Recensione: "La Teoria del Tutto" di James Marsh

Il film

La pellicola biografica su Stephen Hawking – celebre fisico, astrofisico e cosmologo – è stata diretta da James Marsh nel 2014 col titolo originale “The Theory of Everything” e realizzata come adattamento cinematografico della biografia “Verso l’infinito” (Travelling to Infinity: My Life With Stephen) scritta da Jane Wilde Hawking, ex-moglie del fisico, pubblicata in Italia da Edizioni Piemme. Si tratta del primo film cinematografico a portare sul grande schermo la vita di Stephen Hawking, dopo il film per la televisione Hawking del 2004, dove il protagonista era interpretato dall’attore Benedict Cumberbatch. Per l’interpretazione del ruolo principale è stato scelto Eddie Redmayne accompagnato poi da Felicity Jones come protagonista femminile, Emily Watson e David Thewlis.

Produzione

La produttrice Lisa Bruce, insieme allo sceneggiatore Anthony McCarten, hanno passato tre anni a convincere Jane Wilde Hawking ad accettare la possibilità di fare un film tratto dal suo libro biografico. Anthony McCarten era interessato già da tempo a scrivere un film sul celebre astrofisico e già più volte aveva incontrato Jane Hawking presentandole varie bozze di sceneggiature. Poi, tramite il loro comune agente, fu introdotta Lisa Bruce come produttrice la quale dichiarò che ci furono un sacco di lunghe conversazioni, davanti a molti bicchieri di sherry e quasi il doppio di tazze di tè per decidere nel dettaglio la sceneggiatura. Quando venne accettata la proposta il regista James Marsh iniziò subito a studiare numerosi archivi di immagini e documentari affinchè Redmayne potesse interpretare al meglio il soggetto. L’attore incontrò Hawking stesso e commentò l’incontro dichiarando che nonostante la totale incapacità di movimento i suoi occhi erano effervescenti e molto comunicativi. Da aprile a ottobre, per sei mesi, Redmayne si dedicò a studiare la vita di Hawking, guardando ogni documentario e ogni intervista disponibile. Il regista dichiarerà che lo sforzo del giovane attore fu immenso, abbracciando la difficile fisicità del ruolo tracciando non solo una semplice disabilità ma tutto un percorso di erosione di corpo e mente. Hawking stesso ha spesso accompagnato Redmayne durante la riprese del film, prestando infine anche la sua voce elettronica nel doppiaggio. Successivamente anche Jane Hawking dichiarerà in radio di aver spesso seguito Felicity Jones nella preparazione per l’interpretazione del suo personaggio, affermando, una volta visto il film, di essere rimasta notevolmente sorpresa di come l’attrice fosse riuscita a incorporare i suoi manierismi o modelli di discorso nella sua performance. La sceneggiatura di Anthony McCarten è stata sviluppata nell’arco di dieci anni di lavoro.

L’8 ottobre 2013 il progetto entra in fase di lavorazione; le riprese si svolgono tra l’Università di Cambridge ed altre location nel Regno Unito, gli effetti visivi del film vengono affidati e curati dalla Union Visual Effects. La colonna sonora del film è stata curata da Jóhann Jóhannsson, che registrò agli Abbey Road Studios, con Ed Bentley come assistente. Il primo trailer del film viene diffuso il 7 agosto 2014 mentre la pellicola intera viene rilasciata in anteprima mondiale al Toronto International Film Festival il 7 settembre 2014 e poi successivamente distribuita nelle sale cinematografiche statunitensi il 7 novembre dello stesso anno e in quelle italiane dal 15 gennaio 2015. Il film è stato vietato negli Stati Uniti d’America ai minori di 13 anni non accompagnati, a causa di alcuni elementi tematici e materiale “spinto”.

Incassi e premi

Il film ha incassato quasi 124 milioni di dollari in tutto il mondo, a confronto di un budget iniziale di circa 15 milioni di dollari. La pellicola ha vinto inoltre innumerevoli premi, tra cui: nel 2015 L’Oscar come “Miglior attore protagonista a Eddie Redmayne”; il Golden Globe come “Miglior attore in un film drammatico a Eddie Redmayne” e “Migliore colonna sonora originale a Jóhann Jóhannsson”; il British Academy Film Awards come “Miglior film britannico”, “Miglior attore protagonista a Eddie Redmayne” e “Migliore sceneggiatura non originale a Anthony McCarten”; il David di Donatello come “Miglior film dell’Unione Europea”; il Screen Actors Guild Awards come “Miglior attore in un film a Eddie Redmayne”; il Toronto International Film Festival come “Migliori rivelazioni in un film a James Marsh, Eddie Redmayne e Felicity Jones”; l’Hollywood Film Awards come “Miglior attore rivelazione a Eddie Redmayne” infine il Saturn Awards come “Miglior film internazionale”

