Recensione: "Ted Bundy – Fascino Criminale" di Joe Berlinger

Il film

La pellicola dal titolo originale “Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile” è stata diretta da Joe Berlinger nel 2019 come adattamento cinematografico del libro “The Phantom Prince: My Life With Ted Bundy” di Elizabeth Kendall – fidanzata di lunga durata dello stesso Ted Bundy – e che tratta del serial killer statunitense autore di decine di omicidi ai danni di giovani ragazze negli anni settanta processato a morte nel 1989.

Il film è la riproduzione di quanto è avvenuto nella realtà e si avvale di documenti, immagini e dati reali risalenti alla storia. Tra il cast del docu-film compaiono grandi volti del cinema tra cui Zac Efron, Lily Collins, Kaya Scodelario e John Malkovich nei panni dei protagonisti.

Produzione

Il progetto è stato presentato al Festival di Cannes nel 2017, ma le riprese sono iniziate solo il 18 gennaio 2018 a Covington, nel Kentucky. Il primo trailer del film viene diffuso il 25 gennaio 2019 mentre la pellicola è stata presentata per la prima volta al Sundance Film Festival il 26 gennaio 2019 e distribuita nelle sale cinematografiche italiane a partire dal 9 maggio 2019.

Incassi e premi

“Ted Bundy – Fascino Criminale” viene realizzato con un budget di 8 milioni di dollari, al botteghino però non è un gran successo infatti riesce a malapena a coprire le spese incassando globalmente quasi 9,9 milioni di dollari in tutto il mondo. Questo spiega anche il motivo per cui la pellicola riesce ad aggiudicarsi unicamente i premi: Atlanta Film Festival nel 2019 come “Originator Award a Joe Berlinger” ed il Mammoth Film Festival nello stesso anno come “Miglior attore a Zac Efron” e “Gran Premio della Giuria al miglior film”.

Trama

Viene ripercorsa la storia che ha portato all’arresto di Ted Bundy e della relazione che ha avuto con Elizabeth. Nel dettaglio la vicenda si apre nel 1969 a Seattle dove Ted Bundy incontra Liz all’epoca studentessa universitaria e madre single. I due iniziano a frequentarsi e Ted aiuta Liz a crescere la sua giovane figlia Molly mostrandosi sempre come un ragazzo gentile e premuroso, attento alla sua famiglia e pieno d’amore per entrambe. Pochi anni dopo – siamo nel 1074 – Liz sente alcune notizie dalla televisione riguardanti la caccia all’uomo: un ragazzo il cui identikit riporta alla mente Ted è ricercato con l’accusa di rapimento e aggressione. Le notizie annunciano la scomparsa di molte giovani donne in tutto lo stato di Washington e in Oregon, tra cui due rapimenti che hanno avuto luogo in pieno giorno al Lake Sammamish State Park. Un uomo che assomiglia a Ted viene notato da diverse persone mentre chiede prima ad una ragazza e successivamente nello stesso giorno ad un’altra donna, entrambe risultate poi scomparse, di aiutarlo a caricare una barca a vela su una Volkswagen Maggiolino.

Molte sono le telefonate che la polizia riceve che suggeriscono che la persona ricercata sia proprio Ted, quando la polizia lo ferma trova nella sua vettura materiale potenzialmente pericoloso ed il ragazza viene quindi arrestato nel 1975. Processato per aver aggredito una donna di nome Carol DaRonch che riconosce Ted da una fila di sospettati, affermando che lui l’abbia rapita e l’abbia minacciata di ucciderla prima che riuscisse a fuggire. Ted, rilasciato su cauzione, torna a casa da Liz, che è sconvolta dopo aver letto un articolo su di lui sul giornale. Ted spiega che a Carol è stata mostrata la sua foto due volte prima del riconoscimento ed è per questo che le è sembrato familiare , lui crede di essere stato incastrato. Dopo un processo di prova di quattro giorni, Ted viene dichiarato colpevole di rapimento aggravato e viene condannato a scontare da uno a un massimo di 15 anni nella prigione dello stato dello Utah. Poche settimane dopo le autorità del Colorado accusano Ted dell’omicidio di Caryn Campbell e nel 1977 l’uomo viene trasferito ad Aspen.

Nonostante tutte queste evidenti accuse avallate di prove e testimonianze Liz rifiuta di credere che Ted sia colpevole, ma gli eventi iniziano a farle perdere la testa e lei inizia ad avere problemi di alcolismo. Cerca di non farsi sopraffare dalle emozioni e prende distanze dalla sua relazione con Ted ancora incarcerato “ingiustaente”. Mentre si trova al Pitkin County Courthouse, Ted sceglie di essere avvocato di se stesso e, come tale, è dispensato dall’uso di manette o catene questo gli permette – durante una pausa – di fuggire dal tribunale saltando da una finestra del secondo piano e correndo verso le montagne, ma viene ricatturato dopo sei giorni. Nel corso del processo sono presenti alcune telecamere per la ripresa e per la diretta con le televisioni locali, questo è un elemento che Ted usa a suo favore affascinando lo stato e persuasendolo col suo fascino alla sua innocenza.

