Recensione: “The Circle – USA” di Studio Lambert e Motion Content Group

Il reality show

Il programma televisivo “The Circle” nasce in Regno Unito, nella sua versione americana è conosciuto anche come “The Circle US”, diffuso successivamente anche in Francia e Brasile con un accordo con la All3Media. Si tratta di una competizione prodotta dallo Studio Lambert e dal Motion Content Group per Netflix nel gennaio 2020 e diffusa nello stesso periodo sulla piattaforma di streaming legale a pagamento. In totale sono state realizzate 12 puntate per un unica stagione di contenuto.

Netflix ha rinnovato la produzione per una seconda ed una terza stagione di “The Circle USA” il 24 Marzo 2020, lo stesso giorno sono state aperte le audizioni per il cast successivamente rinviate per la pandemia COVID-19.

A dare la voce alla narrazione e a condurre il reality è Michelle Buteau che si diverte a commentare le vicende con battute e suggerimenti ironici.

Produzione

Tim Harcourt è il direttore creativo di Studio Lambert, ha prodotto sia la versione inglese dello show che quella americana. L’idea era quella di capire cosa sarebbe successo a mettere insieme persone perfettamente estranee tra loro senza che queste potessero mi incontrarsi di persona, inizialmente Harcourt aveva considerato l’idea di realizzare un documentario con lo stile “a volo d’uccello” che mostrasse la vita dei concorrenti tra i vari appartamenti. Ha iniziato a lavorare al progetto di “The Circle” dopo che aveva ricevuto la notizia che a Channel 4 serviva un nuovo formato televisivo incentrato sui social media da mandare in onda.

La versione inglese dello show – presentata per la prima volta nel 2018 – venne rinnovata per una seconda stagione dopo alcuni mesi dalla sua conclusione, Channel 4 in accordo con la rivista del settore televisivo britannico Broadcast giunsero ad un accordo secondo cui sarebbe stato interessante rendere il format internazionale. A ottobre dello stesso anno Netflix annuncia così la partnership con la All3Media per creare altre tre versioni del reality in America, Francia e Brasile.

La prima stagione della versione americana è andata in onda a partire dal 1° gennaio 2020 a seguito del caricamento di qualche giorno prima sul canale ufficiale di Netflix di Youtube di un mix di scene relative al primo episodio. La stagione si è conclusa il 15 gennaio dopo appena due settimane decretando il vincitore di “The Circle” e il vincitore come “Fan Favorite”.

Il format

Il gioco inizia con l’ingresso di sei concorrenti negli appartamenti di “The Circle”, a ognuno di loro viene chiesto di realizzare un profilo inserendo alcuni dati anagrafici tra cui nome, età, provenienza e breve biografia in aggiunta ad una foto profilo. La creazione di un account permette al concorrente di giocare ma non gli garantisce una permanenza nello show, tutti i concorrenti sono liberi di scegliere di essere chiunque desiderino (loro stessi, una versione migliore di sé o identità false). Ogni appartamento presso cui i concorrenti vivono per la durata del loro soggiorno è realizzato con schermi di varia dimensione ubicati in tutte le stanze, questo permette ai giocatori di comunicare in qualsiasi momento con gli altri concorrenti e di restare sempre aggiornati sulle notifiche e quanto accade a “The Circle”. Ogni mattina i concorrenti hanno la possibilità di aggiornare il proprio stato e ogni sera sono chiamati a realizzare una lista di preferenza degli altri giocatori con cui hanno avuto interazioni per poter decretare i due “Influencer” del giorno a cui spetta il compito di bloccare un giocatore e quindi di eliminarlo dalla competizione. Il giocatore eliminato, prima di lasciare il gioco, ha la possibilità di incontrare uno degli altri concorrenti di persona e ha anche la possibilità di lasciare un video messaggio a “The Circle” da mostrare a tutti gli altri concorrenti.

Inizialmente per ogni concorrente che viene eliminato da “The Circle” uno nuovo ne arriva, questo per dare modo a più giocatori di gareggiare alla vincita del montepremi di 100 mila dollari in palio e per permettere la creazione di alleanze/strategie differenti. Nel corso della permanenza ogni utente può decidere di utilizzare le varie stanze comuni a disposizione in “The Circle”, avviare chat private/di gruppo con qualsiasi altro giocatore o passare il tempo come più desidera nel proprio appartamento. Sovente “The Circle” organizza attività/giochi/prove che tutti i concorrenti devono fare per ottenere certi vantaggi come avere la possibilità di conoscersi meglio, svelare i catfish o pubblicare contenuti extra sul proprio profilo.

