Settimana dedicata a “Ritorno al Futuro” di Bob Gale e Robert Zemeckis #2

Le origini

Il produttore e sceneggiatore Bob Gale concepì l’idea dopo aver visitato la casa dei suoi genitori a Saint Louis nel periodo seguente l’uscita del film “La fantastica sfida”. Cercando nella loro cantina, Gale trovò l’annuario scolastico di suo padre e scoprì che aveva ricoperto la carica di class president nell’ultimo anno di liceo. Gale pensò al suo class president, un ragazzo con cui non aveva nulla in comune, e si domandò se sarebbe potuto diventare amico di suo padre qualora fossero andati a scuola insieme. Quando tornò in California, raccontò a Robert Zemeckis la sua idea. Zemeckis pensò poi all’idea di una madre dei tempi attuali che andava sostenendo di non aver mai baciato nessuno a scuola, quando in realtà negli anni giovanili era stata una ragazza molto promiscua. I due portarono il progetto alla Columbia Pictures, e trovarono un accordo per la realizzazione della pellicola nel settembre del 1980. L’idea di Zemeckis era quella di operare una variazione sul classico tema dei viaggi nel tempo: invece di narrare un viaggio di centinaia di anni nel passato, il regista preferì concentrarsi sulle implicazioni che avrebbero coinvolto un giovane adolescente che si ritrova ad andare indietro di una trentina d’anni, e vivere nell’epoca in cui i propri genitori erano a loro volta ragazzi, nella stessa città per questo scelsero il 1955. Il periodo marcava l’ascesa di importanti elementi culturali per i teenager, la nascita del rock and roll e l’espansione dei suburbi, elementi che avrebbero insaporito la storia.

Gli sceneggiatori trovavano difficile rendere credibile l’amicizia tra Marty e Brown prima di creare il gigantesco amplificatore per chitarra, e risolsero la relazione edipica con sua madre quando scrissero la battuta: «è come baciare mio fratello».

La prima bozza di “Ritorno al futuro” venne completata nel febbraio 1981, la Columbia Pictures mise in vendita i diritti sul film. «Essi ritenevano che fosse un film molto bello e carino, ma non abbastanza sexy», raccontò Gale. «Ci suggerirono di proporlo alla Disney, ma noi decidemmo di vedere se un altro importante studio avesse voluto il nostro lavoro». Tutti i più importanti studi cinematografici rifiutarono il film nei successivi quattro anni, mentre la pellicola subì nel frattempo due ulteriori revisioni. Gale e Zemeckis decisero infine di proporre “Ritorno al futuro” alla Disney. I maggiori studi di produzione reputavano la pellicola “troppo poco volgare” per poter attrarre il grande pubblico, ma la Disney – al contrario di tutti – trovò invece che le implicazioni riguardanti un possibile incesto nel passato tra Marty, il giovane protagonista, e sua madre da ragazza avrebbero potuto danneggiare il nome dell’azienda, e si tirò indietro.

Zemeckis, inoltre, doveva fare i conti con la sua difficile situazione lavorativa: i suoi precedenti film, pur avendo ricevuto il plauso della critica, erano stati snobbati dal pubblico, perciò pochi produttori se la sentivano di affidargli un progetto tanto ambizioso. La svolta arrivò nel 1984, quando l’attore e produttore Michael Douglas gli affidò la regia di “All’inseguimento della pietra verde” la pellicola fu un successo e dette a Zemeckis la possibilità di rimettere mano al progetto di “Ritorno al futuro,” che avrebbe consegnato alla storia del cinema una delle saghe più celebri e apprezzate di sempre.

Il primo film: “Ritorno al Futuro I”

Per il ruolo di Marty furono considerati anche C. Thomas Howell, Corey Hart ed Eric Stoltz, che fu licenziato dopo sei settimane di riprese. A seguito dell’esclusione di Eric Stoltz, il programma per Michael J. Fox era di recitare per “Casa Keaton” durante il giorno, e per “Ritorno al futuro” tra le 18:30 e le 02:30 di notte. Poteva dormire solo 5 ore al giorno. Nei venerdì recitava dalle 22:00 alle 06:00-07:00 del mattino, e dopo si spostava per filmare gli esterni durante il weekend, visto che erano le sole ore disponibili durante il giorno. Fox lo trovò estenuante, ma dichiarò: «era il mio sogno lavorare per la televisione e per il cinema, anche se non sapevo che sarebbe stato in contemporanea. C’era questa strana opportunità e mi sono buttato». A tal proposito, Zemeckis aggiunse anche che, visto che si filmava tutte le notti, lui era sempre mezzo addormentato.

Il film è stato quasi interamente girato nei sobborghi di Los Angeles e, in parte, agli Universal Studios. Le locandine e i manifesti utilizzati per la promozione del film all’epoca della sua diffusione nelle sale cinematografiche furono realizzate dall’illustratore Drew Struzan.

