Recensione: “La storia infinita” di Wolfgang Petersen

Il film

La pellicola è stata diretta da Wolfgang Petersen nel 1984 con il titolo originale “Die unendliche Geschichte” come trasposizione dell’omonimo romanzo di Michael Ende, rispetto al quale vi sono comunque numerose differenze. Realizzata per la Producers Sales Organization e distribuita nelle sale cinematografiche da Medusa Film la cui proiezione venne fatta per la prima volta nelle sale statunitensi il 20 luglio 1984, mentre in quelle italiane il 6 dicembre dello stesso anno.

Tra il cast compaiono i volti di Noah Hathaway, Barret Oliver e Tami Stronach nei panni dei personaggi principali.

Altri Media

Al film seguirono altre due opere divenute molto meno famose della prima: “La storia infinita 2” del 1990 e “La storia infinita 3” del 1994 da considerarsi sequel delle vicende principali.

L’anno successivo, nel 1985, dal film più che dal romanzo originale, venne tratto il videogioco di avventura testuale “The Neverending Story”.

Nel 2009 la Warner Bros. aveva avviato i preparativi per produrre un rifacimento del film, acquistando i diritti cinematografici del romanzo e dei film con l’appoggio di studi minori Kennedy Marshall Co e Appian Way. L’annuncio della produzione informava che il nuovo film sarebbe stato attualizzato all’epoca odierna con alte aspettative dovute agli ingenti effetti visivi, e che in caso di successo sarebbero stati confermati successivi sequel dediti al riavvio della saga cinematografica. Nel 2011 tuttavia, la produttrice Kathleen Kennedy ha riferito che a causa di problemi riguardanti i diritti d’autore dell’opera, il secondo adattamento cinematografico non sarebbe più avvenuto.

Nel 2012, la versione lunga tedesca è stata ampiamente restaurata da Constantin Film e CinePostproduction GmbH. Hanno scansionate le due diverse versioni del film; la versione internazionale con la durata di 90/93 minuti e la versione tedesca di 97 minuti. La versione tedesca era disponibile solo in duplicato-positivo; il negativo originale era disponibile dalla versione internazionale. Per ottenere il miglior risultato possibile, il negativo originale è stato utilizzato come base per il restauro del duplicato-positivo ed è stato utilizzato solo per quelle sequenze che mancano nella versione internazionale. La scansione e l’elaborazione sono state eseguite in risoluzione 3K.

Produzione

Le riprese del film si sono svolte da marzo a novembre 1983 e l’adattamento riguardava solo la prima metà del libro. La maggior parte del film è stata girata ai Bavaria Studios di Monaco di Baviera, ad eccezione delle scene di strada e degli interni scolastici nel mondo reale, che sono stati girati a Vancouver, in Canada.

Le musiche per il film furono composte da Klaus Doldinger del gruppo jazz tedesco Passport in collaborazione con l’italiano Giorgio Moroder.

Incassi e premi

Contro un budget di 25 milioni di dollari che ne fece il più costoso film di produzione tedesca, il film si decretò un successo guadagnando complessivamente oltre i 100 milioni di dollari in tutto il mondo. In aggiunta riuscì ad aggiudicarsi alcuni premi tra cui nel 1985 il Saturn Award come “Miglior attore emergente a Noah Hathaway”; nel 1984 il Premio Bambicome “Miglior film nazionale a Wolfgang Petersen, Bernd Eichinger e Giorgio Moroder”; nel 1985 il Bavarian Film Award come “Miglior produttore a Bernd Eichinger, Dieter Geissler e Günter Rohrbach”; nel 1985 il German Film Awards come “Miglior scenografia a Rolf Zehetbauer” e infine nel 1984 il Golden Screen Germania.

Trama

Come ben noto la storia viene trattata su più aspetti spazio-temporali, per esattezza viene narrata la storia di Bastian – un ragazzino amante dei racconti d’avventura, bullizzato dai compagni a scuola e che vive da solo col padre dopo la prematura morte della madre. Un giorno fuggendo dai suoi persecutori si nasconde in una bottega dove viene accolto malamente dal padrone fino a quel momento intento a leggere uno strano libro intitolato “La storia infinita”. Approfittando di un attimo di distrazione, Bastian ruba il libro con la promessa di restituirlo appena terminato e scappa via mentre il proprietario lo guarda allontanarsi sorridendo divertito. Bastian arriva a scuola in ritardo come suo solito, e non appena scopre che i suoi compagni sono già impegnati con un compito in classe, decide di rifugiarsi nella soffitta della scuola, dove inizia a leggere avidamente il libro.

