Intervista a Federico Polmonari

Attendo emozionata Federico Polmonari dopo aver sentito parlare di lui da un vecchio amico, quando arriva è sorridente e del tutto a suo agio con me. Ci sediamo in una zona abbastanza appartata del bar dove ci siamo dati appuntamento, ordiniamo qualcosa da bere ed è come se ci conoscessimo da sempre. Mi regala una copia del suo libro con all’interno una piccola dedica, risponde a tutte le mie domande senza mai smettere di sorridere e si dimostra estremamente disponibile a chiarire ogni mio dubbio sulla sua vita. Trasmette una certa serenità che mi è difficile dimenticare anche tornando a casa quando il nostro incontro si è ultimato e ognuno sta tornando alle proprie vite. La sua bontà d’animo è palese, mi affascina coi suoi racconti ed io vengo ammaliata dalle sue parole che mi trascinano nel suo mondo con delicatezza e mi permettono di far tesoro di una piccola parte di lui.

L’intervista

Federico Polmonari nasce nel 1991 sull’appennino Bolognese, nello specifico nella cittadina metropolitana di Vidiciatico, dove cresce con i genitori che gli trasmettono una fortissima passione per la lettura. Frequenta l’istituto superiore a Vergato diplomandosi nel settore scientifico e decide di proseguire i suoi studi all’università di Bologna seguendo il corso in Ingegneria Civile per assecondare la sua propensione per i numeri. Gli studi nella città lo portano a prendere radice tanto che, laureatosi, rimane a vivere a Bologna.

Oltre alla matematica ci mettiamo anche l’italiano come passione, in famiglia sia mio padre che mia madre hanno sempre letto e leggono ancora, io ho sempre visto leggere e mi è venuto spontaneo farlo.

Ad oggi Federico Polmonari è impiegato nel settore commerciale di una ditta di costruzioni, passa le sue giornate destreggiandosi tra l’ufficio e i vari cantieri con cui l’azienda entra in contatto. Passa molto tempo in auto e a contatto con le persone, come venditore deve necessariamente possedere una certa conoscenza del prodotto ed, essendo tale conoscenza orientata al mondo ingegneristico, Federico è felice di essere sempre preparato e di aver ben utilizzato i suoi anni di studio. Prima di ottenere questo lavoro, subito dopo l’università, aveva partecipato ad un concorso pubblico per lavorare nell’ufficio tecnico del comune di Vergato. Dopo essere riuscito ad entrare in graduatoria si è presentata alla porta l’occasione di entrare a far parte della ditta presso cui lavora e la telefonata effettiva con l’accettazione della sua candidatura presso il comune è arrivata tardi nella sua vita: era già impiegato altrove e vi ha rinunciato.

Oltre alla sua passione per la lettura, nel corso della gioventù scopre anche una forte passione per la scrittura. Questa nuova passione è per Federico un modo per esorcizzare e metabolizzare meglio i cambiamenti che hanno luogo nella sua crescita, scrivere lo aiuta a superare quelle fasi transitorie e, per quanto i primi testi non si possano considerare opere vere e proprie, inizia presto a prendere fiducia con la sua fantasia. Nella sua vita non si è mai fatto mancare nulla, ha sempre nutrito molti interessi che potessero occupare a pieno il suo tempo libero.

Oltre a leggere ho sempre avuto forti interessi per i videogiochi, il calcio e lo sport, ho tutti i peggiori vizi che può avere un uomo, non mi faccio mancare niente, pacchetto completo.

Tra i suoi impegni è riuscito a trovare un certo equilibrio che gli permetta anche di continuare a scrivere. Abituato a intense sessioni di lavoro che richiedono la sua massima concentrazione mentale, gli risulta semplice continuare a concentrarsi anche al di fuori dell’orario lavorativo. Quando si trova a percorrere i lunghi tragitti tra casa e il lavoro, solo nella propria automobile, pensa attivamente alle sue storie così che, una volta rientrato nel confortevole ambiente domestico, lui debba solamente trascrivere ciò che la sua mente ha prodotto. La sua è definibile una scrittura serale, dopo cena si concede un’oretta di lavoro al computer alternando scrittura vera e propria e fasi di correzioni accompagnate da un sottofondo musicale a sancire il ritmo di stesura.

