Recensione: “King Arthur – Il potere della spada” di Guy Ritchie

Il film

La pellicola del 2017 dal titolo originale “King Arthur: Legend of the Sword” è stata co-prodotta, co-scritta e diretta da Guy Ritchie.

Ispirata a “La morte di Artù” di Thomas Malory, vede nelle vesti del protagonista Charlie Hunnam accompagnato da un cast composto da Àstrid Bergès-Frisbey, Jude Law, Djimon Hounsou ed Eric Bana nei panni degli attori principali. Ad aggiungersi a questi anche Aidan Gillen, Kingsley Ben-Adir, Craig McGinlay, Tom Wu, Neil Maskell, Freddie Fox, Annabelle Wallis, Bleu Landau, Mikael Persbrandt, Geoff Bell, Poppy Delevingne, Millie Brady, Peter Ferdinando, David Beckham, Michael McElhatton e Katie McGrath.

Produzione e distribuzione

Inizialmente intitolato “Knights of the Roundtable: King Arthur”, il film ha avuto rinvii nella distribuzione. L’uscita era inizialmente prevista per il 22 luglio 2016, poi posticipata al 17 febbraio 2017. Il primo trailer del film è stato diffuso durante il San Diego Comic-Con International 2016 ma successivamente la Warner Bros ha fissato l’uscita nelle sale britanniche e statunitensi per il 24 marzo 2017, data che però è stata nuovamente posticipata al 12 maggio 2017.

Nel mentre un secondo trailer è stato pubblicato su YouTube il 20 febbraio 2017 anche nella versione italiana che ha poi accompagnato la messa in onda nelle sale cinematografiche della penisola il 10 maggio 2017.

Le riprese del film si sono svolte tra Stati Uniti d’America, Regno Unito e Australia sul soggetto di David Dobkin e Joby Harold. La sceneggiatura è stata affidata allo stesso Joby Harold accompagnato dal regista Guy Ritchie e da Lionel Wigram per la produzione di Akiva Goldsman, Joby Harold, Guy Ritchie, Tory Tunnell e Lionel Wigram.

Incassi

Contro un budget del film di 175 milioni di dollari l’incasso non è stato sufficiente a coprire i costi, si tratta infatti di soli 148,7 milioni di dollari. Si tratta di un sostanziale insuccesso dal punto di vista commerciale, con la conseguente cancellazione dei sequel, che avrebbero dovuto comporre un’esalogia.

Nonostante il flop cinematografico, al debutto sul mercato home video, il film di Guy Ritchie è invece volato al primo posto sia della lista dei Blu-ray più venduti sia della classifica generale, che combina le vendite complessive di DVD e Blu-ray.

Trailer

Trama

Come è ovvio immaginare la storia tratta di Artù, legittimo re di Camelot e della sua storia. Cresciuto in un bordello di prostitute perché trovato in tenera età sulla riva del fiume da una di loro non ha ricordo della sua infanzia o di chi lui sia davvero, crescendo diventa un abile commerciante e truffatore che protegge il bordello dagli uomini violenti e cerca di far aumentare le entrate per la sopravvivenza collettiva. Il passato di Artù però è più complicato di quello che lui voglia accettare infatti la storia che sta alle spalle di Artù è che Mordred, un grandissimo mago, e i suoi eserciti, si sono scagliati contro Camelot, cercando di stabilire il dominio dei maghi e cercando di soggiogare l’umanità grazie alla magia ma Uther Pendragon (legittimo padre di Artù), re dei britannici, raggiunse il mago durante la battaglia, uccidendolo, distruggendo i suoi uomini e salvando Camelot. Dopo la battaglia il fratello di Uther, Vortigern, orchestra un complotto nei confronti dello stesso re e, sacrificando sua moglie Elsa alle streghe del mare, diventa un cavaliere dalle fattezze demoniache, uccide la regina e successivamente lo stesso Uther Pendragon. Per questo il piccolo erede del regno fugge su una piccola imbarcazione e viene poi trovato a Londinium e cresciuto col nome di “Artù” nel bordello cittadino.

