Recensione: “Chiamami col tuo nome” di Luca Guadagnino

Il film

La pellicola “Chiamami col tuo nome” è stata diretta da Luca Guadagnino nel 2017 in Italia ed è stata poi diffusa nel mondo col titolo “Call Me by Your Name”. Un film ambientato nel nord Italia degli anni ’80 e che racconta la storia d’amore tra un diciassettenne residente in Italia e lo studente americano più grande.

Presentato in anteprima mondiale al Sundance Film Festival il 22 gennaio 2017 e successivamente distribuito nelle sale del Regno Unito il 27 ottobre 2017 e negli Stati Uniti il 24 novembre 2017. In Italia è stato distribuito dal 25 gennaio 2018 da Warner Bros Entertainment.

Tra il cast che anima le scene vi sono Timothée Chalamet e Armie Hammer nelle vesti dei protagonisti indiscussi accompagnati poi da Michael Stuhlbarg, Amira Casar, Esther Garrel, Victoire Du Bois, Vanda Capriolo, Antonio Rimoldi, Elena Bucci, Marco Sgrosso, André Aciman, Peter Spears e Walter Fasano. Tutti rispettivamente doppiati da Alex Polidori, Davide Perino, Luigi Ferraro, Francesca Fiorentini, Emanuela Ionica, Serena Sigismondo, Gerolamo Alchieri e Carlo Reali.

Produzione e diffusione

La sceneggiatura del film è stata scritta da James Ivory come adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di André Aciman, è da considerarsi come terzo componente della “trilogia del desiderio” di Guadagnino che si compone dei film autoconclusivi “Io sono l’amore” del 2009 e “A Bigger Splash” del 2015. “Chiamami col tuo nome” era in fase di sviluppo dal 2007, quando i produttori Peter Spears e Howard Rosenman hanno opzionato i diritti per il grande schermo del romanzo di Aciman. Ivory inizialmente doveva co-dirigere il film, ma ha finito per scrivere la sceneggiatura e co-produrre. Guadagnino, che inizialmente era stato assunto come consulente di location, è diventato l’unico regista nel 2016. Le riprese principali si sono svolte a Crema, in Italia, tra maggio e giugno del 2016.

Dopo aver visto una prima bozza del romanzo d’esordio di André Aciman nel 2007 i produttori americani Peter Spears e Howard Rosenman acquistarono i diritti del romanzo prima che fosse pubblicato. Prima di trasformarlo in un film, i due invitarono James Ivory a diventare produttore esecutivo dell’adattamento, e Ivory accettò. Tuttavia, Spears e Rosenman si ritrovarono presto in development hell; incontrarono diversi registi e sceneggiatori, ma non riuscirono a trovare nessuno che si impegnasse nel progetto. Anche la programmazione delle riprese in Italia durante l’estate si è rivelata difficile. Frequentatore e conoscitore del nord Italia, Luca Guadagnino è stato inizialmente assunto come consulente per trovare luoghi adatti per girare il film in Italia.Nel 2008, i produttori lo hanno poi scelto per dirigere il film, ma ha rifiutato. Guadagnino è diventato produttore, prima di suggerire di dirigere il film con Ivory, senza alcun accordo contrattuale ancora in vigore.

La sceneggiatura è stata approvata da Aciman, che ha elogiato l’adattamento come “diretto, reale e persuasivo”. La sceneggiatura completa è stata fondamentale per assicurarsi i finanziamenti per la produzione del film. Nel rivedere la bozza della sceneggiatura di Ivory, Guadagnino rimosse una notevole quantità di nudità. Nel 2016, Ivory abbandonò la regia per evitare conflitti, lasciando Guadagnino a dirigere il film da solo e lo stesso Ivory successivamente ha venduto i diritti della sceneggiatura alla compagnia di Guadagnino.