Federico inizia a scrivere nella sua adolescenza, da prima piccoli racconti con capacità molto ridotte poi sempre meglio fino a quando non riesce a produrre il primo racconto lungo che ha l’aria di essere considerato un libro ma che ancora non lo è. Dopo una lunga serie di cambiamenti nella sua vita in cui si è trovato dinnanzi alla consapevolezza di non poter essere più un ragazzino invincibile ma di essere diventato un adulto vincibile, scrivere è stato un modo per potersi adattare meglio a quella nuova realtà che lo stava attendendo. Attraverso la stesura di racconti Federico ha modo di pensare a quello che accade attorno a lui, la lucidità vacillante che segue un mutamento viene rafforzata dalla forza della sua creatività che gli permette di entrare più a contatto con se steso e con quello che prova realmente. Si origina così “La Perfezione del Gatto” – il suo libro d’esordio pubblicato a Giugno 2019 a cui il blog ha dedicato una recensione qui – principalmente ispirato ai cambiamenti sentimentali di una forte e importante delusione amorosa.

Sotto molti aspetti è una mia analisi di quel cambiamento e di quegli stravolgimenti, ma fatta in maniera più lucida proprio perché lo ero anche io riguardo a quei temi in quel momento. Più che definire il testo come una valvola di sfogo è più corretto dire che sia stato un modo per assimilare meglio ciò che è accaduto.

Parlando del libro lo si può definire un testo più maturo rispetto a tutti i racconti precedenti, per quanto Federico Polmonari non abbia l’assoluta pretesa di piacere a tutti o di aver realizzato un capolavoro, è molto orgoglioso del suo risultato. La storia di cui parla è da porre all’interno di un contesto autocritico dalle fortissime connotazioni introspettive, una storia apparentemente scollegata da un filo logico che racchiude al suo interno innumerevoli digressioni di natura sociale e psicologica. Inizialmente auto-pubblicato in maniera privata e successivamente affidato alla casa editrice Paolo Emilio Persiani che ha provveduto anche alla realizzazione di una presentazione del libro all’interno della libreria Feltrinelli di Bologna.

Grazie al carattere pacifico di Federico Polmonari, sin dal suo esordio nel mondo della letteratura, ha avuto modo di incontrare molte persone e di avvicinarsi a chi già faceva parte della sua vita ma in maniera più marginale. Al lavoro ha potuto approfondire certi rapporti con alcuni colleghi e instaurare con loro un bel legame di amicizia che li ha portati a frequentarsi anche al di fuori dell’orario lavorativo. Grazie alla sua posizione in un ambiente lavorativo molto più aperto al pubblico è stato avvicinato da molti interessati al suo testo, questo ha generato un circolo virtuoso che lentamente ha portato Federico a farsi conoscere sempre di più in zona e a ricevere i primi feedback positivi. Già noto ad amici e parenti a cui era stata regalata una copia del libro auto-prodotto, con la collaborazione della Casa Editrice – resa possibile da un contatto diretto di un vecchio amico di Federico – la sua notorietà è lentamente cresciuta portandolo a incontrare nuove persone nel suo cammino grazie al suo operato.

Dopo aver preso contatto con la Casa Editrice ho avuto un appuntamento con loro in sede a Bologna dove ho appreso moltissimi particolari a me sconosciuti del mondo dell’editoria come il funzionamento dei diritti d’autore, la distribuzione, l’impaginazione, la punteggiatura, ecc. Tutta una serie di aspetti burocratici e tecnici a me sconosciuti. Loro hanno letto il manoscritto e mi hanno confidato di essere titubanti alla pubblicazione per via della versione precedente che aveva già bruciato gran parte del pubblico ristretto che avrebbe potuto attrarre all’acquisto ma, dopo una serie di analisi, il libro è stato comunque pubblicato.

Attualmente Federico sembra essere molto propositivo, ha grandi obbiettivi da voler raggiungere senza che la tentazione di conoscere i risultati fin’ora ottenuti lo possa scoraggiare. Questo grazie al suo legame con alcune persone speciali di cui accenna qualcosa senza entrare troppo nel dettaglio: queste figure hanno permesso a Federico Polmonari di comprendere che i risultati si possono ottenere grazie all’impegno, che occorre darsi tempo senza arrendersi alle prime difficoltà per riuscire ad arrivare ai propri traguardi.

Io spero di poter diventare un po’ come loro, mi spavento all’idea di dover raccogliere immediatamente i miei frutti dopo aver seminato senza lasciare che il tempo faccia il suo. La società un po’ impone questo mito del risultato immediato ma nella realtà ciò che arriva subito è solo finzione, il tempo cambia la prospettiva e l’approccio. Tutto questo l’ho potuto apprendere da queste persone che basano le loro azioni sull’avere pazienza.

Questo ovviamente non significa accettare ogni scelta di vita che queste persone hanno fatto, ogni essere umano ha le proprie opinioni e la propria visione dei fatti ed è giusto che agisca secondo ciò che ritiene più corretto. Altre figure rilevanti nella riuscita del testo sono sicuramente le due donne menzionate nel libro che si originano da persone realmente esistenti e che hanno avuto un ruolo decisivo nella vita del loro autore – sia nel bene che nel male.