Trama

Come detto la storia ripercorre la vita di Stephen Hawking nei suoi periodi più importanti, nel dettaglio inizia nel 1963 quando Stephen è un cosmologo dell’Università di Cambridge che sta cercando di trovare un’equazione unificatrice per spiegare la nascita dell’universo e come esso sarebbe stato all’alba dei tempi. A una festa universitaria conosce la studentessa di lettere Jane Wilde per cui dimostra sin da subito un notevole interesse. Entrambi sono attratti l’uno dall’altro e ben presto Stephen invita Jane al ballo di primavera dove i due si scambiano il loro primo bacio sotto le stelle. La relazione tra i due potrebbe essere perfetta se non fosse che la salute fisica di Stephen inizia a peggiorare impedendogli di camminare correttamente: gli viene diagnosticata l’atrofia muscolare progressiva. La malattia degenerativa dà a Stephen un’aspettativa di due anni di vita prima di essere sopraffatto dalla rigidità dei propri muscoli. La notizia lo sconvolge al punto che si allontana dagli amici, da Jane e dagli studi per fuggire dallo shock causato dal sapere che presto non sarà più in grado di camminare, parlare, respirare e vivere la sua vita quotidiana. Quando Jane apprende la notizia corre da Stephen e cerca in tutti i modi di scuoterlo, gli promette di restare al suo fianco per tutto il tempo che resta loro e di farsi carico di tutte le necessità fisiche e di salute di cui avrà bisogno a patto che lui non si arrenda. I due si sposano e vanno presto a convivere per iniziare la loro vita insieme, Stephen peggiora di giorno in giorno e ben presto sarà costretto a spostarsi sulla sedia a rotelle. L’amore tra i due procede come se fosse una favola, Jane ha due figli e le fatiche per accudire il marito diventano notevoli con il peggiorare di lui.

Stephen Hawking ha gettato la spugna con gli studi, dopo essere riuscito a prendere il suo dottorato la presenza della sua malattia ha impedito a qualsiasi altra cosa di occupare la sua mente. Un giorno, nel corso di una normalissima azione quotidiana con la moglie, gli arriva finalmente un’idea per riuscire a dimostrare la sua teoria e, mentre Stephen presenta la sua nuova teoria sull’origine e sulla fine dell’universo davanti a un congresso di scienziati, Jane, che sente il peso della vita familiare, trova conforto negli incontri settimanali con il coro della chiesa. Qui la donna conosce Jonathan, un giovane vedovo insegnante di musica, che piano piano si inserisce nella famiglia Hawking. Inevitabilmente le condizioni di Stephen peggiorano ancora e, durante una rappresentazione teatrale alla quale partecipa sotto invito, ha un malore. Jane decide di staccarsi da Jonathan, verso il quale prova dei sentimenti, oltretutto ricambiati, per assistere suo marito. Quest’ultimo viene salvato grazie a una tracheotomia che gli causerà però la perdita della voce. Distrutto dalla mancanza dell’unica facoltà motoria che gli rimaneva, Hawking sprofonda nel più completo abbandono. Sarà l’aiuto di Elaine, un’infermiera che riuscirà a farlo comunicare mediante una tavola con colori e lettere, a renderlo di nuovo capace di esprimersi così che lui possa finalmente avere modo di scrivere la sua teoria in un libro.

Ben presto si rende conto che i sentimenti verso la moglie sono svaniti, decide quindi di lasciarla per permetterle di vivere una vita normale e felice senza dover necessariamente sostenere ancora tutto il peso della sua malattia. Parte con Elaine per l’America dove viene premiato ed elogiato per le sue teorie e per il suo contributo alla fisica moderna grazie allo scritto sul tempo; rimarrà celebre una sua frase durante un incontro con il pubblico: “Finché c’è vita, c’è speranza”. Successivamente riceve un invito dalla Regina Elisabetta, che lo onora del titolo di cavaliere dell’ordine britannico (titolo che rifiuterà), portando con sé i figli e Jane, la prima donna ad aver creduto nelle sue idee e ad averlo aiutato a renderle concrete.

Critica

Il film è stato accolto molto positivamente dal pubblico tanto che sul sito di aggregazione di recensioni Rotten Tomatoes possiede un punteggio del 79% basato su 267 recensioni dal voto medio di circa 8,7/10. Sul sito Metacritic invece la pellicola ha un punteggio di 72/100 basato su 47 recensioni professionali dal voto medio di 7,8 su 10.

Opinione personale

Trovo sia sempre una gioia poter guardare questo film carico di emozioni e di esperienze reali anche se gioia non è proprio la parola più adatta a descrivere la pellicola e l’impatto emotivo che lascia. Tutto è condito da una tale passione che entra con prepotenza nel petto e non lo lascia per lungo tempo continuando a far rimuginare la mente su quello che ha appena terminato di guardare. Ogni dettaglio è pensato con estrema attenzione, documenta a pieno la vita di Stephen Hawking senza trascurare mai nulla d’importante, l’espressività degli attori poi fa da padrona nel racconto. Le note sono delicate, le immagini pulite e piene di sottintesi, tutto è ideato per far lavorare la mente insieme allo scorrere del tempo e delle immagini.

Come già detto in altri articoli, adoro Eddie Redmayne e trovo sia un attore sopraffino, anche in questa sua interpretazione è stato capace di immedesimarsi al 100% in un personaggio che ha cambiato il mondo e quello che conosciamo di esso – letteralmente. Guardando “La teoria del Tutto” piango ogni volta per il carico di sensazioni suscitate e non posso frenare o controllare questa esplosione nonostante sappia già la storia.

Un gran bel film, sicuramente.


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