La ripresa del film è durata 34 giorni, si è svolta a Crema e nei vicini comuni di Moscazzano, Pizzighettone e Pandino – nella provincia di Cremona – dal 9 maggio 2016 a giugno dello stesso anno. La locandina ufficiale del film è stata presentata a luglio 2017 mentre il primo trailer è stato diffuso il 1º agosto dello stesso anno. A ottobre 2017 Sony Pictures Classics ha pubblicato una clip intitolata Dance Party in concomitanza con il Coming Out Day, dalla durata di 42 secondi, che mostra i protagonisti ballare sulle note di Love My Way dei The Psychedelic Furs, è diventata un meme su Twitter.

Incassi e premi

Il budget è stato suddiviso in due parti, per l’80% ha contribuito l’Italia con oltre 3 milioni di euro di cui quasi 2 milioni di euro dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e poco più di 1 milione di euro arriva da altri contributi pubblici per un totale di 4,3 milioni di euro totali per la realizzazione del film. Tra i finanziatori internazionali c’erano le case di produzione La Cinéfacture (Francia); Frenesy Film Company (Italia, di proprietà di Guadagnino); RT Features (Brasile) e Water’s End Productions (Stati Uniti). Complessivamente però ha incassato oltre 18 milioni di dollari negli Stati Uniti e quasi 23,8 milioni nel resto del mondo per un totale di quasi 41,9 milioni di dollari (51 milioni di euro abbondanti).

Tra i premi vinti dal film vi sono un Premio oscar nel 2018 come “Migliore sceneggiatura non originale a James Ivory”, un British Academy Film Awards nel 2018 come “Migliore sceneggiatura non originale a James Ivory”, un American Film Institute nel 2017 come “Migliori dieci film dell’anno”, un Gotham Independent Film Awards nel 2017 come “Miglior film” e come “Miglior attore esordiente a Timothée Chalamet”, un Hollywood Film Award nel 2017 come “Miglior debutto a Timothée Chalamet”, un National Board of Review Awards nel 2017 come “Migliori dieci film dell’anno” e come “Miglior performance rivelazione a Timothée Chalamet”, un New York Film Critics Circle Awards nel 2017 come “Miglior attore protagonista a Timothée Chalamet”, un Los Angeles Film Critics Associationnel 2017 come “Miglior film”, come “Miglior regia a Luca Guadagnino” e come “Miglior attore a Timothée Chalamet”, un Boston Society of Film Critics nel 2017 come “Secondo miglior attore a Timothée Chalamet”, un Chicago Film Critics Association nel 2017 come “Miglior attore a Timothée Chalamet”, come “Attore più promettente a Timothée Chalamet” e come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory”, un San Diego Film Critics Society Awards nel 2017 come “Miglior artista rivelazione a Timothée Chalamet”, un Online Film Critics Society Awards nel 2017 come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory” e come “Miglior rivelazione a Timothée Chalamet”, un Florida Film Critics Circle Awards nel 2017 come “Miglior attore a Timothée Chalamet”, come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory” e un “Pauline Kael Breakout Award a Timothée Chalamet”, un Melbourne International Film Festival nel 2017 come “Premio del pubblico al miglior film”, un Santa Barbara International Film Festival nel 2017 come “Virtuoso Award a Timothée Chalamet”, un San Francisco Film Critics Circle nel 2017 come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory”, un Alliance of Women Film Journalists nel 2018 come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory”, un Golden Tomato Awards nel 2018 come “Film della distribuzione limitata meglio recensito” e come “2º posto per il film romantico meglio recensito”, un Austin Film Critics Association nel 2018 come “Miglior attore a Timothée Chalamet”, come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory” e come “Bobby McCurdy Memorial Breakthrough Artist Award a Timothée Chalamet”, un Critics’ Choice Awards nel 2018 come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory”, un Writers Guild of America Award nel 2018 come “Miglior sceneggiatura non originale a James Ivory”, un USC Libraries Scripter Award nel 2018 come “Miglior sceneggiatura a James Ivory e André Aciman”, un Independent Spirit Award nel 2018 come “Miglior attore protagonista a Timothée Chalamet” e come “Miglior fotografia a Sayombhu Mukdeeprom”, un London Critics Circle Film Awards nel 2018 come “Attore protagonista dell’anno a Timothée Chalamet”, un Dorian Awards nel 2018 come “Film dell’anno”, come “Film LGBTQ dell’anno”, come “Miglior interprete dell’anno a Timothée Chalamet”, come “Miglior interprete non protagonista dell’anno a Michael Stuhlbarg” e come “We’re Wilde About You!’ Rising Star Award a Timothée Chalamet” un Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani (SNCCI) nel 2018 come “Film della critica”, un GLAAD Media Awards nel 2018 come “Miglior film della grande distribuzione”, un Golden Trailer Awards nel 2018 come “Best Romance”, un Nastro d’argento nel 2018 come “Migliore montaggio a Walter Fasano”, un Ciak d’oro nel 2018 come “Miglior film”, come “Miglior manifesto” e come “Miglior montaggio a Walter Fasano” un European Film Awards nel 2018 come “Premio del pubblico”, un David di Donatello nel 2019 come “Migliore sceneggiatura adattata a Luca Guadagnino, Walter Fasano e James Ivory” e come “Migliore canzone originale a Mystery of Love”.

