Sole, relax e artisti nelle terre del Montefeltro

Venerdì – ore 14:40

Dopo un bizzarro pranzo a base di avanzi indefinibili ritrovati in frigo e dopo aver controllato per la millesima volta di aver preso tutto il necessario per stare fuori il fine settimana, io e Sara decidiamo di partire per la nostra prima meta senza farci scoraggiare dal caldo afoso.

Arriviamo alla macchina che in nostra attesa si è trasformata in un forno pronto per cuocere le pizze surgelate, sommerso di foglie secche e decisamente poco invitante per il viaggio. Decidiamo la musica per tenerci compagnia durante la marcia e siamo pronte a partire per la nostra avventura.

Venerdì – ore 15:56

Ancora stremate per il caldo con la musica nelle orecchie dei miei immancabili Album Misti arriviamo alla nostra prima destinazione di questo fine settimana, Novafeltria è illuminata dal sole pronta ad accoglierci per questa nostra iniziativa di vita. Scarichiamo l’auto dei nostri pochi bagagli – qualche borsa con due cambi e la spesa da mettere in frigorifero – ed entriamo in casa di Sara.

L’abitazione è immersa nel buio, regna un silenzio mistico rotto solo dalla voce di Sara che mi spiega dove trovare cosa in caso di necessità. Lentamente le stanze predono vita ed io non posso fare altro che ammirarne la bellezza sentendomi una privilegiata a passarvi la notte al suo interno, nel giro di qualche attimo mi sono già ambientata tanto da ritrovarmi in giardino con addosso solo l’intimo a gustarmi dei raggi del sole malamente sdraiata su uno scomodo sdraio da mare.

Le ore si susseguono tra calabroni e farfalle che si nutrono dei frutti degli alberi in giardino, le pagine del libro che sto leggendo si consumano parola dopo parola e gli appunti di Sara per il suo ultimo esame vengono abilmente ripetute dalla sua voce sussurrata a scandire i secondi. Ogni cosa è al suo posto mentre vivo la tranquillità di un post uovo e magico che non pretende nulla se non di essere vissuto.

Venerdì – ore 20:21

Dopo una velocissima doccia indosso un abito pulito, copro le occhiaie permanenti sulla mia faccia dalle notti insonne passate a lavorare di fantasia e mi preparo a passare una magica serata a San Leo. Dopo aver conosciuto Federico e Stefano – il fratello di Sara e il suo migliore amico – decidono tutti di portarmi a vedere il borgo più bello delle vicinanze e gustare una cena indimenticabile.

Il sole lentamente scompare dietro i monti, l’aria si raffresca con un piacevole venticello e io mi lascio trasportare dalla situazione ridendo apertamente mentre parlo di viaggi e d’interessi particolari seduta ad un tavolo della terrazza dell’Osteria Belvedere. Il mio pollo ruspante con patate a forno è qualcosa di divino, il vino accompagna la cena e la nostra conversazione con estrema cura, l’allegria aleggia nell’aria e tutto fila liscio come olio spalmato sul pane.

Il borgo è molto caratteristico, sembra d’immergersi nel passato camminando per le piccole vie acciottolate dove mi spiegano realizzarsi molte festività sia storiche che non nel corso dell’anno. La vista del castello illuminato sulla cima della montagna rende tutto molto romantico e un poco mi dispiaccio a non avere la possibilità di entrarci dentro per godere dei suoi misteriosi contenuti.

Venerdì – ore 22:53

Scendendo dalla montagna ci fermiamo a bere qualcosa al Caffè Maddalena a Ponte Santa Maria Maddalena – da notare il divertente uso del nome – per poter proseguire le nostre chiacchiere, ordino uno Spritz Campari molto buono e, senza nemmeno rendermene conto, si fa già tardi tra il racconto di aneddoti passati e ambizioni future. La compagnia è piacevole, il posto estremamente tranquillo e il clima rinfrescato dal caldo del giorno; persino il bagno che ho necessità di utilizzare ad un certo punto è ben pulito e rifornito di ogni necessità.

Sabato – ore 00:52

Finalmente posso spogliarmi di ogni abito e farmi cullare tra le braccia di Morfeo in un letto fresco di pulito e in una casa rinfrescata dal condizionatore dove, inaspettatamente, riesco a prendere sonno senza grandi problemi.

