Recensione: “Too hot to handle” di Laura Gibson e Charlie Bennett

Il reality show

Battezziamo la nuova categoria di recensioni dedicata all’intrattenimento televisivo da salotto parlando proprio di “Too hot to handle” la nuova produzione Netflix apprezzata da milioni di utenti in tutto il mondo. Lo show, prodotto da Fremantle per la compagnia Talkback e ideato da Laura Gibson e Charlie Bennett, è attualmente composto da una stagione sola di 8 episodi disponibili sulla piattaforma di streaming legale di Netflix a partire dal 17 Aprile 2020.

A dare la voce alla narrazione del reality è Desiree Burch, che si diverte con battute e suggerimenti ironici a commentare le vicende.

Produzione

L’idea dello show inizia nel 2016 quando Laura Gibson – direttrice creativa della Talkback, società di produzione di Fremantle – decide di voler produrre un reality show per appuntamenti. Dopo una lunga serie di idee nasce il format per “Too hot to handle”. Viki Kolar e Jonno Richards, produttori esecutivi dello show hanno dichiarato che l’ispirazione per il personaggio dell’intelligenza artificiale/assistente virtuale è nato dalla ricreazione di qualcosa capace di essere paragonabile ad una videosorveglianza continua che potesse punire eventuali disertori alle regole in qualsiasi momento e d qualsiasi angolazione della proprietà. In un’intervista Viki Kolar ha precisato a definire Lana come qualcosa di “letteralmente ovunque intorno a noi. In un certo senso ci governa, sta prendendo il sopravvento” – un forte paragone con l’idea di “Grande Fratello” di Orwell.

Appurato tutto questo il 5 maggio 2019 Netflix decide di aggiungere il contenuto al suo portale di streaming legale a pagamento e cambia il titolo del reality in “Too hot to handle” per i suoi contenuti educativi, formativi, divertenti, sportivi e culturali. Il 24 giugno l’idea viene approvata e successivamente prorogata fino al 5 marzo 2020 così che il contenuto potesse circolare su Netflix come “Contenuto Originale”.

Nel 2018 si apre il casting per il reality show a cui prendono parte più di 3000 persone, i partecipanti vengono scelti in fretta e le riprese iniziano poco dopo: a dicembre la troupe ottiene il permesso di utilizzare il lussuoso resort “Casa Tau” in Punta Mita, Mexico. Tra Marzo e Aprile 2019 si svolgono le riprese a cui seguono alcuni giorni di “vacanza” ai concorrenti finalisti senza ausilio di telecamere. Il 10 Aprile Netflix rilascia il trailer ufficiale della prima stagione auto-conclusiva dello show ed il 17 rende disponibile la visione degli otto episodi.

Il format

Lo show è governato da LANA: un’assistente virtuale inserita all’interno di coni di plastica dislocati in tutta la proprietà che osserva e interagisce con le persone del reality show. I primi 10 concorrenti (belli e seducenti come Dei) vengono invitati nella villa e per le prime 12 ore nessuno fornisce loro alcun suggerimento di quello che sarà il gioco che per quattro settimane li aspetterà, questo permette a “LANA” di raccogliere dati essenziali per la creazione di profili comportamentali. I partecipanti hanno una caratteristica che li accomuna: nessuno riesce a instaurare legami reali e tutti sono “dipendenti” da incontri occasionali a base di sesso e niente più.

Dopo una prima conoscenza i giocatori convinti di avere carta bianca utilizzano le loro strategie di seduzione per avanzare i primi corteggiamenti finalizzati al piacere carnale ma ben presto “LANA” si attiva e fornisce tutte le regole del soggiorno nella villa. Per quattro settimane i concorrenti non potranno fare nulla che sia legato al sesso: niente baci, petting, rapporti sessuali e masturbazione, questo permetterà loro una crescita personale oltre che la possibilità di vincere un cospicuo montepremi di 100 mila dollari. Un duro colpo da ingoiare per questi abili seduttori abituati a tutt’altro. Ogni violazione delle regole farà calare il montepremi di cifre diverse a seconda del misfatto commesso, per fare qualche esempio un bacio costa 3 mila dollari di multa, il sesso orale costa 6 mila dollari, un rapporto sessuale 20 mila dollari e così via. “LANA” non fornisce un “listino prezzi” ma la violazione di certe regole fa ben presto capire ai concorrenti il prezzo delle loro azioni.

Nel corso del soggiorno ai concorrenti viene chiesto di maturare come individui, questo significa andare oltre le apparenze e cercare di creare legami più profondi sia di amicizia che di amore. Per aiutare il successo della missione vengono realizzati anche dei laboratori che mettono alla prova le emozioni dei giocatori e gli permettono di migliorarsi per riuscire a creare poi momenti di totale connessione con un partner e guadagnarsi dei “Lascia Passare” verdi per poter agire al di fuori delle regole.

Ai dieci concorrenti iniziali se ne aggiungono altri nel corso dei giorni, per tentare la stabilità emotiva di alcune coppie formatesi e per dare modo ad atri di gareggiare allo stesso montepremi le cui sorti sono ignote e il cui valore continua a calare a suon di violazioni. I concorrenti che no fanno progressi e che non entrano nel reale clima di maturazione del gioco possono essere eliminati o allontanati dal gioco, allo stesso modo è possibile ritirarsi in qualsiasi momento rinunciando anche al montepremi nel caso in cui il soggiorno non stia realmente mettendo alla prova te stesso con le giuste tentazioni.

Critica

Alcune pubblicazioni hanno comparato “Too hot to handle” a “Love island” per alcune similitudini nel format eppure il risultato finale convince gli utenti e raggiunge ben presto la prima posizione di visualizzazioni su Netflix dopo solo 3 giorni dalla sua pubblicazione sulla piattaforma. Nonostante questo l’aggregatore di recensioni Rotten Tomatoes fornisce alla prima stagione una freschezza del 35% basata su 23 recensioni dal punteggio medio di 4,4/10 mentre Metacritic attribuisce un punteggio di 43/100 basato su 10 recensioni dal punteggio medio di 3,8 su 10.

Opinione personale

Non sono avvezza a guardare cose di questo tipo, in generale non vado pazza per i reality show dove un gruppo di persone non fa altro che mettersi in mostra e cerca in qualche modo di creare legami emotivi con l’ausilio di telecamere; non penso sia necessaria una troupe televisiva per riuscirci ma questo è solo il pio personalissimo punto di vista. Detto ciò sono stata incuriosita a guardare “Too hot to handle” proprio perché tra le sue regole fondanti vige il divieto di ogni pratica sessuale solitamente permessa in altri format simili.

Non posso dire di aver avuto una folgorazione o di essermi follemente innamorata del programma ma devo ammettere che quel che ho visto è stato sufficientemente divertente da farmi arrivare fino alla fine dello spettacolo. La durata degli episodi è ridotta e tutto lo show si riassume perfettamente in quegli otto episodi in cui viene mostrato l’essenziale senza troppi giri inutili o complotti tipici dei reality. Ho apprezzato profondamente la voce commentante che è stata cinica e ironica nei giusti momenti lasciando che il resto parlasse da sé. Dovessi definirmi una fan acclamata del programma mentirei ma non posso nemmeno dire di non aver apprezzato la visione tra Serie Tv e Film che a lungo andare diventano soffocanti.

Un po’ di leggerezza e TV-spazzatura non guastano mai.


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