Alzo bandiera bianca

Martedì 10 Dicembre 2019

Negli ultimi anni la mia vita è stata un susseguirsi di battaglie per dimostrare me stessa agli altri, ho provato con tutti i mezzi di cui disponessi a far valere le mie idee e i miei valori per essere accettata per quella che sono e dare a chi mi circondava qualcosa di me. In tutto questo tempo mi sono fatta carico anche delle battaglie delle persone a cui voglio bene e per cui nutro un certo sentimento affettivo, ho provato ad aiutare, ho faticato per cercare soluzioni a problemi, ho fornito i miei migliori consigli e ho dato tutta l’energia che avevo in corpo per poter arrivare al miglior risultato finale: una sana accettazione reciproca. Purtroppo però mi rendo conto che tutto quello che ho sempre fatto non è altro che una serie di azioni egoistiche che potessero far star bene me con quelle persone e che potessero trasformarle in quello che io avrei voluto.

Considerando che la natura umana è spinta dalle migliori intenzioni che possano portare principalmente ad un beneficio personale e poi solo dopo anche ad un beneficio collettivo beh, io mi sono comportata esattamente come tanti altri e posso solo odiarmi per questo. Alla fine però è arrivata la consapevolezza e, semplicemente, mi sono fermata perché non ero più in grado di lottare.

Ho deposto tutte le mie armi a terra e ho chiuso la bocca per impedirmi di commettere altre odiose atrocità.

Non posso pretendere di essere compresa, io soltanto posso sapere cosa risiede dentro di me, né posso pretendere di essere accettata da persone che pensano alla vita in modo completamente differente dal mio. Per tutto questo tempo mi sono data da fare in una guerra che era persa in partenza ma che io non riuscivo a vedere come tale. Ho attaccato in maniera diretta con scontri accesi, ho utilizzato subdoli metodi alternativi per attaccare indirettamente, ho provato ad adeguarmi ma alla fine chi si stava sgolando e chi poi ne soffriva ero sempre e comunque io.

Non è giusto cambiare gli altri per sentirsi meglio ma non è giusto nemmeno cambiare se stessi per piacere a quelle stesse persone. Dobbiamo solo accettare di non poter piacere ad ogni persona che incontriamo nel nostro cammino, probabilmente saranno pochi a capire chi realmente siamo ma va bene così perché l’importante è preservare se stessi per un bene comune in un gruppo sano. Questo non definisce chi è diverso da noi come qualcosa di male ma solo non affine, i suoi modi, i suoi valori, i suoi desideri e via dicendo sono elementi giusti per persone che la pensano allo stesso modo e non per tutti.

Resto comunque convinta che occorrerebbe smettere di porre limiti e confini tra persone per vivere meglio, la tolleranza è l’unica via da percorrere per una pace comune.

Eppure non ci si può imporre, non è giusto che qualcuno finisca con l’annullare completamente se stesso per poter vivere con gli altri subendo i costati giudizi di quello che fa, di quello che pensa, di quello che è. Condividere non è affatto semplice, privarsi di qualcosa per darlo senza necessariamente ricevere nulla in cambio, accettare la diversità come elemento normale, vedere le uguaglianze come esseri umani e sopprimere il super-io che tenta di dominare con nuove normative. Eppure – come dico spesso – gli esseri umani sembrano essere mossi unicamente dall’odio e di conseguenza, essere accettati non è più possibile.

Resta solo un’unica possibilità: continuare a vagare nel mondo in cerca di qualcuno capace di apprezzarci nella nostra interezza e fermarci nel luogo che pare essere il meno peggiore rispetto a tutti gli altri per condurre una vita solitaria ma felice. Muovere guerra contro tutti per creare un posto per noi nella società ci trasforma unicamente come il nostro avversario in un mostro avido.


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