Siamo come neve che non attacca a terra e svanisce in acqua

Venerdì 8 Novembre 2019

Spesso mi sento come se fossi un invisibile granello di polvere in una vasta e desolata vallata piena di sporcizia, mi guardo attorno ed è come non esistere. Siamo talmente tanto concentrati su noi stessi da non renderci conto di quello che ci succede intorno, ci sforziamo tanto per apparire sempre al meglio, per essere sempre pronti a dimostrare il nostro valore e giudicare gli altri ma a nessuno importa di quello che facciamo realmente. Quotidianamente io coltivo questo Blog ormai da 5 anni e spesso mi fermo a pensare: “ma se smettessi di scrivere, qualcuno lo noterebbe davvero?” o sarebbe solo una tra le tante ed infinite cose che accadono che finirebbero solo per essere dimenticate?

Cosa manda avanti ancora ogni sito internet se non la costante necessità di riuscire a emergere dal flusso disinteressato delle home di tutti gli utenti? Con l’uso sempre più massivo di tecnologie siamo diventati tutti schiavi di un mondo fatto di numeri dove conta sempre di più la quantità di apprezzamenti piuttosto alla qualità dei contenuti. A nessuno interessa leggere infiniti articoli, guardare lunghi filmati educativi o approfondire qualcosa, basta leggere un titolo e guardare i primi secondi di ogni “stronzata” (scusate il termine) che passa la timerline per sentirci soddisfatti e pieni di qualcosa che in realtà è solo una voragine che si amplia alla base del nostro stomaco.

Quand’è successo che abbiamo perso la nostra umanità?

Non c’è più quel sincero interesse che manda avanti le cose, tutto viene realizzato per un puro e semplice tornaconto personale. Il mercato deve andare avanti, il business dei like crescere e le apparenze devono essere mantenute per fare in modo che la cruda realtà non faccia miseramente crollare a terra ogni cosa. Aiutare gli altri pare essere un segno di debolezza, non deridere qualcuno una mancanza di senso dell’humor. Con tutta sincerità mi sento andare sempre più stretta questa esistenza in cui a nessuno frega niente di nulla e la testa non fa altro che riempirsi di domande a cui non riuscirò mai a trovare una risposta.

Fuggo costantemente dalla consapevolezza che le cose non cambieranno e che presto anche io mi troverò omologata alla massa che domina questo nuovo modo di vivere il pianeta. A partire dall’urgenza climatica che coinvolge tutti ma per cui nessuno è disposto a fare qualcosa per mancanza di tempo, soldi, conoscenza o altre scuse futili fino alla più banale voglia di conoscere qualcosa di nuovo leggendo articoli o documentandosi in rete. Ogni cervello verrà lobotomizzato e costretto a reprimere ogni sua energia, smetteremo di essere animali pensanti e resteremo involucri organici manovrati come marionette da chi detiene più furbizia di noi tutti.

Tralasciamo il pessimismo e lo sfogo disastroso del momento, analizziamo il problema con sguardo più critico.

In Italia dilaga l’ignoranza, i livelli di arretratezza culturale e chiusura al progresso sono a dir poco spaventosi. L’italiano medio non sa parlare correttamente la propria lingua, rifiuta qualsiasi cambiamento rispetto al passato e ripudia la nuova conoscenza. Si fossilizza su utopici trionfi antichi e attribuisce la colpa ad altro: è colpa di internet se i ragazzini vengono adescati in siti poco raccomandabili, è colpa delle fashion blogger se le donne vengono stuprate perché poco vestite, è colpa degli immigrati se nessuno ha voglia di fare lavori faticosi, è colpa della chiesa se non si può parlare di famiglie arcobaleno, è colpa della politica se nessuno paga le tasse.. e via dicendo in una lista che potenzialmente potrebbe non avere fine e che è come un cane che si morde la coda.

Detesto scrivere di problemi di natura così politica e prendere posizione su certi temi tanto delicati ma ormai mi sono letteralmente rotta tutto quello che era possibile rompersi e la mia pazienza ha ufficialmente toccato il fondo del barile. Posso assicurare che è estenuante vedere tutte le persone che conosco lamentarsi di cose che non funzionano e non fare assolutamente niente per cambiare, per fare in modo che un nuovo sole possa sorgere sulla vallata di schifo in cui navighiamo.

Nessuno ha mai detto che la situazione che ci circonda sia piacevole e nemmeno che cambiare le cose fosse qualcosa di facile.

Noi siamo gli unici artefici del nostro destino e influenziamo quotidianamente la vita di tutti quelli che ci circondano con le nostre azioni, sono una ferrea credente che fare del bene produca unicamente altro bene e che nessuno farà mai nulla per noi se non siamo i primi a farlo per noi stessi. Non nego che sia una “sfacchinata” nel senso che è molto difficile farlo ma prima o poi produce i suoi risultati.

Siamo talmente abituati a odiarci a vicenda, ad andare sempre di corsa e a dimenticarci della vita che tornare a imparare quali sono le vere priorità a cui porre attenzione è un processo lento e graduale. Serve solo ricominciare a guardarci attorno e capire cosa conti davvero, scrivo per passione e per condividere con chi amo quello che penso, prima o poi qualcosa arriverà in cambio e non sarà quantificabile in numeri.

Mia nonna diceva sempre: “Aiutati che Dio ti aiuta”, indipendentemente dalle credenze religiose il senso è: “Fai qualcosa che il resto viene da sé”. Mia nonna è sempre stata una donna saggia, forse un giorno mi sentirò meno sola in questa battaglia umana volta a preservare il buono delle persone ma fino ad allora mi arrabbierò ancora spesso.


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