Sabato – ore 09:21

Il risveglio è piacevole, scandito dal lontano cinguettare degli uccellini in giardino, dalla cucina mi arriva profumo di tè caldo appena fatto e ad attendermi trovo anche un buonissimo – quanto nuovo – pacco di Pan di Stelle pronti ad essere pucciati. In questo momento so di amare Sara un poco di più rispetto a tutti gli altri giorni solo per avermi viziata con la mia colazione preferita. Ed è così che inizia una nuova giornata, tra risate e chiacchiere di un nuovo giorno di avventura.

Riprendo in mano il mio libro e ricomincio a leggere lasciandomi pervadere dal racconto dei personaggi coinvolti mentre Sara si lascia invadere dalla conoscenza dei propri appunti in previsione del suo imminente ultimo esame e le ore sfuggono rapide nel loro corso silenzioso. Ci inventiamo qualcosa per il pranzo pronte per intraprendere un nuovo pezzo del nostro viaggio e arrivare così al festival di Artisti in Piazza a Pennabilli per godere degli spettacoli in programma.

Sabato – ore 14:16

Ci mettiamo nuovamente in auto, la temperatura dell’abitacolo tocca i 34° ed è come sciogliersi letteralmente sul sedile. La nostra voglia di vita però non lascia spazio ad altro infatti ci basta abbassare i finestrini, indossare gli occhiali da sole e accendere la radio per dimenticare ogni problema. Tra curve, avvallamenti e frane il viaggio è una specie di arrampicata simbolica verso la nostra vetta e nel giro di pochissimo siamo di nuovo parcheggiate tra alberi verdi e gente emozionata.

In migliaia si sono attrezzati con tende e camper nelle campagne limitrofe quasi come a rispondere alla chiamata primordiale dell’avventura in avvicinamento, in me piange quella parte che vorrebbe potersi unire a quelle persone come negli anni passati ma non posso che essere comunque felice di questa modalità nuova.

Tempo di entrare in paese e ci dirigiamo direttamente nella zona dei mercatini dove sono certa di poter ritrovare gli anelli di Teddy Produzioni, dopo ben tre quarti d’ora a cercare riesco finalmente a trovare ciò che fa al caso mio: un anello ricavato da una forchetta che ora decora il mignolo della mia mano destra insieme a tanti altri. Dopo aver trovato quel che cercavo ci avviamo al Santuario dei Pensieri passeggiando per le strette vie di Pennabilli e avviandoci all’Orto dei Frutti Dimenticati in attesa della nostra prima performance della giornata.

Sabato – ore 15:45

La compagnia Balletto Civile di origine italiana presenta il suo spettacolo di teatro fisico tra gli alberi, una performance di quarantacinque minuti dove gli attori si muovono per tutto lo spazio dando vita ad una danza che si origina dal centro delle loro specificità. La drammaturgia dello spettacolo utilizza una forte poetica che si lega alla politica quasi come se fosse una supplica alla riflessione del contesto sociale entro cui noi tutti siamo ubicati e una presa di coscienza attiva da indurre agli spettatori.

Dopo un primo momento di totale confusione lentamente la consapevolezza arriva silenziosa aggirando i testi e le musiche per radicarsi nello spirito di chi è attento e chi si dimostra interessato a farsi raggiungere dal significato della compagnia. Un’esperienza molto mistica che richiede una piccola pausa dopo la sua fruizione per poter fissare alcuni dei significati suscitati.

Riprendiamo la passeggiata per le caratteristiche vie del centro di Pennabilli ghermite di bancarelle di ogni genere e ci concediamo una bevanda fresca e un poco di frutta fresca per riprendere le energie prosciugate dal caldo.

Sabato – ore 17:00

Ci avviamo ad un’altra postazione per un nuovo interessante spettacolo in programma e ci lasciamo inondare dall’allegria della compagnia Clap Clap Circo proveniente dall’Argentina e dall’Uruguay con la performance di circo e teatro di strada che consiste nella giocoleria. Tra risate e applausi di ammirazione gli artisti ci catapultano in un mondo fatto di magia e tecnica tipica del circo e dei suoi spettacoli tra volteggi di HulaOp e giocoleria di sfere e clave.

