Recensione: “La Perfezione del Gatto” di Federico Polmonari

Il libro

Pubblicato per la prima volta in auto-produzione da Federico Polmonari e poi affidato alla casa editrice Paolo Emilio Persiani nel 2019, illustrato nella copertina e con alcune immagini nel corso del testo da Wang Chen, editato da Ilaria Campanile, Monica Cavina, Stefano Ceré, Loris Di Bella ed Erika Scaduto.

Opera narrativa d’esordio dello scrittore italiano suddivisa in tre parti dotate di capitoli autonomi escluso l’epilogo finale e spalmate su 283 pagine.

L’autore

Federico Polmonari nasce a Vergato, in provincia di Bologna, nel 1991. E’ cresciuto nel suo paese d’origine ed è migrato poi nella grande città per completare i suoi studi universitari in Ingegneria Civile e successivamente per viverci e lavorarci a tempo pieno. Sin da bambino ricorda di essere stato circondato da libri grazie alla passione comune dei genitori per la lettura, ha sempre visto nella letteratura un luogo dove poter fuggire per vivere strabilianti viaggi e per esorcizzare il presente che lo vedeva come protagonista.

Prima di tutto si definisce un lettore che apprezza gli scritti elaborati, per lui è importante la presenza di momenti culminanti in una storia. Fatica a vedersi come uno scrittore perché scrivere è qualcosa che fa più per se stesso che per altri. Essendo un ingegnere ammette che il suo stile è palesemente il frutto di questo risultato e che all’interno delle sue storie emerge con prepotenza questo suo lato sia nello stile che nel contenuto.

In via del tutto amichevole ha rilasciato un’intervista per il blog che è disponibile alla lettura qui.

Stile

La scrittura è caratterizzata da una serie di forme colloquiali che tendono ad abbassare il registro lessicale, da un lato questo permette una totale comprensione a chi non è un assiduo lettore ma dall’altro rallentano l’immedesimazione totale per chi invece è avvezzo alla fruizione di testi. Il racconto non segue una linearità su piano temporale ed è costantemente frapposto tra il presente ed il passato che si sovrappongono. La storia è calata in una fitta nebbia di mistero che porta spesso alla confusione del lettore e gli fa credere di essere all’oscuro di elementi fondamentali per la comprensione delle vicende.

Molte sono le dissonanze di forma che fanno credere che il testo sia più un flusso di coscienza dagli evidenti connotati introspettivi più che un testo narrativo, l’intero romanzo ricorda un racconto orale, una “favola” raccontata per svago più che un romanzo strutturato nella sua connotazione classica.

Trama

La storia narra la vita di Marcus Dalia, un uomo che ha appena ricevuto il premio Nobel per aver scoperto la cura contro il cancro peccato che la proclamazione arrivi a pochi giorni dall’inizio della Guerra Civile. Secondo la Costituzione, ogni 35 anni allo scoccare del primo giorno di Gennaio verrà indetta una guerra dove ogni cittadino avrà la possibilità di fare qualunque cosa senza alcuna ripercussione legale. L’anarchia avrà termine con la fine del primo mese a cui seguirà il “mese di ripristino” ove l’esercito avrà il compito di riportare l’ordine tra le strade, sopprimere ogni moto di rivolta e fare in modo che la pace possa tornare.

Marcus, ancora scosso dal Nobel, si ritrova ad essere testimone – insieme al suo amico Alberto – del sequestro della donna Beatrice per cui nutre una certa ossessione, artefice dell’atto un criminale che prende il nome de “lo Sposo”. Il malvivente uccide l’uomo con cui sta passeggiando la ragazza e la rapisce promettendole atrocità impensabili mentre i due uomini testimoni del fatto restano inermi dallo shock. Per cercare di salvare la ragazza, Alberto decide di farsi aiutare da “il Sommo Poeta” un’altra figura che nel corso della Guerra Civile otterrà notevole importanza e, tra rime complesse, scopre alcune informazioni importanti per la ricerca.

Marcus e Alberto iniziano così il loro viaggio di scoperta, indagano su Sergio Fracchi come possibile candidato ad essere “lo Sposo” ma l’unica cosa che i due riescono a scoprire grazie all’aiuto di Caterina – vecchia amica d’infanzia di Sergio a cui i due si rivolgono per ottenere informazioni – è che la realtà nascosta dietro a quel rapimento è molto più complessa di quanto possa apparire. Nel corso della storia emerge come Marcus sia il collante che unisce le figure più distruttive nella Guerra Civile. Dalia è colui che ha spinto “lo Sposo” ad agire rapendo innumerevoli donne e costringendole a sposarsi con qualcuno verso cui non provano alcun sentimento. Dalia è colui che ha spinto “il Sommo Poeta” a muovere battaglia verso tutte le ingiustizie sociali, verso tutte le imposizioni e le incongruenze tra simili utilizzando la tecnica del “pan per focaccia”. Infine Dalia è anche colui che ha spinto “L’IMPERATORE” a rivelare se stesso per distruggere tutte le maschere costruite a fibre di menzogna per un mondo più libero.

Tutto il viaggio tra le tante avventure riservate a Marcus Dalia e ai suoi amici non è altro che un viaggio alla scoperta di se stessi che porterà inevitabilmente Marcus a fare i conti con la sua realtà e con i mostri che da troppo tempo risiedono sopiti nel suo cuore.

Opinione personale

Sono ancora molto confusa dopo la lettura di questo testo: per certi aspetti sono profondamente colpita dai significati nascosti abilmente tra le righe della storia che impongono una certa riflessione auto-critica e sociale, per altri aspetti sono delusa dai contenuti che non hanno soddisfatto le mie necessità di approfondimento. La vicenda viene narrata in prima persona dal protagonista ma spesso accade che il punto di osservazione cambi senza che questo sia però del tutto chiaro. La lettura perde di profondità a causa dell’inserimento di abbondanti giudizi indotti: gli aggettivi di natura critica sparsi e spesso ripetuti sia sulle azioni dei personaggi che sulle vicende narrate impediscono al lettore di farsi una propria opinione perché già influenzati dal testo scritto. Le costanti interruzioni di racconto con inserimenti di capitoli aggiuntivi su altri punti di vista (interni o esterni che siano) rompono costantemente il filo teso della storia che, se fosse stata scritta diversamente, avrebbe portato ad un irrefrenabile desiderio di voler leggere senza mai fermarsi.

Emerge con evidenza la freddezza del lavoro del suo autore condizionato da numeri e testi tecnici a rendere frammentato il testo su piano emotivo. A livello di contenuto la storia ha al suo interno elementi di notevole arguzia e profondità emotiva che non si dimenticano facilmente e che, tutto sommato, sono il premio per la lettura. Come prima pubblicazione priva di esperienza passata, il libro si fa carico di tutte le critiche mosse allo stile di scrittura ancora acerbo ma in via di sviluppo. Sono sicura di apprezzare la persona che sta dietro alle parole scritte nel libro che hanno avuto un grande peso emotivo per me analizzate a libro completato e spero in un prossimo libro più focalizzato sulla forma e sulla sequenzialità.


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