Intervista a Samuel Lotti

Dopo un tortuoso quanto difficile iter di costanti rinvii per problemi personali/lavorativi finalmente io e Samuel Lotti riusciamo a dedicarci attenzione. Facilitati dall’uso della tecnologia riusciamo a scambiarci qualche mail e, all’improvviso, vengo catapultata all’interno del suo mondo fatto di colori e forti emozioni. In poco tempo mi racconta di sé svelando una piccola parte della sua vita e del suo passato.

L’intervista

Samuel Lotti nasce a Fiesole il 6 Luglio del 1994 e passa tutta la sua gioventù vicino a Firenze dove frequenta le scuole fino al diploma. Nel corso della sua adolescenza studiare non è ancora un mezzo per poter esprimere se stesso, ancora immaturo e impreparato a quello che sarebbe potuto essere il suo futuro frequenta una scuola professionale – in particolare si diploma come grafico pubblicitario – ma, come in ogni scelta presa alla rinfusa, il tempo porta con sé il classico senso di pentimento legato agli anni investiti male. Samuel si rende presto conto di essere particolarmente legato al mondo dell’arte e capisce che per lui sarebbe stato meglio poter frequentare una scuola artistica più indirizzata a quella materia che lo ha sempre affascinato tanto.

Da bambino sono sempre stato molto creativo, disegnavo, dipingevo, facevo sculture e assemblaggi.

Samuel inizia a pensare a se stesso in maniera differente, frugando nella sua mente ha innumerevoli ricordi di lui che si mescola con la propria creatività per dare voce alla sua parte più difficile da esprimere. Si rende presto conto che l’adolescenza lo ha allontanato dai suoi interessi per poter sperimentare cose nuove che però non hanno nulla a che fare con ciò che da sempre lo rende felice. Una volta capito questo Samuel Lotti ricomincia a prendere contatto con l’arte e tutto ciò che richieda l’utilizzo della sua creatività. In un lento camino si ritrova coinvolto in colori, immagini e sentimenti rappresentati che lo riportano verso quel sé che per anni aveva tenuto assopito in un angolo del proprio corpo.

Con la maggiore età Samuel sperimenta nuove tecniche di pittura e approfondisce lo stile ad olio cui ancora oggi è molto affezionato e la utilizza per realizzare i suoi quadri. Mette da parte tutte le altre forme artistiche per concentrarsi unicamente sul visivo perché nel corso della sperimentazione aveva provato addirittura a utilizzare la scrittura per esprimere le proprie emozioni ma si era presto reso conto che per lui il linguaggio è un mezzo espressivo meno naturale all’uomo in quanto fatto di parole limitanti per esprimere al meglio la propria interiorità.

Ricominciai a vedere la pittura come la forma d’arte che più mi caratterizzasse e con cui riuscivo ad esprimere meglio le mie emozioni, avendo una sensibilità che ricade per lo più sui colori e sulle immagini. Secondo me un’opera d’arte non è altro che la pura espressione data da un’artista che la riconosce come sua.

Ogni volta che dipinge Samuel cerca di utilizzare tutte le potenzialità che ha a disposizione – sia da se stesso che dagli strumenti che utilizza – così da poter racchiudere quante più emozioni possibili nel risultato finale.

Come un iperrealista utilizza la pittura per riprodurre quanto già esiste, Samuel Lotti invece non la usa mai per dipingere qualcosa di reale ma unicamente per rappresentare la sua realtà esclusiva, quella che si trova dentro di lui e che è invisibile agli altri. Ogni sua opera è un piccolissimo frammento di quello che risiede nella mente e nel cuore del suo artista tradotto in linguaggio pittorico. Questa nuova consapevolezza conduce Samuel a iscriversi alla facoltà di Beni Culturali presso l’università di Lettere ma, anche in questo caso, sente ancora troppo lontana l’affinità con l’arte che divampa nel suo cuore: per quanto apprezzi studiarla la sua vera passione è produrla. S’iscrive così all’accademia di Belle Arti di Urbino dove finalmente ha modo di sperimentare nuovi stili ispirandosi a differenti grandi artisti e testando svariate correnti pittoriche.

Il mio maestro è sempre stato Dalì a cui ho sempre ispirato il mio metodo d’approccio alla tela e alla pittura automatica.

Studiando ha potuto orientare i suoi quadri verso certi correnti e stili, in particolare ha tratto ispirazione dai surrealisti e ha sperimentato stili provenienti dagli espressionisti, dagli espressionisti astratti, ma anche dagli impressionisti, Pollock e Picasso. Ha sperimentato altre forme artistiche come la realizzazione di un paio di opere concettuali, delle istallazioni e delle sculture composte per lo più da oggetti riciclati che ha trovato per terra come legni e sassi. Nelle sue opere emerge con prepotenza una visione pessimista e tendente alla negatività della vita, il suo stile è quasi interamente tetro e macabro. Questo perché per Samuel Lotti l’attività dell’artista è come una cura derivante dalla fortuna di poter esprimere tutti i dolori nella propria arte e quindi di conseguenza sfogarla dandogli un’utilità e un motivo di esistere.

Per quanto riguarda invece la sua relazione con le persone che lo circondano Samuel si dimostra un personaggio abbastanza introverso e misterioso. Racconta che ancora non ha incontrato nessuno che abbia saputo avere un ruolo fondamentale nella sua carriera artistica, più che di altri la sua creatività è sempre stata influenzata dalle emozioni, dallo stato d’animo e dagli avvenimenti che lui stesso ha provato e prova tutt’oggi sulla propria pelle. A parte ciò, confida di ritenere comunque molto importante per la sua crescita il confronto con altri artisti sia per quanto riguarda le opere d’arte che per quanto riguarda la loro visione di mondo. Sapersi mettere a paragone di altri è un buon esercizio per rafforzare il proprio sé e adattarsi agli altri allo stesso tempo.

Io vedo la mia come un’arte d’impatto, cioè un’espressione artistica che dovrebbe suscitare delle sensazioni a chi la guarda senza che egli ragioni in primo luogo sul suo significato o che abbia in qualche modo un giudizio a primo impatto privo di troppa razionalità, tutto ciò può venire in secondo luogo. Per questo motivo accetto volentieri critiche anche da chi non è troppo del mestiere e vorrei dare a tutti la possibilità di esprimere un loro giudizio. Credo che questo tipo di arte vada in questo senso oltre al livello culturale e le capacità mentali dell’individuo.

Dopo l’ultima mostra delle sue opere realizzata a Urbino è in attesa di poterne realizzare un’altra, nell’attesa non si lascia trascinare da altro se non dal desiderio di potersi esprimere al meglio. In ciò io non posso che sentirmi felice di aver avuto modo di conoscere una persona tanto straordinaria quanto bizzarra che racchiude al suo interno un interi mondo ancora tutto da scoprire, una pennellata alla volta.

Per avere maggiori informazioni su Samuel Lotti è possibile consultare le sue pagine social tra Facebook e Instagram oppure, per un rapporto più diretto, è possibile anche inviargli una mail all’account samullottisl94@gmail.com


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