Sto lentamente scivolando nella pazzia, me ne rendo ufficialmente conto.

Venerdì 26 Luglio 2019

Le ultime due settimane le ho passate in un ritiro spirituale “forzato” in Inghilterra a casa del mio ragazzo, qui regna una totale e silenziosa pace rotta unicamente dal costante ticchettio delle mie dita sulla tastiera del computer. Mi sto concentrando totalmente sulla scrittura della mia Tesi di Laurea da consegnare in tempi fin troppo brevi perché, come sempre, mi sono ritrovata a far tutto di fretta all’ultimo momento. Ad ogni nuova parola scritta i miei livelli di ansia crescono inesorabilmente deprivandomi di ossigeno e alimentando il panico.

Lo sto facendo davvero?

Non ho mai veramente portato a termine nulla nella mia vita, escludendo le scuole dell’obbligo e uno stage di sei mesi presso un ufficio contabile, questa è la prima vittoria che sto per portarmi a casa avendo sudato per ottenerla. Tutto quello che ho sempre fatto nella mia vita è stato quasi costretto dalle circostanze e tutto quello che per me aveva valore l’ho sempre rilegato e nascosto in un cassetto terrorizzata all’idea di essere giudicata per quello che amo fare.

Ho capito anche che non sono brava come credevo con le parole, soprattutto se non devono esprimere come mi sento. Lungo è ancora il percorso davanti a me per riuscire ad arrivare dove vorrei ma sono pronta ad affrontare il cammino. Per ora cerco solo di ricordarmi come si respira e non piangere perché a tutto si può trovare una soluzione.

Scrivere la propria Tesi di Laurea fa schifo.

Dubitate di tutti quelli che vi dicono il contrario, ogni mattina ti svegli con un martello nella mente che batte lo scorrere dei secondi che mancano alla consegna e tutte le parole che vedi scritte sul documento che aggiorni e salvi ogni 30 minuti piano piano si fondono insieme perdendo ogni significato logico. Anche il professore che hai scelto per la stesura dell’argomento, per quanto fantastico possa essere, diventerà un’inesauribile fonte di odio per le attese, le correzioni, i suggerimenti e le aspettative.

Scrivendo la mia tesi però ho capito quanto in realtà io possa fare se mi ci metto d’impegno, ho capito quanto realmente valgo e i cosa potermi migliorare. Il docente a cui ho chiesto di seguirmi è una persona fantastica, ha molto rispetto nei miei confronti seppur sia molto esigente e permaloso. Non rimpiango assolutamente questa mia scelta perché grazie a lui sto riscoprendo me stessa e sto imparando ad accettare il giudizio, non si critica me ma il mio lavoro e questo può essere certamente modificato e migliorato.

Questa consegna tormenta anche il mio sonno durante la notte ma non ho intenzione di arrendermi ad essa, ogni giorno rimbocco meglio le maniche e mi metto nuovamente in gioco per rendere il risultato quanto più speciale possibile.

Non credevo che fare questa cosa potesse cambiarmi così tanto.

In questo ultimo mese ho riscoperto molte più cose di me stessa che negli ultimi tre anni di percorso e la cosa un poco fa paura perché significa davvero che sto crescendo per diventare una donna e on so quanto io sia pronta a farlo. Spesso mi maledico per non aver iniziato prima, per essermi ridotta all’ultimo mese e mezzo per lavorare a questo progetto poi però penso che se fosse andata diversamente non avrei capito tutte queste cose di me e allora sono felice e basta di come si stia evolvendo la faccenda.  

Questa è una mia sfida personale, troverò come farla funzionare.

Quello che so è che non voglio più credere di essere sola.

Passando tutte queste ore in solitudine ho capito innanzitutto di non essere capace di trovare la mia felicità escludendomi da tutto il resto ma, cosa più importante, ho capito di non essere sola in questo viaggio. Da una parte c’è la mia famiglia – sia quella di sangue che non –  che dimostra di esserci sempre e di volere la mia felicità anche più di quanto voglia io, dall’altra parte c’è questo Blog che sa essere un pilastro irremovibile perché fonte inestimabile di affetto da parte di tutti i miei lettori che crescono di giorno in giorno.

A voi, a loro, a tutti devo dire grazie perché senza sarei già sprofondata nella pazzia e non avrei mai capito quanto valgo davvero.

Per quanto le mie abitudini cambino talmente tanto in fretta da non riuscire nemmeno a sedimentarsi nella memoria, so che alcune cose non cambieranno mai e questo mi dà modo di respirare. Sarò allora in grado di portare a casa questa Laurea e festeggiarla come si deve, sarò in grado di lottare ancora per i miei sogni, sarò in grado di vivere per quello che mi rende felice perché avrò sempre qualcuno a cui poter raccontare le mie esperienze.

Credevo di poter andare avanti senza più guardarmi indietro.

Ad ogni capitolo inviato del mio scritto credevo, peccando di orgoglio e saccenza, di non dover più rimettere mano a quelle parole ma eccomi qui: sono pronta a rivedere tutte le cazzate che ho scritto. Credevo di poter andare avanti senza nessun ostacolo e invece mi rendo conto di stare solo fuggendo dalla mia ombra, non sono Peter Pan e questa non è l’Isola che Non C’è ma è la vita vera ed io sono io.

Smettere di avere paura non è semplice ma voglio credere di poterci riuscire.

Come dico sempre, un passo alla volta.

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