Recensione: “La nebbia” di Christian Torpe

La nebbia” è una serie televisiva del 2017 realizzata col titolo originale “The Mist”, diretta da Christian Torpe negli Stati Uniti d’America, composta da una singola stagione di 10 episodi e basata sul romanzo thriller di Stephen King. Andata in onda per la prima volta il 22 giugno 2017 dall’emittente televisiva Spike e poi trasferita sulla piattaforma di streaming a pagamento Netflix a partire dal 25 agosto dello stesso anno. Putroppo, al termine della prima ed unica stagione, la storia rimane priva di un finale e viene sospesa la produzione di un sequel.
Diciamo bene che mi sarei aspettata altro ma non sono nemmeno da considerarmi delusa della visione, non capisco come tanti utenti ne abbiano definito una tale catastrofe, forse si sarebbe potuto fare di più ma non si può dire che non sia qualcosa di funzionale soprattutto per quanto riguarda la lentezza di racconto che rende perfettamente l’idea di logoramento e di tempo estenuante trascorso in sopravvivenza all’interno di questa nebbia oscura e misteriosa.

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Recensione: “Fobia d’amore” di Billy Bollo

“Fobia d’amore” è un libro di 49 capitoli esclusi prologo ed epilogo, pubblicato dall’autrice Billy Bollo a maggio 2020 con la casa editrice Independently published e composto da oltre 500 pagine di testo.
I personaggi non sono molto stabili sotto un punto di vista psicologico e i dialoghi tendono ad essere molto irreali nel loro realizzarsi, la velocità con cui tutto si realizza non è coerente con il background narrativo, i personaggi sono molto infantili nonostante l’età, i punti focali della narrazione tendono a modificarsi troppo spesso e l’insistenza con cui ogni cosa si voglia unire insieme in definizione di un pian del destino così marcato è quasi stancante. Continua a leggere Recensione: “Fobia d’amore” di Billy Bollo

Recensione: “L’altra Grace” di Mary Harron

“L’altra Grace” è una miniserie televisiva di origine canadese di sei episodi da circa 45 minuti l’uno, realizzata col titolo originale “Alias Grace” nel 2017, diretta da Mary Harron e trasmessa per la prima volta su CBC Television a ottobre 2017. Pochi giorni dopo la sua messa in onda è stata inserita nel catalogo Netflix per la diffusione del contenuto a livello mondiale.
La storia si basa sull’omonimo romanzo di Margaret Atwood del 1996, ispiratto a una storia vera di omicidio di un uomo benestante e della sua governante e amante, per cui furono condannati uno stalliere e una cameriera.
Per quanto anche la storia vera abbia lasciato fin troppi dubbi che non hanno mai ottenuto risposta certa, mi aspettavo che nella serie televisiva si potesse mettere in luce una psicopatia evidente della protagonista, una malignità più intenzionale o qualcosa che caratterizzasse il suo personaggio. Questo non significa che nel complesso non sia stata una bella visione che lascia moltissime porte aperte al pensiero dell’osservatore ma speravo in qualcosa di diverso. Continua a leggere Recensione: “L’altra Grace” di Mary Harron

Recensione: “King Arthur – Il potere della spada” di Guy Ritchie

La pellicola “King Arthur – Il potere della spada” del 2017 dal titolo originale “King Arthur: Legend of the Sword” è stata co-prodotta, co-scritta e diretta da Guy Ritchie. spirata a “La morte di Artù” di Thomas Malory, è stata rilasciata nelle sale cinematografiche il 12 maggio 2017. Purtroppo no ha ottenuto sufficiente feedback positivi e i sequel sono stati cancellati.
Non comprendo il motivo per il quale la critica non abbia saputo apprezzare questa pellicola che a mio avviso è una delle trasposizioni e degli adattamenti cinematografici alla storia di Re Artù meglio riuscito per ingegno, fantasia, effetti scenici e colonna sonora. Ho saputo apprezzare tutto nel dettaglio e mi sono follemente innamorata dell’originalità riuscita della storia che è stata adattata in molteplici film ma mai nessuno ha saputo incarnare così bene un punto di vista innovativo – se escludiamo ovviamente la serie tv “Merlin” che è intoccabile sotto questo punto di vista.
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Recensione: “Jexi” di Jon Lucas e Scott Moore