Poco tempo dopo Liz fa visita a Ted in carcere e pone fine alla loro relazione perchè incapace di sopportare altro. Sconvolto Ted organizza una nuova fuga dal carcere e, qualche tempo dopo, due donne in una casa di sorellanza vengono uccise in Florida, fatto a cui fanno seguito attacchi violenti contro altre due donne. Ted viene arrestato e accusato di questi crimini, lui cerca di contattare Liz inutilmente e si ritrova ad allearsi con Carole Ann Boone – una vecchia amica che va a trovarlo in carcere e che crede nella sua innocenza. La giovane ragazza si è appena trasferita in Florida per stare più vicino a lui stimolata dalle immagini trasmesse in televisione. Viene negoziato un patteggiamento prima del processo in cui Bundy si dichiarerà colpevole di aver ucciso le due sorellastre, Lisa Levy e Margaret Bowman, e la dodicenne Kimberly Leach, in cambio di una condanna a 75 anni invece della pena di morte ma Ted rifiuta l’accordo perchè non vuole dichiararsi colpevole di qualcosa che non ha commesso. Questo fa si che Ted e Carole Ann si avvicinino mentre lei lo visita regolarmente; i due iniziano una relazione, ma Ted continua a cercare di raggiungere Liz essendo lei l’unica persona che ami veramente.

In tribunale vengono fornite prove fisiche incriminanti, inclusa una corrispondenza di un calco in gesso dei denti di Ted con le impressioni delle ferite da morso sui glutei di Lisa Levy. In meno di sette ore la giuria condanna Ted per gli omicidi di Levy e Bowman, tre conteggi di tentato omicidio di primo grado e due accuse di furto con scasso. Il giudice di prova Edward Cowart impone la pena di morte per omicidio da eseguire con un’esecuzione per sedia elettrica. Prima del verdetto Carole Ann, già diventata moglie di Ted, gli rivela di essere incinta. Dieci anni dopo, Liz riceve una lettera da Ted e decide di andare a fargli visita. Liz porta con se una serie di documenti inerenti a molteplici omicidi che si pensa siano stati commessi dall’uomo, Liz è intenzionata a scoprire la verità per liberarsi fialmente dell’ombra di Ted dalla propria vita. Ted continua a negare di avere qualcosa a che fare con tutte quelle morti fin quando Liz non decide di mostrargli la foto di una donna decapitata e a quel punto lui amette di averla uccisa utilizzando un seghetto per il ferro. Liz sconvolta lascia la prigione in stato di shock, incontra sua figlia adolescente e il suo nuovo fidanzato e afferma che ora sta bene. Alla fine del film, il filmato d’archivio e il testo sullo schermo dicono che Ted è stato giustiziato nel gennaio 1989, all’età di 42 anni. Ted aveva confessato più di 30 omicidi qualche giorno prima e le sue ceneri vennero sparpagliate lungo la Catena delle Cascate, dove aveva depositato i resti di numerose vittime.

Critica

La pellicola ha ricevuto opinioni abbastanza contrastanti, sull’aggregatore Rotten Tomatoes il film riceve il 55% delle recensioni professionali positive basato su 178 critiche con un voto medio di 5,7 su 10. Su Metacritic ottiene un punteggio di 52/100 basato su 31 recensioni dal voto medio di 6,8 su 10.

Opinione personale

Un film che ti manipola proprio come Ted Bundy ha manipolato tutti nel corso dei suoi processi riuscendo ad accattivare platee di persone in ascolto alla sua finta innocenza. Per essere un docu-film mi sarei aspettata più materiale reale, più video originali o attenzione a Ted ma la trasposizione della sceneggiatura è stata curata nel dettaglio affinché il film fosse il più fedele possibile alla realtà.

L’interpretazione di Zac Efron ormai battezzato a film e contenuti del tutto comici e leggeri mi ha sbalordito, la sua impersonificazione è stata incantevole così come quella di tutto il cast coinvolto che ha saputo ridare vita ad una storia che ha condizionato l’America per anni. Avrei voluto poter entrare di più nella vita di Ted, nella sua mente malata e in quei pensieri del tutto incoerenti che sono stati il veicolo di questa follia durata decenni più che porre tutta l’attenzione ai processi decisivi che hanno permesso la sua cattura e la sua successiva morte.

In generale posso dire che il film mi sia piaciuto ma mentirei se dicessi che mi abbia lasciato qualcosa dentro.


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Un pensiero su “Recensione: "Ted Bundy – Fascino Criminale" di Joe Berlinger

  1. Dopo “Zodiac” e “My Friend Dahmer”, devo ammettere di non aver digerito molto questo film. Diciamo che i toni a tratti comici e questo Efron affascinante non mi avevano convinto del tutto (per non parlare poi di Jim Parsons, spero sia una mia impressione ma a me sembra che faccia Sheldon Cooper in tutti i film).

    Guardandolo una seconda volta mi sono accorto che la mia poteva essere una deformazione dovuta anche ai diversi libri in merito che avevo letto. Dato che il film è girato dalla prospettiva di Liz Kendall, allora tutti quei toni abbastanza leggeri, che poco si addicono ad un film su Bundy, hanno assunto un senso. Da un lato, mi ha ricordato la biografia di Judith Ridgway.

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