Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

La serie tv

“Non ho mai…” è una serie televisiva statunitense di 10 episodi di genere comico e drammatico. Creata da Mindy Kaling e Lang Fisher per Netflix con il titolo originale “Never Have I Ever”, composta di una sola stagione distribuita a partire dal 27 aprile 2020 sulla piattaforma di streaming a pagamento e ancora non rinnovata o cancellata per la seconda stagione.

Tra il cast nelle vesti di personaggi principali si nominano Maitreyi Ramakrishnan, Poorna Jagannatha, Richa Moorjani, Jaren Lewison, Darren Barnet e John McEnroe accompagnati dai ruoli più secondari con Ramona Young, Lee Rodriguez, Niecy Nash, Sendhil Ramamurthy, Benjamin Norris, Adam Shapiro, Martin Martinez, Christina Kartchner, Jack Seavor McDonald, Dino Petrera, Eddie Liu, Lily D. Moore, Hanna Stein, Angela Kinsey, Michael Badalucco e Donna Pieroni.

Trailer

Trama

La storia si incentra sulla vita di Devi Vishwakumar che, dopo aver passato un anno abbastanza difficile a scuola, vuole cambiare il suo status sociale e dimenticare l’accaduto: al saggio di musica il padre ha avuto un infarto ed è morto e lei per lo shock ha perso l’uso delle gambe per alcuni mesi stando in carrozzina. Fortunatamente per Devi le sue migliori amiche Eleanor e Fabiola le sono sempre state accanto e accettano di intraprendere questo nuovo cammino scegliendosi un fidanzato che possa aiutarle nell’ascesa verso il successo, peccato però che le cose non vanno esattamente come Davi spera infatti una delle sue amiche capisce di essere lesbica mentre l’altra già nasconde un fidanzato mentre lei cerca in tutti i modi di avvicinarsi al bel Paxton.

Devi va molto bene a scuola, vive con la madre Nalini che è dermatologa e con la bellissima cugina Kamala che ha deciso di completare il suo dottorato di ricerca in biologia negli Stati Uniti allontanandosi un poco dalle tradizioni indiane. Devi odia stare con la madre perché non la tratta mai come vorrebbe e pare invece continuare a rifiutarla con atteggiamenti di allontanamento, per cercare di superare il dolore della morte del padre frequenta una terapista con cui ha un bel rapporto e cerca in tutti i modi di pensare il meno possibile alle cose che non vanno della propria vita. Il suo intento è nobile seppur i modi con cui cerca di raggiungerlo non lo sono affatto, per cercare di essere esattamente come vorrebbe inizia a perdere se stessa e le cose che per lei hanno sempre avuto valore. Le bugie che racconta iniziano ben presto a sfuggirgli le mani infatti dopo che riesce ad avvicinarsi a Paxton racconta che è estato lui a fare il primo passo, racconta di aver fatto sesso con lui anche se non è accaduto, dice alla madre di andare a studiare a casa delle amiche quando in realtà va a feste e lentamente si fa prendere da un vortice di vicende che la portano a fare i conti con il fatto di essere lei stessa la causa della sua rovina.

Con i ricordi che riaffiorano prepotenti dalla morte del padre, con le sue amiche che decidono di prendersi una pausa da lei e lei che decide di prendersi una pausa dalla sua famiglia, Devi dovrà ritrovare se stessa e ad aiutarla sarà proprio io suo rivale numero uno Ben che saprà dimostrarsi il migliore degli alleati.

Curiosità

Mindy Kaling è una celebre comica apparsa in “The Office” e “The Mindy Project”, per ideare “Never Have I Ever” si è ispirata alla propria adolescenza.

Presente nelle puntate come special guest c’è inoltre il grande John McEnroe, l’icona del tennis che presta la voce narrante nella versione originale

Critica

La serie è stata accolta molto positivamente dagli utenti della piattaforma di Netflix e sul sito Rotten Tomatoes la prima stagione detiene una freschezza del 96% basata su 50 recensioni dal voto medio di 7,8/10. Su Metacritic allo stesso modo la prima stagione ottiene un punteggio di 80/100 basato su 18 recensioni professionali dal voto medio di 7,8 su 10.

