La paura di cadere m’impedisce di alzarmi e afferrare i miei sogni

Sabato 7 Novembre 2020

Non saprei dire quanto tempo sia ormai passato dall’ultima volta che mi sia messa davanti al mio computer a scrivere qualcosa che non fosse un contenuto per il mio blog. Se una volta riuscivo a trovare il tempo e l’ispirazione gusta per scrivere racconti adesso il tempo mi ha prosciugato di quella forza vitale necessaria a credere di poter essere all’altezza delle mie esigenti aspettative. Capita spesso che io guardi le mie opere lasciate a metà con il desiderio di riprenderle per rimetterle a punto e concluderle una volta per tutte eppure qualcosa dentro di me si ferma e mi impedisce di farlo, una vocina in fondo al mio cervello mi ricorda di quante volte io sia rimasta delusa dalle letture di artisti emergenti alle prese con le loro prime pubblicazioni e mi rimprovero da sola affinchè io non faccia parte di tutta quella marmaglia di gente.

Dopo aver scritto per anni recensioni e aver letto una bella cifra di testi sono diventata una lettrice estremamente esigente che però non è in grado di valutare criticamente il proprio operato e, pur di non deludermi da sola, mi rifiuto la possibilità di provarci. Spesso mi metto di buona volontà ma il tempo che passa fa maturare anche le mie idee e mi trovo ad essere un’eterna insoddisfatta che non ha ancora concluso nulla.

Forse deve ancora trascorrere il tempo necessario a portarmi ad una fase di maturazione tale da poter affrontare al problema con la giusta prospettiva o forse non sarò mai in grado di concludere nulla.

Resto comunque speranzosa che un giorno io possa essere in grado di realizzare quel sogno nel cassetto, che io sia sufficientemente forte da poter gestire l’emozione che pubblicare un libro da me scritto comporterebbe. Forse opterò per usare uno pseudonimo e impedire così al mio cervello di credere che sia un’opera realmente mia zittendo il mio ego e la mia megalomania.

Eppure provo una tristezza sconfinata nel guardare quelle mie idee lì a prendere polvere, in attesa di essere finite e rese al pubblico per quello che sono nate. Mi si muove un senso di delusione infinito vedendo quanto tempo sia trascorso dall’ultimo salvataggio del documento oppure osservando la data dell’ultimo appunto per un cambio di direzione di trama. Penso “Quanto potrebbe mai essere difficile?” e apro il file, poi lo guardo e inizio a scrivere, cancello, scrivo, cancello, scrivo, cancello infine mi rassegno e lascio tutto com’è dicendo che non ci riuscirò mai e mi detesto un po’ di più ogni volta.

Credo di avere solo una terribile paura di dimostrare a me stessa che tutto quello che ho sempre voluto non fa per me e così m’impedisco di vedere se invece fa al caso mio e non tento affatto per non dover archiviare un sogno che dura tutta una vita.

Vorrei sollo provare a non dare più tutto questo peso a questa mia passione e ricominciare a viverla con lo stesso trasporto con cui la vivevo quando ero un adolescente. Vorrei smettere di credere così tanto che scrivere un libro potrebbe cambiarmi la vita e soprattutto vorrei smettere di avere così tante aspettative da me stessa. Provo spesso a ricordarmi che se certi autori hanno avuto il coraggio di pubblicare e diffondere certe opere anche io dovrei riuscire a superare questa paura e lanciarmi nel mondo eppure il terrore di venir confusa in mezzo ad un marasma di mediocrità mi fa mancare il respiro e niente, sono un’esigente sognatrice che tanto parla ma conclude poco.

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