Trama

La vicenda ruota attorno alla figura di Elio Perlman, un diciassettenne ebreo-italo-franco-americano (un sacco di cose tutte insieme) che trascorre le vacanze estive nella campagna del nord Italia e che fa per la prima volta i conti con la sua sessualità. Elio è in vacanza con i suoi genitori in una villa immersa nelle campagne del Cremasco, dove suo padre – professore di archeologia – è solito ospitare ogni anno uno studente straniero a sua volta impegnato nella redazione della tesi di dottorato. Lo studente selezionato per quell’estate è un certo Oliver, un ragazzo di ventiquattro anni ebreo-americano molto attraente oltre che intelligente e per nulla timido. La personalità di Oliver mette a dura prova gli equilibri introspettivi di Elio, i due ragazzi sono poli opposti di una stessa medaglia e questo – in un certo senso – affascina il diciassettenne. Per quanto Elio sia abile nel rifugiarsi dietro ai libri o alla stesura di nuove melodie musicali, è calamitato dal nuovo arrivato con cui inevitabilmente lega in un’amicizia un po’ particolare. Tra gite in bicicletta, nuotate e serate danzanti, i due ragazzi giocano ad attrarsi e a respingersi l’un l’altro peccato però che tra i due l’unico a dimostrare un vero interesse sentimentale sembra essere il piccolo Elio mentre Oliver sembra divertirsi ad illuderlo lasciandolo poi a fantasticare inutilmente.

Per evitare di invischiarsi in qualcosa che sicuramente lo farà soffrire, Elio decide di iniziare una relazione con una amica che da sempre prova qualcosa per lui, purtroppo però questo non basta a togliere il bell’americano dai suoi pensieri. Decide così un giorno, durante una passeggiata in paese, di dichiararsi a Oliver per far finalmente finire i suoi pensieri. Di tutta risposta Oliver da al ragazzo un velato due di picche che però poco dopo di trasforma in un bacio nonostante le ammissioni precedenti. Un eterno tira e molla che prosegue per molto tempo fino a che tra i due la passione non sarà talmente tanto intensa da impedir loro di resistervi.

A quel punto starà ad Elio e ad Oliver comprendere cosa sia più importante, se le apparenze sociali o il sentimento che li unisce e che presto dovrà essere messo a dura prova dalla partenza di Oliver per ritornare in patria.