Parlando nel dettaglio del libro “La Perfezione del Gatto” è inevitabile ammettere il coinvolgimento personale dello scrittore nel testo, tra le righe del libro c’è tanto di Federico e delle sue esperienze personali. Come si dice spesso “lo scrittore parla sempre di sé ma se è bravo t’illude che parli di te”, questo ha fatto in modo che nonostante l’intento puramente volto all’intrattenimento molti siano i riferimenti alla realtà e al passato di Federico Polmonari. Il tutto viene romanzato per la creazione di un libro non autobiografico ma quasi, un libro che per essere compreso va letto tutto d’un fiato senza porsi nessuna domanda e, solo una volta terminato, riletto e compreso nel suo significato più profondo. Nello stile di scrittura influiscono tutti gli interessi personali dello scrittore, in particolar modo l’impostazione alla letteratura tipica dei videogiochi che tendono a percorrere la trama attraverso uno svolgimento più laterale invece che diretto con inizio-svolgimento-fine. Sempre derivante dall’impostazione di gioco arriva la tendenza alla meta-scrittura molto presente tra le pagine del libro e il cui scopo è quello di uscire dal contesto strettamente legato alla trama dei personaggi raccontati per legarsi direttamente al vissuto del lettore nel mondo reale.

Federico non mente di fronte alla realtà dei fatti, lui è prima di tutto un Ingegnere e come tale il suo stile non può essere paragonato ad uno scrittore di romanzi mainstream. Eppure si trova ad avere qualcosa da comunicare e per farlo mette se stesso nei personaggi delle sue storie, analizza il punto di vista del lettore e s’immedesima in esso cercando di tutelare ogni momento di maggior enfasi presente nella trama. Per lui è importante raccontare qualcosa attraverso un colpo di scena che possa depistare il lettore alla scoperta della verità celata alla fine della vicenda e che, allo stesso tempo, lo costringa a restare agganciato alle pagine per scoprire qualche dettaglio in più sui personaggi e sulle loro disavventure da risolvere.

I meccanismi e le malattie mentali che compaiono nel libro sono i classici turbamenti di un ingegnere. È un libro giallo sì, ma si vede che è un libro scritto da un ingegnere che scrive.

Federico ha abbracciato totalmente il credo secondo cui qualunque narrazione ha valore solo se racconta quello che nessuno si aspetterebbe, in caso contrario si tratta di una storia piatta. Questo non definisce un testo migliore di altri solo se contornato di colpi di scena ma solo differente per la relazione che si viene a creare tra libro e lettore. Spesso definito anche come “momento WOW”, può realizzarsi in molteplici forme senza necessariamente ricalcare lo stile di Agatha Christie ed il suo storico nome dell’assassino nelle pagine finali. Per Federico Polmonari quel momento coincide con l’inganno realizzato a buon fine per indurre il lettore a credere qualcosa e alla fine svelargli che si trattava dell’opposto a cui aveva pensato. Il lettore deve pensare “avevo tutto per capire ma nonostante ciò non ho capito”.

Nella fase di scrittura tale momento di massima attenzione è talmente importante per Federico che tutta la storia si articola a ritroso a partire da esso fino a ricollegarsi al punto precedente. Una scrittura a blocchi inversi che prevede tanti colpi di scena snocciolati a partire dal finale e che si articolano seguendo gli avvenimenti basici della storia prestabiliti come punti cruciali nel suo percorso.

Il procedimento è più o meno questo: penso alla fine, inserisco alcuni paletti narrativi da cui devo passare obbligatoriamente e poi inizio a scrivere perché scrivendo non si può avere la pretesa di sapere già tutto per filo e per segno quello che accadrà. La scrittura per me è un processo evolutivo che ha un inizio, uno svolgimento e una fine ma tante sono le strade che la storia può percorrere prima di arrivare ai suoi traguardi intermedi. Nel corso della scrittura possono sorgere nuove idee, migliori o peggiori, che inevitabilmente portano alla modifica della storia in un aggiustamento continuo. Mi lascio guidare dai personaggi andando indietro, in un certo senso anch’io scopro la storia conoscendo solo i passaggi chiave.

Parlando di rapporti e di allusioni, per il contesto di guerra civile in cui sono ambientate le vicende dei personaggi del libro “La Perfezione del Gatto”, Federico Polmonari ringrazia lo zio per avergli instillato il pensiero nelle sue digressioni domestiche. L’ambientazione distopica da cui si origina è una visione abbastanza classica nel pensiero comune, oggi giorno si sente spesso citare il bisogno di una rivolta per sistemare le insoddisfazioni sociali e le ingiustizie a partire da il basso per rimodellare il sistema.