Lo scopo del gioco è diventare popolare tra gli altri utenti così da essere votato come “Influencer” e vincere il montepremi, per essere popolare occorre farsi apprezzare ed essere integri al proprio personaggio (qualunque sia la sua natura – reale o fittizia).

Nel corso della permanenza dei concorrenti le regole di “The Circle” spesso cambiano lasciando i giocatori sempre in stato di allerta, le decisioni del singolo possono mutare il corso degli eventi e portare all’eliminazione di chiunque. Allo stesso modo le alleanze di gruppo potrebbero impedire ai singoli soggetti di emergere e farsi strada nel difficile percorso del successo.

Critica

Sul sito di aggregazione di recensioni Rotten Tomates la prima stagione di “The Circle USA” ottiene una freschezza del 81% basata su 16 recensioni dal voto medio di 6/10. Nel sto Metacritic invece non ancora disponibile una statistica perché sono state realizzate solo due recensioni professionali – una dal voto 70/100 di natura positiva, l’altra dal voto 10/100 di natura negativa.

Opinione personale

Nella mia personalissima esperienza non so dirmi se sono stata davvero soddisfatta o meno della visione, tutti i giocatori – anche quelli che si spacciano come reali – non sono altro che un costrutto mediale realizzato al solo scopo di vincere il programma. Ognuno di loro ha un motivo o più per nascondere la verità proprio come accade tipicamente all’interno dei social network, emergono sin da subito le strategie utilizzate per poter essere più influenti, i motivi che spingono le persone a ingannarsi e ingannare perché consapevoli che la realtà non sarebbe sufficientemente attraente agli occhi degli altri concorrenti a partire dal semplice status relazionale impostato per default da tutti su “Single” anche se irreale.

Mettendo momentaneamente in uso tutti i miei studi sulla comunicazione e sulla sociologia legata al mondo digitale/analogico trovo che questo reality sia qualcosa di estremamente interessante su un piano di vista conoscitivo. Osservando i giocatori muovere le loro pedine, prendere appunti sulle bugie dette e sulle informazioni ricevute dagli altri per monitorare costantemente le prove fornite in caccia di bugiardi, emerge con estrema prepotenza l’attuale andamento della società in rete. Gli utenti della rete, proprio come i concorrenti di “The Circle” mettono da parte la verità per mostrare unicamente il lato di sé che vorrebbero far credere come reale alle persone, vi è una costante attenzione al giudizio degli altri e alle aspettative che ogni azione o contenuto pubblicato è in grado di suscitare alla cerchia di utenti con cui si entra a contatto. Un altro aspetto a mio avviso estremamente interessante è l’uso di tecniche omophiliche per la creazione di alleanze strategiche capace di dominare sui singoli, mi spiego: ogni concorrente è tendenzialmente e inevitabilmente attratto da altri concorrenti simili a lui con cui poter instaurare un legame di reciproco scambio in funzione del raggiungimento di un proprio scopo personale. Se si considera poi che “The Circle” non è altro che un reality show prodotto per l’intrattenimento e, che come tale, segue un copione più o meno rigido realizzato al solo scopo di incentivare le persone alla sua fruizione, tutto diventa ancora più finzionario e deludente nel suo insieme.

Una volta detto ciò, mettendo realmente da parte le mie opinioni puramente tecniche e scientifiche, ammetto di essere stata a mia volta abbindolata alla visione e di aver trovato molto divertente il comportamento di certi utenti nello show. Mi è piaciuto osservare il gioco e le strategie dei concorrenti disposti a tutto pur di arrivare ad essere “Influencer”, e mi è piaciuto anche come tutti siano stati in grado di tenere fedelmente a mente tutto il personaggio costruito evolvendolo quotidianamente.

In generale sono a metà strada tra una completa insoddisfazione ed un reale gradimento di quanto visto, posso dire che mi piacerebbe poter approfondire maggiormente su piano didattico il reality show che offre molteplici aspetti di riflessione sociale ma come mero contenuto televisivo ammetto che lascia abbastanza a desiderare soprattutto per i suoi chiari e palesi riferimenti a contenuti simili già diffusi tra televisione e piattaforme di streaming legali.


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