nel 1971 ed ha quindi lavorato nel settore dell’educazione elementare per molto tempo arrivando anche ad insegnare per anni in un istituto per bambini prodigio. I suoi primi romanzi hanno immediatamente creato un caso in America, per l’originalità dei contenuti. La sua prima opera è stata pubblicata il 15 febbraio 1982, incidentalmente proprio il giorno in cui è nata sua figlia (Jane Kathryn). È però solamente nel 1987 che diventa uno scrittore a tempo pieno abbandonando quindi l’attività di insegnamento.

La trama

Il libro tratta della vita di Jeremy Bremen, un uomo dotato sin dalla nascita del potere di leggere la mente altrui e di condividere con esse immagini e parole. Tutto il libro si struttura in un alternarsi tra presente e passato per far comprendere al lettore le motivazioni che stanno spingendo Jeremy a una vita del genere.

La storia si apre con la morte di Gail, moglie di Jeremy, in ospedale per colpa di un tumore celebrale e lui che le fa compagnia da lontano per regalarle le ultime immagini del mare a nascondere la tristezza della camera ospedaliera presso cui si trova la donna. Dopo la morte di lei Bremen sprofonda in una forte depressione, abbandona tutti gli studi matematici che stava svolgendo, si allontana dalla cattedra presso cui lavorava e decide di lasciarsi una vita intera alle spalle. Dopo aver lasciato la gatta ad alcuni amici da fuoco alla casa in cui ha vissuto gli ultimi sette anni con la moglie defunta e parte col primo aereo disponibile per ua meta a caso.

Da quel momento in avanti la vita dell’uomo subirà una serie di malcapitati eventi che lo porteranno a condurre una vita meschina e mediocre per lungo tempo. Si troverà coinvolto come testimone di un omicidio, si fingerà un barbone, lavorerà come bracciante e tanto altro ancora.

Tutta la vita di Jeremy però ruota attorno al costante neurobrusio che accompagna le sue giornate, un fastidioso vociare costante ella sua mente che fino alla morte di Gail era attenuato dai poteri di lei di fare barriera verso l’esterno. Nel suo dolore per la perdita s lascia morire giorno dopo giorno pur di smettere di sentire tutto quel dolore mentale ed emotivo che accompagna le sue giornate. È disposto a fera qualsiasi cosa pur di smettere di pensare ma si trova costantemente invischiato nel posto sbagliato al momento sbagliato.

In mezzo a montagne di persone e pensieri terribili, Jeremy riesce sempre a trovare qualcosa per cui valga la pena lottare ancora un poco, qualche piccola perla nascosta in un fondale marino buio e putrido.

Opinione personale

Un lunghissimo quanto noioso libro che mi ha fatto rimpiangere più e più volte la mia scelta letteraria. Ho impiegato un tempo infinito per leggere le poche pagine che compongono il romanzo, un po’ per colpa della storia che alla fine non ha nulla da dover raccontare ma anche – se non soprattutto – per colpa della forma con cui tutto il romano è stato strutturato. Dettagliatissimi riferimenti scientifici, esplicazioni di teoremi matematici dotati persino di funzioni matematiche, citazioni di poeti e scienziati e un costante ripetersi di conoscenze erudite per costruire un libro che altrimenti non avrebbe avuto alcun significato.

Per non parlare poi delle costanti assurdità che si legano alla vita del protagonista che viene ubicato in un contesto reale pur avendo capacità sovra-umane, anche per tutto l’oro del mondo non ci si potrebbe trovare coinvolti in tutte quelle strambe vicende che invece capitano al protagonista. Tutto è condito da una tale superficialità emotiva che pare sconcertante soprattutto considerata la profondità e la lunghezza delle varie introspezioni fatte nel corso della lettura.

Sono molto più che solo delusa, mi aspettavo qualcosa di totalmente diverso.

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