Curiosità

Per la residenza della famiglia Perlman è stata utilizzata Villa Vimercati Griffoni Albergoni, una villa seicentesca disabitata a Moscazzano. Sei settimane prima della produzione, la troupe – tra cui lo scenografo francese Samuel Dehors e la decoratrice Violante Visconti di Modrone – ha gradualmente decorato la casa con mobili, oggetti e decorazioni ispirati ai personaggi. Gran parte dei mobili, compresi i piatti e i bicchieri degli anni ’50, apparteneva a Guadagnino e ai genitori di Visconti. I dipinti, le mappe e gli specchi di ispirazione asiatica provengono per lo più da un negozio di antiquariato di Milano. La piscina utilizzata nel film è stata ricreata da un abbeveratoio comune nella zona. Nei luoghi pubblici sono stati ricreati dei cartelloni pubblicitari sbiaditi delle elezioni politiche italiane del 1983 ed è stata ricreata un’edicola piena di riviste di quel particolare momento storico. La sua squadra fece ricerche approfondite, con l’aiuto degli abitanti di Crema, entrando nelle case delle persone e selezionando le loro foto degli anni ’80.

Hammer e Chalamet, che non hanno dovuto fare un provino insieme, si sono incontrati per la prima volta durante la produzione a Crema e hanno trascorso più tempo possibile insieme per sviluppare il loro rapporto e i loro personaggi. In un’intervista Chalamet ha affermato: “Ci frequentavamo sempre, perché eravamo praticamente gli unici americani lì, e siamo stati in grado di difenderci l’un l’altro e conoscerci davvero”.

Guadagnino ha coinvolto gli attori nella vita dei piccoli centri lombardi, cucinando, mostrando loro dei film nella sua casa e provando con loro le sere prima delle riprese. “Non sono mai stato così intimamente coinvolto con un regista prima, Luca è stato in grado di guardarmi e spogliarmi completamente”, ha detto Hammer.

Il film ha avuto una distribuzione limitata nel Regno Unito e Irlanda il 27 ottobre 2017 e negli Stati Uniti d’America il 24 novembre 2017. È stato distribuito con una censura di tipo R (Restricted), per i minori di 17 anni ovver era necessario essere accompagnati da genitori o da un adulto, a causa dei contenuti sessuali, della nudità e del linguaggio.

Alcune controversie sono nate a causa di una campagna promozionale da parte della Sony Pictures ritenuta “fuorviante”, in cui si tentava di spostare l’attenzione dalla relazione principale, concentrandosi sul rapporto tra il protagonista Elio e la sua amica Marzia. Questo ha generato reazioni negative sui social media, specialmente su Twitter. Per alcuni giornalisti è stato un tentativo disastroso per rendere il film una storia d’amore eterosessuale.

Durante la notte dei premi Oscar 2018, Luca Guadagnino ha confermato che Chiamami col tuo nome avrà un sequel e che sta scrivendo la storia con André Aciman.

Critica

Fin dalla sua anteprima al Sundance Film Festival, “Chiamami col tuo nome” è stato acclamato dalla critica tanto che sul sito Rotten Tomatoes, riceve una freschezza pari al 94% delle recensioni professionali positive basate su 356 critiche dal voto medio di 8,7/10. Su Metacritic allo stesso modo il film ha ricevuto una valutazione di 93 sulla base di 53 recensioni generalmente favorevoli e dal voto medio di 8 su 10.

Opinione personale

Personalmente ho amato alla follia il film che è una lenta scoperta di sensualità e passione tra due anime fragili che a proprio modo combattono le proprie paure pur avvicinandosi l’un l’altra con la curiosità e la passione di cuori innamorati che si riconoscono. Entrambi i personaggi hanno una forza caratteriale dirompente che di definisce con attenzione e cura nelle loro movenze e permette una facile immedesimazione, le musiche spesso raccontano molto più che i dialoghi diretti e in generale tutto il film trasuda estrema realtà. Ogni dettaglio è ben calibrato e ubicato un un contesto di concretezza molto forte e stabile, le scene sono alle volte forti e crude senza però mai sfociare nel volgare.

In generale posso dirmi estremamente felice della visione che è stata in grado di solleticare la mia curiosità e di apprezzare maggiormente due attori a cui già altri prodotti avevano creato in me attenzione. Sicuramente occorre avere una mente aperta per poter fruire della pellicola che temo altrimenti non verrebbe compresa nelle sue note più raffinate e profonde.


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