“Jexi” è una commedia romantica della durata di 83 minuti realizzata tra America e Canada nel 2019, scritta e diretta da Jon Lucas e Scott Moore per Suzanne Todd e distribuita da Amazon Prime Video per la sua fruizione nel mondo dopo essere stato proiettato nelle sale cinematografiche statunitensi l’11 ottobre 2019.
Una commedia dalle note critiche e satiriche molto evidenti per un occhio allenato ma velate per uno spettatore disattento che spera di trovarsi di fronte ad un mero film divertente, questa pellicola è stata un tripudio di cattiverie per gli utenti medi della tecnologia attuale che tanto si lamentano ma sono i primi ad avere comportamenti incoerenti con le loro stesse affermazioni. La storia è un omaggio agli stereotipi delle nuove generazioni analizzati da un punto di vista critico ed esagerato che mettono a confronto l’assurdo con la realtà. Continua a leggere Recensione: “Jexi” di Jon Lucas e Scott Moore

Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

“Non ho mai…” è una serie televisiva statunitense di 10 episodi di genere comico e drammatico. Creata da Mindy Kaling e Lang Fisher per Netflix con il titolo originale “Never Have I Ever”, composta di una sola stagione distribuita a partire dal 27 aprile 2020 sulla piattaforma di streaming a pagamento e ancora non rinnovata o cancellata per la seconda stagione.
La serie è un tripudio di clichè rivisitati per essere unici nel loro genere in un mix tra Hollywood e Bollywood in cui non mi era ancora capitato di imbattermi, i personaggi hanno fortissime connotazioni indiane e sono altrettanto fortemente legati alla loro cultura seppur siano quasi due decadi che vivono negli Stati Uniti d’America. Sono stereotipi di loro stessi e combattono la volontà di innovarsi al mantenimento delle tradizioni, la loro mente è sommersa di una cultura che vede ancora obbligate le donne ad accettare un matrimonio combinato scelto dai genitori per benefici sociali, le donne non possono avere una loro vita amorosa prima del matrimonio o volontà al di fuori della cura domestica e matrimoniale: uno stile di vita completamente diverso da quello libertino americano quasi privo di valori tradizionali.
Devi ed il padre erano fortemente legati da un sentimento di reciprocità puro mentre con la madre le cose sono estremamente complicate, lei è fredda e rigida, perennemente impostata e distante dalla figlia che vorrebbe unicamente il suo affetto. Dopo la morte del padre Devi fa tutto quello che è in suo potere per fuggire da quel dolore tanto da interiorizzarlo al punto da trasformarsi in un’altra pur di non fermarsi e lasciarsi avvolgere da quella tristezza, mette perfino in dubbio la sua lealtà verso le sue amiche secolari pur di cercare di afferrare un effimera soddisfazione felice per se stessa, non vede cosa le accade attorno troppo occupata a combattere i propri demoni e, semplicemente, si allontana dalla sua vita credendo di fare la cosa giusta. Continua a leggere Recensione: “Non ho mai” di Mindy Kaling e Lang Fisher

Recensione: “Prosciutto e uova verdi” di Jared Stern

“Prosciutto e uova verdi” è stata creata da Jared Stern e prodotta dallo stesso in collaborazione con Ellen DeGeneres, Sam Register, Mike Karz, David Dobkin, Jeff Kleeman e Helen Kalafatic col titolo originale “Green Eggs and Ham”. Composta da una stagione di 13 episodi distribuiti da Netflix a partire da novembre 2019, rinnovati poi per una seconda stagione ancora da rilasciare e ispirati dall’omonimo libro per bambini scritto dal Dr. Seuss del 1960.
E’ davvero difficile non innamorarsi follemente del cartone animato che sa emozionare e divertire allo stesso tempo tenendo lo spettatore in trepidazione davanti allo schermo per tutta la durata degli episodi. Impossibile aspettarsi il finale e l’evoluzione dei personaggi così repentina quanto inaspettata ma totalmente coerente con la narrazione. Insomma, “Prosciutto e uova verdi” è un capolavoro adatto a tutta la famiglia per il suo mix esplosivo e per una comunicazione capace di soddisfare tutti – anche i più esigenti. Continua a leggere Recensione: “Prosciutto e uova verdi” di Jared Stern