Da quel momento in poi viene narrata la storia del libro, ambientata nel regno di Fantàsia dove incombe la grande e sconfinata minaccia del Nulla – un’oscura entità che sta distruggendo le loro terre. Qui l’Infanta Imperatrice, sovrana del regno, è terribilmente malata e solo un eroe può salvarla da morte certa. Per salvare il regno si chiama a raccolta un gran consiglio che decide di affidarsi al gran guerriero Atreyu, noto per le sue vittorie in battaglie, per salvare Fantàsia dal Nulla. A lui viene affidato il simbolo dell’Imperatrice e gli viene chiesto di andare in missione sprovvisto di ogni armamento. Parte immediatamente in groppa al suo cavallo Artax, ma non appena inizia il suo viaggio scopre di essere braccato da Gmork – un Lupo nero enorme, manifestazione del Nulla – che lo insegue tentando d’impedirgli di compiere la sua missione. Giunto alle Paludi della tristezza Artax muore venendo inghiottito da una delle sabbie mobili della palude per aver perso la speranza ed essersi lasciato dominare dal vuoto interiore. Disperato Atreyu vaga alla ricerca di Morla l’essere millenario che potrebbe aiutarlo nella sua avventura, una gigantesca tartaruga che lo indirizza alla volta dell’Oracolo del Sud. Atreyu, stanco e sconsolato, sta per essere raggiunto da Gmork, quando viene tratto in salvo da un gigantesco drago bianco. Quando si risveglia il giovane guerriero è tra le zampe del simpatico Fortuna-Drago di nome Falkor e viene accolto dalle amorevoli cure degli gnomi coniugi Engywook e Urgl. Scopre poi di essere in prossimità dell’Oracolo, ma per giungere al suo cospetto deve prima superare alcune prove che possano mettere alla prova il suo animo: la prima è la porta delle Sfingi il cui sguardo incenerisce gli eroi il cui cuore non è puro abbastanza, la seconda porta è lo specchio dell’anima dove Atreyu vede riflesso un ragazzino intento a leggere un libro.

In quel momento esatto si capisce che Bastian è esso stesso parte della storia che sta leggendo e ha potere di cambiare le cose dando un nuovo nome all’Imperatrice e far quindi finire la conquista del Nulla. Come Bastian è osservatore e protagonista allo stesso tempo della storia che sta leggendo, lo stesso osservatore del film diventa a sua volta osservatore e protagonista con attribuzione di significato in una storia infinita che muta ogni volta che viene fruita. Sta a tutti i partecipanti continuare a credere al potere di Fantàsia ed evitare che il Nulla la inghiotta ancora una volta.

Critica

La pellicola è stata un grandissimo successo al botteghino e in generale ha ricevuto recensioni positive negli anni affermandosi come un classico. Sul sito di aggregazione di recensioni Rotten Tomatoes il film detiene una freschezza dell’80% basato su 40 recensioni dal punteggio medio di 8,1/10. Sul sito di Metacritic invece la pellicola ottiene un punteggio di 46/100 basato su 10 recensioni dal punteggio medio di 7,4 su 10.

Curiosità

Per quanto riguarda l’uso degli effetti speciali occorre ricordare che la pellicola risale agli anni ’80 e, a quel tempo, si parlava di effetti particolarmente elaborati considerando il poco sviluppo in materia. Tutte le creature fantastiche del film dovevano essere costruite realmente partendo da piccoli modelli in argilla, sulla base di queste forme, sono state prodotte figure di gommapiuma, che hanno ricevuto un interno meccanico. Alla fine, ci sono voluti fino a 15 burattinai per muovere un singolo personaggio. Queste costruzioni possono ancora essere viste parzialmente nella Bavaria Filmstadt a Geiselgasteig vicino a Monaco di Baviera: una delle attrazioni turistiche più popolari è il drago Falkor, che è particolarmente popolare tra i bambini, di fronte a uno schermo blu. Piccoli effetti speciali sono stati esternalizzati al Filmpark Babelsberg di Potsdam vicino Berlino.

Nella versione americana del film, i titoli di testa sono stati cambiati stilisticamente (immagini di nuvole anziché sfondo nero). Inoltre, il film è stato abbreviato di 6:42 minuti per semplificare la storia.

Opinione personale

Inutile dire quanto io sia affezionata a questa pellicola che ha caratterizzato tutta la mia infanzia insieme a Fantaghirò e mi ha sviluppato una profonda passione per la lettura e per tutto il mondo creativo collegato alle storie testuali. Ricordo che quando ero bambina desideravo guardare il film almeno un paio di volta all’anno e mia mamma doveva sorbirsi le quasi due ore di pellicola integrale solo per farmi felice.

Nonostante conosca a memoria tutte le battute riesco comunque a piangere nel corso del film per tutte le emozioni suscitate e per i forti significati trasmessi nella pellicola che arrivano sempre dritti al mio tenero cuore. Ogni volta che ho modo di riguardarlo noto e percepisco qualcosa di diverso e questo significa unicamente che “La Storia Infinita” continua a crescere con e a non morire mai proprio come è giusto che sia. Il significato intrinseco riesce a colmare la grafica terribile e la forte presenza teatrale nella pellicola cinematografica molto usata negli anni di produzione a cui si riferisce. Tutto funziona come un enorme meccanismo inarrestabile e io sono sempre felice del risultato finale che mi lascia un piacevole calore dentro.

Un pezzo di me che dal passato continua a vivere nel presente accompagnandomi con ricordi insostituibili.


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