Il gioco di Novembre

Per iniziare bene il processo innovativo avviato sugli account social correlati al Blog – in particolare la Pagina Facebook  e il nuovo account Instagram – occorrono notizie fresche e del tutto nuove quindi eccomi qui a rendere speciale il vostro lunedì. Come promesso recentemente, ogni mese creeremo qualcosa insieme che verrà poi pubblicato qui sul blog allo scadere del tempo e su tutti gli account social connessi.

PER IL PROSSIMO MESE LA CREAZIONE SARA’ LA STESURA DI UNA PICCOLA STORIA SCRITTA A PIU’ MANI.

Regolamento:

  1. Per partecipare occorre commentare il post dedicato al gioco su Facebook (lo trovate qui) e aver messo “Mi Piace” alla Pagina.
  2. Ogni partecipante che gioca può scrivere una volta sola commentando sotto al post.
  3. Il commento di testo dovrà essere lungo un minimo di 20 parole fino a un massimo di 100.
  4. Ogni commento pubblicato dovrà essere coerente con gli ultimi due che lo precedono.
  5. La storia è libera quindi può essere sviluppata a proprio piacimento a patto che non violi moralità e pudore.

Di seguito riporto l’inizio del racconto da sviluppare:

“Sospirai per la noia della giornata piatta, posai il romanzo sul bancone e misi con delicatezza il segnalibro alla pagina alla quale ero arrivata. Fuori la pioggia incessante continuava ad abbattersi con violenza sulla strada senza mai fare una sosta per riprendere fiato dalle sue fatiche e il silenzio iniziava ad essere opprimente all’interno di quelle mura che parevano essere una prigione. La giornata uggiosa non favoriva le vendite e, ad essere del tutto onesti, non favoriva il passeggiare generale delle persone che avrebbero certamente gradito di più restare nelle loro calde e asciutte case piuttosto che bagnarsi per qualche commissione; anch’io lo avrei preferito ma avevo il dovere di vegliare sulla libreria nella vana speranza che qualcuno entrasse per un futile acquisto. Gli ultimi anni non avevano favorito un grande flusso di vendite e, come la ciliegina sulla torta di un orribile compleanno, i debiti mi avevano costretta a licenziare la mia dipendente Anita nel corso degli ultimi mesi per evitale spiacevoli inconvenienti a fine mese e per impedirmi il soffocamento in un circolo vizioso. Speravo di poter riuscire a trovare un modo per migliorare il periodo ma sapevo che presto avrei dovuto traslocare l’intera libreria in una zona meno costosa o, nell’ipotesi peggiore, chiuderla definitivamente contro ogni mia volontà. I progetti iniziali richiedevano troppo lavoro e purtroppo non mi era stato possibile realizzare l’enoteca all’interno del locale ma ipotizzavo che nel giro di qualche anno avrei potuto guadagnare a sufficienza per completare l’opera, non avrei potuto sbagliarmi più di così: con il passare degli anni dall’inaugurazione le cose non erano andate come progettato e ogni soldo messo da parte per poi essere investito nella libreria era stato speso per esigenze differenti, il tempo ed il destino erano corsi verso la direzione opposta a quella che io avevo sperato e, in successione di veloci eventi a catena, mi ero ritrovata all’interno di un ciclone senza che vi fosse una via di fuga.
Un brivido mi fece fremere e mi strinsi nel maglione distogliendo lo sguardo dalla vetrina, sospirai ancora avvicinandomi al retro per prepararmi una tisana calda dal piccolo bollitore che riempiva il vuoto dei miei pomeriggi lavorativi e attesi nel silenzio il rumore familiare dell’acqua che saliva a temperatura. Mi consolai lo stomaco con l’aromatico liquido incandescente e tornai lenta alla mia postazione dietro al bancone notando la polvere sugli scaffali, avrei presto dovuto dare una rinvigorita all’ambiente per aggiudicargli più vitalità e fascino. Pensai ad una nuova disposizione per stravolgere il locale e impegnarmi le giornate in modo produttivo, mi misi al centro della stanza con la tazza ben salda tra le mani per cerare calore e iniziai ad ipotizzare eventuali cambiamenti ed organizzazioni da realizzare.
«Salve..»
Mi votai di scatto per lo spavento e mi versai parte della tisana sul maglione.
«Mi scusi, non volevo spaventarla.»
Sorrisi imbarazzata con occhi puntati verso il pavimento, tornai alla mia solita postazione e con un fazzolettino cercai irreparabilmente di asciugare la macchia grigiastra sul mio petto.
«Vuole dare un’occhiata o posso esserle utile in qualche modo?» domandai posando lo sguardo sull’uomo che aveva varcato la soglia della libreria.
Rimasi piacevolmente colpita dal notare la sua figura possente, la corporatura definita, gli occhi scuri e calamitanti, un sorriso ampio dipinto in un viso poco squadrato e incorniciato da corti ed arruffai capelli castani.
Posando l’ombrello fradicio accanto all’entrata lo vidi esitare qualche attimo prima di avvicinarsi con fare confidenziale a me.
«Onestamente non sono bravo in queste cose e per la precisione non so nemmeno perché io sia qui ma forse potrebbe aiutarmi.» Si guardò attorno spaesato. «Cercavo un libro.»
L’ovvietà della sua affermazione mi fece sorridere e a stento riuscii a trattenermi.
«Ne abbiamo molti qui.» Lasciai vagare la mano in direzione degli scaffali colmi di volumi. «Dipende da lei scegliere.» aggiunsi posando nuovamente lo sguardo in quello dell’uomo.
Nei suoi occhi c’era qualcosa che mi faceva vibrare le ossa, uno sguardo misterioso di qualcuno che nella vita aveva visto molte cose che non avrebbe voluto, segreti troppo grandi per essere mantenuti da un singolo individuo ed emozioni talmente forti da togliere il respiro. Lui sorrise. Ero incapace di capire cosa realmente riuscissi a scorgere in quelle iridi che sembravano scrutarmi nel profondo mettendomi a nudo in pochi attimi ma ero certa che qualcosa mi attirava ad esse come una grande calamita, come una bambina verso la vetrina del negozio di dolciumi sulla via di scuola, osservavo affascinata l’uomo come un dolce muffin con le gocce di cioccolato e cannella.”


E allora se siete pronti a partire da oggi possiamo dare il via al gioco di Novembre, che la vostra creatività abbia spazio di essere sviluppata!

Per qualsiasi informazione o chiarimento contattatemi, più persone saranno coinvolte e più lunga e dettagliata sarà la storia che sarà poi pubblicata.


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