Per quanto riguarda invece il legame che Federico ha con i personaggi è molto intimo. Marcus e Alberto sono parte integrante di lui, snocciolati a partire da un analisi di se stesso e per cui nutre una specie di sentimento ambivalente di Odio/Amore. Entrambi sono personaggi complessi che sin dalle prime pagine dimostrano un rapporto simbiotico. Marcus è quello famoso che ha scoperto la cura contro il cancro, Alberto è il suo amico di vecchia data che dimostra la forza che sembra mancare a Marcus interiormente. Questo fa sì che Federico possa parlare di sè in un momento per lui importante del suo passato utilizzando più aspetti possibili del suo carattere e accentuandoli a fini ludici per esigenze di storia.

Amore e odio perché parla di me e di un periodo in cui ero più debole di adesso, tutti a modo proprio odiano le proprie debolezze, Marcus rappresenta per me forze e debolezze di un percorso passato. Il rapporto con Alberto molto intimo e stretto è per me lo stesso che ha Marcus, vivo questa relazione allo stesso modo.

Prima di auto-pubblicare il suo libro e poi affidarsi alla Casa Editrice bolognese non aveva mai diffuso nulla di suo sui dispositivi e sulle piattaforme oggi disponibili online per la fruizione di racconti inediti d’autore. Attribuisce questa sua scelta quasi interamente alla sua personalità, essendo sempre stato introverso non si era mai sentito pronto di denudarsi davanti a un pubblico. Per pubblicare un libro occorre innanzitutto essere pronti a esporsi, a raccontarsi. Occorre coraggio di mettersi in gioco e serve avere un pizzico di narcisismo dettato dall’orgoglio di essere riusciti a fare qualcosa di concreto. Ad aggiungersi a tutto ciò racconta anche della sua titubanza all’uso di Social Network e siti internet, sempre mal giudicati in modo del tutto infondato e rivalutati poi più positivamente nel corso del tempo.

Dopo questa pubblicazione ha scoperto di avere dei lettori che non corrispondono minimamente a ciò che si aspettava. Tra i suoi più accaniti sostenitori c’è anche il Prete di Vidiciatico che ha trovato nella lettura di “La Perfezione del Gatto” molti spunti di riflessione che ha poi utilizzato per la realizzazione delle sue Messe nonostante il libro non si presti affatto né ad una lettura religiosa né tanto meno ad una lettura priva di pensieri violenti. Lui, come tanti altri, sono stati fonte di orgoglio per Federico Polmonari che ha avuto molti feedback positivi suol suo lavoro e ha potuto interagire con una moltitudine di persone che altrimenti non avrebbe mai potuto incontrare.

Ogni volta che una copia viene venduta mi viene da pensare chi sa chi lo avrà acquistato.

Tutti questi cambiamenti hanno permesso a Federico un salto di qualità nella sua vita, ad oggi sta ultimando il suo secondo libro e si sente molto orgoglioso di quello che è riuscito a fare fin’ora. Personalmente ha avuto modo di crescere molto e professionalmente – ora che è diventato anche uno scrittore – avrà ancora molta strada da fare per potersi perfezionare trovando un suo stile più definito. Attualmente non c’è ancora nulla di certo per la pubblicazione della sua seconda opera ma, considerando la buona riuscita della collaborazione precedente con la Casa Editrice, Federico spera di poter rinnovare gli accordi già presi in precedenza per il nuovo progetto.

Prima di ultimare la nostra intervista Federico mi spiega il perché del titolo, una scelta del tutto azzardata rispetto al testo di quello che lui definisce “un thriller intimistico estremamente psicologico, pieno di pippe mentali da far paura”. “La Perfezione del Gatto” non è altro che quel momento di totale empatia tra i personaggi Marcus e Beatrice, un momento che rasenta la perfezione e avviene con lo scambio di una fotografia ritraente un gatto – già esso stesso simbolo di perfezione nell’immaginario collettivo – che porta Beatrice a svelare se stessa per il frammento di pochi attimi e a cedersi senza volontà a Marcus prima di ritrarsi nuovamente dietro a muri protettivi che possano evitarle di soffrire ancora. Proprio come se Beatrice stessa fosse il gatto a cui Marcus richiede una relazione affettiva non dettata da uno scambio prestabilito di dare/avere ma bensì una relazione unicamente basata sul dare senza ricevere che per la durata di un’eccezione cambia direzione.

Resto piacevolmente colpita da tutte queste informazioni ricevute, ringrazio nuovamente Federico per la sua disponibilità e per il suo tempo continuando a pensare a tutte le parole che ci siamo scambiati. Anche per questa volta ho avuto modo di apprendere ottime lezioni di vita da qualcuno che dimostra di avere ancora tantissime cose da dire.


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