Opinione personale

Ammetto che in un primo momento ho creduto di trovarmi di fronte ed una serie televisiva molto superficiale piena di allusioni e battute adolescenziali, ero pronta e armata di coraggio per immergermi in drammi adolescenziali che tutto sommato hanno sempre un certo lato buffo che mette allegria; la realtà che mi si è parata davanti non ha nulla di quello che mi aspettassi. Ammetto di essere stata talmente tanto coinvolta dalla visione di aver guardato tutta la prima stagione in un unica serata sul letto a ridere e piangere a fasi alterne.

La serie è un tripudio di clichè rivisitati per essere unici nel loro genere in un mix tra Hollywood e Bollywood in cui non mi era ancora capitato di imbattermi, i personaggi hanno fortissime connotazioni indiane e sono altrettanto fortemente legati alla loro cultura seppur siano quasi due decadi che vivono negli Stati Uniti d’America. Sono stereotipi di loro stessi e combattono la volontà di innovarsi al mantenimento delle tradizioni, la loro mente è sommersa di una cultura che vede ancora obbligate le donne ad accettare un matrimonio combinato scelto dai genitori per benefici sociali, le donne non possono avere una loro vita amorosa prima del matrimonio o volontà al di fuori della cura domestica e matrimoniale: uno stile di vita completamente diverso da quello libertino americano quasi privo di valori tradizionali. La giovane protagonista è più americana che indiana e lo dimostra con le proprie scelte ma la madre non le permette di decidere per se stessa nonostante lasci molta libertà e comprensione alla cugina.

Vi è una netta distinzione tra la figura materna e quella paterna per la protagonista, Devi ed il padre erano fortemente legati da un sentimento di reciprocità puro mentre con la madre le cose sono estremamente complicate, lei è fredda e rigida, perennemente impostata e distante dalla figlia che vorrebbe unicamente il suo affetto. Dopo la morte del padre Devi fa tutto quello che è in suo potere per fuggire da quel dolore tanto da interiorizzarlo al punto da trasformarsi in un’altra pur di non fermarsi e lasciarsi avvolgere da quella tristezza, mette perfino in dubbio la sua lealtà verso le sue amiche secolari pur di cercare di afferrare un effimera soddisfazione felice per se stessa, non vede cosa le accade attorno troppo occupata a combattere i propri demoni e, semplicemente, si allontana dalla sua vita credendo di fare la cosa giusta.

Ogni cosa è estremamente reale, le emozioni, il dolore, la felicità e gli avvenimenti.. tutto è probabile e come tale si lega con prepotenza al fruitore dandogli modo d’immergersi completamente nella vita di qualcun’altro e vivere i suoi drammi interamente. Vengono poste in essere molte emozioni contrastanti che offrono innumerevoli spunti di riflessione e possibilità evolutive interessanti.

Posso dire con certezza di aver fatto una scoperta che non mi ha lasciata per nulla indifferente, mi sono legata sentimentalmente alla serie televisiva e spero in una sua seconda stagione all’altezza della prima.


Non disponibile all’acquisto su Amazon ma disponibile alla visione su Netflix.


Condividi l’articolo su Facebook o Twitter per farlo conoscere a tutti i tuoi amici, ricordati di seguirmi qui sul Blog e sulla Pagina Facebook per restare sempre aggiornato di ogni contenuto e scopri il mio account Instagram per accedere a contenuti extra in tempo reale!

2 pensieri su “Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

    1. Lei ha un carattere molto particolare e devo ammettere che anche a me è capitato di desiderare di poterla scuotere in certe situazioni. In generale però la serie è stata molto bella e commovente, sono stata molto felice di averla scoperta.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...