Recensione: “Seduzione” di Amanda Quick

“Seduzione” è un romanzo pubblicato per la prima volta nel 1990 dall’autrice Amanda Quick (pseudonimo di Jayne Ann Krentz) col titolo originale “Seduction” e tradotto successivamente in italiano da Silvia Accardi per Arnoldo Mondadori nel 2001.
Un aspetto molto interessante è l’eleganza che permane per tutte le vicende attribuendo alla narrazione una certa classe che fa immergere in un ambiente raffinato ogni frammento di storia. I personaggi hanno un’interessante evoluzione psicologica che – nel dettaglio dei protagonisti – oserei dire quasi inevitabile. Per quanto riguarda invece tutti gli altri personaggi citati si da talmente poco spazio alla loro narrazione che è come se non esistessero per quanto invece si dimostrino spesso essenziali nel corso della storia. La descrizione però è talmente nitida e ben realizzata da creare un universo denso entro cui spostare il proprio sguardo e provare con esattezza i sentimenti espressi. Continua a leggere Recensione: “Seduzione” di Amanda Quick

Recensione dei film: “Tutte le volte che ho scritto ti amo” e “P.S. ti amo ancora”

“Tutte le volte che ho scritto ti amo” del 2018 e il suo sequel “P.S. Ti amo ancora” del 2020sono stati realizzati come trasposizioni dei romanzi scritti da Jenny Han a partire dal 2014. Distribuiti da Netlflix che ha in programma di rilasciare anche il terzo film “Tua per sempre, Lara Jane” entro il 2021. Nei panni dei protagonisti vi sono Lana Condor e Noah Centineo già noti per molti altri lavori cinematografici orientati ai giovani.
La storia d’amore descritta su più capitoli è costellata di difficoltà ma del tutto reale, ogni scena descritta tende ad essere più reale possibile invece che un mero costrutto romantico del tutto irrealizzabile nella vita vera. I personaggi sono credibili e, tutta la vicenda è qualcosa che potrebbe oggettivamente succedere in un contesto reale di un’adolescente sbadata e un po’ sfortunata. Continua a leggere Recensione dei film: “Tutte le volte che ho scritto ti amo” e “P.S. ti amo ancora”

Recensione: “Secretary” di Steven Shainberg

“Secretary” è una pellicola statunitense prodotta nel 2002, diretta da Steven Shainberg e sceneggiata da Erin Cressida Wilson come adattamento cinematografico dei racconti Bad Behavior di Mary Gaitskill del 1988. Il film tratta di tematiche adatte ad un pubblico adulto e aperto essendo disseminato di elementi tipici del black humor, delle pratiche di dominazione sessuale e scene di nudo. Presentato in anteprima in diversi festival cinematografici del 2002 e diffuso ufficialmente il 20 settembre 2002 nei cinema statunitensi.
Un film capace di trattare tematiche che difficilmente vengono affrontate con il gusto rispetto che meritano e finiscono inevitabilmente per essere banalizzate a rapporti sessuali con manette, bende e frustini. In tutta la pellicola emerge con prepotenza la situazione emotiva dei due protagonisti sempre combattuti tra quello che vorrebbero e ciò che è socialmente ritenuto idoneo per la loro posizione, la lotta con se stessi e la loro sessualità percepita come malata e insana. Altro fattore molto interessante è l’analisi del comportamento delle persone che circondano i due protagonisti, ogni personaggio ha una definizione psicologica estremamente chiara ed accentuata nelle sue piccole parti così che tutta la storia possa acquisire, in un certo senso, una focalizzazione zoom mirata alla comprensione diretta della storia e delle motivazioni che spingono i protagonisti a desiderare certe cose non socialmente accettate ma perfettamente adatte al contesto descritto.

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