Una performance il cui obbiettivo principale è quello di divertire il suo pubblico senza imporre alcuna forma di serietà dalla durata di quarantacinque minuti. 

Sabato – ore 18:47

Presi dalla morsa della fame decidiamo di affidarci agli stand gastronomici dell’evento e dall’orario insolito per evitare la ressa di affamati che da lì a breve avrebbe popolato gli stessi posti, ci gustiamo carne grigliata e patatine dal gusto impeccabile all’ombra di un porticato improvvisato. Chiacchieriamo amabilmente e ci gustiamo il nostro pasto sentendo la prima ondata di stanchezza posarsi sulle nostre spalle.

Con il programma ancora stretto tra le mani optiamo per una nuova performance nel cuore di Pennabilli consci di non poterci ancora accontentare dalla giornata.

Sabato – ore 19:30

Ci lasciamo affascinare dalle musiche psichedeliche prog-rock, dai ritmi nord-africani e dai sapori arabi della Turbofolk della band tedesca Shishko Disco che anima il Saloon per altrettanti quarantacinque minuti il suo pubblico. Anche io mi lascio incantare dalle loro melodie e mi metto a ballare come fossi uno spirito libero, mentre la gente si affolla sempre più fino quasi a consumare ogni particella di ossigeno circostante, tutti ipnotizzati dalla bravura esotica del gruppo musicale.

Sono fin quasi tentata di acquistare il loro album ma poi ricordo di non avere lo straccio di un quattrino e il mio cuore si spezza un altro poco con quella consapevolezza perchè non sono proprio brava a rinunciare a quello che mi rende felice.

Per consolarmi opto per una visita al teatro e ai suoi bagni prima di far esplodere la mia vescica ma la fila è mostruosamente lunga e detesto barattare il tempo che potrei dedicare agli spettacoli con un’esigenza tanto banale ma non posso più resistere e mi rassegno al fatto. Quando finalmente riesco ad uscire dal teatro abbiamo giusto il tempo per una passeggiata prima dell’ultimo spettacolo che riusciamo a incastrare.

Sabato – ore 21:30

Ci sediamo in Piazza Montefeltro a qualche minuti dall’inizio dello spettacolo teatrale di figura e fuoco della compagnia italiana Creme & Brulè previsto per la durata di quarantacinque minuti. Una performance ancora in via di sviluppo che racconta lo sbarco di una ricercatrice sulla luna dove incontra una serie di animali fatti di fuoco che non vede l’ora di poter studiare.

Una performance dal dubbio obbiettivo che ha ancora molto su cui lavorare ma che nel suo piccolo ha trovato modo per essere piacevole allo spettatore.

Ormai si sono esauriti gli spettacoli in programma e tutto si sposta verso il tendone notturno, consapevoli del delirio che si verrà presto a creare al suo interno decidiamo di ritornare a Novafeltria per berci qualcosa con più calma e arriviamo così in Piazza Vittorio Emanuele nel centro del paese. Ordino uno Spritz Campari al bar Grand’Italia per godermi degli ultimi momenti di compagnia degli amici che si sono uniti noi prima di lasciarmi nuovamente cadere tra le braccia di Morfeo a notte ormai inoltrata consapevole di aver passato una bellissima giornata.

Domenica – ore 11:21

Finalmente riesco ad aprire gli occhi dal mio coma vegetativo, come un robot inizio a muovermi per la casa per ripescare i miei oggetti sparsi per rifare la borsa da viaggio e finalmente mi dirigo in cucina per avviare un pranzo con Sara. Mangiamo insieme un ultima volta prima di chiudere nuovamente casa al suo buio e silenzio per ritornare all’auto – il fine settimana è ufficialmente finito.

Indossiamo un ultima volta gli occhiali da sole con qualche motivo in più nato durante la nottata, inseriamo un nuovo CD nel lettore per tenerci compagnia e siamo pronte a chiudere in bellezza quest’avventura cantando a squarciagola canzoni ormai dimenticate tra i boschi del Montefeltro che vivono per qualche istante allo stesso ritmo dei nostri cuori.

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