Come detto Artù passa le sue giornate facendosi rispettare tra le strade del paese affiancato dai suoi amici Tristan e Mangiagalli, un giorno i tre si confrontano con un gruppo di vichinghi per alcuni problemi con le donne del bordello ma successivamente lo stesso bordello viene preso d’assalto dalle maschere nere, i soldati di Vortigern, e Artù viene a conoscenza del fatto che i Vichinghi erano ospiti del re e attaccarli ha costituito un reato contro il re stesso. Artù cerca di fuggire dalla città, ma viene catturato dalle maschere nere e messo su una nave con centinaia di altri uomini per essere sottoposto al test della spada – una manufatto magico e misterioso apparso nei pressi del castello di Vortigern – per tentare di estrarla dalla pietra in cui è conficcata. Quando arriva il turno del giovane Artù, egli estrae la spada, ma viene sopraffatto dal potere della stessa, svenendo. Così facendo si viene finalmente a conoscenza dell’identità dell’erede di Camelot che potrebbe sottrarre il regno al re Vortigen e per questo si procede con la sua pubblica morte per eliminare alla radice ogni speranza di rivoluzione.

Il problema però è che un gruppo di persone, da lungo tempo, erano in cerca dell’erede dei Pendragon per riportare il mondo ad un equilibrio sano e benevolo, si presentano alla corte di Camelot e salvano Artù trascinandolo nel nascondiglio di Bedivere – ex comandante di Uther. Da quel momento le cose si complicano notevolmente, Artù deve fare i conti con la realtà e con il peso che gli grava sulle spalle fidandosi di perfetti estranei e accettando un passato che per molto tempo si è rifiutato di vedere pur di riuscire a impugnare la spada e riconquistare il regno.

Curiosità

Secondo i progetti della Warner Bros la pellicola doveva essere la prima parte di una serie di sei film dedicata a Re Artù, ma dopo l’insuccesso commerciale della pellicola i sequel sono stati rimossi.

L’ex calciatore David Beckham appare in un cameo, nella parte dello Sfregiato, una guardia che sovrintende ai prigionieri che tentano di estrarre Excalibur dalla pietra.

Critica

Il film è stato accolto da recensioni generalmente negative da parte della critica tanto che sull’aggregatore Rotten Tomatoes detiene una freschezza del 31% basato su 272 recensioni professionali e con un voto medio di 4.68/10. Sul sito Metacritic il film ha un punteggio di 41/100 basato sul parere di 45 recensioni professionali dal voto medio di 7,2 su 10.

Opinione personale

Non comprendo il motivo per il quale la critica non abbia saputo apprezzare questa pellicola che a mio avviso è una delle trasposizioni e degli adattamenti cinematografici alla storia di Re Artù meglio riuscito per ingegno, fantasia, effetti scenici e colonna sonora. Ho saputo apprezzare tutto nel dettaglio e mi sono follemente innamorata dell’originalità riuscita della storia che è stata adattata in molteplici film ma mai nessuno ha saputo incarnare così bene un punto di vista innovativo – se escludiamo ovviamente la serie tv “Merlin” che è intoccabile sotto questo punto di vista.

In sè è evidente l’intenzione di fare della storia una trilogia perchè la narrazione viene raccontata nel dettaglio permettendo allo spettatore di raccogliere innumerevoli informazioni da aggiungere ad un quadro molto più ampio che si conclude fruendo di più di un film alla volta. I personaggi lasciano molte finestre accostate sul loro passato da scoprire nel tempo, molti caratteri vengono completamente stravolti e tutta la storia prende vita autonoma nel proprio racconto coerente con se stessa. Gli attori e la loro interpretazione lascino completamente soddisfatti dinnanzi a un risultato così ben riuscito e la colonna sonora è un tripudio di meraviglia contemporanea che si incarna perfettamente alla dissonanza delle scene del passato le cui note rimandano comunque ad un presente non troppo distante.

In generale posso solo pensare che la pellicola sia stata rilasciata in un momento sbagliato in cui la critica non era pienamente pronta ad accettare un’opera in realtà molto più che ben riuscita e che forse andrebbe rivalutata da un punto di vista differente. Sicuro è che io abbia trovato la visione di mio totale gradimento e sono profondamente dispiaciuta di non poter gustare un seguito assolutamente gradito.


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