Il mio posto nel mondo sono io

Mercoledì 5 Febbraio 2020

Sin da che ho ricordo sono sempre stata una di quelle persone incapaci di sapersi trovare bene nelle situazioni, sono sempre stata a caccia del mio “posto” nel mondo ma non sono mai riuscita a trovarlo. Forse fa parte del mio DNA, del mio carattere o forse è solo uno stupido pensiero un poco frivolo ma non sono mai riuscita a trovarmi perfettamente combaciante con le persone e con gli spazi che ho frequentato nel corso della mia giovane vita. Ho cambiato innumerevoli amicizie, compagnie, interessi, luoghi e qualsiasi cosa potesse facilitarmi l’inserimento nella “giusta” cerchia fin quando non ho capito che non sarei mai stata in grado di trovarla se non avessi smesso di cercare il meglio altrove.

Purtroppo e per fortuna l’unico vero posto capace di capirmi a pieno e di accogliermi perfettamente per quello che sono è la mia mente ma nessuno potrebbe viverci dentro senza perdere la propria sanità – me compresa. Sarebbe stupido credere di poter trovare altre persone simili a noi, che siano la nostra fotocopia, nessuno potrebbe mai accettare in toto gli altri, ogni scelta, azione, idea, comportamento, interesse e tutto ciò che rende una persona tale. Ognuno di noi è un essere vivente unico, dotato del proprio box esperienziale e informativo che nessuno mai potrà condividere e che allo stesso tempo lo rende una persona irripetibile. Per quanto sia piacevole trovare amicizie affini ai propri interessi, amori capaci di capirci quanto più possibile e luoghi che permettano alle nostre idee di poter crescere mai nessuno sarà noi. Nessuno potrà mai rispondere perfettamente alle nostre esigenze/aspettative perché semplicemente non è la proiezione delle nostre volontà ma unicamente un essere umano diverso e simile a noi.

Smettendo di cercare noi stessi negli altri si può imparare a scoprire un vasto mondo di novità capaci di farci stare bene in modo differente da quello a cui siamo abituati.

Questo non significa certo che sia possibile piacere a tutti proprio perché, come già detto, ognuno ha il proprio carattere e i propri interessi ma è possibile imparare ad accettarsi reciprocamente. Smettendo di costringerci ad essere tutti uguali si può riuscire a guardare il mondo da infinite angolazioni e prospettive, facendo attenzione a certi dettagli piuttosto che ad altri.

Non esiste per ognuno di noi il “posto giusto nel mondo”, banalmente parlando non è neppure la caccia al “meno peggio” perché tutto è insito nella accettazione di sé che permette di riuscire a stare bene e basta. Ogni posto può essere giusto a seconda delle necessità intellettuali o affettive di un certo periodo, ogni persona può essere la giusta compagna/amica/alleata se presa nella sua interezza e nei suoi dettagli distintivi per quella che è e non per quella che noi vorremmo che fosse.

Le persone di cui ci si circonda dovrebbero essere solo elementi aggiuntivi ad un benessere già esistente.

Non si tratta più di aspettative, di sforzi, di compromessi o di ogni altra cosa che imponga un mutamento, si parla unicamente di accettazione – intesa come un reciproco scambio di qualsiasi cosa fatto per il solo desiderio di farlo. Questo non significa doversi nascondere dietro ad un “sono fatto così, prendere o lasciare” per giustificare il disinteresse perché quando si ha la volontà di trovarsi è inevitabile e quasi istintivo giungere al compromesso. Il nostro posto ce lo creiamo quotidianamente con le scelte pacifiche e amorevoli del condividerci con le persone che amiamo senza pretendere in cambio qualcosa.

In questo nuovo mondo si è dimenticato come si vive, non mi stancherò mai di crederlo. La vita è fatta di una certa armonia collettiva, di interesse reciproco e di condivisione perché tutto dovrebbe ruotare attorno al concetto di vita. Se il mondo si costruisce su altri principi come il denaro, la notorietà e altri costrutti quantitativi e non qualitativi, diventa inevitabile un allontanamento repentino da tutto ciò che ci rende umani e ci porta ad essere involucri di una mente ottenebrata da numeri. Per quanto complicato possa sembrare, prima che sia troppo tardi e che ogni individuo di questo pianeta si trasformi in un mostro, è giusto ritornare a vedere le cose da un punto di vista più utile per la specie (opinioni personali, s’intende).


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