La pellicola, contro ogni previsione, si rivelò un enorme successo al botteghino con un incasso globale di oltre 389,1 milioni di dollari contro i 19 milioni spesi per realizzarlo. Di conseguenza ottenne anche una critica molto positiva tanto che, ancora oggi, riceve apprezzamenti. Sul sito di Rotten Tomatoes la pellicola detiene il 96% di freschezza basato su 80 recensioni generalmente positive dal voto medio di 8,73/10. Metacritic, a sua volta, attribuisce al film un punteggio di 87/100 basato su 26 recensioni professionali dal punteggio medio di 9 su 10.

Grazie al successo ottenuto la pellicola è riuscita ad ottenere molti premi come ad esempio nel 1986 il Premio Oscar come “Miglior montaggio sonoro a Charles L. Campbell e Robert Rutledge”; nel 1986 il Saturn Award come “Miglior film di fantascienza”, “Miglior attore protagonista a Michael J. Fox” e “Migliori effetti speciali a Kevin Pike”; nel 1985 il premio speciale al Festival di Venezia a Robert Zemeckis; nel 1986 il premio David di Donatello come “Miglior produttore straniero a Steven Spielberg” e “Migliore sceneggiatura straniera a Bob Gale e Robert Zemeckis”; nel 1987 l’Awards of the Japanese Academy come “Miglior film straniero”; nel 1986 il Golden Screen; nel 1986 il Premio Hugo come “Miglior rappresentazione drammatica a Robert Zemeckis e Bob Gale”; nel 1985 il National Board of Review Award come “Migliori dieci film”; nel 1986 il People’s Choice Award come “Miglior film” infine nel 1986 lo Young Artist Award come “Miglior film d’avventura per la famiglia”.

Il secondo film: “Ritorno al Futuro II”

A seguito dello straordinario successo del primo film della serie, Ritorno al futuro – Parte II è stato realizzato solo quattro anni dopo ed è stato girato contemporaneamente al terzo episodio della saga che uscì un anno dopo. Una prima sceneggiatura (in cui non solo era già presente il 1985 alternativo con George McFly morto, ma George risultava morto anche nel 2015) prevedeva un viaggio negli anni sessanta con Lorraine in versione figlia dei fiori, ma questa fu modificata perché ritenuta “non filmabile” dalla produzione.

Il film è stato in parte girato nei sobborghi di Los Angeles in California e in parte in studio come avvenne per il precedente capitolo. Venne accolto positivamente dalla critica guadagnando circa 335,9 milioni di dollari nel mondo contro un budget di 40 milioni – non eguagliabile al capitolo precedente: sul sito Rotten Tomatoes la pellicola detiene una percentuale di freschezza pari al 65% basato su 60 recensioni dal punteggio medio di 6,16/10. Sulla piattaforma Metacritic detiene un punteggio di 57/100 basato su 17 recensioni professionali dal valore medio di 8,5 su 10.

Nonostante le opinioni contrastanti da parte degli utenti, il film si aggiudicò acuni premi tra cui nel 1990 il Premio BAFTA come “Migliori effetti speciali a Ken Ralston, Michael Lantieri, John Bell e Steve Gawley”; nel 1990 il Saturn Award come “Migliori effetti speciali a Ken Ralston (Industrial Light & Magic)”; nel 1989 il BMI Film & TV Award come “Miglior colonna sonora ad Alan Silvestri”; nel 1990 il Nickelodeon Kids’ Choice Awards come “Miglior attore a Michael J. Fox” e “Miglior attrice a Lea Thompson” infine nel 1990 lo Young Artist Awards come “Miglior film fantasy o musicale per la famiglia”.

Il terzo film: “Ritorno al Futuro III”

Le scene del film venero girate insieme al capitolo precedente ma, invece che essere diffuse in un unica pellicola (come accennato sopra) vennero separate in due e diffuse con un anno di distanza.

Come accadde per la seconda pellicola, anche nell’ultimo capitolo della trilogia la critica si è frapposta tra soddisfatti e insoddisfatti, tanto che sul sito Rotten Tomatoes il film detiene una freschezza dell’80% basato su 44 recensioni dal punteggio medio di 6,72/10. Al contrario sul sito Metacritic lo stesso film ottiene un punteggio di 55/100 basato su 19 recensioni professionali dal punteggio medio di 8,4 su 10.

Contro un budget di 40 milioni di dollari, complessivamente il film riuscì a incassare 246,1 milioni di dollari nel mondo piazzandosi così all’ultimo posto della classifica della trilogia al box office. Oltre ciò il film riuscì a guadagnarsi i pochi riconoscimenti tra cui nel 1991 il Saturn Award come “Miglior attore non protagonista a Thomas F. Wilson” e “Miglior colonna sonora ad Alan Silvestri”; nel 1990 il BMI Film & TV Awards ad Alan Silvestri e infine nel 2003 il DVD Exclusive Awards nella sezione “Best Special Edition of the Year – Classic Movie per Ritorno al futuro (trilogia)”.


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