Recensione: “Segni Di Sangue” di Mark Billingham

Il libro

Pubblicato per la prima volta dall’autore nel 2004 con il titolo originale “The Burning Girl” e successivamente tradotto in italiano da Alfredo Colitto per Piemme Edizioni lo stesso anno. Da Febbraio 2007 il libro è stato inserito nella collana “Maestri del Thriller” dalla casa editrice in Italia insieme al precedente “Maestro di Morte” e al successivo “Lifeless”.

L’autore

Mark Billingham nasce il 2 Luglio del 1961 a Birmingham in Inghilterra, è uno scrittore inglese conosciuto principalmente per i suoi romanzi polizieschi. Si è laureato in recitazione e, per questo, dopo i suoi studi ha messo insieme una piccola compagnia teatrale. In poco tempo la sua carriera si evolve e diventa autore televisivo e comico.

Pubblica il suo primo romanzo dal titolo “Sleepyhead” nel 2001 e già in quel primo libro è possibile incontrare il personaggio che accomuna tutti i suoi romanzi (eccetto “In the Dark”): il detective Tom Thorne.

Trama

La storia si apre su un caso di un serial killer che ha l’abitudine di uccidere le sue vittime con uno sparo nella testa dopo aver inciso sul loro corpo una grande e profonda “X”. A capitanare l’indagine c’è il detective Tom Thorne e la sua squadra, ognuno con i propri pregi e i propri difetti. Nel corso delle indagini però accade che tutta la squadra investigativa finisca per essere coinvolta in una lotta tra bande di potere: da una parte l’impero di Billy Ryan e dall’altra quello dei fratelli Zarif. Entrambe le fazioni non sembrano farsi alcuno scrupolo per dimostrare all’altro chi dei due abbia maggiore potere nei traffici illegali di Londra. Ad aggiungersi al già esplosivo mix c’è anche Gordon Rooker che dalla prigione presso cui è detenuto per aver tentato di assassinare una ragazza dandogli fuoco reclama protezione in quanto in realtà innocente e pieno di utili e preziose informazioni da dare alla polizia.

Tutti questi elementi sono il perno attorno a cui si aggira Tom Throne nel cercare di scoprire la verità che si cela dietro a tutti quei problemi e quelle indagini che paiono condurre sempre ogni sforzo di approfondimento davanti ad un vicolo cieco. Ad aggiungere benzina sul fuoco sono le vite personali di ogni soggetto coinvolto che vengono a intrecciarsi abilmente alla rete fitta della trama portando avanti anche quel lato umano che impedisce a Tom di impazzire.

Curiosità

Il romanzo è stato candidato per il premio “Barry” come “Miglior Romanzo Poliziesco Britannico”.

Opinione personale

Finire il romanzo è stato un vero e proprio tormento, troppi dettagli vengono lasciati vagare e mai ripresi, troppe porte lasciate aperte e misteri irrisolti. Arrivata alla fine del libro avevo molte più domande su quello che era accaduto nel corso della storia che risposte. Per non parlare poi del fatto che il caso principale non è stato risolto! Quando l’ho scoperto ne sono rimasta basita, in realtà nessun caso viene risolto, emergono unicamente alcune verità.

Diciamo che per quanto appassionata di gialli mi aspettavo molto di più, non tanta superficialità da uno tra gli scrittori più acclamati dalla cultura inglese. Non sono per nulla interessata ad approfondire la lettura con altri romanzi che perpetuano queste vicende, anche i personaggi coinvolti non sono stati in grado di simpatizzare con me e mi sono sentita totalmente tagliata fuori dalla narrazione. L’intero libro ha quel costate distacco che rende tutto estremamente freddo, mi aspettavo un’esperienza completamente diversa.

Non sono per nulla soddisfatta.


Per me 1 stella su 5, voi che ne pensate?


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